Roberto R. Corsi

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Moriremo Gabrielli Pettinicchio? Su “Seguirà buffet” di Alberto Forni

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Da un anno a questa parte le mie letture di narrativa pullulano casualmente di quelli che potremmo chiamare “demotivational poetici”, ossia opere che squarciano il velo di Maia – o meglio d’Arcadia – e descrivono più o meno romanzescamente il mondo della poesia come un formicaio di persone poco talentuose, divorate dalla propria ambizione e quasi sempre sfruttate da editori imbonitori motivati dal solito e solo extraprofitto.
Qualcosa insomma da cui il neofita dovrebbe tenersi a debita distanza.
Leggendo I pappagalli di Filippo Bologna e soprattutto Anatomia della ragazza zoo di Tenera Valse ho trovato soprattutto il primo aspetto, la caratterizzazione soggettiva, peraltro ancillare a una personalità più complessa e condito da una più o meno pronunciata cattiveria di base del protagonista. In particolare, nel secondo esempio, la figura del prof. Pensi necessitava narrativamente di un contrappunto arcadico e conformista alla propria bestialità, e la Valse lo rinviene nel suo stucchevole impulso alla produzione poetica, nonché nella pubblicazione con contributo come anticamera di uno sterile riconoscimento culturale e sociale.
Quanto sopra ricorda il mood “lombrosiano-poetico” del bell’articolo a firma Francesco Battistini apparso su La lettura di domenica scorsa, in cui si fa un excursus dei dittatori con la fissa di scrivere versi. Verrebbe insomma da concordare con Platone che nella sua Repubblica praticamente voleva apporre alle porte della città il cartello “io non posso entrare”… con un poeta al posto del cane!

forni

Alberto Forni & son (img dispenser-RAI)

Con Seguirà buffet di Alberto Forni, noto a molti come ideatore e propulsore del divertente iconoclasta e dolceamaro blog Fascetta nera, abbiamo invece uno sguardo più mirato e capillare. L’Autore, da buon osservatore delle tecniche di mungitura della vanità, ci propone una diversa connotazione del personaggio e un contesto più allargato.
Intanto i quattro protagonisti sembrano privi di malizia, al massimo agitati da una certa ostinazione nell’affermarsi e dare un turnover alle proprie finanze o anche solo all’autostima; il problema sta piuttosto in un sottobosco di imbonitori o veri e propri truffatori che, per natura alieno a qualunque valutazione trasparente dell’opera, è assai bene strutturato e dialetticamente preparato nel “lubrificare il dildo”; quest’ultimo a volte dotato di ami antiestrazione (si pensi al tristemente vero fenomeno della fideizzazione dei poeti da parte dell’editore a pagamento, ben descritto da Forni).
Quattro protagonisti, dicevo: un dipendente comunale provato dal destino che si mette a fare il pittore, un “saldatore artista scultore”, una poetessa destinata per censo a una vita noiosa (la nostra eroina si chiama Sara Gabrielli Pettinicchio), uno scrittore ex calciatore della Bagnolese. Quindi lo sguardo verso la “circonvenzione di autori” si amplia e diviene interdisciplinare; ciò anche se le dinamiche restano bipartite: gli artisti visivi vengono gabbati, e pesantemente, al momento della promozione o della vendita, mentre i “letterati”, ratione materiae vorrei dire, vengono costretti (o si motivano per cancerosa egolatria) a sborsare già al momento della pubblicazione, secondo i noti canoni.
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san Godot: nulla gravia sine levibus!

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lfs

(image worky.biz)

oggi si “festeggia” un anno dal fatidico invio, come accennavo qui (a proposito, rileggete anche il finale del post, che si collega a ciò di cui parlerò la prossima volta).

Che fare? sdrammatizzare ovviamente, e allora eccovi un prontuario che avevo scritto tempo addietro come appendice a una silloge serissima… c’entrava come il “derrière” con le quarant’ore, come dicesi da queste parti. Così l’ho espunto e ve lo propongo oggi nell’ambito delle celebrazioni.

Poiché il peso delle facezie in questo blog aumenta considerevolmente, noterete in alto che è nata una sezione Levia che raccoglie Recensiomatic e quest’ultima creatura… aggiornate i segnalibri e… enjoy!

Written by Roberto R. Corsi

30 giugno, 2011 at 11:38

Pubblicato su editori, frivolezze, varie

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rientro margine 128%

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“vedi figliuolo, purtroppo il mercato della poesia…” (frame via http://www.rivieraoggi.it)

evidentemente i giorni festivi m’inacidiscono e rendono insonne: domenica scorsa scrivevo aforismi e stanotte mi sono ritrovato a riconsiderare il famoso book-o-matic (da non confondersi col recensiomatic™: qui, ricordo, trattasi di editore/stampatore “in bianco” che realizza a pagamento un libro a prescindere da quello che ci scrivi dentro). E a incrociare certosinamente i suoi numeri con quelli di una ditta di servizi che, senza autoimporsi il crisma di editore, permette di crearsi un preventivo online per la stampa digitale del proprio libro.
Tramite questo servizio trasparente possiamo indirettamente farci un’idea di quali siano i costi effettivi da cui un editore a pagamento, in quanto imprenditore, deve affannosamente “rientrare”.
Bene, divertitevi (o piangete) da soli. Provate da voi a fare, per ogni voce del volantino, il relativo preventivo di stampa e a comparare il costo col “contributo” richiesto dai nostri dispensatori di liberalità editoriali. Io l’ho fatto inserendo più o meno gli stessi parametri tecnici (escluse quindi composizione e correzione perché sono menzionate come servizi extra). Anzi, in camera caritatis, ho riferito il progetto alla tiratura complessiva e non alle sole “copie che l’autore s’impegna ad acquistare”: facciamo pure che lo scrittore paga tutta la tiratura.
Oltre le spese di stampa, infine, ho compreso nel preventivo online anche le spese per codice ISBN e spedizione dei libri (come credo sarà per book-o-matic, anche se nel volantino non ce n’è menzione).

Non ne avete voglia? Allora ve lo dico io (qui la tabella completa coi risultati).
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Written by Roberto R. Corsi

25 aprile, 2011 at 13:56

recensiomatic

with one comment

Nulla, un gioco che da tempo volevo lanciare, frutto della scherzosa rimuginazione su tante cose che accomunano i critici (me compreso: dunque anche i presunti tali).
In primo luogo su come le recensioni siano spesso una sorta di rettilineo per schiacciare il pedale del nostro frasario più colto (con ciò inducendo spesso l’umano consorzio alla fuga, o ad esclamare “parla ‘ome tu mmangi!“, o peggio)…
In secundis (ecco, vedi? smile) come alcune di esse dicano e non dicano, o dicano cose omnibus, da cui difficilmente un Autore potrebbe dissentire del tutto. Un po’ come quando le lettrici della mano ti dicono “stai soffrendo e nessuno sembra comprenderti“, oppure “sei una persona sensibile e sincera“: mai sentito di nessuno che abbia replicato: “in realtà sono un rissaiolo e ho appena vinto il Pinocchio d’oro“.
Infine la circostanza per cui spesso si è renitenti alla critica negativa e si propende, per quieto vivere, per il silenzio… non sarebbe bello avere invece uno strumento precostituito di risposta?
L’ho pensato così: si manifesta apprezzamento per il lavoro, sempre con due caratteristiche in contrasto; poi si titilla l’ego del poeta con accostamenti altisonanti… ma pregandolo di non dirlo in giro (altrimenti che figura faremmo??!! smile).
Ma, ripeto, si tratta di una celia offerta al vostro spasso. Ho molta ammirazione per il lavoro dei colleghi che quasi sempre mi fa crescere… e soprattutto prometto che le mie critiche saranno sempre basate su letture approfondite al meglio!
Buon divertimento col recensiomatic!

http://recensiomatic.altervista.org

quasi dimenticavo: l’idea di un generatore di sequenze casuali di parole non è troppo originale ed è stata applicata in molti campi, io ho tratto ispirazone (e li ringrazio) dai siti che vedrete figurare sulla pagina del recensiomatic, tra i credits. Di mio ci ho messo i “paroloni” e l’adattamento in linguaggio php.

Written by Roberto R. Corsi

28 gennaio, 2011 at 02:50

Pubblicato su critica, frivolezze, rimuginazioni

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