Roberto R. Corsi

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Posts Tagged ‘Mondadori

La dolcissima gloria, la dolcezza gloriosa: Visioni dell’aldilà prima di Dante

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Vale la pena di segnalarvi questo volume fresco di uscita per Lo specchio Mondadori: si dà spazio a quattro poeti duecenteschi lombardo-veneti in lingua volgare, i cui poemi “pastorali” (in senso ecclesiastico-teleologico: volti cioè al fine della salvezza delle anime) tratteggiano qua e là un oltretomba strutturato in città divine e infernali, paradisi e inferni, proprio come avverrà per la Comedìa dantesca.
L’operazione ha più di un pregio, iniziando dall’equilibrio critico che le conferisce la prefazione del prof. Marco Santagata: lo spirito della riproposizione non è affatto quello competitivo che sottintenda il “c’ero arrivato prima io”. Anche se non è affatto improbabile che Dante abbia avuto esperienza di alcuni testi qui raccolti (soprattutto di Bonvesin e Giacomino, in cui già si assapora il gusto di certe punizioni o zuffe demoniache della prima cantica), la commedia dantesca è, e resta, tanto di più – per stile, per esiti poetici, ma anche per sostanza filosofica, politica, religiosa; e il contributo dell’Autore di Come donna innamorata non manca di segnalarlo già in limine.
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Di che premio sei? Viareggio vs. Camaiore (contiene una proposta)

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francescobelluomini

Francesco Belluomini (foto QN)

Tra il Grand Hotel Principe di Piemonte a Viareggio e l’UNA Hotel Lido di Camaiore ci sono solamente tre chilometri e duecento metri di lungomare; essi però ospitano le serate finali di quelli che probabilmente sono i più importanti premi di poesia in Italia, paese lungo 1291 km e largo 600.

Nonostante questa vicinanza geografica che ricorda un proprium toscano, il campanilismo, i due premi sono diversissimi e scorrerne l’albo d’oro può tradursi in qualche considerazione domenicale.
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#Fortini98

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Lettera22
Celebro il novantottesimo compleanno di questo gigante poetico con le meningi ancora fumanti per essermi sobbarcato l’intero “Oscarone” Mondadori con
Tutte le poesie, pubblicato con la cura di Luca Lenzini. Scelgo un approccio leggero, per spunti e toni eterogenei.

1) Mi sarebbe piaciuto conoscere questo intellettuale, tre anni più giovane di mia nonna (avrei fatto, crudelmente, uno swap? Sì). Magari tra Ameglia, Bavognano e Montemarcello, microterritorio/ “città amica” dove soggiornava e ora riposa. Di lui si narra spesso il carattere spigoloso e polemico. Se mi fossi azzardato a parlargli della mia poesia, immagino che mi avrebbe trattato con sufficienza o sprezzo; io avrei evitato ritorsioni, come spesso mi avviene, essendo timido. Se però mi avesse preso nei miei cinque minuti d’ira repressa, tipo quando i vicini lasciano spalancato il cancello condominiale, gli avrei ribadito con inelegante calembour che ha fatto bene a scegliere il cognome materno anziché il patronimico Franco Lattes. Esempi di possibili titoli avvelenati: “Lattes ai cogl…” per dire, a seconda dei casi, che il personaggio è sfiancante o che la sua poetica è per sprovveduti; “Lattes e i suoi derivati” per definirne gli epigoni pedissequi e sciocchi.

2) A F. si associa immediatamente un’idea di disintermediazione (tanto per stare su un termine di moda; o di poesia Senza mediazione, prendendo il titolo che chiude I destini generali; ancora, si parla di “istanza straniante” o, con P.V. Mengaldo, di “funzione Fortini”): l’affrancamento della poesia dall’io poetante. Leggi il seguito di questo post »

Written by Roberto R. Corsi

10 settembre, 2015 at 08:08

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