Roberto R. Corsi

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Marco Di Pasquale, tre inediti (su Perìgeion)

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Oggi su Perìgeion propongo tre inediti di Marco Di Pasquale. Ringraziandolo per avermi sottoposto le sue poesie, che fan parte di una raccolta in lavorazione, ho preso questo trittico a simbolo di una direzione nuova, rispetto al personalismo ermetico che contraddistingue la precedente raccolta di Marco.

Leggi l’articolo sul sito Perìgeion: Marco Di Pasquale, tre inediti

Written by Roberto R. Corsi

29 giugno, 2016 at 08:35

Pubblicato su autori, Perigeion, poesia

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Auguri, valigia poetica e… un ciuffo d’erba

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seasonsgreetings2015

Auguro a tutti voi e ai vostri cari serene Feste e un 2016 che ci porti empatia (soprattutto!), ispirazione, azione.
Di seguito i libri e i pdf di poesia che mi sono messo in valigia. Molti li devo leggere da mesi e confido di colmare il gap da qui all’Epifania. Chiedo scusa e mi autoflagellerò comodamente nelle pause della Scala40 a soldi, promesso. In attesa di occuparmene, li elenco in ordine di ricezione o acquisto, in modo da incuriosire anche voi:

Viola Amarelli, L’ambasciatrice (autoprodotto in edizione limitata; dal 29/12 ebook gratis Smith&Laforgue);
Roberto Cogo, Deora dé, DotComPress;
Nino Iacovella, Latitudini delle braccia, deComporre Edizioni;
Maria Grazia Insinga, Persica, Cierre/Anterem;
Bernardo Pacini, Cos’è il rosso, Edizioni della Meridiana;
Marco Di Pasquale, Il fruscio secco della luce, Vydia;
Ottiero Ottieri, Poemetti, Einaudi.

Inoltre mi diletterò con qualche poesia di Marco Simonelli, in attesa della presentazione fiorentina, l’8 gennaio, de Il pianto dell’aragosta (Edizioni d’If), evento cui non mancherò e che vi consiglio vivamente di non perdere.

Off topic: ho portato con me anche un libello di racconti brevi e un saggio brillante.

Infine una segnalazione: è uscito da poco il numero 141/142 di Erba d’Arno, trimestrale di letteratura e arte diretto da Aldemaro Toni. Per la seconda volta questa rivista di ottima fattura s’incrocia col sottoscritto: anni fa ebbe il buon cuore di pubblicare la mia nota su un libro di Annalisa Macchia; ora ripropone, in versione light, la bella nota di Giacomo Cerrai alle 56cozze, nota uscita a giugno su Imperfetta Ellisse. Potete trovare la rivista – che merita – presso le librerie Feltrinelli, oppure potete ordinarla via email (ordini@ederba.it) e vi verrà spedita in contrassegno senza costi aggiuntivi.

È tutto per quest’anno; statemi bene! E grazie ai 24 lettori (Manzoni -1, per reverenza) che mi hanno seguito durante il 2015 e non solo.

PSsssst! le cozze son buone anche d’inverno! regalatevele e regalàtele.

Agli antipodi di Brodskij (inedito)

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C'era gente, fidatevi (altre foto a seguire)

C’era gente, fidatevi (altre foto a seguire)

Il reading di mercoledì al Caffellatte si è concluso poco dopo gli undici rintocchi. Oltre a rivedere e applaudire Marco Di Pasquale, ho conosciuto di persona e ascoltato le ottime prove di Novella Torre, Rino Cavasino, Marco Simonelli; ciascuno con la propria carica umana e impronta poetica ben definita.
Non è piaggeria del momento: era la mia prima lettura fiorentina, la seconda in totale, e ho imparato da tutti loro.
Grazie anche a chi ha reso possibile l’evento, ospitandomi o spendendo buone parole sulla mia presunta verve.
Quanto al mio operato, informo i quotidiani i media e gli elettori che sono in riunione tecnica permanente col mio ghost writer e non rilascerò dichiarazioni fino alla vigilia della prossima partita (approx. 2090 d.C.).

UPDATE: Alcune foto scattate da Marco

La scaletta delle mie poesie, per gli irriducibili:
Dalle Cinquantaseicozze ho scelto IIIIXXXV; poi XLVIIXXXI e… un inedito dalla mia prossima, probabilmente impubblicabile raccolta.
Avendolo “giocato” lo propongo pure qui di seguito, per voi.

************

*Il titolo ha per spiegazione il fatto che il grande IB, se non sbaglio, imponesse coraggiosamente sui propri documenti d’identità la professione di “poeta”. Contro tutte le resistenze di quelli che “…e un lavoro serio?”, “[con] la cultura non si mangia” e simili.
Qui siamo, invece, in un non meglio precisato studio, dai contorni semi-inventati.


AGLI ANTIPODI DI BRODSKIJ

“…Che fa di professione?” che me ne sono andato
dall’azienda che era di famiglia
glielo avranno già detto; dunque: “Scrivo…”,
“Ma cosa scrive?” “Libri di poesie…”
“Siamo seri: se li sarà pagati. Io ho pubblicato
Sensualità dell’atto notarile, ma non ci ho messo un soldo.
Anzi ne ho alzati, grazie ai miei studenti…
Pertanto, la mi scusi se mi vanto,
come ogni fiorentino, ma sono più scrittore
di lei”.

Via, metta consulente editoriale,
che non so manco cosa voglia dire;
del resto mi succede ogni mattina,
al risveglio, di perdermi nel vuoto
dell’impostura: colla, schiuma gialla
che cancella ogni refolo d’azione,
ogni lettera del nome e del cognome…

“…È sicuro d’intendere e volere?”
“Mica troppo, maestà”. “Vada, chiami suo padre
nella stanza di là”.

 

Written by Roberto R. Corsi

11 dicembre, 2015 at 12:42

POESIA DOMANI N. 78

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Ci avvicinamo all’epocale multireading di mercoledì prossimo venturo al Caffellatte (cfr. anche mio post precedente). L’ospite specialissimo, come detto, sarà Marco Di Pasquale che in questi giorni sta presentando sul suo blog i poeti impegnati. S’inizia con una lirica intensa di Rino Cavasino e un semi-congedo del sottoscritto (che ringrazia). Continuate a seguire Marco per le poesie degli altri intervenienti…

Il fruscio secco della luce

Tra oggi e mercoledì prossimo Poesia Domani si concentra sull’evento del 9 dicembre Multireading al Caffellatte di Firenze che vedrà la riunione in una session di lettura e dibattito sulla poesia di alcuni bravissimi giovani poeti che gravitano nella città toscana a cui mi accluderò anch’io in una rimpatriata dopo molto tempo.
Per presentarvi questi autori, divideremo la schiera in due puntate appunto, ed iniziamo, seguendo rigorosamente l’ordine alfabetico, da Rino Cavasino, siciliano ma fiorentino d’adozione, che si occupa di poesia in lingua ed in dialetto della sua terra d’origine. I suoi testi sono comparsi in svariate riviste cartacee ed online e si caratterizzano per la loro ricerca sulla materia, sui corpi come cosmi analizzati fino nella loro essenza più muscolare e materica, scavandone il messaggio metafisico, religiosamente universale per qualsiasi lingua e tradizione letteraria.

VARICE

Nel dilatato capillare, come
una ferita che ti sfiora l’iride,
minuscola puntura d’uno…

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Written by Roberto R. Corsi

4 dicembre, 2015 at 19:21

rose, dialètt Milanes e Caffellatte: cronache di un’improvvisa socialità

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Bimbominkieggiando nella Galleria degli specchi, prima della cerimonia.

È domenica e mentre la città brulica piacevolmente di maratoneti (voi favoriti dalla creazione, scriveva Rilke degli angeli), quantomeno esimendo per qualche ora il molliccio scrivente dal quotidiano aerosol di gas di scarico, approfitto per darvi rapidamente conto di una settimana, questa appena conclusasi, densa d’incontri ma anche di progetti a venire. La tiro per le lunghe perché è festa e avete tempo di leggere. Smile.

  • Martedì 24, insieme ad altri relatori eccellenti e all’Autore, ho presentato il libro di Michele Brancale, Rosa dei tempi, presso la Sala degli affreschi di Palazzo Panciatichi. Non lo sapevate? Male! vi dico sempre, almeno per gli eventi, di seguirmi su twitter (@rrcorsi)!
    Bene: salva la bella serata Maceratese di un anno fa, lungo la quale ho solo letto tre mie poesie, non parlavo in pubblico dal 15 marzo 2011! Al di là della conseguente, lieve tensione, ho parlato bene, ho dispensato ironia e autoironia ma, penso, anche qualcosa su cui riflettere, ampliando e cambiando un po’ rispetto alla mia nota, cui vi rimando. La gente si è divertita e ha mostrato apprezzamento, credo. Ho creato un piccolo album fotografico su facebook (altre foto arriveranno, spero).
  • Ieri, invece, un’inaspettata emozione: quella di conoscere e parlare con un gigante come Franco Loi. Qui mi dilungo un po’. Era in programma, presso la splendida giordaniana Galleria degli specchi in Palazzo Medici Riccardi, la consegna del Premio Betocchi. Presenziavo con l’intento di salutare alcuni amici (i proff. Marco Marchi e Sauro Albisani), ascoltare e applaudire, però rigorosamente da posizione defilata. E invece il famoso poeta dialettale, giunto alle 85 primavere e purtroppo molto affievolito nelle facoltà visive, prima mi scambia per qualcun altro, carezzandomi il viso (“chi sei? sai, non ci vedo”); poi a fine serata si profonde con tutti (c’era anche un bel gruppo di persone col bravo poeta Giacomo Trinci). Non so perché, mi ha preso in grande simpatia e dedicato tanto tempo. Abbiamo sceso le scale a braccetto. Il mio petulante addetto al marketing (io stesso) gli ha naturalmente rifilato il libro – che non gli piacerà, perché troppe idee ci dividono. Ma non importa: la cosa più bella è che abbiamo parlato più che altro di calcio (siamo “cugini”, è milanista) e mi ha spiegato l’etimologia del termine baüscia.
    Loi è persona di debordante umanità, comunicativa, voglia di divulgare, bontà (ci mandava i baci quando lo applaudivamo per le letture!). E le poesie dialettali, cui sono un po’ refrattario, quando c’è l’Autore a spiegartele e a dirtele hanno tutt’altro gusto! Ne ha declamate tre, premettendo loro la traduzione italiana: tra queste una gustosissima sulla qualifica di poeta (traducendola in Italiano meglio che nella pagina) e una, lirica e delicata, su Dio.
    È stata una bella cerimonia, per giunta allietata da giovanissimi musicisti del “Dante” (con Telemann, Bach, Pachelbel). Va detto che per fortuna la grande disponibilità di Loi, in coda alla serata, ha sciacquato via il dispiacere dovuto al fatto che un interveniente ha approfittato del suo spazio per fare un – non richiesto, totalmente fuori tema e direi anche di dubbio gusto – megaspot a Renzi e al suo presunto  “impegno per i giovani e la cultura” (tralasciando la facile ironia sul “bonus iPhone” di 500 euro, cosa penseranno della qualità di questo sforzo culturale per esempio le eccellenze artistiche di Maggiodanza, fatta fuori in tronco lasciando 17 giovani tersicorei senza lavoro e un Ente Lirico di rinomanza mondiale senza corpo di ballo?).
    Anche ieri un fotografo professionale ha fatto qualche scatto, spero che mi mandi qualcosa nei giorni a venire; controllate questo post per aggiornamenti.
  • Infine annuncio che la sera del 9 dicembre al Caffellatte, in via degli Alfani 39, poc’oltre l’incrocio con via della Pergola, leggerò alcune mie poesie insieme a brillantissimi poeti (in ordine sparso: Matteoni, Torre, Cavasino, Simonelli). Ideatore di tutto ciò e special guest del reading è Marco Di Pasquale che verrà a Firenze per qualche giorno. Ringrazio lui, Franco Renzi, Bernardo Pacini e gli altri che mi hanno patrocinato come sesto tra cotanto senno poetico. Se ne pentiranno, smile. Se volete venire, i dettagli dell’evento sono su facebook.
    Adesso mi rinchiudo, forse dieci giorni mi basteranno per convincermi che una mezza dozzina di mie poesie non sono poi indecenti.
  • [Ah, mentre non me lo chiedevate ho scritto una quarantina d’inediti. Ora penserò a chi sottoporli. La tentazione, sulla base dell’esperienza, è quella “top or bust”, ovvero a una grandissima o nulla. Ma mi rendo conto che il mio realismo becero, per giunta sempre più votato all’epigramma, è molto offstream, fuori da qualunque collana, forse dalla stessa poesia. Vedremo].

 

Euforia = MC (anche non al quadrato)

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loggiamc

“Loggia Mu” (cit.)

non abbiate paura, non vi ammorberò con autocelebrazioni lunghe un’Olimpiade, non è mia consuetudine.
Nondimeno voglio parteciparvi la mia grande felicità per essere stato scelto tra i finalisti del premio Poesia di strada, ideato e condotto dalla Associazione Licenze Poetiche, e giunto nel 2014 all’edizione XVII.
Arrivare per la prima volta alla final ten di un concorso virtuoso (come chiamo quelli senza alcun contributo e con premi tangibili), partecipando così alla premiazione che si è tenuta domenica scorsa a Macerata, mi ha arricchito sotto tanti aspetti, che vi elenco in ordine sparso:

  • visitare un’affascinante città in cui, nonostante il festival lirico dello Sferisterio e altre vicende esistenziali che me l’hanno idealmente avvicinata, non mi ero mai recato;
  • conoscere tante belle persone di spiccata sensibilità artistica e umanità, che mi hanno fatto sentire tra amici sin dal primo momento, e non solo per gli apprezzamenti spontanei che mi han rivolto; alcune persone le conoscevo di fama e le ho pure in coda di lettura! Altre le ho conosciute in loco e mi hanno ugualmente colpito per le simpatiche e dense conversazioni che ne son scaturite;
  • avere l’onore, riservato a ciascuno dei finalisti, di un’interpretazione di una delle tre poesie da parte di un Artista: nel mio caso un’Artista con l’apostrofo, Giusy Trippetta (grazie di cuore) che si è sobbarcata il peso di lavorare sui miei versi angosciati e interminabili in una tela 50*70, e ne ha colto e sublimato, a mio avviso, ciclotimia dello scrivente e senso del tempo (cronologicamente ed eticamente inteso);
  • leggere in una biblioteca piena di fascino quale la Mozzi Borgetti;

e molto molto altro.

Come dicevo sopra la lista dei ringraziamenti sarebbe lunga. Oltre a Giusy ringrazio l’Associazione presieduta da Alessandro Seri, la giuria per intero, i co-finalisti in formazione compatta, Giuliana Guazzaroni di ADAM, dalle cui mani ho ricevuto l’attestato, tutti coloro che hanno partecipato alla cerimonia e alla piacevole cena che ne è seguita. Vi rimando alla pagina Facebook di Licenze Poetiche per qualche nome in più.
Complimenti ai primi classificati, al vincitore Fabio Orecchini (che ha citato nel suo discorso il grande Giuliano Mesa), alla runner-up Elisa Alicudi (il cui trittico è stato letto mirabilmente da Eleonora Ottaviani) e al bronzo di Alessio Alessandrini (che, Orazio insegna, ha innalzato un monumento più duraturo del bronzo). Ottime le vostre prove, e ho già avuto modo di studiare ieri su carta quelle di Alessio, che benevolmente me ne ha passata una copia di lettura durante la crapula.

E ora, dulcis in funGo (ihih), un po’ di materiale:

  1. qualche foto della serata (e della passeggiata maceratese il giorno seguente);
  2. la breve introduzione alle poesie dello scrivente da parte di Marco Di Pasquale (file mp3 “a sua insaputa”);
  3. nonché, naturalmente, le tre poesie, che pubblico con permesso del Pres. e che, pur presentate come “tre inediti”, avranno da oggi il nome, in caso di inspiegabile futura notorietà del sottoscritto, di Trittico Maceratese – e ci mancherebbe altro!!

I dieci quadri, che rileggono una poesia per ciascun finalista, saranno esposti in varie location a cura dell’Associazione; la prima sarà per certo il Pathos di Macerata, in pieno centro; poi (mi pare) Civitanova e poi ancora (di sicuro) Tolentino. Maggiori informazioni c/o Licenze Poetiche.

A presto amici!!

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