Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Posts Tagged ‘Luigi Fontanella

Nasce il Premio internazionale di poesia GRADIVA – NEW YORK

with 2 comments

Ricevo e volentieri vi estendo il bando della Prima Edizione del Premio, di cui riassumo i dati salienti:

  • questa prima edizione è riservata a libri di poesia italiana pubblicati dal primo gennaio 2011 al primo dicembre 2012;
  • ogni partecipante deve far pervenire il proprio libro entro il 10 gennaio 2013 in sei copie, una per ciascun membro della Giuria;
  • essa è composta, in ordine alfabetico, da: Luigi Bonaffini, Alfredo De Palchi, Luigi Fontanella, Irene Marchegiani, Sylvia Morandina e Anthony J. Tamburri (trovate qualifiche e indirizzi di spedizione all’interno del bando);
  • il vincitore, scelto a metà maggio 2013 tra cinque finalisti, riceverà per premio $1000 e la pubblicazione in edizione bilingue di una selezione del libro, oltre al rimborso delle spese di viaggio e al soggiorno di due giorni per presenziare alla premiazione newyorkese dell’autunno 2013.

Scaricate qui il bando completo in formato PDF, partecipate numerosi e… “che la Musa non abbia il muso!” (autocitazione augurale)

Written by Roberto R. Corsi

5 settembre, 2012 at 09:25

La poesia in rete: rinascimento o anarchia?

leave a comment »

Luigi Fontanella "in azione" durante l'odierna conferenza (foto mia - clicca per ingrandire).

Oggi, presso lo sQuola-CCIS di Via dell’Oriuolo (ove, se ricordate, ebbi modo di parlare un anno fa), era in corso il Convegno Internazionale Our Digital Renaissance. Ho così assistito a una dettagliata prolusione fiorentina di Luigi Fontanella, una sorta di “discorso sullo stato dell’Unione” poetico/internautica (tra l’altro con un paio d’immeritate citazioni del sottoscritto). Il “poetologo”, così come il prof. Fontanella si è definito, ha cercato nella prima parte di illustrare i pro e i contro (forse, nel suo pensiero, prevalenti) del fenomeno della pubblicazione in internet, per poi fornire una rassegna (forzatamente non esaustiva, ma) molto capillare dei luoghi della poesia in rete. Col gentile placet dell’Autore ospito il torso dell’intervento in allegato pdf: lo potete trovare cliccando qui.
Il discorso è stato seguìto da un buona cornice di pubblico attento; il dibattito conclusivo, purtroppo limitato dal poco tempo tra gli interventi, ha visto affiorare entrambi gli orientamenti, con assertori della positività come pure della negatività del fenomeno.
Come chi frequenta questo spazio sa, chi scrive dà (invece) un valore estremamente positivo alla pubblicazione in rete, se non altro perché non vede grosse differenze tra il formarsi del consenso “cartaceo” tradizionale e quello elettronico, almeno quando quest’ultimo passa per la valutazione altrui (una redazione web, un blog tenuto da altri, etc.). Il principio, che spesso assumiamo in partenza, per cui l’editoria cartacea premia sempre e solo la qualità (e non, tanto per dire, la capacità autopromozionale dell’autore o peggio la sua disponibilità di capitale) mi sembra tutto da verificare. Leggi il seguito di questo post »

Written by Roberto R. Corsi

12 novembre, 2011 at 22:52

silenzio si traduce

leave a comment »

Camillo Pennati (foto dal sito anteremedizioni.it)

Questo mio (terzo) esercizio di traduzione è particolarmente rischioso in quanto promana da un poeta… italiano: si tratta di Camillo Pennati (Milano, 1931), che, per la sua assidua frequentazione della cultura e della poesia inglese, utilizza talora questa lingua come modalità espressiva primaria. È il caso del presente inedito del gennaio scorso il cui autografo si trova a p. 34 dell’ultimo numero della rivista Gradiva, preceduto da una nota di Antonello Borra (che ringrazio unitamente a Luigi Fontanella per alcune informazioni sull’Autore).
Nella lettura dell’originale, che ho trascritto d’impeto anche qui sul mio taccuino, mi ha profondamente colpito il flusso sonoro (non a caso si chiude evocando uno streaming sound) privo di punteggiatura, incurante anzi accelerato dalle ridondanze e ripetizioni, affabulatore nel formare un’onda che, muovendo dall’indagine sulla natura “anemofila” del silenzio, monta toccando nella corsa entità atmosferiche poi siderali fino a predire, oltre allo scempio del pianeta, un collasso dell’universo inscritto in un silenzio questa volta “sovrumano”.
Leggi il seguito di questo post »

Written by Roberto R. Corsi

11 ottobre, 2011 at 10:13

Variazione su un tema di Luigi Fontanella

with one comment

Come inavvertitamente posati
in un angolo e poi dimenticati
oggetti d’affezione
una sera donati
per pegni d’amore
incontestati… Anche così
si vince la vita
buffa parata che non chiede venia
e s’offre compunta a tradirti
mentre la stringi per l’ultima volta
(da Oblivion, pag.42)

Scoccàti da un pensiero di mangrovia,
oggetti d’affezione

marciti in qualche teca
propagginàti in polvere
sverniciàti dal tempo –
distanti ma avvitàti
al palmo spalancato nell’estremo
scatto del sé verso amori vietàti,
proibiti preterìti  –
retroeiaculazioni,
funebri vestizioni.

Cuore infante, vuoi dirti
nel varcare il nefasto:
soggetto ad infezione, verso il cuore
ghermito seppellito
malignamente eternamente incedi

e la vita ti sciama invitta a lato.

[inedito 2010, letto ieri]

Written by Roberto R. Corsi

13 aprile, 2011 at 07:24

Pubblicato su inediti, materiale, poesia

Tagged with ,

GRADIVISMO

leave a comment »

copertina GRADIVA

la copertina del numero doppio di GRADIVA 2010

Volendo descrivere con una sola parola cosa avverrà dalle ore 16,30 di martedì 12 aprile presso la Marucelliana si potrebbe usare questo termine che accorpa in sé l’affetto profondo per una rivista+editrice (GRADIVA appunto), cui tanto si deve per la diffusione della poesia italiana negli States e non solo, e il ritrovato DIVISMO del sottoscritto che per una volta metterà da parte la sua motivata ritrosia a leggersi e presenterà un inedito consistente in una variazione su un tema di Luigi Fontanella (dunque quale occasione migliore?).

Fortunatamente per l’audience, molte e ben altre voci si susseguiranno in questo evento che, oltre a introdurre al pubblico l’ultimo numero della rivista, vuol essere una rassegna di testimonianze di chi a Gradiva ha contribuito col proprio lavoro poetico o critico, o di chi come me vi è stato segnalato. Dopo il saluto della direttrice della biblioteca Monica Maria Angeli e gli interventi di Franco Manescalchi Luigi Fontanella e Plinio Perilli, ecco l’autorevole roster alfabetico dei lettori-poeti, coordinato da Annalisa Macchia: Marino Alberto Balducci, Mariella Bettarini, Michele Brancale, Maria Grazia Cabras, Lorenzo (letto da Lucia) Calogero, Massimilano Chiamenti, me medesimo, Maura Del Serra, Alba Donati, Luigi Fontanella, Anna Maria Guidi, Annalisa Macchia, Gabriella Maleti, Alfredo Marchegiani, Piera Mattei, Loretto Mattonai, Massimo Mori, Roberto Mosi, Ivano Mugnaini, Giuseppe Panella, Plinio Perilli, Leandro Piantini, Alessandro Raveggi, Giovanni Stefano Savino, Massimo Seriacopi, Valeria Serofilli, Caterina Trombetti, Liliana Ugolini, Anna Vincitorio.
Come vedete ci sono nomi d’assoluto rilievo, i tempi saranno stretti ma l’occasione d’incontrarli e ascoltarli tutti insieme è considerevole.

Cliccando qui oppure sulla copertina a lato potete scaricare la locandina dell’evento. Vi aspetto!

Luigi, i’ vorrei che tu e Franco ed io…

with one comment

la copertina de "Il cavallo di Cavalcanti" (anno 4 n. 5, autunno 2010)

…fossimo presi per incaRtamento
e messi SU UN GIORNAL ch’ad ogni vento
PEL CIEL VOLASSE al voler vostro e mio…

Salvo l’orrido adattamento, i versi son danteschi ma, per relationem tra uno dei destinatari e titolo de lo giornal (rivista), ben si adattano all’ultima uscita (autunno 2010, anno 4 n. 5) del semestrale culturale Il cavallo di Cavalcanti, edito da Azimut.
Tra le sue 122 interessantissime pagine, questo numero annovera (pp.39-45) il mio intervento di poco più d’un anno fa, quando presentai qui a Firenze il romanzo Controfigura di Luigi Fontanella.
Lo staff del “cavallo”, e in particolare Franco Romanò che ringrazio di cuore, ha dato fiducia alle mie parole a lustro di un romanzo che sta riscuotendo un cospicuo successo tra i lettori e che, in primavera, si giocherà con altri quattro titoli il Premio Letterario Chianti 2011. Utile ricordare, a chi vuole approfondire le tematiche del libro, l’incontro con l’Autore previsto per il 16 aprile p.v. a Tavarnelle.

Oltre ovviamente a consigliare l’opus fontanellianum, è doveroso spendere qualche parola per incoraggiarvi a sostenere la rivista, dalla quale sono rimasto colpito per il gran numero di tematiche d’interesse come interviste eccellenti e panoramiche su letterature poco  conosciute (in questo numero, Slovacchia e Capo Verde).
Absit piaggeria verbis
: davvero un periodico denso, grandangolare e ben realizzato anche quanto a impaginazione, pregio dei disegni ospitati a mo’ d’interludio, qualità cartacea (cosa che piace a noi bookworms).
Come quasi tutto il settore cultura di questi tempi, anche il “cavallo” ha bisogno di ristoro: invito chi ama l’approfondimento letterario di spessore a procurarsene una copia o meglio ancora ad abbonarsi, presso le librerie fiduciarie o i recapiti redazionali.
Anche per questo, provando a fungere da incentivo, ospiterò  qui in rete solo un breve estratto del mio intervento, lasciando il resto del saggio e la vostra eventuale curiosità  legati al cartaceo.
Buona galoppata!

Written by Roberto R. Corsi

7 febbraio, 2011 at 15:46

Maniera e manieri: Gianfranco Palmery

leave a comment »

palmeryI potenti versi di Gianfranco Palmery mi sono venuti incontro grazie a Luigi Fontanella e alla collana di poesia da lui diretta, che annovera come ultima uscita un cólto Giardino di delizie còlto attraverso sette sillogi (1996-2008) e presentato, non senza l’innesto di due inediti, con la traduzione a fronte e la cura di Barbara Carle.
Curioso accordo di personalità diametrali che il poeta romano giunga alla mia conoscenza tramite Fontanella, scrittore estroverso, imbevuto del mondo, in perfetta simbiosi con esso, flâneur per vocazione; all’opposto Palmery appare subito come un virtuoso del distacco, porgendo al mondo (specie felina esclusa!) un Abschied mahleriano… come una città che, riottosa o impossibilitata a espandersi in orizzontale, si cingesse di alte e spesse mura; un maniero che declinasse spanna per spanna i propri cantoni e scorci, senza alcuna malinconia più lunga di quella manciata di secondi che preludono a una “strategia operativa del ritiro”.
Molti sono gli influssi e i paragoni possibili: la curatrice insiste nella prefazione sull’influenza di certa pittura seicentesca (evidenziando implicitamente l’avvicinamento del Nostro col genere e il procedimento della ekphràsis), influenza del resto avvalorata dalla poesia e raccolta che danno il titolo a questo volumetto. Come pure viva è la consonanza col genere barocco della vanitas, e certamente “l’infinità vanità del tutto” si respira ovunque, non solo nelle raffigurazioni iconografiche ma anche e soprattutto in “unghie secreti pelli peli capelli” (i “Pegni” di p.36) o in polveri – microcosmi non già raffigurati staticamente nella biblica escatologica condanna del corpo ma aleggianti a unica testimonianza possibile: “Pulvis per dire «niente», ma la polvere/ è tutto, da per tutto: è l’eterno/ in terra, il sussistente…” (p.120).
Qua e là, complice l’estrema erudizione dell’Autore, ci si può divertire a cogliere o azzardare i richiami più eterogenei: dalle “solitudini alimentari” di Góngora (nella lirica a p.88) a, negli estratti da L’io non esiste una metodica e pertinace dissoluzione che non può non rimandare a Pessoa.
Dal mio punto di vista il prisma della poesia di Palmery si può ricondurre a due grandi insiemi: la teoria del vano e la declinazione del particolare. Per tornare alla nostra similitudine, nel primo gruppo vanno quelle poesie (che fanno capo principalmente alle due raccolte Il versipelle e L’io non esiste – stando a quanto posso leggere qui la più convincente) che, con una perentorietà mista a leggerezza, chiudono il borgo al mondo, ne costruiscono (o meglio riconoscono) la cinta muraria; nel secondo gruppo sta invece tutta l’osservazione artistica naturale o affettiva (da Medusa alle nuvole, ai gatti) che costituisce litania, minuzia ossessiva per il bene-rifugio; in questa parte (quantitativamente prevalente) si ravvisa più direttamente l’influsso della maniera, che del resto echeggia nel titolo di una lirica dall’emblematico inizio: “Se nomino i tuoi occhi, questi/ perdutamente scaduti oggetti/ di poesia, gemine gemme che gli austeri/ poeti antichi incastonavano nei loro versi…”. (p. 20) Peraltro occorre dire che stilisticamente i due insiemi sono comunicanti, con un andamento cocleare e delicatamente ostinato, per ripetizioni allitterazioni assonanze e sinonimi; modalità che marchia tutto l’opus Palmerianum.
È comunque il primo gruppo di poesie, prese dalle sopracitate raccolte, a suscitare in me un senso di maggiore compiutezza, proprio per quella contemplazione dell'”inconveniente di essere nati” che pure è lungi da accompagnarsi a disperati inni ad Arimane: la versificazione sempre consapevole e sicura di Palmery conosce qui una rarefazione emotiva, una sempre “calma fronte” proprio nel momento della teorizzazione più ineluttabile, prodromica all’isolamento. I risultati, di conseguenza, rifulgono: spicca “Dopo la tempesta”, poesia di rara intensità e misura, di sempre placida disperazione, in cui il grigio verdetto non è mai grido ma pioggia tiepida di un perdono da comporre in seguito alla perdita (p.28, leggila anche qui).
Certamente un poeta di levatura non comune, forse poco trendy ma assolutamente sprezzante del pericolo che tale inattualità (del resto necessaria, perché legata all’intimo raccontarsi di un soggetto scevro da quel “fare sistema” così orridamente en vogue per lessico e sostanza) comporta: lo provano anche le note del suo blog Diario postumo, nel quale Palmery svolge il munus di “defunto curatore dei propri pensieri”.

[Gianfranco PALMERY, Garden of delights. Selected poems, a cura di Barbara Carle, New York: Gradiva Publications, pp.125]

una selezione di poesie sul mio taccuino

Written by Roberto R. Corsi

24 gennaio, 2011 at 18:55

presentazione di “Controfigura” di Luigi FONTANELLA

with 2 comments

l’anno nuovo mi vede impegnato, con Irene Marchegiani, a dire qualche parola sull’esordio nel genere romanzesco di una voce poetica importante, della quale ci occupammo diffusamente un anno e mezzo fa: Luigi Fontanella ha dato alle stampe per Marsilio questo Controfigura avvincente e carico di suggestioni. Se ne parlerà martedì prossimo dalle ore 18 presso il CCIS di via dell’Oriuolo 43 (zona Duomo) qui a Firenze. Sarà presente l’Autore che leggendo alcuni passi ci aiuterà a focalizzare al meglio i temi del romanzo. Vi aspetto numerosi e allego la locandina dell’incontro, con tutti i riferimenti (cliccaci sopra per visualizzarla in formato grande).

Written by Roberto R. Corsi

7 gennaio, 2010 at 12:02

Luigi FONTANELLA – Oblivion

leave a comment »

anche stavolta sono alle strette col tempo, per cui mi limito a riprodurre qui l’invito che ho spedito a parte della mia mailing list .
Aggiungo solo tre cose: sono onorato di presentare un tale “big”; spero di esserne all’altezza; accorrete numerosi perché il nome ed il personaggio sono di grandissimo calibro.

——————-

Giovedì 12 giugno alle ore 18, presso la libreria MELBOOKSTORE FIRENZE
(via Cerretani, 16r – adiacenze Piazza Duomo – http://www.melbookstore.it/firenze.php)

presentazione della silloge di poesie
OBLIVION
di LUIGI FONTANELLA
( Rosellina Archinto Editore, 2008 )

Copertina di Oblivion

ne parleranno con l’Autore:
Irene MARCHEGIANI – poetessa e docente di letteratura alla Stony Brook Univ., NY.
Roberto R. CORSI – poeta e critico.

seguirà brindisi con l’Autore

«Nella poesia di Luigi Fontanella c’è una grande libertà di forme e di intonazioni. Egli non prende formalmente partito con violenza; la sua poesia ospita momenti di narratività colloquiale, quasi in prosa, e momenti in cui c’è una tensione lirica molto forte. Si va da estremi di un forte tonalismo a estremi quasi atonali, e questo mi piace molto; è un atteggiamento che coglie molto bene lo spirito con cui oggi si può lavorare sulla poesia» (Giovanni Raboni).

Luigi Fontanella vive attualmente a Long Island dove è Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana presso la State University di New York, alternando frequenti soggiorni in Italia. Poeta, narratore e critico letterario, ha pubblicato 12 libri di poesia, 2 di narrativa e 8 di saggistica. Tra gli ultimi libri pubblicati: Terra del Tempo e altri poemetti (Bologna, Book Editore, 2000, Premio Circe Sabaudia, Premio Minturnae e Premio S.Andrea); Azul (Milano, Archinto, rcs, 2001, Selezione Premio Viareggio); La Parola Transfuga. Scrittori italiani in America (Firenze, Cadmo Ed., 2003); I racconti di Murano di Italo Svevo (Roma, Empiria, 2004); Pasolini rilegge Pasolini (Milano, Archinto, rcs, 2005); Land of Time. Selected Poems: 1972-2003 (New York, Chelsea Editions, 2006, a cura di Irene Marchegiani); L’azzurra memoria. Poesie 1970-2005 (Bergamo, Moretti & Vitali, 2007); Oblivion (Milano, Archinto, rcs, 2008). Dirige la rivista internazionale “Gradiva” ed è fondatore e presidente della IPA (Italian Poetry in America). La sua poesia è stata tradotta e pubblicata in Francia, Inghilterra, Stati Uniti d’America, Spagna e Russia. Nel 2004 è stato nominato Cavaliere della Repubblica dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

LA VS. PRESENZA SARA’ PARTICOLARMENTE GRADITA
CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE/DIFFUSIONE

UPDATE: la trascrizione del mio intervento, riveduta e adattata a nota, è ora disponibile nella sezione Materiale.

Written by Roberto R. Corsi

9 giugno, 2008 at 00:14

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: