Roberto R. Corsi

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Posts Tagged ‘Liliana Ugolini

La Liliana riconquistata

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Soprattutto per chi frequenta questi lidi da tempo, il nome Liliana Ugolini suona familiare ed evoca un’empatia, una condivisione di visione e intenti tradottasi qualche anno fa persino in una collaborazione creativa. Navigare il tag vi darà adeguato conto dei nostri incroci.
Il mio (chissà quanto durevole) cambiamento di stile, avvenuto poco prima delle Cinquantaseicozze che ne risentono in pieno, l’aveva resa guardinga, restando lei coerente e fedele alle sue convinzioni legate alla ricerca sulla parola. In alcuni commenti alla “trasmissione internautica” del 2012, prima dell’ideazione del libro cartaceo, espresse affettuosa preoccupazione. Ma poco prima di Natale il suo “scombinato discepolo” l’ha condotta alla lettura integrale: ne è fuoriuscita una lettera mista di affetto, apprezzamento per il risultato e puntuali rilievi critici; sono molto felice del fatto di avere ritrovato il suo giudizio positivo, nonché di essere autorizzato a proporvi la lettera per intero, qui sotto. Grazie dal profondo del cuore! (immagine dal sito Genesi Editrice)


 

Cinquantaseicozze
di Roberto R. Corsi
Ediz. Italic

Caro Roberto, il piacere di rivederti dopo tanto tempo non si esaurisce all’incontro natalizio ma ho qui il tuo libro “Cinquantaseicozze” Edito dalla Italic che mi assicurerà il piacere di stare con te più a lungo. Intanto ti ringrazio per la dedica che arriva da uno “ scombinato discepolo” ( a tuo dire) che si sta dimostrando da tempo un ottimo poeta e un attento critico letterario e musicale.
Come sai ho via via letto le “cozze” fresche di impatto alle quali a qualcuna a suo tempo ho inviato una frase , preoccupandomi a volte d’un cambiamento che percepivo succedesse in te. Ora rileggendole insieme ho l’impressione positiva d’una introspezione più ragionata, una crescita notevole dell’espressività poetica che si allarga ad un verso prosastico di grande effetto emotivo che arriva fortemente al lettore.
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Written by Roberto R. Corsi

6 gennaio, 2016 at 16:08

Poesia, marketing e Magritte: l’articolo di Di Stefano et alia

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magritte-argonne

René Magritte, La battaglia delle Argonne, olio su tela, 1956, collezione privata.

Buon Ferragosto a tutti.
Le liste di poeti e le discussioni (cicliche a ogni estate) sullo stato della poesia non mi esaltano più di tanto. Tuttavia non si può ignorare l’ormai strafamosa inchiesta a doppia pagina a firma Paolo Di Stefano su La lettura della scorsa domenica (scaricala dal sito LvF). Tutti ne avete parlato e forse scritto; io mi limito all’essenziale ché tra poco mi portano una vassoiata di fritto e va mangiato caldo, sennò si pianta.  

In primo luogo l’ennesima lista/ who’s who, che avrà fatto incazzare qualche escluso. Un pugno di “scuderie poetiche” piuttosto prezzemoline è rimasto fuori, una è stata fatta rientrare dalla finestra da un articolo di Alessandro Trocino, che linko in calce. Qualcuno dirà: ‘sticacchi le liste, sono ontologicamente incomplete e discrezionali. Giusto, ma questa non è la lista di Radio Bitonto Libera (cit.), è quella che esce sul maggior quotidiano nazionale, dunque ha il suo bel peso: effetto marketing e qualche beneficio alle vendite son pressoché garantiti. Mi adeguo, telegraficamente e tralasciando l’opera di espunzione di chi non avrei messo in lista: mancano all’appello perlomeno le voci mature di Liliana Ugolini e Viola Amarelli nonché quelle nuove di Stelvio Di Spigno (1975) e Francesco Targhetta (1979). L’esclusione delle due gentildame m’è particolarmente dolorosa, anche se ha l’attenuante della loro scarsa distribuzione, dovuta a motivi diversi. 

Non mi dilungo sulla poesia viva o morta – rectius: sulla sua diffusione. Una risposta esauriente la dà il raffronto tra alcuni passaggi-intervista nell’articolo: da un lato certa poesia vende, dall’altro – bene dice Enrico Testa – “la figura del poeta-intellettuale non gode più di buona fama ed è sempre meno gradita, sia nei giornali che nell’editoria”. Il fenomeno peggiorerà a spirale perché viviamo nell’epoca del “personaggio pubblico, ergo scrittore”, non viceversa, quindi quanto meno sarai famoso tanto meno avrai chance di essere legittimato come scrittore. Ma in generale, mentre la massa può sempre sperare che un narratore scriva come un adolescente di terza media (ne abbiamo fulgidi esempi a chilometro zero), per il poeta – sviluppando quanto dice Testa nel prosieguo – la ricerca sulla parola o sull’architettura del verso attira su sé antipatia, ostracismo e castighi verbali.

Ma quel che più mi preme è evidenziare il passaggio per me più significativo di tutta l’inchiesta; mi sembra infatti che sia stato sottolineato poco o punto:  Leggi il seguito di questo post »

kiss me/ kismet*: leggendo “Amiral Bragueton” di Paola Silvia Dolci

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PSDolciQuando si sceglie per eponima la nave – transustanziata in persona fisica-Ammiraglio – che condusse Bardamu-Céline in Africa, non ci si può aspettare niente di semplice. Amiral Bragueton di Paola Silvia Dolci, uscito nel 2013 per italic con l’introduzione densa di Ianus Pravo e i bei disegni di Michaela D’Astuto, non traccia una navigazione piana: passa tra molti scogli, e se ne assume il rischio come ogni bravo e coscienzioso stratega.

TIC-TAC-TOE! invita la sezione di apertura, richiamandoci al gioco del tris, dove, come tutti sanno, per vincere bisogna muovere per primi e sperare in una certa “collaborazione” (nel caso del gioco, bietolona) nella mossa seguente di chi risponde. Più che altro mi piace il richiamo al tre perché, nel momento in cui apro il compasso per questa recensione, scorgo proprio una triplice costellazione.

Intanto la cultura vivificata: sistema binario perché questa viene proclamata e, prima ancora, alterum non recognoscens com’è incline a essere dalla nascita, sùbito dolorosamente stupefatta nel riscontrare l’altro da sé: “Tutta la mia vita è lettura” (p. 45); “Lo sconcerto/ è questo invecchiare fuori dai libri/ quello che passa per vita” (p. 32, con eco quasi luziana se si pensa alla chiusura di Aprile-amore).
Questa chiave, che già da sola può illuminare praticamente tutto il libro, mi ha riportato silenziosamente a una forte affinità col mio acerbo esordio, sentimento che non mi ha più mollato.  Leggi il seguito di questo post »

critica te ipsum: la trasparenza secondo Davide Castiglione

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Castiglione

Davide Castiglione (dal sito criticaletteraria.org)

mi piace molto il contributo che Davide Castiglione ha pubblicato a suo tempo sul suo blog e che ora appare su poesia 2.0. Esso fornisce (s)punti e contrappunti importanti ad alcune inquietudini connaturate a quella che forse Zygmunt Bauman chiamerebbe critica liquida, cioè alla moltiplicazione e al frammentarsi degli spazi a disposizione di chi voglia esprimere un’opinione su un’opera letteraria. Non solo il cartaceo, non solo siti e blog (gli strumenti da me preferiti), non solo social network generalisti oppure dedicati alla letteratura, ma anche, ad esempio, lo spazio commenti dei siti di vendita libri online, che suppongo possa spiegare qualche concreta influenza all’atto di mettere un oggetto nel carrello. Ho osservato perfino operazioni ben al di là della soglia della correttezza ermeneutica, in cui si intrecciano giudizio critico logica commerciale e appetito bibliofilo, di questo tipo: leggi il primo capitolo del libro in vendita – fai una recensione sul nostro sito – potrai vincerne una copia.

In ogni caso il confine tra giudizio e critica sta sfumando (del resto, etimologicamente parlando, criticare vuole dire semplicemente giudicare), il composto è sempre più instabile e incontrollato, e questo provoca reazioni nervosette da parte degli autori laureati o dei redattori consacrati. D’altra parte, essendo abbastanza probabile che questa liquefazione critica non si arresti anzi al contrario viaggi sempre più spedita, una qualche esigenza di qualificare il giudizio può essere condivisibile, utile al lettore ma anche all’addetto ai lavori.
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il Prometeo secondo Maria Pia

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Maria Pia Moschini

Maria Pia Moschini durante una performance (foto Marco Zoli su literary.it)

Il Teatro è vuoto. L’Orchestra assente.
Nello spazio disabitato stormi di uccelli tentano la fuga, una migrazione precipitata attraverso la cupola di cristallo in uno spazio acustico.
L’apertura si richiude sul loro urlo impazzito ed io qui, immersa nella mia non consapevolezza, tento di convogliare ali e grida attraverso porte e tendaggi, mostrando la luce.
Così i versi di questo Prometeo, saggio poetico di Roberto R. Corsi e Liliana Ugolini, piovono dall’alto e si ribellano alle strettoie della pagina, al rigido incolonnarsi delle parole.
Il mito si adorna di luci e promesse, al di là di ogni decifrazione: l’evasione dal modulo concettuale mi conduce su una rupe altissima da cui posso contemplare l’insieme.
Colori in dissolvenza si annodano a suoni ben definiti, codificati. Afferro le immagini ridotte a pagine per una violenza necessaria, fuggite dalla fluorescenza dello schermo, e avverto il puntiglio di una suggestione /soggezione.
L’attacco di panico è in agguato… il vuoto culturale non lascia spazio a ricerche improvvisate.
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Written by Roberto R. Corsi

23 gennaio, 2012 at 09:51

Gli occhi di Prometeo (2009)

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Gli occhi di Prometeo

R.R. Corsi e L. Ugolini, Gli occhi di Prometeo, 2009, pp. 34. Clicca per accedere alla pagina di download

Dopo circa un biennio dalla sua ultimazione esce la plaquette che ho scritto assieme a Liliana Ugolini. La ospita (grazie!) il sito di Francesco Marotta, La dimora del tempo sospeso, che l’ha benevolmente incorporata nella collana La Biblioteca di Reb Stein, come venticinquesimo volume.

La potete trovare partendo da questa pagina (o cliccando sulla copertina qui di lato) e accedendo tramite il link al PDF, che è ottimizzato per la visualizzazione a due pagine affiancate, con la prima pagina come copertina, proprio come un libro. Suggerisco dunque di salvarne una copia sul proprio computer e leggerlo offline, meglio se con Adobe Reader, per il quale è già predisposto. Suggerisco anche la lettura a schermo intero (premendo F11).

Se invece volete un assaggio prima di scaricare, qui Francesco opera una scelta di liriche in abbinamento ad alcuni video del poema sinfonico cui si fa astrattamente riferimento.
Si tratta peraltro di una divagazione assai libera non tanto sulla partitura di Skrjabin quanto sul suo punto di partenza, ossia sul possente apparato sinestesico (nota-> colore-> “stato”) che il compositore ha assunto. Mentre nel poema del fuoco questa tavola è presa come alfabeto, noi ci siamo mossi in senso orario e antiorario, meditando sulle sue vertebre.

Vi auguro buona lettura invitandovi, per ogni commento, a usare preferibilmente lo spazio in calce alla pagina di download del libro (su La dimora), onde far confluire le vostre annotazioni con quelle che giungeranno da altre vie.
Concludo naturalmente rimarcando il privilegio e l’onore di aver lavorato fianco a fianco con una poetessa la cui voce e sensibilità, come sa chi frequenta questi lidi, posso tranquillamente annoverare tra quelle che più m’influenzano.

Aggiornamento: la mia metà del libro (l’occhio sinistro?) è presente nella mia antologia in formato ebook.

Written by Roberto R. Corsi

3 novembre, 2011 at 16:38

GRADIVISMO

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copertina GRADIVA

la copertina del numero doppio di GRADIVA 2010

Volendo descrivere con una sola parola cosa avverrà dalle ore 16,30 di martedì 12 aprile presso la Marucelliana si potrebbe usare questo termine che accorpa in sé l’affetto profondo per una rivista+editrice (GRADIVA appunto), cui tanto si deve per la diffusione della poesia italiana negli States e non solo, e il ritrovato DIVISMO del sottoscritto che per una volta metterà da parte la sua motivata ritrosia a leggersi e presenterà un inedito consistente in una variazione su un tema di Luigi Fontanella (dunque quale occasione migliore?).

Fortunatamente per l’audience, molte e ben altre voci si susseguiranno in questo evento che, oltre a introdurre al pubblico l’ultimo numero della rivista, vuol essere una rassegna di testimonianze di chi a Gradiva ha contribuito col proprio lavoro poetico o critico, o di chi come me vi è stato segnalato. Dopo il saluto della direttrice della biblioteca Monica Maria Angeli e gli interventi di Franco Manescalchi Luigi Fontanella e Plinio Perilli, ecco l’autorevole roster alfabetico dei lettori-poeti, coordinato da Annalisa Macchia: Marino Alberto Balducci, Mariella Bettarini, Michele Brancale, Maria Grazia Cabras, Lorenzo (letto da Lucia) Calogero, Massimilano Chiamenti, me medesimo, Maura Del Serra, Alba Donati, Luigi Fontanella, Anna Maria Guidi, Annalisa Macchia, Gabriella Maleti, Alfredo Marchegiani, Piera Mattei, Loretto Mattonai, Massimo Mori, Roberto Mosi, Ivano Mugnaini, Giuseppe Panella, Plinio Perilli, Leandro Piantini, Alessandro Raveggi, Giovanni Stefano Savino, Massimo Seriacopi, Valeria Serofilli, Caterina Trombetti, Liliana Ugolini, Anna Vincitorio.
Come vedete ci sono nomi d’assoluto rilievo, i tempi saranno stretti ma l’occasione d’incontrarli e ascoltarli tutti insieme è considerevole.

Cliccando qui oppure sulla copertina a lato potete scaricare la locandina dell’evento. Vi aspetto!

“Rosso su rosso”: l’enciclopedica imperscrutabilità in Gioco d’ombre sul sipario di Liliana Ugolini

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Liliana Ugolini - Gioco d'ombre sul siparioVorrei partire, a mo’ d’introduzione, dal sottotitolo ut fabula poesis e dalla sua precisa ascendenza letteraria. Col passo ut pictura poesis (contenuto nell’epistola ai Pisoni meglio nota come Ars poetica) da cui deriva la parafrasi del sottotitolo, Orazio vuole intendere che, come nella pittura, esiste una poesia che piace maggiormente se vista da vicino, cercandone la comprensione immediata, e un’altra che piace se guardata da lontano, o rimuginata, o analizzata con un occhio critico.
Liliana Ugolini ha scelto, con coerenza, di trasfigurare questo inciso alludendo alla favola, su cui tornerò tra pochissimo; ma mi si consenta di usare il riferimento pittorico alla bifocalità dello sguardo per partecipare la mia visione della poesia dell’Autrice.
Liliana, cui sono legato da un’amicizia personale prima ancora che da una comunanza del sentire su molti aspetti cruciali del “pianeta poesia”, ha un concetto di poesia come lavoro (ama molto sottolineare questa identità), il cui risultato è lontano anzi antitetico rispetto a un confortevole (per il lettore!) semplicismo, sostanziandosi invece nel proporre uno strumentario espressivo denso, che chiama con forza il lettore alla sfida, a gettarsi totalmente nell’opera, senza risparmio.
Siamo dunque nell’ambito della poesia-pictura oraziana da rimirare da lontano, da fare oggetto di attenzione e meditazione, da portare con sé a lungo: il risultato sarà una meditata scoperta, una “meditata meraviglia”.

Ho avuto il piacere e l’onore di occuparmi anche pubblicamente dell’arte di Liliana Ugolini e studiandola mi sono reso conto di come questa complessità comportasse l’opportunità di tenere presente, per ogni volume, anche il percorso che si snoda attraverso i volumi precedenti.
Credo che l’opera Ugoliniana, opera maestosa e quantomeno trentennale, sia innervata su due tematiche caratteristiche, Leggi il seguito di questo post »

Written by Roberto R. Corsi

16 marzo, 2011 at 14:47

Ugoliniana

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Liliana Ugolini - Gioco d'ombre sul sipariotalora accadono cose incredibili, tipo che io mi ricordi di segnalare per tempo un mio intervento critico.
Ecco, tra poco meno di un mese, ossia martedì 15 marzo, sarò alle Oblate (primo piano) a parlare di un libro recente di Liliana Ugolini, Gioco d’ombre sul sipario, edito da Anterem. Assieme a me, oltre all’Autrice, ci sarà Giuseppe Panella. L’incontro, che inizierà credo alle ore 17, è inquadrato tra gli appuntamenti di Pianeta Poesia.
Il libro di Liliana è, al solito, densissimo, un tassello nuovo e coerente del mosaico che da decenni la poetessa sta instancabilmente elaborando.
Molti sono i punti in comune con la precedente produzione ugoliniana, su cui ho avuto modo di soffermarmi in passato, e che ha il binario andamento della fiabola (fiaba-parabola), alternando momenti di riflessione teoretica a exploits in cui tutto lo scibile o il sensibile diventa (s)oggetto rappresentativo.
Il risultato è complesso e come tale polisemantico, affascinante, qualitativamente significativo in sue molte parti.
Spero che sarò all’altezza del testo e dell’evento, il quale potrebbe, per una serie di motivi che vi saranno noti più avanti, costituire l’ultima possibilità di sentirmi parlare in pubblico, o una delle ultime (niente allarmismi: semplicemente un progetto di lavoro).

Completa la panoramica un evento meno risalente, questa volta presso la casa di Dante, domenica 27 febbraio alle 17, quando Liliana e Vincenzo Lauria presenteranno il loro manifesto artistico (colmo di liriche inedite) Oltreinfinito. Un movimento ad adesione aperta (scansiono l’ultima pagina dell’opuscolo, anche per ingolosirvi verso l’incontro del 27) col quale si cerca di discutere il fondamento del proprio disporsi in poesia, trovandolo nell’estroversione – come suggerisce il titolo – e in definitiva tentando di scuotere certe coscienze da un intimistico torpore autoreferenziale.

Written by Roberto R. Corsi

16 febbraio, 2011 at 12:28

Magnifica Liliana

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con Liliana UgoliniAccolgo con gioia e un filo di emozione la notizia che, tra coloro che domattina (5 giugno, ore 10, Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento) saranno insigniti del Premio Europeo “Lorenzo il Magnifico”, per iniziativa dell’Accademia Internazionale Medicea e dell’Assessorato comunale al Commercio, ci sarà Liliana Ugolini.

Il mondo istituzionale e culturale fiorentino rende così un giusto tributo a un’artista che per oltre un trentennio – dal 1980, anno di uscita della sua prima silloge autoprodotta, Il punto – tanto ha fatto per la poesia (non solo) performativa e multimediale, e per la divulgazione scenica e didattica della stessa.

Come forse sapete, tra me e Liliana è nata prima di tutto una sincera amicizia, favorita dal comune sentire in molte convinzioni relative alla poesia. Entrambi, con tonalità diverse, amiamo confrontarci con Miti e Archetipi; entrambi li riteniamo spesso una valida forma di  codificazione/decodificazione della realtà che ci circonda.
Non faccio mistero di avere appreso moltissimo da lei.

Ho presentato volentieri, due inverni or sono, quello che forse è il suo testo più rappresentativo (in quanto ne comprende tanti): l’opera omnia performativa Tuttoteatro (Joker, 2007). Il mio contributo è poi divenuto un saggio che potete leggere qui, e che –  essendo soprattutto munito di estratti poetici – può forse servire a insinuare curiosità in chi non conoscesse questa particolarissima voce.

Molto altro bolle in pentola. Per festeggiare il lieto evento, vi rivelo qualcosa che pochissimi sanno: lo scorso anno abbiamo lavorato insieme su un’idea/Mito suggestiva che si è tradotta in un ciclo poetico compiuto (questa foto è stata scattata proprio dopo avervi apposto la fine).
Speriamo di potervelo proporre al più presto.

Nel frattempo v’invito  a visitare anche il sito personale, ove troverete la bibliografia completa e molte altre notizie.

Grazie Liliana e… chapeau!

Written by Roberto R. Corsi

4 giugno, 2010 at 04:43

Pubblicato su autori, civetta, premi, varie

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