Roberto R. Corsi

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#Babuk2017

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stens2007

Il volume in cui è presente il saggio di Gaetano (clicca per scheda e ordini)

Sono molto grato alla Associazione LaRecherche per aver confermato il mio ruolo di giurato della sezione narrativa nella terza edizione del premio/concorso letterario Il giardino di Babuk – Proust en Italie.
Lo scorso inverno i vostri racconti mi hanno tenuto compagnia, in certi casi avvincendomi molto. Quindi sarà un piacere ripetere quest’esperienza di lettura.

La terza edizione è intitolata alla memoria di Gaetano Conti, brillante studente fiorentino appassionato di letteratura italiana e latina (suo un saggio su Seneca pubblicato postumo da Olschki), scomparso dieci anni fa, neanche un mese dopo il suo diciottesimo compleanno.

Ricordo che, come nelle edizioni precedenti, il concorso ha due sezioni (opere di poesia e narrativa che dovranno essere assolutamente inedite, anche su web) ed è doppiamente virtuoso: la partecipazione è completamente gratuita e i premi (destinati al “podio” di ogni sezione) sono cash.
Diversamente dalle edizioni precedenti, l’edizione 2017 ha però una parte “aleatoria”: l’Associazione, come tutti, ha dovuto fronteggiare la congiuntura e in particolare una drastica riduzione delle entrate destinate al montepremi e alle spese organizzative (tra le quali NON rientrano compensi ai giurati: vi leggiamo gratis).
A fronte di questa difficoltà si è lanciata una raccolta fondi che terminerà a fine marzo 2017, il giorno precedente la cerimonia di premiazione.
I premi hanno dunque una parte fissa (200, 100, 50 Euro ai primi tre classificati di ogni sezione) e una parte variabile, legata all’andamento della raccolta; raccolta alla quale preghiamo tutti di partecipare, secondo le proprie possibilità, per garantire uno standard adeguato – e, mediatamente, un futuro – a questo concorso.
Ulteriori forme di sostegno sono allo studio e, se approvate, vi verranno immediatamente comunicate.

Ho scritto tutto. Partendo da questa pagina potrete scaricare il bando (compreso un approfondimento su Gaetano Conti) e visualizzare le modalità della raccolta fondi (compreso il dettaglio delle voci in conto spese).
Prego gli amici che abbiano gli strumenti per farlo di diffondere le informazioni su bando e raccolta (o anche direttamente le risorse linkate qui sopra), in modo da dare massima visibilità alla operazione.

Aspetto i vostri manoscritti, che come al solito mi saranno sottoposti in forma completamente anonima.
[Anche quest’anno rinnovo l’invito, forse inutile visto che lo scorso anno non c’è stato alcun problema, a “giocare pulito” e non chiedermi informazioni confidenziali né malleverie in ordine al concorso; comportamenti che verranno riferiti immediatamente al Presidente della giuria].

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Written by Roberto R. Corsi

15 settembre, 2016 at 10:09

Mitilofili di rango: Alaimo e Campanino

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alacamp

Alaimo & Campanino s.r.l.

È un periodo di altrimenti poco usitata reattività critica alle 56c.
Oggi vi segnalo, in ordine di cavalleria, altri due contributi eccellenti (chi mi segue sui social ne avrà già avuta contezza):

la “recensione del venerdì” del 22 u.s. su LaRecherche, a cura di Franca Alaimo. Franca, attiva su più fronti letterarî sin dal 1989, concede al mio libro un’attenzione generosissima, cogliendone in pieno molte sfumature e prestandogli le sue personalissime lenti focali. Se mi perdonate il paragone – altamente blasfemo ma, giuro, non egotico -, Franca si pone davanti al mio libro come un direttore di fronte a certe pagine di Mozart (il Kyrie eleison/Quia pius es del Requiem o l’incipit della Sinfonia n. 29) in cui c’è da scegliere tra colore chiaro o scuro; e opta prevalentemente per il secondo, ne vede l’aura e la ri-dipinge con la sua analisi. La quale è confortante, direi, dopo una prémiere vague critica in cui si enfatizzava, talora fino al pollice verso, la componente comica del testo (peraltro indubbiamente presente). Insomma, nella nota doppia icona teatrale che ben si addice alle 56c, si dà dignità e contorno anche alla maschera triste, oltre a quella sorridente.
Top quoteI fallimenti privati nella sfera erotica, raccontati dall’autore con varianti e notazioni acutissime, sono metafore di un venire meno dell’adesione allo slancio vitalistico, di uno slittamento progressivo verso l’assurdità esistenziale della vita, che non può essere risolta se non con l’annientamento.
Leggi tutta la recensione sul portale LaRecherche

Quasi due settimane or sono, poi, è apparsa una nota alluvionale sul profilo Facebook di Mario Campanino. La sua tessitura è giocata sul modello stream of consciousness (I’d rather say unconsciousness, visto che a Mario il libro garba) e, con un simpatico ma solido zigzagare, non scevro di punte acuminate verso qualche feticcio d’oggidì, dà conto di un’immediata adesione ai miei versi; adesione anticipata con grande spontaneità, che mi onora, da una raffica di whatsapp entusiasti che mi hanno raggiunto in viaggio sulla “bretella” Lucca-Viareggio; al punto che, fossi stato io al posto di guida, ora vi scriverei dal N.E. oppure con qualche arto spezzato, cercando aiuto in qualche dirupo del bozzanese.
Attenzione però a non buttare tutto in folclore, ingannàti dall’andamento libero e colloquiale! Mario Campanino è poeta, direttore di coro ed eminente musicologo: ha scritto un saggio sul Pierre Boulez compositore e una raccolta, Vendesi uomo, ha ricevuto riscontri al “Lorenzo Montano”. Sul suo blog trovate tutto
Top quote: rrcorsi mi ha fatto ricordare di avere ancora in casa parole scritte da un rimbaud rilke leopardi campana chissà perché e così mi colpisce il pensiero ah quella era la poesia prima dei social, forse anche dopo allora la speranza, e mentre leggo le 56cozze quei ricordi mi rimbombano in mente come le parole d’amore di una sposa rinnegata ogni volta che ho fatto ctrl-alt-canc.
Leggi tutta la nota su Facebook (richiede il login)

Grazie a chi così amorevolmente ha speso il suo tempo per me, buona lettura a tutti.

Written by Roberto R. Corsi

25 luglio, 2016 at 08:27

ripescaggi: indagine tardiva sulla Venere di Urbino (2007)

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La ricordavo due post or sono come esempio di diaphrasis, ed ecco che la cronaca culturale mi dà sponda.
A partire da ieri l’altro fino a settembre la Galleria degli Uffizi e quella dell’Accademia osservano l’orario prolungato di apertura tutti i martedì sera, quando la chiusura sarà alle 22 anziché alle 19.
In particolare, chi ha visitato gli Uffizi la sera di martedì 7 è stato accompagnato da Gabriele Bajo e Giovanni Longhin, attori e musicisti, che han dato «vita a uno spettacolo itinerante negli spazi della galleria, con riferimenti a scrittori e poeti che tra Settecento e Novecento hanno scritto delle opere degli Uffizi» (fonte: Repubblica). Qui il programma

Al solito ci sarebbe da riflettere su questa cesura artistica (oltre Luzi, il nulla?) che presentiamo a turisti provenienti dai quattro angoli della terra. Non sarebbe stato bello un call to poems per viventi?
Va be’. Pur con una scrittura millennial (ma sono nato nel Novecento, anche se comincio a pensare che togliersi gli anni sia opportuno anche in poesia), faccio il mio personalissimo omaggio all’apertura serale rispolverando quanto scrissi del capolavoro di Tiziano (diaphrasis, non mera ekphrasis: annodandolo col mio vissuto; ecco, per esempio, il perché del tardiva).
La poesia, una delle ultime del 2007, confluì nella raccolta All’orza (La Recherche, 2010), nella cui postfazione Giuseppe Panella se ne occupa espressamente, ed è presente anche nella mia autoantologia < 2011
Buona lettura.

Venere di Urbino

INDAGINE TARDIVA SULLA “VENERE DI URBINO” 
(Galleria degli Uffizi)

Laschi il ventre – remoto, svalutato.
Celi il pube – moderno, dirozzato. Somministri
lattescente carnato.

Più avanti sta il pittore
cui prometti – domattina, appagata
uno sguardo d’amore.

Ma Tiziano, maturo ormai, è arte-fatto
nell’incoerenza, nella solitudine
di salvezze minuscole.

Così a sera, modella di borgata
sconsacrata in vestiari, non lo attendi.
Ti corrughi di modi,
gesti dentali, mute circostanze.

Si compie infine il parto
d’olio tela ed addio. Nebbioso, edile
il tempo diluirà la sentenziosa
schiena della fantesca.

_________________________________

PS. Peccato che lo spettacolo sia già avvenuto, spero sia andato bene. Verrà riproposto? Se mai qualcuno volesse tentare un esperimento di recitazione della mia poesia apud Vecellium, sappia che il testo è concesso in licenza Creative Commons BY-NC-ND (citare correttamente autore – non opere derivate – uso non commerciale. Invece per un uso commerciale (inserimento in una pubblicazione etc.) parliamone).
L’immagine del quadro è in pubblico dominio da Wikimedia Commons.

Gabriella Maleti (1942-2016)

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coverIeri, a distanza di una settimana dalla sua scomparsa, ho potuto pubblicare su Perìgeion una scelta di poesie di Gabriella Maleti.
Il link all’articolo lo trovate in calce a queste poche mie righe.
Sempre in calce trovate i collegamenti per scaricarlo in formato ebook (qui a lato ne vedete la copertina).
Si tratta di ben 28 29 poesie [grazie a Marco Simonelli per avermi suggerito di includere anche la prima poesia dedicata a “La donna nana”]; la difficoltà della scelta è già indicativa della buona fattura.
Un cospicuo florilegium, non semplice da seguire dallo schermo del pc; perciò ho fatto in modo che chi è dotato di un ebook reader (o un tablet, uno smartphone etc.) possa scaricarsele e portarsele in giro, magari all’aria aperta.

Gabriella era un’amica da circa dieci anni, e, stante la mia poca socialità che si è riflettuta nella rarefazione delle occasioni per vederci, credo che non sapesse che ho molto apprezzato le critiche che a suo tempo operò al mio libro di esordio.
Essenzialmente mi eccepiva il carattere asistematico della raccolta.
Emiliana d’origine, dunque schietta di natura, diceva – con affetto – pane al pane.
Non credo di avere del tutto recepito il suo consiglio, principalmente per motivi temperamentali, ma ci ho molto riflettuto.
In questi giorni ho ripercorso voracemente la gran parte della sua opera poetica, e mi è risultato evidente cosa intendesse. Anche nelle sue opere più speculative, in cui lo slancio lirico svaria e si avvolge quasi a spirale, resta sempre presente una domanda di fondo. Antropologica, per lo più, e duale: parola e silenzio; ricordo familiare e tempo presente; sonno e morte (ipnos e thanatos, d’accordo, ma soprattutto d’après Pessoa); “prima” (modenese, milanese) e “poi” fiorentino; tramonto della vita e smania di vita (nell’ultimo, notevole, Vecchi corpi, uscito digitalmente per LaRecherche solo tre mesi fa).
Ripercorrere in pochi giorni un poetry span di 33 anni (ho preso in esame le poesie dal 1981 al 2014) mi ha fatto toccare con mano il formarsi di uno stile sempre più definito, in cui il nocciolo di cui sopra si è progressivamente cementato entro una crescente consapevolezza musicale e ampiezza lessicale.
Ciao Gabriella, non ti dimenticherò.

Detto questo, ecco i link alla mia scelta di poesie:
Leggi l’antologia sul sito di Perìgeion: Gabriella Maleti (1942-2016). Una scelta di poesie
Scaricala in formato ebook: ePub oppure Kindle (mobipocket).

Altre risorse per chi volesse ampliare il discorso:
il sito personale (dove si trovano altre poesie, anche ante 1981);
i siti delle Edizioni Gazebo e de L’Area di Broca, realtà editoriali per molti anni condotte assieme a Mariella Bettarini.

Molti libri di Gabriella (cinque sui sette presi in considerazione, più uno di fotografie) sono liberamente scaricabili online per intero, presso l’archivio Gazebo o come ebook LaRecherche. I restanti titoli sono acquistabili c/o Gazebo.

Written by Roberto R. Corsi

4 aprile, 2016 at 08:52

Babuk 2016: a valediction

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ieri si è svolta a Roma la premiazione del concorso letterario Il giardino di Babuk edizione 2016, della cui giuria ho fatto parte. Sapendo da tempo di non poter presenziare, gli ossequi “istituzionali” li ho fatti a più riprese da quel dì; porgo oggi invece i miei rallegramenti ai vincitori e ringrazio tutti i concorrenti della sezione narrativa, che mi hanno idealmente tenuto compagnia dal 15 settembre agli inizi di febbraio, quando ho messo il voto all’ultimo racconto pervenuto.
È stato sorprendente riscontrare una mia partecipazione emotiva, quasi paterna, ai vostri racconti.
Sono stato felice a lungo, per l’endorfina della scoperta, ogni volta che ho trovato pagine scritte bene; mi sono arrabbiato come un tifoso deluso quando l’assenza di cura travolgeva risultati astrattamente buoni e mi costringeva a una valutazione negativa.
Mi è dispiaciuto rivedere al ribasso il giudizio su racconti anche meritevoli ma che presentavano errori di stile e ortografia o vere papere lessicali.
Ci ho pensato a lungo e alla fine ho deciso, a costo di figurare come “grammar nazi”, di essere rigoroso per un motivo fondamentale: i manoscritti finiscono nell’ebook senza revisione.
Quindi prendere solo il lato positivo e lasciar passare gli errori senza segnalarli avrebbe importato un qualche detrimento d’immagine anche per l’organizzazione. Oltre al fatto che la capacità di autocorrezione, visti i chiari di luna, è ormai uno skill imprescindibile anche per gli autori che pubblicano.
Come rovescio della mia pignoleria ho imparato, e qui cada pure il mito del giurato onnisciente, alcuni vocaboli o modi di dire che in precedenza ignoravo.
Nel complesso dunque ho ricevuto più di quanto ho potuto dare. Grazie.

Troverete a questo link (e cliccando sull’immagine) l’ebook appena sfornato da LaRecherche con le prove dei primi dieci classificati di entrambe le sezioni.
Senza disaggregare il dato della giuria mi limito a dire che alla vincitrice, Paola Zeni da Verona col racconto “La ricerca”, ho dato un voto assai lusinghiero pure io. Si tratta di una prova che coniuga ricchezza di stile con padronanza dei tempi narrativi ed emozionali, quindi merita il primo premio.
Ho poi segnalato, motivando, tre racconti non finalisti che mi parevano pregevoli per impianto e originalità di stile; la segnalazione speciale con tanto di pergamena, forse magro bottino per chi aspirava legittimamente a onori e magari a qualche piotta, è stata accolta. Vedremo se sarà possibile riprendere questi racconti, o comunque qualcosa dei loro Autori, in altra sede.

Per quanto riguarda la poesia, per motivi di tempo mi sono solo soffermato – da appassionato, non da addetto ai lavori – sui finalisti. Tra tutte le poesie mi hanno colpito quelle di Caterina Colica, giunta seconda, e Federico Zucchi, classificatosi in quarta posizione.
Buona lettura e all’anno prossimo!

Written by Roberto R. Corsi

21 marzo, 2016 at 17:38

Lo giurai, vi leggerò! In Giuria per il “Babuk” 2016

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babuk

la targa del Giardino napoletano che dà il nome al Premio (col gatto che a sua volta ha dato il nome al Giardino)

Non solo per i bambini toscani: questo martedì 15 è un primo giorno di scuola anche per l’attempato scrivente.
A mezzanotte infatti è uscito il bando di concorso della seconda edizione del Premio Il Giardino di Babuk – Proust en Italie, a cura dell’Associazione LaRecherche. Premio diviso in due sezioni (poesia e narrativa) e assolutamente virtuoso, essendo a partecipazione gratuita e prevedendo una remunerazione cash per il podio dei vincitori.
Quindi consigliatissimo. Sì, pure a te.
Il bando si può scaricare partendo da questa pagina.

La novità è che, mentre l’anno scorso ho gareggiato con tre poesie, quest’anno cambierò ruolo e farò parte della Giuria nella sezione narrativa!
È la prima volta che mi viene tributata una tale apertura di credito e voglio qui ringraziare Roberto Maggiani, Giuliano Brenna e la redazione tutta, oltre all’augurare buon lavoro ai colleghi.

L’impegno sarà notevole e assorbente. Lo scorso anno i racconti pervenuti sono stati ben 412. Calcolando 8 pagine a racconto (poco meno del limite di 15000 battute), ne risultano 3296: grossomodo l’equivalente della “Recherche” proustiana aumentata di un tomo!

Doveroso anche sottolineare che si tratta di un impegno onorario, ossia gratuito.
…Ma come, Corsi? Non c’è conflitto con le tue regole d’ingaggio e in generale con la necessità, che proclami, di retribuire il lavoro intellettuale?
La risposta che mi sono dato è che bisogna sempre pesare gli interessi in conflitto; in questo caso l’opportunità di sostenere e preservare i premi virtuosi (sempre più rarae aves del panorama), quindi mediatamente di aiutare gli scrittori emergenti, prevale su quella, pur importante, della retribuzione ai giurati. Questo auspicando che un giorno, anche grazie al commitment mio e dei colleghi, altri finanziatori possano affiancare l’attuale (che vuole restare anonimo), quindi ci sia spazio sia per mantenere la gratuità d’accesso e il premio in danaro, sia per un equo onorario per i giurati.

Non vedo l’ora di cominciare. Coraggio, narratori: fatevi avanti! Mi aspetto soprattutto che mi facciate passare qualche mese di letture piacevoli.

Post Scriptum, forse superfluo ma utile da ribadire. Vi prego di non segnalarmi voi stessi o chicchessia, non chiedermi nulla riguardo al mio operato (che, ricordo, si svolge su testi resi anonimi), e in generale di non porre in essere condotte in violazione del regolamento: sarò inflessibile nel riportare immediatamente qualunque episodio alla Presidenza.
Grazie per la collaborazione.

Written by Roberto R. Corsi

15 settembre, 2015 at 08:00

premi virtuosi: Il Giardino di Babuk

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sono molto contento che l’Associazione Culturale “La Recherche”, cui come forse sapete mi lega da tempo una stima giunta fino alla proposizione di una silloge sotto il loro marchio editoriale, abbia ideato e posto in essere la prima edizione del suo Premio Letterario!

Quel che è più importante: si tratta di un premio virtuoso a tutti gli effetti, perché da un lato la partecipazione è totalmente gratuita (no spese segreteria, quote di partecipazione o simili), dall’altro i primi tre classificati di ogni sezione riceveranno un premio pecuniario da 200 fino a 500€ (e non il solito “paesaggio agreste lavabile” del Maestro Salcazzj, spesso zio laterale dell’organizzatore).

Interessante poi il meccanismo di votazione: questa sarà espressa in trentesimi come all’università, e i primi trenta classificati avranno una graduatoria finale pubblica. Mi auguro di finire tra loro, onde vedere se ho acchiappato almeno un 18, e poi perché mi piacerà avere un criterio “misurabile” di verifica della mia qualità poetica, in un mondo in cui imperversa il cerchiobottismo critico.

Di fronte a tanta virtù mi resta solo l’invito a partecipare numerosi (sia in poesia che in narrativa): c’è tempo di affinare le proprie opere (assolutamente inedite, anche in rete, mi raccomando), dato che la scadenza è il 1 Marzo 2015.
In bocca al lupo a tutte le parti in gioco. Per il bando e più informazioni consultate:

La sezione dedicata al Premio sul sito LaRecherche
La pagina Facebook

Written by Roberto R. Corsi

11 ottobre, 2014 at 10:13

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splendidior vitro

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è disponibile da poche ore il nuovo ebook di Fabio Pasquarella, Il sasso e la rana, edito da LaRecherche. Partendo da questa pagina, o cliccando sulla copertina qui sopra, si può liberamente scaricare la versione epub o pdf.
Non intervengo con una nota critica per un duplice motivo: da un lato ho avuto il piacere e l’onore di fornire a Fabio, una delle voci nuove che preferisco, qualche consiglio e suggerimento – mai vincolanti; inoltre l’Autore, per questa nuova fatica, ha desiderato espressamente intrattenere (non senza fondamento, considerate le particolarità del suo registro poetico e direi anche dei suoi presupposti teor-et-ici) un rapporto diretto ed esclusivo tra i propri testi e il lettore, senza il filtro di una prefazione o postfazione. Date le due circostanze rispetto il suo dettame anche ex post, limitandomi nel titolo, a mo’ di apprezzamento e ringraziamento, al passo oraziano utilizzato prima di me da Roberto Perrino nel primo commento che trovate sulla pagina dedicata.
Buona lettura.

pasquarellaSR

Written by Roberto R. Corsi

25 maggio, 2013 at 19:12

LaRecherche: fioccano i download, sbocciano gli epub

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logorecherche

Il corvo lettore che campeggia nella pagina ebook de LaRecherche: non so se promani da Poe; io lo chiamo Agatha dal nome del font usato per il logo e i piè di pagina.

Questo post nasce anzitutto come ringraziamento a Roberto Maggiani e Giuliano Brenna, dioscuri de LaRecherche.it (community + libri liberi).
Un thanksgiving che origina da un’evidenza e due calcoli.
Evidenza: All’orza ha toccato (e forse ormai sforato) la soglia dei 666 download.
A meno che non abbiate già letto le mie liriche al contrario (smile) non pensate a questo numero con connotazioni demoniache! rifletto solo ad alta voce sul fatto che, se non mi è sfuggito qualcosa, del mio unico libro cartaceo “solista” sono state invece acquistate (no donate o conferite) nientemeno che 6 (sei) copie.
Calcolo: si può dire che per merito dell’approccio ebook+gratis (e della brulicante community di autori e appassionati che afferisce a LaRecherche) ho raggiunto in queste ore un risultato pari a quello che avrei conseguito mediante 111 (centoundici) titoli in cartaceo. Avrei dovuto scrivere oltre un centinaio di sillogi, giungere all’opus 111 cara agli amanti del pianoforte beethoveniano (e ai collezionisti di musica barocca). E verosimilmente “fumarmi” l’equivalente di un tre vani a Firenze (o di un bilocale in zona di pregio).
Sebbene questo dato sia puramente teorico (presuppone che ogni soggetto abbia effettuato un singolo download), ridurlo anche di uno (opus 74) o due terzi (opus 37) non attutisce il carattere di schiacciante vittoria dell’approccio di cui sopra; da parte mia ero sin dall’inizio convinto della scelta e i numeri mi han dato ragione. Quanto sopra risponde ovviamente in via perentoria a chi mi chiede consigli su che strada prendere per pubblicare…
Grazie a Roberto, a Giuliano, a chi mi ha letto e spesso anche criticato.

Approfitto per segnalare che la cospicua biblioteca de LaRecherche sta adeguandosi al concetto di ebook stricto sensu, rilasciando accanto al formato pdf anche quello epub. La versione epub è già presente per un pugno di titoli compreso il mio (aggiornamento del 4 febbraio); pian piano, a detta dei curatori, la novità sarà estesa a tutto il catalogo.
Ringraziando per la recentissima conversione di All’orza, ricordo agli irriducibili e-inkers che una selezione cospicua di poesie in esso contenute si può già leggere all’interno dell’antologia Il ridursi del tutto a vuoto d’avvenenza, disponibile gratuitamente in formato epub e mobipocket (Kindle).

post factum

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Muovo la bocca come la tua/ che non c’è più.// Nell’effimero il mondo s’offre/ per l’eterno.

Stamattina esce per LaRecherche la seconda silloge di Fabio Pasquarella, dal titolo Girotondo. L’illustrazione di copertina è di Daniela Tieni.
Ringrazio l’Autore per avermi voluto come postfatore e spero di avere còlto almeno qualcosa del suo dire, puntuale e spazioso allo stesso tempo. Fabio aveva attratto la mia attenzione già col suo esordio, come ricorderete, e questa nuova raccolta conserva i tratti salienti della prima prova, ampliando alquanto il raggio tramite una maggiore considerazione empatica dell’umano.
L’ebook si scarica gratuitamente da questa pagina (nella quale si può anche lasciare un commento). Buona lettura!

Girotondo

Written by Roberto R. Corsi

9 settembre, 2011 at 09:17

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