Roberto R. Corsi

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Happy birthday, (paper) mussels!

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mussels
Oggi è il primo e unico compleanno delle famose (più spesso famigerate) #56cozze 
(meglio: della loro uscita in stampa. Loro sono un po’ più vecchierelle).
È il tredici di maggio, ed è pure un venerdì: 
trattasi forse di “avvertimento a cose fatte”? 😉
Auguri!

Written by Roberto R. Corsi

13 maggio, 2016 at 08:40

Nota a scomparire su “India. Complice il silenzio” di Luca Buonaguidi (Italic)

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Luca + Chris @ La Cité (posterized)

“Nell’istante in cui parli di una cosa, essa ti sfugge” (massima Zen)
«Tu mi hai colto/ sono nel tuo palmo/ e altrove» (p. 16)

L’India: l’intero subcontinente, dal Nepal allo Sri Lanka. Vissuto cinque mesi, in solitudine, non semplicemente “visitato”.
Viaggio spirituale, mistico certamente: l’annotatore, che non ama il misticismo e non riesce mai a scriver nulla dei suoi viaggi, ammette di giocare in trasferta.
Si cercano Dio e – molto – la poesia. Essi, soprattutto quando non pensati, compaiono; e, nel momento in cui prende forma nelle sinapsi la loro nominazione, trascorrono.

L’incontro con la poesia può insinuare persino scaglie di una carnalità da noir: «Dea Bianca» ma anche femme fatale che «a sorpresa si avvicina» in un caffè – (p. 23, corsivo mio: «prima d’andare dritti al sodo/ facendomi tornare uomo da fantasma»); per poi uscire «furtiva, dal retro», lasciando «il conto da pagare». Ma è un – efficace – frammento.

Un viaggio che, nella mente dell’Autore, surclassa per importanza i precedenti due (p. 25): «alone/ di tutto ciò che è distante/ il vino, le rose, le parole parlate». Ove peraltro già s’annidava il dubbio poetico del «niente che non dice». Qui siamo al tutto (sia esso niente o qualcosa) che non dice i dettagli, perché (p. 41) «la felicità sta nel toglierli».

Suggerisco di partecipare ai reading che Luca organizza periodicamente con grande energia (mentre scrivo annuncia che tra poco sarà in Piemonte): ho presenziato a quello del 14 scorso presso La Cité, quando alla lettura si affiancavano la proiezione delle belle foto nel libro nonché musica e sonorizzazione di Chris Yan.
Converrete con Luca che le note e le “presentazioni” critiche servono a ben poco; e, con me, che l’Autore, come scrive sempre a p. 41, è visibilmente felice.

[la scheda del libro presso l’editore]
[il sito di Luca con tutti i dettagli]

Written by Roberto R. Corsi

29 ottobre, 2015 at 11:03

“Somiglia più all’urlo di un animale”, Alessio Alessandrini (Italic, 2014); nota brevissima

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alessandriniIl libro che Alessio Alessandrini ha dato alle stampe nel 2014 per la “bianca Italic” ci restituisce copiosamente lo stile di un poeta già in passato gratificato da un importante riconoscimento ossia il premio Camaiore “Proposta” del 2010 (con La vasca, 2008, LietoColle; oltretutto alcune poesie destinate ma editorialmente espunte da quell’esordio sono invece rifluite nel nostro libro). Più recentemente, il terzo premio a Poesia di Strada 2014 (dove ci siamo convivialmente conosciuti) e la semifinale ancora al “Camaiore” ma questa volta “senior” nel 2015, e proprio col volume di cui oggi parliamo, testimoniano un’attenzione critica crescente.
Copiosamente, dico: il titolo d’apres Volponi (è una citazione dalla poesia Il canto) c’introduce a una prova generosa – se non ho contato male sono 90 testi, divisi in più sezioni provvidamente dotate ciascuna di una propria individualità. Trait d’union tra esse è il lirismo di Alessio che tende il filo rosso dei luoghi e delle persone. Il suo registro è musicalmente e lessicalmente raffinato, il suo colore ancora un po’ pastello per la mia personale sensibilità; nondimeno sono ravvisabili gangli di tensione che vanno nella lodevole direzione della trasparenza, di una maggiore carica emotiva ed espressiva. Proprio questi vorrei brevemente evidenziare.

Da un punto di vista qualitativo la sezione più riuscita è, per distacco, quella centrale de La panchina azzurra: in essa, giocata in massima parte sul tema dell’osservazione marina, la plasticità delle istantanee rispecchia mirabilmente un mare abbrutito e posto fuori da ogni melensa retorica: un mare forse papinianamente nemico o figlio degenere; più probabilmente fratello hikmetiano ma di sventura, dalla sorte indissolubile con la nostra. Leggi il seguito di questo post »

Written by Roberto R. Corsi

4 agosto, 2015 at 11:56

kiss me/ kismet*: leggendo “Amiral Bragueton” di Paola Silvia Dolci

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PSDolciQuando si sceglie per eponima la nave – transustanziata in persona fisica-Ammiraglio – che condusse Bardamu-Céline in Africa, non ci si può aspettare niente di semplice. Amiral Bragueton di Paola Silvia Dolci, uscito nel 2013 per italic con l’introduzione densa di Ianus Pravo e i bei disegni di Michaela D’Astuto, non traccia una navigazione piana: passa tra molti scogli, e se ne assume il rischio come ogni bravo e coscienzioso stratega.

TIC-TAC-TOE! invita la sezione di apertura, richiamandoci al gioco del tris, dove, come tutti sanno, per vincere bisogna muovere per primi e sperare in una certa “collaborazione” (nel caso del gioco, bietolona) nella mossa seguente di chi risponde. Più che altro mi piace il richiamo al tre perché, nel momento in cui apro il compasso per questa recensione, scorgo proprio una triplice costellazione.

Intanto la cultura vivificata: sistema binario perché questa viene proclamata e, prima ancora, alterum non recognoscens com’è incline a essere dalla nascita, sùbito dolorosamente stupefatta nel riscontrare l’altro da sé: “Tutta la mia vita è lettura” (p. 45); “Lo sconcerto/ è questo invecchiare fuori dai libri/ quello che passa per vita” (p. 32, con eco quasi luziana se si pensa alla chiusura di Aprile-amore).
Questa chiave, che già da sola può illuminare praticamente tutto il libro, mi ha riportato silenziosamente a una forte affinità col mio acerbo esordio, sentimento che non mi ha più mollato.  Leggi il seguito di questo post »

JABOP! (Just Another Book Of Poems)

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Oggi esce ufficialmente il mio nuovo libro di poesie. Titolo: Cinquantaseicozze. Editore: Italic (Pequod) di Ancona. ISBN 978-88-98505-83-8

Eccomi qui ritratto col prototipo.

proto

Si tratta, e non è instant marketing, delle poesie che giudico con maggior favore: le mie predilette dal 1997 alla data odierna. C’è di buono poi che il libro è distribuito bene, da PDE che da qualche mese è in joint venture con Messaggerie. Quindi dovreste trovarlo/prenotarlo facilmente in libreria, soprattutto nelle Feltrinelli che alle prime verifiche risultano le più fornite (del resto PDE è Feltrinelli!), sennò online: Feltrinelli promette anche qui il servizio più celere, poi Amazon, IBSMondadori store e via di seguito. Tra qualche tempo proverò a fare una mappa delle biblioteche che lo ospiteranno per il prestito; soluzione di lettura da sempre nel mio cuore, perché gratis per voi e gratificante per chi lavora in un luogo che dovrebbe, in un paese normale, essere un fulcro della vita individuale e sociale assai più dello stadio o di uno schermo LCD.
Al momento una copia del libro è disponibile per il prestito presso la Biblioteca di Frascati, un’altra presso la Biblioteca della poesia di Terzo, Alessandria.

Fatemi sapere… hashtag #56cozze su twitter. Monitorerò anche le recensioni che gentilmente vorrete lasciare (v’incoraggio a farlo, critiche feroci incluse) – nelle schede prodotto delle suddette librerie online, o nelle community quali anobii, goodreads, etc. Insomma teniamoci in contatto.

Detto questo, qualche riflessione in più.

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Written by Roberto R. Corsi

13 maggio, 2015 at 08:53

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