Roberto R. Corsi

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Posts Tagged ‘Gustav Mahler

La dolcissima gloria, la dolcezza gloriosa: Visioni dell’aldilà prima di Dante

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Vale la pena di segnalarvi questo volume fresco di uscita per Lo specchio Mondadori: si dà spazio a quattro poeti duecenteschi lombardo-veneti in lingua volgare, i cui poemi “pastorali” (in senso ecclesiastico-teleologico: volti cioè al fine della salvezza delle anime) tratteggiano qua e là un oltretomba strutturato in città divine e infernali, paradisi e inferni, proprio come avverrà per la Comedìa dantesca.
L’operazione ha più di un pregio, iniziando dall’equilibrio critico che le conferisce la prefazione del prof. Marco Santagata: lo spirito della riproposizione non è affatto quello competitivo che sottintenda il “c’ero arrivato prima io”. Anche se non è affatto improbabile che Dante abbia avuto esperienza di alcuni testi qui raccolti (soprattutto di Bonvesin e Giacomino, in cui già si assapora il gusto di certe punizioni o zuffe demoniache della prima cantica), la commedia dantesca è, e resta, tanto di più – per stile, per esiti poetici, ma anche per sostanza filosofica, politica, religiosa; e il contributo dell’Autore di Come donna innamorata non manca di segnalarlo già in limine.
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Cinquantaseicozze/XLV

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XLV.

Ich bin der Welt abhanden gekommen,
sono nel nessundove del niente che realmente desidero.
Non tange il circostante e il ricordo ha la veniale costanza di certo lambrusco
salamino, frizzante ultraleggero. A poche ore dalla fine d’anno
tornano in testa gli affanni di gioventù, quando il cupio
dissolvi, il voler ritrarsi dallo sciame
era cosa nefanda, da affogare in articolate invenzioni, triangolando
l’essere altrove. Ora l’età fa neutra la solitudine e, pur nella smorfia
di un nulla che non appare perché era già qui (ha scostato con palmo deciso
il religioso fondotinta), l’ansia decelera. Due balle agli amici, giusto
per non sentire rozzi fondati compianti, ed ecco distendersi una nebbiosa salvezza.

 

[Cinquantaseicozze – raccolta inedita a puntate]
[opera protetta da plagio mediante marcatura temporale legale – redistribuibile con Licenza CC]

Cozza prec. | Inizio | Cozza succ. (dal 14/10/13 h. 9:00)

Written by Roberto R. Corsi

7 ottobre, 2013 at 08:00

…di tre colori e d’una contenenza

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© hollywoodnews.com

In The tree of life di Terrence Malick il principio da cui tutto si sviluppa e in cui tutto ha termine mi ha fatto pensare, circolarità a parte, alla visione dantesca di Dio: emerge come uno squarcio gassoso in cui sono rappresentati l’azzurro-cyan e un rimbalzare tra rosso e giallo (dunque attraverso l’arancio)
Non sono però troppo d’accordo con la maggioranza dei critici nel vederlo come un atto di fede o addirittura come una preghiera: mi sembra un film che può essere letto sia in chiave religiosa che in chiave naturale – non a caso la voce fuori campo della protagonista sentenzia che ci sono due vie per affrontare la vita: la via della natura e quella della grazia. Proprio la dualità sembra un leitmotiv del film: si parla spesso anche di uomo e donna (diresti di yin e yang) come di mondi in conflitto – e il piccolo Jack recepisce in pieno su di sé queste tensioni.
Quello che è certo è il profondo umanesimo di Malick: ogni singola morte umana, prima nel dolore-interrogazione poi nell’accettazione, chiama necessariamente in causa l’intera cosmogonia. Alla coscienza, violenta od ovattata, della perdita definitiva corrispondono le due parti “spaziali” del film (forse un po’ documentaristica la prima, con recupero di materiali girati anche per altri scopi), cioè la creazione dell’universo e il compimento del ciclo solare, con risvolti simili al finale del leopardiano Cantico del gallo silvestre.
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Mahleriana

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coverPubblico oggi, dopo averlo ripetutamente minacciato su facebook per la disperazione degli amici musicofili, le mie quartine, liberamente ispirate dall’ascolto delle nove sinfonie del sommo Gustav M.
(before you ask: sono solo le prime nove sinfonie, niente decima – che poi è incompiuta – e niente Lied von der Erde – che peraltro l’Autore considerava una sinfonia non numerata, onde sottrarsi mentalmente alla storica deadline delle 9 sinfonie – in effetti potrei pensare a un’aggiunta, prima o poi).

Esse risalgono alla scorsa estate 2009 e hanno concorso, con punta fortuna, all’ultima, appena conclusasi, edizione 2010 del Premio Lerici Pea, nella sezione poesia inedita che, come si conviene a un premio che annovera un’autonoma sezione dedicata “all’opera poetica”, ha visto prevalere un emergente: Valerio Magrelli.

Qui il link diretto alla pagina con le quartine. Buona lettura.
Se volete tentare un ascolto contestuale, non mi azzardo a suggerirvi le edizioni di riferimento per le singole sinfonie, ma una per tutte (e la vedete in alto a sinistra, se ci cliccate sopra avrete anche i dettagli).

Written by Roberto R. Corsi

6 ottobre, 2010 at 12:53

Pubblicato su inediti, materiale, novità, poesia, premi

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