Roberto R. Corsi

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Posts Tagged ‘Giulio Maffii

29 agosto: Et in arcadia ego

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IMG_5744Per uno a cui dà fastidio la calca, il 29 agosto dovrebbe essere un giorno di sollievo; invece ha preso una piega terribile, kafkiana, da un lasso di tempo oggi olimpico.
Avevo preparato un post puntiglioso e lagnoso sulla damnatio memoriae, sull’ipocrisia e soprattutto sulla fine della mia poesia, ma sono argomenti “incaprettàti”: rimuginarci sopra non ha senso, non sposta la situazione o l’attenzione di una virgola, può essere smentito dalle circostanze future.
Meglio scherzare un po’ con la (per me letale, in più sensi) seriosità dei poeti in effigie e limitarsi all’essenziale.

Il 3 agosto scorso ho terminato “Grafite bianca” (o come potrà chiamarsi) con la sua terza sezione.
Ora farò decantare il tutto. Non ho fretta.
Devo riflettere bene, una volta tanto, sul se e sul come rimettermi in gioco.
Nonché sul “r/d-ispetto dei Santi”, per così dire. Perché in poesia vale oltremodo l’aforisma di Balzac per cui “ci sono più santi che nicchie”.
Le Cinquantaseicozze, del resto, erano già pensate come commiato, poi è arrivata questa nuova raccolta che ritengo più equilibrata.
A proposito, se ve li foste persi, mesi fa sono usciti due “spifferi” dalle prime due sezioni di Gb, per opera di Giacomo Cerrai e Giulio Maffii (su Carteggi)… Li ringrazio, ora come sempre.
E vado in spiaggia.
Se un editore NO-EAP volesse visionare in anteprima l’opera compiuta, mi scriva in privato e usi la parola d’ordine SARASTRO.

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Written by Roberto R. Corsi

29 agosto, 2017 at 08:09

“Se ‘l Corsi s’assottiglia non è più lui”: secondo dei #Corsileaks e #Cartevive

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Post cumulativo causa navigazione intermittente.

Ieri mattina Giulio Maffii ha operato su Carteggi letterari la sua selezione di poesie da Grafite bianca, dando così corso al secondo dei #Corsileaks (il primo qui). Grazie per le lusinghiere parole, Giulio: anche se non sum dignus, fanno bene. A parziale risposta, non so che destino avrà questa raccolta che considero ancora aperta ancorché “stabile” (con tutta la valenza ossimora della sua provenienza da scrittore instabile). Al quarto leak la metto tutta online e fàmo prima.


Alle diciassette, invece, il pomeriggio di Carte Vive, un’occasione per discutere in modo spontaneo di critica, di come si portano avanti le proprie idee letterarie, il “canone” etc. Qui in foto vedete la formazione, primo da sinistra il Falstaff de noantri (da cui la citazione nel titolo), a seguire M.V. Sanfilippo, M. Brancale, P. Lucarini, E. Gurrieri. Ottimi, inter alia, i lavori su Sandro Penna e Luigi Capuana da parte delle correlatrici Elena e Maria Valeria, e vi consiglio con enfasi i loro volumi linkati appena ora; oltre a quello “eponimo” della giornata. Da parte mia, nonostante la mia formazione recensoria che considero tuttora in fieri, spero di aver dato qualche spunto orientativo, svariando tra citazioni, nomi, perfino musica classica (ah, la ferocia critica!) e qualche indicazione online che è sempre difficile proporre “dal vivo” senza link in sovrimpressione.
Avevo preparato una traccia robusta, per lo più ridondante. Salverei il mio richiamo verso la città nemica a “ca…lcolare” un po’ di più Fortini (manca poco al dieci settembre del centenario), e la frase che maggiormente si avvicina per me a un canone condiviso e “dinamico”. La trovate a pagina 92 della bella raccolta di saggi critici di Massimo RaffaeliL’amore primordiale, edita da Gaffi (qui copioncollo dai miei appunti e vi saluto):

«convinzione che la poesia, oltre il codice lirico dei sentimenti, disponga di un ornato più fermo e solenne, atto a esprimere il ragionamento sui fatti presenti e la meditazione filosofico-politica. Laddove, cioè, un “io” possa sempre implicare un “noi” senza rinunciare a essere “io”, e viceversa».
Questo “canone” io lo penso come qualcosa di dinamico, una corda tesa tra sentimento lirico e osservazione esterna, lungo la quale ciascun poeta appenderà la molletta del suo dire alla distanza desiderata tra i due poli. Nessuno dei due poli però può scomparire del tutto, e anche in un capolavoro poetico di Fortini, la poesia La città nemica, l’ultimo verso vede l’Autore liricamente camminare “con un pugnale nel cuore” spalancando l’animo alla speculazione del lettore.
(Nota: forse mi è riuscito di raggiungere l’optimum una sola volta su ben 3-4 raccolte! è dura)

Giulio Maffii, Il ballo delle riluttanti

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il mio primo articolo per Perigeion…

perìgeion

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di Roberto R. Corsi

“Debuttanti”, “riluttanti”, ma anche “ributtanti” (p. 36). Su questo agevole calembour Giulio Maffii ha costruito il titolo di un libro di poesie, Il ballo delle riluttanti, confezionato non convenzionalmente (formato a5, pagine in carta da zucchero) e in sole cento copie da Lamantica Edizioni. Giovanni Peli, compositore e poeta qui in veste di editore, sottolinea nell’introduzione l’attenzione per l’elemento musicale; attenzione a più livelli e, per quel che mi riguarda, comprovata nel momento performativo, durante un recente e affollato reading cui ho assistito il mese scorso. Mi limito qui ad accennare alla “stereofonia” del libro. Esso vede protagonisti da un lato il re d’Inghilterra Giovanni Plantageneto “Senzaterra” nell’atto di recarsi (1206?) nella città di Angers onde rivendicare i propri possedimenti francesi (carattere corsivo, pagine dispari: dunque “canale destro”, se volete); dall’altro un non meglio precisato nostro contemporaneo, invitato a un ballo di debuttanti che avverte come…

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Written by Roberto R. Corsi

29 febbraio, 2016 at 11:35

Roberto R. Corsi: Cinquantaseicozze

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ieri pomeriggio, graditissima, è arrivata la recensione di Giulio Maffii sul portale carteggiletterari.org. Ringrazio Giulio, Natalia e tutta la redazione!

Carteggi Letterari - critica e dintorni

di Giulio Maffii

56cozzeCinquantaseicozze (Italic 2015) è un’opera che soddisfa il palato dei lettori. Non tragga in inganno il titolo culinario che riporta alla mente il gusto fine del mitile. Qui le cozze sono spesso indigeste, alcune ancora chiuse. La lettura si espone a punti di vista diversi e ci dobbiamo spesso spostare su colui che le sta virtualmente mangiando. Corsi offre dei luoghi geografici ben precisi dove sviluppa la sua narrazione poetica, perchè di narrazione si tratta, offrendo un’architettura delineata e coinvolgente. Luoghi fisici, Firenze e la Versilia, luoghi di appartenenza psichica e formativa come la famiglia che resta un substrato che accompagna le agrodolci considerazioni dell’io narrante. La biografia, presente costantemente, riesce a disincarnare un Io privato e trasporlo in una identita’ collettiva. La scrittura presenta toni e registri che variano, tenuti insieme da una polimetria eccellente con cui, pur presenti alcuni addensamenti non sempre scorrevoli, induce il…

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Written by Roberto R. Corsi

22 giugno, 2015 at 08:15

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