Roberto R. Corsi

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Posts Tagged ‘Fabio Pasquarella

Asfaltatura del processo cognitivo*

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(C17H13CL1N4 + C19H20F1N1O3 vs. 7/8/11)

è questo ‘sta lattigine
in fondo al tuo bicchiere
quasi ittico seme in sospensione
come te lo propinano
mille documentari
su salmoni e salcazzo quali pesci
nelle serate in cui straripa il tedio.
Ora invece è mattina
e tu dosi le gocce
immergi il dito e dai una mescolata
per poter arrivare al post meridiem.
Distingui: “Xan@X gusto Grand Marn1er
(palindromo essudato);
Paroxetina menta fresca ed alcol”.
Hai la libido d’una sora Lella
e performance da Tiramolla senior.
Ma giustamente è meglio che morire (?)
dice lo grande uomo
precettore a tre cifre.
Così le tue poesie saranno lisce,
spesse, spesso sospese, poco spasso;
lo strato di banchisa
chimica che impedisce l’emersione
del grido dell’annaspo e salvaguarda
la società civile.

(* inedito; titolo ispirato da un post di Fabio Pasquarella)

Written by Roberto R. Corsi

21 gennaio, 2014 at 16:30

Pubblicato su esercizi, inediti, poesia

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splendidior vitro

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è disponibile da poche ore il nuovo ebook di Fabio Pasquarella, Il sasso e la rana, edito da LaRecherche. Partendo da questa pagina, o cliccando sulla copertina qui sopra, si può liberamente scaricare la versione epub o pdf.
Non intervengo con una nota critica per un duplice motivo: da un lato ho avuto il piacere e l’onore di fornire a Fabio, una delle voci nuove che preferisco, qualche consiglio e suggerimento – mai vincolanti; inoltre l’Autore, per questa nuova fatica, ha desiderato espressamente intrattenere (non senza fondamento, considerate le particolarità del suo registro poetico e direi anche dei suoi presupposti teor-et-ici) un rapporto diretto ed esclusivo tra i propri testi e il lettore, senza il filtro di una prefazione o postfazione. Date le due circostanze rispetto il suo dettame anche ex post, limitandomi nel titolo, a mo’ di apprezzamento e ringraziamento, al passo oraziano utilizzato prima di me da Roberto Perrino nel primo commento che trovate sulla pagina dedicata.
Buona lettura.

pasquarellaSR

Written by Roberto R. Corsi

25 maggio, 2013 at 19:12

hysteron proteron: postfare e mai prefare

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RAlajmo

Roberto Alajmo (img dal sito lucianopignataro.it)

Condivido ampiamente quanto espresso nella bella “incursione” di Roberto Alajmo uscita domenica scorsa su La lettura (#67, p. 4) e leggibile per intero sul sito personale dello scrittore.
In tono colloquiale e con parole semplici si sfiora un tema importante quale l’epidemica e patologica gratuità del commitment di lettura e critica, esan-tema più volte stigmatizzato su questi lidi. Ma soprattutto si asserisce con dovizia cromatica che: la prefazione a un autore vivente è deleteria; chi continua a commissionarne è un editore sprovveduto; essa infatti fa assumere al libro un retrogusto provinciale; insinua un padrinaggio sospetto tra prefatore e autore; in più imprime all’opera prefata il marchio di qualcosa che non riesce a camminare con le proprie gambe; di una barzelletta che va spiegata; infine ha tutti i tratti di un’intimazione a farsi piacere ciò che seguirà.

Notevole! Ripercorro la mia esperienza su questo leitmotiv, adattandolo com’è ovvio al comparto poesia che, quanto a diffusione, è ex se provinciale.
Molto spesso le introduzioni/prefazioni a libri di poesia, siano esse chieste dagli editori o dagli stessi poeti, hanno valore onorifico/ legittimante: si esibiscono nomi della poesia e della critica (talora anche dell’attualità o della politica) come blasoni e magari numi protettori per le future sorti recensorie e premiali del volumetto; essendo sufficiente il sintagma “prefazione-di-X-Y” da calare come un asso di briscola, da esibire seccamente in frontespizio, qualche volta in copertina; non ha rilievo il contenuto ma il fatto che lo abbia scritto proprio il Vate.
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post factum

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Muovo la bocca come la tua/ che non c’è più.// Nell’effimero il mondo s’offre/ per l’eterno.

Stamattina esce per LaRecherche la seconda silloge di Fabio Pasquarella, dal titolo Girotondo. L’illustrazione di copertina è di Daniela Tieni.
Ringrazio l’Autore per avermi voluto come postfatore e spero di avere còlto almeno qualcosa del suo dire, puntuale e spazioso allo stesso tempo. Fabio aveva attratto la mia attenzione già col suo esordio, come ricorderete, e questa nuova raccolta conserva i tratti salienti della prima prova, ampliando alquanto il raggio tramite una maggiore considerazione empatica dell’umano.
L’ebook si scarica gratuitamente da questa pagina (nella quale si può anche lasciare un commento). Buona lettura!

Girotondo

Written by Roberto R. Corsi

9 settembre, 2011 at 09:17

“tre versi” per disegnare il cosmo: Fabio Pasquarella

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al primo passo/ sperdere

si sfibra
naufraga
trapassa
morendo / a volte

al crocevia / mi confondo

orribilmente / me
tentavo di assicurarmi
mi trattiene
incerto esistere

invano i papaveri

la danza dell’insignificanza
mio deserto / mio tutto

l’inutilità di questi rami
mi dà pace

Ho voluto – e me ne scuso anticipatamente – operare un collage delle evenienze poetiche che in questa prima, notevole raccolta di Fabio Pasquarella, Haisan sotto gli alberi (libro libero per LaRecherche.it, scaricabile da questa pagina) mi hanno più colpito, come in uno scroscio.
La silloge, col riferimento lemmatico a hai-san (“[soltanto] tre versi”), si propone di mettere totalmente da parte l’aspetto formale-versistico-metrico dell’haiku, volendo focalizzarsi sull’elemento cognitivo che il genere (e la riflessione ad esso storicamente sottesa) comporta: un atteggiamento che condivido, se non altro perché sovverte quello che invece si è verificato con l’europeizzazione dell’haiku, vale a dire il suo svuotamento a griglia metrica nella quale trasfondere palpiti, calembour et alia libita.

Entro questa riconquistata polpa mi appare triplice anche il comporsi e scomporsi delle forze in gioco, in una considerazione del panta rei (primo momento) cui l’io si oppone con la propria ansia di  significanza (secondo momento) ma mollemente, brevemente, per ritrovarsi in una salvifica accettazione della panica contingenza (terzo momento). Su questa base ho radunato i frammenti, alternando corsivo e tondo per tripartire gli esempi, con l’avvertenza che questa dialettica non è un continuum ma si presenta crono-logicamente frammentata nella raccolta.
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Written by Roberto R. Corsi

17 ottobre, 2010 at 01:43

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