Roberto R. Corsi

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Su Versante ripido! a cura di Carla Villagrossi

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Con il numero di settembre di Versante ripido, rivista online da lungo tempo votata all’indagine sulla poesia di qualità e alla sua diffusione, esce una recensione alle Cinquantaseicozze a firma di Carla Villagrossi, per giunta impreziosita dall’Artista Martina Dalla Stella. Le ringrazio entrambe, unitamente a Claudia Zironi e all’intera redazione VR.
Questo il link

Uno dei passaggi che ho gradito maggiormente è:

Roberto R. Corsi potrebbe essere, ricordando Pessoa, un poeta superiore che dice ciò che effettivamente sente, un poeta medio che ci propone quello che decide di cogliere, oppure potrebbe rappresentare il poeta inferiore che racconta ciò che ritiene suo dovere verificare. Sa attraversare i corrispondenti livelli del Super-Io, dell’Io, dell’Es e sconfina da una zona all’altra, tenendosi ancorato al mare splendente della Versilia.

Proprio nell’opportunità di giocare su più piani – non solo della psiche, ma di tutto il registro sinestesico ed espressivo – sta una coordinata del lavoro che intendo fare, o che vorrei mi riuscisse. Una pluralità tendente all’infinito di “tavoli di lavoro” che mi porta a non rispondere ai quesiti posti al poeta all’interno della recensione… proprio per salvaguardare il dato fondante delle molteplici interpretazioni possibili.
Buona lettura

Written by Roberto R. Corsi

1 settembre, 2016 at 11:57

Mitilofili di rango: Alaimo e Campanino

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alacamp

Alaimo & Campanino s.r.l.

È un periodo di altrimenti poco usitata reattività critica alle 56c.
Oggi vi segnalo, in ordine di cavalleria, altri due contributi eccellenti (chi mi segue sui social ne avrà già avuta contezza):

la “recensione del venerdì” del 22 u.s. su LaRecherche, a cura di Franca Alaimo. Franca, attiva su più fronti letterarî sin dal 1989, concede al mio libro un’attenzione generosissima, cogliendone in pieno molte sfumature e prestandogli le sue personalissime lenti focali. Se mi perdonate il paragone – altamente blasfemo ma, giuro, non egotico -, Franca si pone davanti al mio libro come un direttore di fronte a certe pagine di Mozart (il Kyrie eleison/Quia pius es del Requiem o l’incipit della Sinfonia n. 29) in cui c’è da scegliere tra colore chiaro o scuro; e opta prevalentemente per il secondo, ne vede l’aura e la ri-dipinge con la sua analisi. La quale è confortante, direi, dopo una prémiere vague critica in cui si enfatizzava, talora fino al pollice verso, la componente comica del testo (peraltro indubbiamente presente). Insomma, nella nota doppia icona teatrale che ben si addice alle 56c, si dà dignità e contorno anche alla maschera triste, oltre a quella sorridente.
Top quoteI fallimenti privati nella sfera erotica, raccontati dall’autore con varianti e notazioni acutissime, sono metafore di un venire meno dell’adesione allo slancio vitalistico, di uno slittamento progressivo verso l’assurdità esistenziale della vita, che non può essere risolta se non con l’annientamento.
Leggi tutta la recensione sul portale LaRecherche

Quasi due settimane or sono, poi, è apparsa una nota alluvionale sul profilo Facebook di Mario Campanino. La sua tessitura è giocata sul modello stream of consciousness (I’d rather say unconsciousness, visto che a Mario il libro garba) e, con un simpatico ma solido zigzagare, non scevro di punte acuminate verso qualche feticcio d’oggidì, dà conto di un’immediata adesione ai miei versi; adesione anticipata con grande spontaneità, che mi onora, da una raffica di whatsapp entusiasti che mi hanno raggiunto in viaggio sulla “bretella” Lucca-Viareggio; al punto che, fossi stato io al posto di guida, ora vi scriverei dal N.E. oppure con qualche arto spezzato, cercando aiuto in qualche dirupo del bozzanese.
Attenzione però a non buttare tutto in folclore, ingannàti dall’andamento libero e colloquiale! Mario Campanino è poeta, direttore di coro ed eminente musicologo: ha scritto un saggio sul Pierre Boulez compositore e una raccolta, Vendesi uomo, ha ricevuto riscontri al “Lorenzo Montano”. Sul suo blog trovate tutto
Top quote: rrcorsi mi ha fatto ricordare di avere ancora in casa parole scritte da un rimbaud rilke leopardi campana chissà perché e così mi colpisce il pensiero ah quella era la poesia prima dei social, forse anche dopo allora la speranza, e mentre leggo le 56cozze quei ricordi mi rimbombano in mente come le parole d’amore di una sposa rinnegata ogni volta che ho fatto ctrl-alt-canc.
Leggi tutta la nota su Facebook (richiede il login)

Grazie a chi così amorevolmente ha speso il suo tempo per me, buona lettura a tutti.

Written by Roberto R. Corsi

25 luglio, 2016 at 08:27

Quando la cozza è in vacanza: da Vincenzo Lauria

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56cozze-CT

source: my Pinterest – copyright Vincenzo Lauria

Alcuni temerari si portano le Cinquantaseicozze in giro per le vacanze e talvolta ne scrivono. Io raccomando sempre loro di scattare una foto col libro nel luogo ove si trovano, le raccolgo tutte in un album Pinterest. Nessuno ha mai mandato foto del libro in discarica quindi per ora non ci lamentiamo.
Oggi siamo bellamente “in visita ai parenti” al mercato del pesce di Catania (‘a piscaria), grazie a Vincenzo Lauria, poeta e propulsore – con Liliana e Giovanna Ugolini – del progetto multimediale Oltre Infinito. Lo ringrazio e faccio ufficialmente il tifo per il suo
 Teatr/azioni per la finale inediti del Pagliarani.
Ieri invece Vin era in spiaggia e mi ha scritto questo:

Ti scrivo dalla costa meridionale sicula di questa o/Scilla/(a)zione, resa eterna, tra Firenze e la Versilia. Fin qui ho portato le 56 cozze per goderne i versi: onde lunghe in una pro/poesia calibrata,  imbarcazione che, proprio per non aver scelto quale sia la poppa e quale la prua, mai saggia la deriva.
La dolente indolenza si fa consapevole crogiolo ma le valve si schiudono per un farsi parte, poesia, per poi guardarsi intorno.
È in questo necessario, intimo,  “scozzare”, “scozzarsi”, che si rimescolano le carte, a giocare/giocarti sarai con il TUO vento, che in rosa sceglierai.
Tra questi estremi si gioca, poetica, la prossima partita:

da XXVIII
Avevo nove anni e per un po’ / scioccamente credetti di essere davvero così bravo. Ma non provai / mai a giocare in una squadretta, già avvinto dalla paura. Eppure fu l’unico / istante nella vita in cui ebbi l’appagante credenza, che riempiva / il cuore di freschezza e pungeva i polmoni come fumo al mentolo,  / di saper far qualcosa sul serio. Si chiama autostima,  ha il colore del muschio.

e da XXIX
Il piacere della compagnia, del buon vino, del pesce, l’avvenenza delle astanti – / ma torme di migranti ci attorniano con le loro emergenze / in forma di borse o direttamente d’elemosine,  a dirci la cruenta irrealtà / del nostro privilegio.

C’è poesia
nell’appar/tenersi
nell’appartenenza.

Written by Roberto R. Corsi

20 luglio, 2016 at 14:46

Happy birthday, (paper) mussels!

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mussels
Oggi è il primo e unico compleanno delle famose (più spesso famigerate) #56cozze 
(meglio: della loro uscita in stampa. Loro sono un po’ più vecchierelle).
È il tredici di maggio, ed è pure un venerdì: 
trattasi forse di “avvertimento a cose fatte”? 😉
Auguri!

Written by Roberto R. Corsi

13 maggio, 2016 at 08:40

cozze de lo Bisagno, cozze de li Castelli et accorati appelli

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due belle nuove.

1) Lo scorso sabato a Genova si è tenuta una presentazione di Perigeion nell’ambito del ciclo d’incontri Qui E Ora, a cura di Marco Ercolani e Rossella Maiore Tamponi (link all’evento fb). Era presente una rappresentanza illustre di redattori, il più avventato dei quali, Christian Tito, ha letto la mia Cozza XXIV. Lo ringrazio, l’ha fatta sembrare pure meno bimbesca di quella che è!
Potrete ascoltare e forse visualizzare l’intero incontro o buona parte di esso prossimamente su Perigeion. Vi esorto nuovamente, in qualità di co-redattore junior (lol), a inviare a perigeion.rivista@gmail.com le vostre poesie in valutazione. In particolare se avete inediti. Su, vi aspettiamo con fiducia.

 

 

2) per il mio ultimo libro non ho implementato nessun esperimento di distribuzione bibliotecaria, ho lasciato fare al caso e alla buona volontà degli uomini (risate). Vi segnalo però che una copia delle Cinquantaseicozze è magicamente spuntata presso la Biblioteca di Frascati (BASC), ed è dunque disponibile per la consultazione e il prestito (anche interbibliotecario).
Rifletto sull’acquisizione. Delle due l’una: o la biblioteca si è procurata la copia per proprio conto (massima stima), o più probabilmente trattasi di un critico coscienzioso che, ricevuta una copia del libro, anziché destinarla alla viciniore raccolta carta, l’ha conferita (ri-massima stima). Mi è successa una cosa simile anni fa con la Biblioteca Comunale di Lucca e il mio libro d’esordio, che infatti nel suo record porta in nota “dono di” un’illustre studiosa. La quale, se non si è sentita di riscontrarmi le sue sensazioni di lettura, mi ha perlomeno donato una piccola eternità (senza Yoko Ono), una molecola di non omnis moriar.
Per converso, per uno o due critici che conferiscono, venticinque silenziosamente smaltiscono. Al netto della mia possibile imperizia di scrittura e dunque di chi ritiene che l’inerzia sia un giusto adoperarsi per la damnatio memoriae, auspico che questo atteggiamento di “rimessa in circolo” bibliotecaria delle copie mandate alla riffa dei critici sia sempre più diffuso. Nell’attesa j’arisponnémo ‘n coroè mejo er vino etc.

“QUI L’A PRIORI NON CI PUÒ FAR MALE”: la poesia delle Cinquantaseicozze di Roberto R. Corsi

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Sia chiaro: amo ogni singola parola, positiva o critica, spesa nei confronti del mio libro da chi già mi era amico o interlocutore. Ma vuoi mettere la soddisfazione di ricevere i complimenti e una nota di lettura sincera da parte di chi non conoscevi fino a due minuti fa? Meglio ancora: vuoi mettere la soddisfazione di aver fatto passare a qualcuno che non conoscevi etc. etc. qualche ora di piacere di lettura? Son cose che mi capitano ogni 34 ottembre, quindi perdonate il tripudio. Un grazie a PeotOne (al secolo Lorenzo) che assieme a PeoTwo (Andrea) cura da pochissimo uno spazio letterario, il Pasgravio, cui auguro ogni fecondità e che invito a seguire. Anche io, sicuramente, Peota, nel senso più autoironico del termine: “similia similibus”, o “da Montelupo si vede Capraia”, dite come volete, ma le affinità casuali (cit. Paolo Galloni) contano eccome; dunque prosit!

I peoti del pasgravio

Non sempre l’elemento autobiografico racchiude il fare poesia nel ristretto e rarefatto microcosmo dei propri affetti e delle proprie intimità per non dire del proprio piagnisteo esistenziale. Certa poesia al contrario riesce a farne un interessante punto di partenza per una riflessione più ampia, incanalando il discorso poetico in un continuo alternarsi di dettagli e silenzi, piccole lampade che si accendono a intermittenza rivelando scorci repentini di mondo per brevissimi e fugaci istanti. È il caso delle poesie di Cinquantaseicozze, raccolta poetica di Roberto R. Corsi data alle stampe nel 2015 per Pequod. Una silloge incredibilmente viva e pulsante, un occhio limpido aperto sul presente con l’eleganza e la pazienza di chi sa starsene a guardare (“Il mare di fine settembre, gioiosamente desolato se si eccettua / una fiorescenza di logali ghe barlano gon l’aggèndo fordemarmino, m’offre a scialo un cristallino spettacolo d’amante conquistato, aperto” ), ma solo fino…

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Written by Roberto R. Corsi

20 gennaio, 2016 at 17:53

La Liliana riconquistata

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Soprattutto per chi frequenta questi lidi da tempo, il nome Liliana Ugolini suona familiare ed evoca un’empatia, una condivisione di visione e intenti tradottasi qualche anno fa persino in una collaborazione creativa. Navigare il tag vi darà adeguato conto dei nostri incroci.
Il mio (chissà quanto durevole) cambiamento di stile, avvenuto poco prima delle Cinquantaseicozze che ne risentono in pieno, l’aveva resa guardinga, restando lei coerente e fedele alle sue convinzioni legate alla ricerca sulla parola. In alcuni commenti alla “trasmissione internautica” del 2012, prima dell’ideazione del libro cartaceo, espresse affettuosa preoccupazione. Ma poco prima di Natale il suo “scombinato discepolo” l’ha condotta alla lettura integrale: ne è fuoriuscita una lettera mista di affetto, apprezzamento per il risultato e puntuali rilievi critici; sono molto felice del fatto di avere ritrovato il suo giudizio positivo, nonché di essere autorizzato a proporvi la lettera per intero, qui sotto. Grazie dal profondo del cuore! (immagine dal sito Genesi Editrice)


 

Cinquantaseicozze
di Roberto R. Corsi
Ediz. Italic

Caro Roberto, il piacere di rivederti dopo tanto tempo non si esaurisce all’incontro natalizio ma ho qui il tuo libro “Cinquantaseicozze” Edito dalla Italic che mi assicurerà il piacere di stare con te più a lungo. Intanto ti ringrazio per la dedica che arriva da uno “ scombinato discepolo” ( a tuo dire) che si sta dimostrando da tempo un ottimo poeta e un attento critico letterario e musicale.
Come sai ho via via letto le “cozze” fresche di impatto alle quali a qualcuna a suo tempo ho inviato una frase , preoccupandomi a volte d’un cambiamento che percepivo succedesse in te. Ora rileggendole insieme ho l’impressione positiva d’una introspezione più ragionata, una crescita notevole dell’espressività poetica che si allarga ad un verso prosastico di grande effetto emotivo che arriva fortemente al lettore.
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Written by Roberto R. Corsi

6 gennaio, 2016 at 16:08

Auguri, valigia poetica e… un ciuffo d’erba

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seasonsgreetings2015

Auguro a tutti voi e ai vostri cari serene Feste e un 2016 che ci porti empatia (soprattutto!), ispirazione, azione.
Di seguito i libri e i pdf di poesia che mi sono messo in valigia. Molti li devo leggere da mesi e confido di colmare il gap da qui all’Epifania. Chiedo scusa e mi autoflagellerò comodamente nelle pause della Scala40 a soldi, promesso. In attesa di occuparmene, li elenco in ordine di ricezione o acquisto, in modo da incuriosire anche voi:

Viola Amarelli, L’ambasciatrice (autoprodotto in edizione limitata; dal 29/12 ebook gratis Smith&Laforgue);
Roberto Cogo, Deora dé, DotComPress;
Nino Iacovella, Latitudini delle braccia, deComporre Edizioni;
Maria Grazia Insinga, Persica, Cierre/Anterem;
Bernardo Pacini, Cos’è il rosso, Edizioni della Meridiana;
Marco Di Pasquale, Il fruscio secco della luce, Vydia;
Ottiero Ottieri, Poemetti, Einaudi.

Inoltre mi diletterò con qualche poesia di Marco Simonelli, in attesa della presentazione fiorentina, l’8 gennaio, de Il pianto dell’aragosta (Edizioni d’If), evento cui non mancherò e che vi consiglio vivamente di non perdere.

Off topic: ho portato con me anche un libello di racconti brevi e un saggio brillante.

Infine una segnalazione: è uscito da poco il numero 141/142 di Erba d’Arno, trimestrale di letteratura e arte diretto da Aldemaro Toni. Per la seconda volta questa rivista di ottima fattura s’incrocia col sottoscritto: anni fa ebbe il buon cuore di pubblicare la mia nota su un libro di Annalisa Macchia; ora ripropone, in versione light, la bella nota di Giacomo Cerrai alle 56cozze, nota uscita a giugno su Imperfetta Ellisse. Potete trovare la rivista – che merita – presso le librerie Feltrinelli, oppure potete ordinarla via email (ordini@ederba.it) e vi verrà spedita in contrassegno senza costi aggiuntivi.

È tutto per quest’anno; statemi bene! E grazie ai 24 lettori (Manzoni -1, per reverenza) che mi hanno seguito durante il 2015 e non solo.

PSsssst! le cozze son buone anche d’inverno! regalatevele e regalàtele.

Sei cozze dal piatto di Roberto Corsi.

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questa domenica v’inoltro con molto piacere l’articolo di Christian Tito che traccia su Perigeion una personale “minimpepata”, scegliendo 6 delle 56cozze. Grazie al “Farmartista” Christian; onorato di essere oggetto dell’attenzione di un portale di poesia nato da non molto ma già seguitissimo e capace (con questa unica scivolata, smile) di selezionare e proporre testi di alta qualità. Buona lettura.

perìgeion

A cura di Christian Tito

download

La mia provenienza non poteva lasciarmi indifferente di fronte a un titolo di un libro di poesia come “ Cinquantaseicozze”.  Essendo originario di una città del sud dove il mitile che fuori  si mostra  brutto, duro  e nero, ma nasconde al suo interno uno tra i frutti di mare più saporiti e utilizzati nella cucina locale,  mi ha disposto nei confronti del libro di Roberto Corsi con un misto di grande curiosità e di alte aspettative che non sono andate per nulla disattese. Anzi, ho scoperto in Corsi un poeta sopraffino che usa la lingua con derivazioni di matrice  Gaddiana tra momenti aulici e improvvise virate basso colloquiali. Con questi strumenti riversa nei suoi testi contenuti di taglio esistenziale, ma di un’ esistenza che, attraverso il suo rapporto col mondo-ambiente in cui si muove, finisce per   allargarsi facendosi metafora di qualcosa di molto più vasto…

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Written by Roberto R. Corsi

13 dicembre, 2015 at 12:40

Agli antipodi di Brodskij (inedito)

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C'era gente, fidatevi (altre foto a seguire)

C’era gente, fidatevi (altre foto a seguire)

Il reading di mercoledì al Caffellatte si è concluso poco dopo gli undici rintocchi. Oltre a rivedere e applaudire Marco Di Pasquale, ho conosciuto di persona e ascoltato le ottime prove di Novella Torre, Rino Cavasino, Marco Simonelli; ciascuno con la propria carica umana e impronta poetica ben definita.
Non è piaggeria del momento: era la mia prima lettura fiorentina, la seconda in totale, e ho imparato da tutti loro.
Grazie anche a chi ha reso possibile l’evento, ospitandomi o spendendo buone parole sulla mia presunta verve.
Quanto al mio operato, informo i quotidiani i media e gli elettori che sono in riunione tecnica permanente col mio ghost writer e non rilascerò dichiarazioni fino alla vigilia della prossima partita (approx. 2090 d.C.).

UPDATE: Alcune foto scattate da Marco

La scaletta delle mie poesie, per gli irriducibili:
Dalle Cinquantaseicozze ho scelto IIIIXXXV; poi XLVIIXXXI e… un inedito dalla mia prossima, probabilmente impubblicabile raccolta.
Avendolo “giocato” lo propongo pure qui di seguito, per voi.

************

*Il titolo ha per spiegazione il fatto che il grande IB, se non sbaglio, imponesse coraggiosamente sui propri documenti d’identità la professione di “poeta”. Contro tutte le resistenze di quelli che “…e un lavoro serio?”, “[con] la cultura non si mangia” e simili.
Qui siamo, invece, in un non meglio precisato studio, dai contorni semi-inventati.


AGLI ANTIPODI DI BRODSKIJ

“…Che fa di professione?” che me ne sono andato
dall’azienda che era di famiglia
glielo avranno già detto; dunque: “Scrivo…”,
“Ma cosa scrive?” “Libri di poesie…”
“Siamo seri: se li sarà pagati. Io ho pubblicato
Sensualità dell’atto notarile, ma non ci ho messo un soldo.
Anzi ne ho alzati, grazie ai miei studenti…
Pertanto, la mi scusi se mi vanto,
come ogni fiorentino, ma sono più scrittore
di lei”.

Via, metta consulente editoriale,
che non so manco cosa voglia dire;
del resto mi succede ogni mattina,
al risveglio, di perdermi nel vuoto
dell’impostura: colla, schiuma gialla
che cancella ogni refolo d’azione,
ogni lettera del nome e del cognome…

“…È sicuro d’intendere e volere?”
“Mica troppo, maestà”. “Vada, chiami suo padre
nella stanza di là”.

 

Written by Roberto R. Corsi

11 dicembre, 2015 at 12:42

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