et Robertus (Annibal) Caro factus est.

William Blake
an innocent victim, accordingly

Intanto devo ringraziare l’amica Marina Allegro che, chiedendomi se avessi sottomano una traduzione autorevole di Auguries Of Innocence di William Blake (l’unica è quella di Roberto Sanesi Dario Villa nella ormai esaurita “Fenice” Guanda), mi ha insinuato il desiderio di provare a tradurla.
Sottovaluto sempre il potere di accrescere la musicalità e la fantasia che sta nella pratica della traduzione. Mi ero cimentato già una volta e ora ci riprovo, o voi infelici.

Mi sento molto Annibal Caro – o Gesualdo Bufalino con Les fleurs – ma, secondo me, trattandosi di versi che ricalcano stilemi precisi (filastrocca, proverbio), la rima è praticamente obbligatoria, dunque ci vuole una libertà anche consistente.
Poiché pare che i versi della lirica sian stati spesse volte presentati anche in ordine differente, mi sono sentito libero di spostare le interruzioni sulla base del senso che ho voluto inferirne.
Di seguito il testo. Buona lettura.

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