Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Regole d’ingaggio


O tu che vuoi interagire artisticamente e/o professionalmente con me,
sii benvenuto!
ti prego però di tener conto di queste regolette semplici semplici



Regola 1. Non pubblico a pagamento
(in qualsiasi forma possa essere il cd. “contributo”: soldi, acquisto copie, abbonamenti a riviste, quote associative etc.).

Regola 2. Non partecipo a concorsi letterari a pagamento (in qualsiasi forma: tassa d’iscrizione, contributo spese di segreteria, rimborsi, contributi associativi etc.).

Regola 3. Il lavoro creativo/critico (es. cicli di poesie, saggi, presentazioni) o professionale (es. editing, correzione) che mi viene commissionato è un lavoro e come tale deve essere retribuito (al proposito informo che rilascio regolare ricevuta fiscale).
Fanno eccezione le attività che svolgo di mia propria iniziativa, per passione, con cadenze rilassate o per un interesse superiore (es. mantenere la gratuità della partecipazione a un concorso letterario).
Il resto si paga – magari anche il giusto, ma si paga. Altrimenti “no grazie” e amici come prima.

Regola 3bis. Più che una regola, una direttiva.
Nell’attività critica sto attento all’etica dell’editore. In particolare, sono refrattario a recensire libri pubblicati con contributo. Questo salvi i casi di notevole rilevanza artistica, ove cioè il nitore della voce poetica e l’opportunità di farla conoscere agli appassionati prevalgano a mio giudizio sul discutibile mezzo di pubblicazione. Ma devo essere totalmente avvinto e convinto dall’opera. Se non è così, il massimo che posso fare è indirizzare una nota privata all’Autore (del resto, non trovandoci lodi sperticate, difficilmente il suddetto la farà girare).

“Tutto” qui.
Come diceva la scritta di “Martin che perse la cappa”: porta patens esto, nulli claudātur honesto.

Before you ask

Ravvedimento operoso. Mi dichiaro colpevole, vostro onore: in passato ho talora contravvenuto a queste regole. E ho alcune situazioni in sospeso che, pur impegnandomi, non so se riuscirò a gestire in conformità. Quindi non sono l’Immacolata e non mi sento superiore a nessuno.
Voglio solo tendere a comportarmi in piena coerenza con le mie opinioni, e i miei dati anagrafici rendono superato e risibile pensare a un ulteriore periodo di “gavetta”.

Suicidarsi abbastanza. So bene che, se sarò in grado di applicare le mie risoluzioni, probabilmente non verrò più interpellato come autore o critico. Pazienza: riesco a pubblicare e pubblicarmi da solo, qui in rete; per il resto impiegherò altrimenti le mie energie. Ma intanto non permetterò di far sponda su me a un meccanismo profondamente ingiusto: quello per cui certo lavoro creativo e intellettuale è considerato (almeno da alcuni) qualcosa d’indegno di una (financo simbolica) retribuzione e dunque di non lavorativo. Quando invece è qualcosa di assai degno che, se preso seriamente, richiede tempo studio e concentrazione.
Non merita spiegazioni invece il diniego dell’editoria a pagamento, cioè del lavoro creativo svolto a pagamento, un assurdo concettuale che dovrebbe venir estirpato al più presto e invece (almeno in poesia) occupa ormai quasi tutto il giardino.

Marco Valerio Parziale? Mi è stato eccepito da più voci (e almeno in un caso disinteressatamente) come chiedere una retribuzione per i propri apporti critici – saggi, recensioni, note di lettura, ma il discorso vale anche per le presentazioni – possa mettere in dubbio l’imparzialità degli stessi. Al riguardo faccio notare che: 1) non c’è scritto da nessuna parte che una critica debba essere necessariamente positiva; 2) ben sapendo però che, per una serie di motivi, si tende a commissionare solo critiche positive, e che quindi mi si chiederà di scriverne bene o di non scriverne, informo che (toccando ferro) attualmente dispongo di uno stipendio che mi consente di potermi astenere dal recensire a tutti i costi – come si evince anche dalla regola 3bis – e quindi in modo non veritiero; pertanto grazie per la preoccupazione ma la mia imparzialità non è in pericolo.

P.S. desidero ringraziare, in ordine sparso, Maria Cangemi, Writer’s Dream, Maddalena61, Alessandra Farabegoli + Should I work for free? (via Giorgia) le cui esternazioni sul tema hanno ispirato le mie scelte.

P.P.S. le regole sono a completa disposizione di chi le volesse adottare, emendare, integrare (fatemi pure sapere!)

Written by Roberto R. Corsi

26 novembre, 2007 a 12:38

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