Materiale >>> Quartine mahleriane (2009)

MahlerQUARTINE
liberamente ispirate all’ascolto delle nove sinfonie di Gustav Mahler

I. Il titano

L’incessante scoperta
dei tuoi piedi d’argilla
mentre irato precipiti
lungo i fianchi di Crono

II. Risorgerai

Dal martirio affamato
ritornerai alla gloria delle carni.
Sarò lì ad aspettarti.
Non ci saranno giudici

III. Cosa mi raccontano

O Mensch! sapevo il mondo
agitato, non sputa più colori
e occorre rinserrarsi
per potersi confondere

IV. La vita ultraterrena

Santi e beati, in festa,
macellano animali –
almeno in paradiso (ove previsto)
non vorrei ipocrisie

V. Adagietto

Sperai che questo fosse la mia vita:
una sala arredata
nascosta a marce funebri
e fanfare trionfali

VI. «L’unica sesta»*. Finale

Magniloquente grido,
brivido di campane:
ti squarci il petto e nutri
le ombre del futuro

VII. Nachtmusik

La mia notte è da tempo
paravento al sociale
ma il silenzio talora alle tue braccia
riporta, nel tramonto lunare

VIII. I mille

Essere è ormai in-tessere,
l’individuale un lusso.
Da questo coro inFausto
non libera la selva delle idee

IX. A svanire

Germogliamo dal nulla,
nel nulla ci sciogliamo.
In mezzo, gruppo d’archi,
qualche mossa del cuore.

(estate 2009)
———————————

Riproduzione consentita a patto di non alterare il contenuto, e citarne Autore e sito come fonte.

*secondo la nota definizione di Alban Berg

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11 commenti

  1. Caro Roberto, come sai tradurre in poesia la musica è nelle nostre corde…
    A proposito, ci sono novità per il Prometeo?
    Queste ” Quartine Malheriane” sono ispirate e traducono pensiero. Una buona palestra anche per l’approfondimento dell’ ascolto…
    A presto sentirci e forse vederci? Liliana

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  2. Direi che la forza del dettato, la semantica, l’epigrammatica e musicale struttura prosodica, restituiscono le atmosfere mahleriane delle sinfonie dove la potenza delle note fanno trapelare la dolcezza , la malinconia e il disagio non ha compiacimenti. Bravo Roberto.

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  3. ringrazio e saluto tutti gli amici 🙂
    non c’è nessun intento esplicativo, ma solo “impressionistico” a contatto col musicale, che è un in sé (a parte liriche e connotazioni “a programma”, talune delle quali tra l’altro non risalgono al Nostro Gustav).

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  4. Bisogna convenire che la scelta di Mahler, di cui conosco la prima sinfonia e la quinta, un pò poco per starti dietro, giustifica una corrispondenza biunivoca tra la sua maniera notoriamente “impressionistica” (almeno fino a un certo punto del suo lavoro) al tuo stesso “sentire poetico” (che impressionistico non è) e varrebbe la pena percepire alcuni accordi mahleriani, in lontananza, mentre con la forza dei tuoi nove frammenti poetici, intridi forme distese, movenze articolate, sviluppi tempestosi, realismo delle note e fughe per carpire certe sue e tue trasposizioni oggettive all’autobiografismo, come volontà a vivere e a lottare per alzare “il tetto del mondo” , magari bulinando sortilegi e spunti “all’orza” e tendere a balestra i contrappunti sinfonici del grande maestro boemo.

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    • grazie Eugenio, le tue note stilistiche sono sempre penetranti; lascerei da parte il termine “impressionismo” anche per la musica di Mahler (non gli calza granché, se ci pensi, e poi il termine ha un suo “campo codificato” di applicazione in musica, anche questo non immune da distinguo, in primo luogo in certa musica di Debussy), ho usato questo termine solo per evidenziare come le mie fossero riflessioni che si appuntano ad aspetti singoli della partitura o del “programma”… attraversare una foresta e legare nove nastri a certi arbusti, magari evidenti magari nascosti… mi premeva insomma evitare che tutto ciò fosse percepito come una “guida all’ascolto”, quando invece al contrario è l’ascolto ad avermi guidato.

      Piace a 1 persona

      • Per quanto concerne l’ascolto che guida l’inverarsi di un’appunto che in te diviene scrittura poetica nulla da obiettare, peraltro sei riuscito in un operazione sintetica e definitoria, insomma rendi palese il passaggio dalle immagini indotte da note sapienti e studiatissime ad una notazione scritta per lo meno carica di “quella” suggestione, di quella scia che evoca o rimanda ad altre momentanee
        che a stento si riescono a impalmare con la penna.
        Per l’impressionismo, se diamo a questo termine lo stesso significato, resto dell’idea che Mahler, non fosse altro che il solo Il Titano, produce flash di piccole annotazioni, godibilissime, le riprende con enfasi e quindi con colore, e ci siamo, spande per così dire coloritura musicale a pennellate molto studiate e molto orecchiabili, come in pittura fecero i grandi artisti della stagione di fine Ottocento. Ma io mi fermo qui, e naturalmente faccio tesoro del tuo più corroborato parere. Intanto ancora bravo. Ciao, enfant terrible. Eugenio

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