#56cozze: (grafico a) torta di compleanno

Domenica scorsa i “mitili noti” a chi frequenta questo blog han compiuto tre anni. Traguardo che, a una lettura superficiale degli accordi, ho pensato a lungo coincidesse con la loro data di scadenza; invece il contratto prevede il rinnovo tacito, e dunque via così almeno per un altro po’. Oltretutto, la reperibilità nei bookshop online è, a distanza di questi anni, ancora piuttosto soddisfacente.

L’orazione funebre sarebbe stata, nel caso, un piagnisteo sulla scarsa fortuna del libro. Pure qui devo rivedere il giudizio, grazie alla statistica.
Dovete sapere che, in particolare in primavera-estate 2015, ho regalato qualche copia, tenendo traccia dei destinatari; in aggiunta, mi sono annotato chi via via mi faceva sapere di averlo addirittura acquistato (luv’ ya, folks).
Per questo 13 maggio ho deciso di “fotografare” stati-sti-camente la situazione delle reazioni.
Sul mio taccuino c’è una somma di 112 record. Detratte le copie per non esperti (parenti e amici), cui non potevo certo chiedere di profondersi criticamente, direi che 92 “addetti ai lavori” hanno certamente con sé le mie poesie. Li ho divisi piuttosto empiricamente e secondo le aspettative specifiche che avevo per ognuno di loro.
Conteggio: 57 sticazzi (rosso); 1 stroncatura (giallo); 34 prese d’interesse (verde).

graph56c
(nota: la somma automatica fa 100,1%: il classico ottimismo oltreoceanico o l’inflazione?)

La percentuale di disinteresse è del 60% circa. Tre persone su cinque se ne sono un po’ sbattute, con sfumature varie che vanno da una non troppo educata mancata conferma di ricezione alla classica promessa di occuparsene.
Però, nonostante la canzone If Six Was Nine di Jimi, una percentuale di sticazzamento del 60% è molto lontana dal 90% dei miei film vittimistici.
A fronte di ciò, ben due persone su cinque ne hanno invece scritto pubblicamente o privatamente, o mi hanno sostenuto con continuità in vari modi “sovraperformanti” rispetto a ciò che mi aspettavo da ciascun* di loro.
A sé sta una singola stroncatura che ho ricevuto privatamente, ma che devo dire fa comunque poco male, considerando il tempo dedicatomi e, credo, la voglia di trasmettermi una critica costruttiva. Tendo dunque a unire il color giallo al verde piuttosto che al rosso; proprio come (ahimè) va politicamente di moda. Anche se chiaramente, ove si considerasse il disinteresse una sorta di “ti stroncherei ma non ne ho voglia / non voglio flame / non meriti manco la fatica”, il giallo andrebbe messo di là. Balla comunque solo un 1%.
Fine, prima che mi chiediate di “uscire” i nomi!

Annunci