Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Archive for the ‘premi’ Category

Daria De Pellegrini, sei poesie da “Spigoli vivi” (su Perìgeion)

leave a comment »

in queste giornate estive sono alle prese con alcuni non lievi acciacchi (colpevolmente trascurati) e il relativo morale a zero: dioscuri che rendono particolarmente rarefatta la mia attività di scrittura. Per fortuna ho trovato le forze almeno per rendere conto del piacere nella lettura della raccolta di Daria De Pellegrini, la sua prima in lingua (precedentemente aveva scritto narrativa e poesia dialettale). Si tratta della sesta uscita della collana di InternoPoesia, nel frattempo giunta a nove titoli; un’avventura editoriale cui avevamo già accennato, basata sul crowdfunding e alimentata da un comitato di redazione di elevata qualità. Con alcuni esiti da menzionare, sui quali magari torneremo.
Va detto anche che Spigoli vivi è in corsa per il Pagliarani 2017, e a ottobre sapremo se andrà in finale. Non giudico mai la qualità di un libro dai risultati premiali, ma ritengo significativo in punto di merito il fatto che questo volume stia facendo corsa “in trasferta”, cioè in un premio a mio avviso più sensibile alla poesia sperimentale che a quella tradizionale. Dita incrociate e si va.
Concludo citando la cura (anche “maieutica”, come si legge nel libro) e la prefazione di Franca Mancinelli, che colpevolmente mi sono dimenticato di menzionare in prima battuta…

Bando agli indugi: la mia nota di lettura, come sempre, è  su Perìgeion. Qui sotto il link:
Daria De Pellegrini, sei poesie da “Spigoli vivi”

Written by Roberto R. Corsi

11 luglio, 2017 at 15:47

lunedì 6 febbraio: l’online della poesia

with 2 comments

Sono contento di essere stato chiamato a intervenire al convegno organizzato da Atelier e Giuliano Ladolfi editore. Luogo e data: lunedì 6 febbraio, Firenze, Palazzo Medici Riccardi, sala degli specchi, dalle 9,45 fino a pomeriggio inoltrato. Io parlerò per ultimo e farò perdere il treno di ritorno ai premiandi, che mi odieranno per sempre.
Il mio tema: l’online della poesia, che svolgerò però (per motivi di tempo e topic) solo con riferimento alla poesia tradizionale. Tanto più che, da quando ho preparato la traccia, verso metà gennaio, se ne parla molto: magari partirà un a ricopióne dalla sala, pazienza.
Qui il programma. A lunedì.

Written by Roberto R. Corsi

31 gennaio, 2017 at 10:19

sempre [con]corsi e mai non giunsi al fine: Bookblister vs. concorsi letterari

with one comment

ci sono articoli che, per lucidità di analisi e corrispondenza col mio sentire, non necessiterebbero di alcuna aggiunta: come quello in cui mi sono imbattuto ieri, a firma Chiara Beretta Mazzotta, sul suo noto portale Bookblister.
Qui il link all’articolo, link che vi consiglio caldamente di seguire.
Nel breve spazio di un post, Chiara disseziona l’alluvione di concorsi letterari secondo poche e corrette idee-forza. Non solo un demotivational (quasi sempre conviene usare le famigerate “quote d’associazione” o tasse d’iscrizione per altro, magari per comprarsi un libro, si scrive nella chiusa), ma un’occasione per delineare alcuni concetti chiari e a me da sempre cari:

a) nessun medico prescrive di indire un concorso: o hai i mezzi (tuoi, o di un terzo sponsor) o non li hai, e allora fai qualcos’altro. Dunque chiedere sostegno all’Autore non regge mai;

b) il concorso letterario a pagamento è il dioscuro, il gemello della pubblicazione a pagamento. Su questo aspetto, che ha risvolti psicologici e antropologici (soprattutto nella favela – un tempo favola – della vita dei poeti), non trovo parole migliori di quelle di Chiara: Il guaio qui è che ci stiamo assuefacendo all’idea che per pubblicare tocchi sborsare qualcosa. Che è una evoluzione in negativo della convinzione che scrivere sia un hobby e vada fatto gratis (e se ti pubblicano, evviva!, ti prostri davanti all’editore che ti ha fatto la grazia), una convinzione che c’entra assai con l’immagine triste di un autore che gira l’Italia a sue spese per promuovere il libro per cui magari non ha manco preso un anticipo;

c) infine, una parte di responsabilità per quanto sopra grava anche sulle riviste, i siti specialistici, e gli stessi concorsi anche virtuosi: i quali, non separando il grano dal loglio, e trattando congiuntamente, in uno stesso calderone, l’editore/il premio virtuoso con quello che non lo è, alimentano promiscuità e rassegnazione.

Ma ho scritto anche troppo. Complimenti a “Bookblister Chiara” e buona lettura dell’articolo.

A margine, senza che l’articolo – meritevole ex se – appaia come pretesto, ribadisco che il mio impegno come giurato del Babuk si fonda proprio sulla sua gratuità d’accesso e sul premio in moneta per il podio dei vincitori. Di fronte a una contrazione del gettito da sponsor, gli admin del premio han reagito non chiedendo tasse ai concorrenti, bensì lanciando un crowdfunding (quindi una “sponsorizzazione collettiva” rivolta al pubblico indistinto) per provare a reintegrare i premi dello scorso anno; il tutto con piena trasparenza e senza che la mancata raccolta infici il minimum standard garantito nel bando.

Written by Roberto R. Corsi

12 gennaio, 2017 at 11:01

#Babuk2017

with 2 comments

stens2007

Il volume in cui è presente il saggio di Gaetano (clicca per scheda e ordini)

Sono molto grato alla Associazione LaRecherche per aver confermato il mio ruolo di giurato della sezione narrativa nella terza edizione del premio/concorso letterario Il giardino di Babuk – Proust en Italie.
Lo scorso inverno i vostri racconti mi hanno tenuto compagnia, in certi casi avvincendomi molto. Quindi sarà un piacere ripetere quest’esperienza di lettura.

La terza edizione è intitolata alla memoria di Gaetano Conti, brillante studente fiorentino appassionato di letteratura italiana e latina (suo un saggio su Seneca pubblicato postumo da Olschki), scomparso dieci anni fa, neanche un mese dopo il suo diciottesimo compleanno.

Ricordo che, come nelle edizioni precedenti, il concorso ha due sezioni (opere di poesia e narrativa che dovranno essere assolutamente inedite, anche su web) ed è doppiamente virtuoso: la partecipazione è completamente gratuita e i premi (destinati al “podio” di ogni sezione) sono cash.
Diversamente dalle edizioni precedenti, l’edizione 2017 ha però una parte “aleatoria”: l’Associazione, come tutti, ha dovuto fronteggiare la congiuntura e in particolare una drastica riduzione delle entrate destinate al montepremi e alle spese organizzative (tra le quali NON rientrano compensi ai giurati: vi leggiamo gratis).
A fronte di questa difficoltà si è lanciata una raccolta fondi che terminerà a fine marzo 2017, il giorno precedente la cerimonia di premiazione.
I premi hanno dunque una parte fissa (200, 100, 50 Euro ai primi tre classificati di ogni sezione) e una parte variabile, legata all’andamento della raccolta; raccolta alla quale preghiamo tutti di partecipare, secondo le proprie possibilità, per garantire uno standard adeguato – e, mediatamente, un futuro – a questo concorso.
Ulteriori forme di sostegno sono allo studio e, se approvate, vi verranno immediatamente comunicate.

Ho scritto tutto. Partendo da questa pagina potrete scaricare il bando (compreso un approfondimento su Gaetano Conti) e visualizzare le modalità della raccolta fondi (compreso il dettaglio delle voci in conto spese).
Prego gli amici che abbiano gli strumenti per farlo di diffondere le informazioni su bando e raccolta (o anche direttamente le risorse linkate qui sopra), in modo da dare massima visibilità alla operazione.

Aspetto i vostri manoscritti, che come al solito mi saranno sottoposti in forma completamente anonima.
[Anche quest’anno rinnovo l’invito, forse inutile visto che lo scorso anno non c’è stato alcun problema, a “giocare pulito” e non chiedermi informazioni confidenziali né malleverie in ordine al concorso; comportamenti che verranno riferiti immediatamente al Presidente della giuria].

Written by Roberto R. Corsi

15 settembre, 2016 at 10:09

Babuk 2016: a valediction

with 2 comments

ieri si è svolta a Roma la premiazione del concorso letterario Il giardino di Babuk edizione 2016, della cui giuria ho fatto parte. Sapendo da tempo di non poter presenziare, gli ossequi “istituzionali” li ho fatti a più riprese da quel dì; porgo oggi invece i miei rallegramenti ai vincitori e ringrazio tutti i concorrenti della sezione narrativa, che mi hanno idealmente tenuto compagnia dal 15 settembre agli inizi di febbraio, quando ho messo il voto all’ultimo racconto pervenuto.
È stato sorprendente riscontrare una mia partecipazione emotiva, quasi paterna, ai vostri racconti.
Sono stato felice a lungo, per l’endorfina della scoperta, ogni volta che ho trovato pagine scritte bene; mi sono arrabbiato come un tifoso deluso quando l’assenza di cura travolgeva risultati astrattamente buoni e mi costringeva a una valutazione negativa.
Mi è dispiaciuto rivedere al ribasso il giudizio su racconti anche meritevoli ma che presentavano errori di stile e ortografia o vere papere lessicali.
Ci ho pensato a lungo e alla fine ho deciso, a costo di figurare come “grammar nazi”, di essere rigoroso per un motivo fondamentale: i manoscritti finiscono nell’ebook senza revisione.
Quindi prendere solo il lato positivo e lasciar passare gli errori senza segnalarli avrebbe importato un qualche detrimento d’immagine anche per l’organizzazione. Oltre al fatto che la capacità di autocorrezione, visti i chiari di luna, è ormai uno skill imprescindibile anche per gli autori che pubblicano.
Come rovescio della mia pignoleria ho imparato, e qui cada pure il mito del giurato onnisciente, alcuni vocaboli o modi di dire che in precedenza ignoravo.
Nel complesso dunque ho ricevuto più di quanto ho potuto dare. Grazie.

Troverete a questo link (e cliccando sull’immagine) l’ebook appena sfornato da LaRecherche con le prove dei primi dieci classificati di entrambe le sezioni.
Senza disaggregare il dato della giuria mi limito a dire che alla vincitrice, Paola Zeni da Verona col racconto “La ricerca”, ho dato un voto assai lusinghiero pure io. Si tratta di una prova che coniuga ricchezza di stile con padronanza dei tempi narrativi ed emozionali, quindi merita il primo premio.
Ho poi segnalato, motivando, tre racconti non finalisti che mi parevano pregevoli per impianto e originalità di stile; la segnalazione speciale con tanto di pergamena, forse magro bottino per chi aspirava legittimamente a onori e magari a qualche piotta, è stata accolta. Vedremo se sarà possibile riprendere questi racconti, o comunque qualcosa dei loro Autori, in altra sede.

Per quanto riguarda la poesia, per motivi di tempo mi sono solo soffermato – da appassionato, non da addetto ai lavori – sui finalisti. Tra tutte le poesie mi hanno colpito quelle di Caterina Colica, giunta seconda, e Federico Zucchi, classificatosi in quarta posizione.
Buona lettura e all’anno prossimo!

Written by Roberto R. Corsi

21 marzo, 2016 at 17:38

Premio Roberto Farina 2016

with 2 comments

castello

Castrum Petræ Roseti

Ho ricevuto il bando del Roberto Farina 2016 (XIV ed.) e ve lo giro invitandovi a partecipare. Trattasi di Premio (a concorso) riservato alle raccolte edite e a tutti gli effetti virtuoso, prevedendo gratuità d’accesso e primo premio in danaro (2 “chili”), oltre a vari riconoscimenti. L’albo d’oro è piuttosto importante. E le bellezze del Comune che ospiterà la premiazione invogliano.
Copio+incollo i primi § del bando; nominativi e indirizzi (il sito – ahimè – è off) li trovate invece nell’allegato in calce. Muchissima m. a chi concorrerà!

1. Il Premio è destinato a volumi di poesia di Autori italiani o di Autori stranieri (tradotti in italiano) editi tra il primo di Gennaio 2013 e il 31 Marzo 2016.

2. Le opere, da inviare direttamente ai componenti della Giuria, di cui si fornisce l’indirizzo, dovranno pervenire entro il 30 Aprile 2016 con la dicitura scritta sul plico o su un foglio: «Partecipa al Premio Farina». Una copia va inviata anche al Dott. Antonio Farina (…). I libri inviati non potranno per nessuna ragione essere richiesti indietro.

3.Il vincitore riceverà la somma di euro 2.000 (Duemila) e una targa artistica oltre all’ospitalità. Non sono ammesse deleghe. L’eventuale assenza del vincitore alla cerimonia di premiazione, che si terrà domenica 1° Giugno 2016 a Roseto Capo Spulico, nell’Alto Jonio Cosentino, avrà il significato di rinuncia al Premio.

La Giuria – il cui giudizio è insindacabile – si riserva di segnalare alcuni poeti con una targa artistica.

scarica per intero il BANDO FARINA 2016

Written by Roberto R. Corsi

15 gennaio, 2016 at 16:49

rose, dialètt Milanes e Caffellatte: cronache di un’improvvisa socialità

with 2 comments

IMG_4713

Bimbominkieggiando nella Galleria degli specchi, prima della cerimonia.

È domenica e mentre la città brulica piacevolmente di maratoneti (voi favoriti dalla creazione, scriveva Rilke degli angeli), quantomeno esimendo per qualche ora il molliccio scrivente dal quotidiano aerosol di gas di scarico, approfitto per darvi rapidamente conto di una settimana, questa appena conclusasi, densa d’incontri ma anche di progetti a venire. La tiro per le lunghe perché è festa e avete tempo di leggere. Smile.

  • Martedì 24, insieme ad altri relatori eccellenti e all’Autore, ho presentato il libro di Michele Brancale, Rosa dei tempi, presso la Sala degli affreschi di Palazzo Panciatichi. Non lo sapevate? Male! vi dico sempre, almeno per gli eventi, di seguirmi su twitter (@rrcorsi)!
    Bene: salva la bella serata Maceratese di un anno fa, lungo la quale ho solo letto tre mie poesie, non parlavo in pubblico dal 15 marzo 2011! Al di là della conseguente, lieve tensione, ho parlato bene, ho dispensato ironia e autoironia ma, penso, anche qualcosa su cui riflettere, ampliando e cambiando un po’ rispetto alla mia nota, cui vi rimando. La gente si è divertita e ha mostrato apprezzamento, credo. Ho creato un piccolo album fotografico su facebook (altre foto arriveranno, spero).
  • Ieri, invece, un’inaspettata emozione: quella di conoscere e parlare con un gigante come Franco Loi. Qui mi dilungo un po’. Era in programma, presso la splendida giordaniana Galleria degli specchi in Palazzo Medici Riccardi, la consegna del Premio Betocchi. Presenziavo con l’intento di salutare alcuni amici (i proff. Marco Marchi e Sauro Albisani), ascoltare e applaudire, però rigorosamente da posizione defilata. E invece il famoso poeta dialettale, giunto alle 85 primavere e purtroppo molto affievolito nelle facoltà visive, prima mi scambia per qualcun altro, carezzandomi il viso (“chi sei? sai, non ci vedo”); poi a fine serata si profonde con tutti (c’era anche un bel gruppo di persone col bravo poeta Giacomo Trinci). Non so perché, mi ha preso in grande simpatia e dedicato tanto tempo. Abbiamo sceso le scale a braccetto. Il mio petulante addetto al marketing (io stesso) gli ha naturalmente rifilato il libro – che non gli piacerà, perché troppe idee ci dividono. Ma non importa: la cosa più bella è che abbiamo parlato più che altro di calcio (siamo “cugini”, è milanista) e mi ha spiegato l’etimologia del termine baüscia.
    Loi è persona di debordante umanità, comunicativa, voglia di divulgare, bontà (ci mandava i baci quando lo applaudivamo per le letture!). E le poesie dialettali, cui sono un po’ refrattario, quando c’è l’Autore a spiegartele e a dirtele hanno tutt’altro gusto! Ne ha declamate tre, premettendo loro la traduzione italiana: tra queste una gustosissima sulla qualifica di poeta (traducendola in Italiano meglio che nella pagina) e una, lirica e delicata, su Dio.
    È stata una bella cerimonia, per giunta allietata da giovanissimi musicisti del “Dante” (con Telemann, Bach, Pachelbel). Va detto che per fortuna la grande disponibilità di Loi, in coda alla serata, ha sciacquato via il dispiacere dovuto al fatto che un interveniente ha approfittato del suo spazio per fare un – non richiesto, totalmente fuori tema e direi anche di dubbio gusto – megaspot a Renzi e al suo presunto  “impegno per i giovani e la cultura” (tralasciando la facile ironia sul “bonus iPhone” di 500 euro, cosa penseranno della qualità di questo sforzo culturale per esempio le eccellenze artistiche di Maggiodanza, fatta fuori in tronco lasciando 17 giovani tersicorei senza lavoro e un Ente Lirico di rinomanza mondiale senza corpo di ballo?).
    Anche ieri un fotografo professionale ha fatto qualche scatto, spero che mi mandi qualcosa nei giorni a venire; controllate questo post per aggiornamenti.
  • Infine annuncio che la sera del 9 dicembre al Caffellatte, in via degli Alfani 39, poc’oltre l’incrocio con via della Pergola, leggerò alcune mie poesie insieme a brillantissimi poeti (in ordine sparso: Matteoni, Torre, Cavasino, Simonelli). Ideatore di tutto ciò e special guest del reading è Marco Di Pasquale che verrà a Firenze per qualche giorno. Ringrazio lui, Franco Renzi, Bernardo Pacini e gli altri che mi hanno patrocinato come sesto tra cotanto senno poetico. Se ne pentiranno, smile. Se volete venire, i dettagli dell’evento sono su facebook.
    Adesso mi rinchiudo, forse dieci giorni mi basteranno per convincermi che una mezza dozzina di mie poesie non sono poi indecenti.
  • [Ah, mentre non me lo chiedevate ho scritto una quarantina d’inediti. Ora penserò a chi sottoporli. La tentazione, sulla base dell’esperienza, è quella “top or bust”, ovvero a una grandissima o nulla. Ma mi rendo conto che il mio realismo becero, per giunta sempre più votato all’epigramma, è molto offstream, fuori da qualunque collana, forse dalla stessa poesia. Vedremo].

 

Lo giurai, vi leggerò! In Giuria per il “Babuk” 2016

with one comment

babuk

la targa del Giardino napoletano che dà il nome al Premio (col gatto che a sua volta ha dato il nome al Giardino)

Non solo per i bambini toscani: questo martedì 15 è un primo giorno di scuola anche per l’attempato scrivente.
A mezzanotte infatti è uscito il bando di concorso della seconda edizione del Premio Il Giardino di Babuk – Proust en Italie, a cura dell’Associazione LaRecherche. Premio diviso in due sezioni (poesia e narrativa) e assolutamente virtuoso, essendo a partecipazione gratuita e prevedendo una remunerazione cash per il podio dei vincitori.
Quindi consigliatissimo. Sì, pure a te.
Il bando si può scaricare partendo da questa pagina.

La novità è che, mentre l’anno scorso ho gareggiato con tre poesie, quest’anno cambierò ruolo e farò parte della Giuria nella sezione narrativa!
È la prima volta che mi viene tributata una tale apertura di credito e voglio qui ringraziare Roberto Maggiani, Giuliano Brenna e la redazione tutta, oltre all’augurare buon lavoro ai colleghi.

L’impegno sarà notevole e assorbente. Lo scorso anno i racconti pervenuti sono stati ben 412. Calcolando 8 pagine a racconto (poco meno del limite di 15000 battute), ne risultano 3296: grossomodo l’equivalente della “Recherche” proustiana aumentata di un tomo!

Doveroso anche sottolineare che si tratta di un impegno onorario, ossia gratuito.
…Ma come, Corsi? Non c’è conflitto con le tue regole d’ingaggio e in generale con la necessità, che proclami, di retribuire il lavoro intellettuale?
La risposta che mi sono dato è che bisogna sempre pesare gli interessi in conflitto; in questo caso l’opportunità di sostenere e preservare i premi virtuosi (sempre più rarae aves del panorama), quindi mediatamente di aiutare gli scrittori emergenti, prevale su quella, pur importante, della retribuzione ai giurati. Questo auspicando che un giorno, anche grazie al commitment mio e dei colleghi, altri finanziatori possano affiancare l’attuale (che vuole restare anonimo), quindi ci sia spazio sia per mantenere la gratuità d’accesso e il premio in danaro, sia per un equo onorario per i giurati.

Non vedo l’ora di cominciare. Coraggio, narratori: fatevi avanti! Mi aspetto soprattutto che mi facciate passare qualche mese di letture piacevoli.

Post Scriptum, forse superfluo ma utile da ribadire. Vi prego di non segnalarmi voi stessi o chicchessia, non chiedermi nulla riguardo al mio operato (che, ricordo, si svolge su testi resi anonimi), e in generale di non porre in essere condotte in violazione del regolamento: sarò inflessibile nel riportare immediatamente qualunque episodio alla Presidenza.
Grazie per la collaborazione.

Written by Roberto R. Corsi

15 settembre, 2015 at 08:00

Di che premio sei? Viareggio vs. Camaiore (contiene una proposta)

leave a comment »

francescobelluomini

Francesco Belluomini (foto QN)

Tra il Grand Hotel Principe di Piemonte a Viareggio e l’UNA Hotel Lido di Camaiore ci sono solamente tre chilometri e duecento metri di lungomare; essi però ospitano le serate finali di quelli che probabilmente sono i più importanti premi di poesia in Italia, paese lungo 1291 km e largo 600.

Nonostante questa vicinanza geografica che ricorda un proprium toscano, il campanilismo, i due premi sono diversissimi e scorrerne l’albo d’oro può tradursi in qualche considerazione domenicale.
Leggi il seguito di questo post »

Due inediti per Mimì Burzo

with one comment

dakar-aerial

vista aerea di Dakar, fonte wikipedia, foto di Jeff Attaway

 Dedico a Mimì, sempre attenta alle pieghe che la poesia prende, o non prende, questi due inediti molto recenti, tra la trentina presentata al Pagliarani 2015 con punta fortuna. E che saranno parte della mia improbabile prossima raccolta.

Retweet di classe

Ho inoltrato agli amici una vignetta
di Mauro Biani per Il Manifesto.
Mi sembrava carina.

Un messaggio privato m’ha ridesto:
“lascialo stare, il Biani: quello è mio,
non certo della gente benestante”.
Non ho risposto, ma

che diritto ho di trattare, nominare
eguaglianza, equità?
seppur squillino forte nel miocardio,
fanfara mahleriana,

io: fanfarone
farfallone, di molli privilegi,
mollusco polpa dentro il guscio tagliente
della normalità. Condannato a guardare
la storia dentro un agio,
non conta se in caduta.
Sei comunque macchiato.
Se terrà la reazione
sarai poeta, zecca sinistrorsa;
per la rivoluzione, invece, avrai pur qualche lira,
sarai padrone, zecca dello stato.

La crepa

Con tutti i miei proclami di eguaglianza sociale, oggi ho mandato in culo un senegalese
che vendeva le borse, ogni santo giorno dieci minuti a dirmi amigo cosa compri,
a far finta di non capire quando con parole soffuse mi schermivo,
puntuale ogni volta che volevo leggere Buzzati Palazzeschi o qualunque bella lettera,
sempre pronto a rendersi stanziale profittando di un centimetro scoperto sul lettino,
piazzandoci il suo armamentario in pelle rifilatogli da qualche caporale cinese o pisano,
bestemmiando la parola “amico” che ormai ovunque è calpestata,
sottesa a qualche utilità a qualche tornaconto economico
anche tra noi giudicanti, noi sanguisughe dell’oltreoceano, noi formiche
rosse d’un tempo, ora supremi incravattati benpensanti arbitri dell’altrui destino.
Inseguiva mia madre fino sulla battigia poi su all’ombrellone,
poi di nuovo, e non ci ho visto più, per un momento quando gli urlato quindici volte basta
gli ho scorto negli occhi lampi assassini di sfida e di fiero orgoglio, cui avrei risposto
non per far rissa ma perché sarebbe stata giusta la sua vendetta, arriveremo allo scontro,
l’umanità è perduta e soprattutto è perduta la cultura il silenzio la poesia,
si vuole si pretende il massacro del verso azzurro che non è che privilegio,
non vale un cazzo quando non hai da mangiare. I popoli poveri, le torme
sciamanti, non producano poeti ma assalti!
Un giorno l’elementare poesia di Senghor, fatta di aggettivi lanciati lì ad abbondanza,
stampata male da un editore italiano e venduta per le spiagge o per le vie del centro,
prenderà con forza il ruvido rugginoso machete, lo alzerà contro la gola
della scontatissima aneddotica salottiera poesia della Szymborska
che così tanto vi piace, branco di fiche lesse, quelle spicciole assoluzioni da condividi sulla tua bacheca,
e taglierà di netto l’Europa, tutti noi, me, il mio merdoso rigurgito leghista del mercoledì.
Sarà giusto così. Ora Moussa Samba o come si chiama passa lungo,
crede di tributarmi suprema offesa nel non augurarmi salute, e se non fossimo,
se non fossi così contaminato, crepato dalle radiazioni del capitalismo, della rendita,
riuscirei ancora a capire che ha perfettamente ragione.

(primavera 2015)

Written by Roberto R. Corsi

27 luglio, 2015 at 10:21

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: