Roberto R. Corsi

Di poesia e di letteratura, dal 2006. Se continua così, il contatore accessi giornalieri va in negativo, ma fa lo stesso.

Archive for the ‘premi’ Category

Perìgeion: riassunto delle puntate precedenti… e successive. Compreso lieto evento. Appendice: tutorial sui concorsi.

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Mi sono accorto che in questo 2018 non ho qui accompagnato con la solita “spalla” le uscite, a cadenza più o meno mensile, delle mie note di lettura sul portale di poesia che a voi dovrebbe essere ormai familiare. Rimedio asciuttamente: a gennaio mi sono occupato di Paolo POLVANI,  a febbraio di Marco CIPOLLINI; a marzo ho con piacere dato spazio a Francesco TONTOLI, ad aprile ho proposto due poesie di Annamaria FERRAMOSCA e, proprio oggi, una raccolta suggestiva di Giancarlo BARONI. Già che ci siamo: è già pronta, per il 10 maggio salvi imprevisti, una scelta di poesie dall’ultimo libro di Fabrizio CAVALLARO. Altre poete e poeti ci faranno compagnia da qui alle vacanze.
Come leggerli? Potete in ogni momento controllare i miei contributi tramite questo link (sta anche nella colonna di destra del presente blog).
E, mi raccomando, non tralasciate di soffermarvi sugli articoli dei miei conredattori che in una buona percentuale, direi nel 109% dei casi, sono assai migliori dei miei.

Ma la notiziona è di ieri e la apprendo tramite l’Editore Fabrizio Bianchi (dot.com press): Edifici pericolanti, la raccolta di Massimiliano DAMAGGIO, è stata segnalata d’impulso di un membro Giuria del “Pagliarani” ed è in corsa dunque per il prestigioso premio!
Un meritato riconoscimento per un poeta di coraggio e talento (cofondatore di Perìgeion e ora suo “nume tutelare intermittente”); evento doppiamente piacevole in quanto il soggetto è alquanto appartato e incostante, kome noi fècchi poeti ti una fòlta! smile! Brava la giuria a scovarlo. Molti altri, oltre me, fanno apertamente il tifo per lui. Il volume, consigliatissimo, è ordinabile contattando l’editore a questi recapiti. Per assaggi, ottima la recensione e la scelta di poesie a cura di Antonio Devicienti su Carteggi Letterari.
Dàje Max!

Di straforo: anche io in questi giorni mi sono occupato di premi (rectius: concorsi). Qualche riflessione in forma di guida. Niente che i miei aficionados non sappiano già, però – “forte” dei miei ondeggiamenti ed errori – ho buttato giù il mio tutorial in materia, che in effetti ha molto di demotivazionale. L’ho parcheggiato anche stavolta su Medium, acquario bizzarro e poco compatibile con le poetiche cose, però dotato di alcune funzionalità che possono tornarmi utili… Lo stile “ammaregàno” è condizionato dal predetto acquario.
Leggi qui: Tutorial – Concorsi di poesia.

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ritiro / retiro

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Una notizia. L’altro ieri ho appreso di aver ricevuta, con altri colleghi, menzione speciale al concorso Siamo fatti per l’infinito indetto da Accademia Mondiale della Poesia e farcito di presenze illustri in Giuria e non solo. La frivola instanuga responsabile del tutto è “la gialla” che giocava col titolo del concorso e con una constatazione, quella dello stato comatoso del congiuntivo, che – proprio lo stesso giorno! – proveniva da un’altra Accademia, quella della Crusca.
Ringrazio tutti e mi onoro del conseguimento; mi spiace non poter essere a Verona con voi domani per ritirare il premio, inchiodato come sono da un periodo di logistica assai difficile.

Una segnalazione. Il burnout guru Antonio Dini (grazie) mi ha fatto conoscere una app carina per dispositivi con la mela.
Si chiama Poetreat e potete scaricarla gratuitamente dal Vostro AppIe Store o da qui.
Già il titolo è stuzzicante: treat (words) like a poet does? Oppure una fusione di poet e retreat, forse (speriamo) non nel senso di incoraggiare alla ritirata bensì di buen retiro?
L’applicazione, che funziona solo con la sillabazione e la rima inglese (quindi dovrete sbizzarrirvi ininglisc), fa due cose semplici: per prima cosa mentre scrivete fa il conto delle sillabe dei vostri versi; poi, sotto copertura internet, vi suggerisce la rima, sulla base dello schema che in precedenza avrete settato tramite dei tondini colorati.
Niente che abbia la pretesa di generare automaticamente poesia (tra i tanti, questo che ho appena scoperto è abbastanza carino), ma piuttosto un tool utile per i parolieri o per divertirsi con un po’ di nonsense (vedi sotto: vi assicuro che non inghiotto rondini o cucino cuccioli di sorta!).
Da provare. Alcuni riportano malfunzionamenti, col mio ipad mini obsoleto va a dovere.

poetreat

Written by Roberto R. Corsi

23 marzo, 2018 at 12:20

Fabrizio Dall’Aglio, Le allegre carte

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(pubblico qui l’intervento del 18 dicembre alla Sala Fallaci del Palazzo Medici Riccardi, Firenze, in compagnia dell’Autore e di M. Brancale, P. Lucarini, P. Maccari e un pubblico partecipe)

Fabrizio Dall’Aglio ha ricevuto, come poeta, attenzione critica e premiale a livelli altissimi: basti pensare che il suo primo libro di poesie per Passigli, Hic et nunc. Poesie 1985-1998, si fregia, nel risvolto di seconda, di una nota di Mario Luzi, mentre una sua raccolta più recente, Colori e altri colori, è risultata vincitrice del Camaiore 2015, concorso tra i più importanti che abbiamo in Italia (e aggiungo tra i più virtuosi e completi nel giudizio, basandosi su una giuria popolare accanto a quella tecnica).
Cosa dire, dunque, di nuovo o almeno di non trito? I miei rilievi partiranno, come garanzia di originalità, da spunti personali. A cominciare dalle origini reggiane che condivido con lui per metà, cioè per parte di madre: mio padre giocò per sei campionati come mediano della Reggiana e conobbe mia madre, nata nella centralissima via Guidelli e figlia di un negoziante “sotto Broletto”. Quando poi leggo che alcuni scritti di Le allegre carte rivedono la luce dopo essere stati in origine pubblicati da Prandi, l’amarcord è ancora più intenso dato che per anni, fino a quando nel 1982 mi sono spostato qui a Firenze, abitavo a cento metri dalla Libreria Antiquaria Prandi, sullo stesso viale Timavo, al primo piano di un palazzo dalla facciata kitsch: rosa con rade graniglie amaranto e soprattutto con improbabili – ma non sgradevoli – pitture policrome di antichi egizi accovacciati o a coppie nei tasselli sotto i davanzali; “egiziani” oggi rimossi (anche la tinta è cambiata) ma al tempo eponimi dell’edificio.
Leggi il seguito di questo post »

Babuk IV (hello, goodbye)

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caricatura proustiana di Lisa Merletti; © l’A. e LaRecherche.it

Segnalazione breve ma importante: come ogni 15 settembre da un quadriennio a questa parte, oggi prende il via il concorso-premio letterario Il giardino di Babuk – Proust en Italie, con le sezioni poesia inedita e narrativa breve inedita.
Sono lieto del fatto che la formula dell’evento sia rimasta assolutamente virtuosa: concorso a partecipazione gratuita e premio in denaro. Il montepremi-base del concorso potrà essere rimpolpato dalla parallela campagna di raccolta fondi.

Tutti i particolari partendo dalla pagina del premio, da cui si accede a bando e informativa sul crowdfunding.

Diversamente dalle due passate edizioni, quest’anno non sarò in giuria. Ho declinato l’onore per motivi personali e perché mi sembra giusto permettere al nutrito board di rinnovarsi un po’, salve le stelle fisse dei presidenti e dei membri più autorevoli. Auguro a tutti buon vento di scrittura e non è affatto  escluso che io partecipi al concorso né che sostenga concretamente l’iniziativa. Invito tutti a fare altrettanto!

Written by Roberto R. Corsi

15 settembre, 2017 at 06:27

Daria De Pellegrini, sei poesie da “Spigoli vivi” (su Perìgeion)

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in queste giornate estive sono alle prese con alcuni non lievi acciacchi (colpevolmente trascurati) e il relativo morale a zero: dioscuri che rendono particolarmente rarefatta la mia attività di scrittura. Per fortuna ho trovato le forze almeno per rendere conto del piacere nella lettura della raccolta di Daria De Pellegrini, la sua prima in lingua (precedentemente aveva scritto narrativa e poesia dialettale). Si tratta della sesta uscita della collana di InternoPoesia, nel frattempo giunta a nove titoli; un’avventura editoriale cui avevamo già accennato, basata sul crowdfunding e alimentata da un comitato di redazione di elevata qualità. Con alcuni esiti da menzionare, sui quali magari torneremo.
Va detto anche che Spigoli vivi è in corsa per il Pagliarani 2017, e a ottobre sapremo se andrà in finale. Non giudico mai la qualità di un libro dai risultati premiali, ma ritengo significativo in punto di merito il fatto che questo volume stia facendo corsa “in trasferta”, cioè in un premio a mio avviso più sensibile alla poesia sperimentale che a quella tradizionale. Dita incrociate e si va.
Concludo citando la cura (anche “maieutica”, come si legge nel libro) e la prefazione di Franca Mancinelli, che colpevolmente mi sono dimenticato di menzionare in prima battuta…

Bando agli indugi: la mia nota di lettura, come sempre, è  su Perìgeion. Qui sotto il link:
Daria De Pellegrini, sei poesie da “Spigoli vivi”

Written by Roberto R. Corsi

11 luglio, 2017 at 15:47

lunedì 6 febbraio: l’online della poesia

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Sono contento di essere stato chiamato a intervenire al convegno organizzato da Atelier e Giuliano Ladolfi editore. Luogo e data: lunedì 6 febbraio, Firenze, Palazzo Medici Riccardi, sala degli specchi, dalle 9,45 fino a pomeriggio inoltrato. Io parlerò per ultimo e farò perdere il treno di ritorno ai premiandi, che mi odieranno per sempre.
Il mio tema: l’online della poesia, che svolgerò però (per motivi di tempo e topic) solo con riferimento alla poesia tradizionale. Tanto più che, da quando ho preparato la traccia, verso metà gennaio, se ne parla molto: magari partirà un a ricopióne dalla sala, pazienza.
Qui il programma. A lunedì.

Written by Roberto R. Corsi

31 gennaio, 2017 at 10:19

sempre [con]corsi e mai non giunsi al fine: Bookblister vs. concorsi letterari

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ci sono articoli che, per lucidità di analisi e corrispondenza col mio sentire, non necessiterebbero di alcuna aggiunta: come quello in cui mi sono imbattuto ieri, a firma Chiara Beretta Mazzotta, sul suo noto portale Bookblister.
Qui il link all’articolo, link che vi consiglio caldamente di seguire.
Nel breve spazio di un post, Chiara disseziona l’alluvione di concorsi letterari secondo poche e corrette idee-forza. Non solo un demotivational (quasi sempre conviene usare le famigerate “quote d’associazione” o tasse d’iscrizione per altro, magari per comprarsi un libro, si scrive nella chiusa), ma un’occasione per delineare alcuni concetti chiari e a me da sempre cari:

a) nessun medico prescrive di indire un concorso: o hai i mezzi (tuoi, o di un terzo sponsor) o non li hai, e allora fai qualcos’altro. Dunque chiedere sostegno all’Autore non regge mai;

b) il concorso letterario a pagamento è il dioscuro, il gemello della pubblicazione a pagamento. Su questo aspetto, che ha risvolti psicologici e antropologici (soprattutto nella favela – un tempo favola – della vita dei poeti), non trovo parole migliori di quelle di Chiara: Il guaio qui è che ci stiamo assuefacendo all’idea che per pubblicare tocchi sborsare qualcosa. Che è una evoluzione in negativo della convinzione che scrivere sia un hobby e vada fatto gratis (e se ti pubblicano, evviva!, ti prostri davanti all’editore che ti ha fatto la grazia), una convinzione che c’entra assai con l’immagine triste di un autore che gira l’Italia a sue spese per promuovere il libro per cui magari non ha manco preso un anticipo;

c) infine, una parte di responsabilità per quanto sopra grava anche sulle riviste, i siti specialistici, e gli stessi concorsi anche virtuosi: i quali, non separando il grano dal loglio, e trattando congiuntamente, in uno stesso calderone, l’editore/il premio virtuoso con quello che non lo è, alimentano promiscuità e rassegnazione.

Ma ho scritto anche troppo. Complimenti a “Bookblister Chiara” e buona lettura dell’articolo.

A margine, senza che l’articolo – meritevole ex se – appaia come pretesto, ribadisco che il mio impegno come giurato del Babuk si fonda proprio sulla sua gratuità d’accesso e sul premio in moneta per il podio dei vincitori. Di fronte a una contrazione del gettito da sponsor, gli admin del premio han reagito non chiedendo tasse ai concorrenti, bensì lanciando un crowdfunding (quindi una “sponsorizzazione collettiva” rivolta al pubblico indistinto) per provare a reintegrare i premi dello scorso anno; il tutto con piena trasparenza e senza che la mancata raccolta infici il minimum standard garantito nel bando.

Written by Roberto R. Corsi

12 gennaio, 2017 at 11:01

#Babuk2017

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stens2007

Il volume in cui è presente il saggio di Gaetano (clicca per scheda e ordini)

Sono molto grato alla Associazione LaRecherche per aver confermato il mio ruolo di giurato della sezione narrativa nella terza edizione del premio/concorso letterario Il giardino di Babuk – Proust en Italie.
Lo scorso inverno i vostri racconti mi hanno tenuto compagnia, in certi casi avvincendomi molto. Quindi sarà un piacere ripetere quest’esperienza di lettura.

La terza edizione è intitolata alla memoria di Gaetano Conti, brillante studente fiorentino appassionato di letteratura italiana e latina (suo un saggio su Seneca pubblicato postumo da Olschki), scomparso dieci anni fa, neanche un mese dopo il suo diciottesimo compleanno.

Ricordo che, come nelle edizioni precedenti, il concorso ha due sezioni (opere di poesia e narrativa che dovranno essere assolutamente inedite, anche su web) ed è doppiamente virtuoso: la partecipazione è completamente gratuita e i premi (destinati al “podio” di ogni sezione) sono cash.
Diversamente dalle edizioni precedenti, l’edizione 2017 ha però una parte “aleatoria”: l’Associazione, come tutti, ha dovuto fronteggiare la congiuntura e in particolare una drastica riduzione delle entrate destinate al montepremi e alle spese organizzative (tra le quali NON rientrano compensi ai giurati: vi leggiamo gratis).
A fronte di questa difficoltà si è lanciata una raccolta fondi che terminerà a fine marzo 2017, il giorno precedente la cerimonia di premiazione.
I premi hanno dunque una parte fissa (200, 100, 50 Euro ai primi tre classificati di ogni sezione) e una parte variabile, legata all’andamento della raccolta; raccolta alla quale preghiamo tutti di partecipare, secondo le proprie possibilità, per garantire uno standard adeguato – e, mediatamente, un futuro – a questo concorso.
Ulteriori forme di sostegno sono allo studio e, se approvate, vi verranno immediatamente comunicate.

Ho scritto tutto. Partendo da questa pagina potrete scaricare il bando (compreso un approfondimento su Gaetano Conti) e visualizzare le modalità della raccolta fondi (compreso il dettaglio delle voci in conto spese).
Prego gli amici che abbiano gli strumenti per farlo di diffondere le informazioni su bando e raccolta (o anche direttamente le risorse linkate qui sopra), in modo da dare massima visibilità alla operazione.

Aspetto i vostri manoscritti, che come al solito mi saranno sottoposti in forma completamente anonima.
[Anche quest’anno rinnovo l’invito, forse inutile visto che lo scorso anno non c’è stato alcun problema, a “giocare pulito” e non chiedermi informazioni confidenziali né malleverie in ordine al concorso; comportamenti che verranno riferiti immediatamente al Presidente della giuria].

Written by Roberto R. Corsi

15 settembre, 2016 at 10:09

Babuk 2016: a valediction

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ieri si è svolta a Roma la premiazione del concorso letterario Il giardino di Babuk edizione 2016, della cui giuria ho fatto parte. Sapendo da tempo di non poter presenziare, gli ossequi “istituzionali” li ho fatti a più riprese da quel dì; porgo oggi invece i miei rallegramenti ai vincitori e ringrazio tutti i concorrenti della sezione narrativa, che mi hanno idealmente tenuto compagnia dal 15 settembre agli inizi di febbraio, quando ho messo il voto all’ultimo racconto pervenuto.
È stato sorprendente riscontrare una mia partecipazione emotiva, quasi paterna, ai vostri racconti.
Sono stato felice a lungo, per l’endorfina della scoperta, ogni volta che ho trovato pagine scritte bene; mi sono arrabbiato come un tifoso deluso quando l’assenza di cura travolgeva risultati astrattamente buoni e mi costringeva a una valutazione negativa.
Mi è dispiaciuto rivedere al ribasso il giudizio su racconti anche meritevoli ma che presentavano errori di stile e ortografia o vere papere lessicali.
Ci ho pensato a lungo e alla fine ho deciso, a costo di figurare come “grammar nazi”, di essere rigoroso per un motivo fondamentale: i manoscritti finiscono nell’ebook senza revisione.
Quindi prendere solo il lato positivo e lasciar passare gli errori senza segnalarli avrebbe importato un qualche detrimento d’immagine anche per l’organizzazione. Oltre al fatto che la capacità di autocorrezione, visti i chiari di luna, è ormai uno skill imprescindibile anche per gli autori che pubblicano.
Come rovescio della mia pignoleria ho imparato, e qui cada pure il mito del giurato onnisciente, alcuni vocaboli o modi di dire che in precedenza ignoravo.
Nel complesso dunque ho ricevuto più di quanto ho potuto dare. Grazie.

Troverete a questo link (e cliccando sull’immagine) l’ebook appena sfornato da LaRecherche con le prove dei primi dieci classificati di entrambe le sezioni.
Senza disaggregare il dato della giuria mi limito a dire che alla vincitrice, Paola Zeni da Verona col racconto “La ricerca”, ho dato un voto assai lusinghiero pure io. Si tratta di una prova che coniuga ricchezza di stile con padronanza dei tempi narrativi ed emozionali, quindi merita il primo premio.
Ho poi segnalato, motivando, tre racconti non finalisti che mi parevano pregevoli per impianto e originalità di stile; la segnalazione speciale con tanto di pergamena, forse magro bottino per chi aspirava legittimamente a onori e magari a qualche piotta, è stata accolta. Vedremo se sarà possibile riprendere questi racconti, o comunque qualcosa dei loro Autori, in altra sede.

Per quanto riguarda la poesia, per motivi di tempo mi sono solo soffermato – da appassionato, non da addetto ai lavori – sui finalisti. Tra tutte le poesie mi hanno colpito quelle di Caterina Colica, giunta seconda, e Federico Zucchi, classificatosi in quarta posizione.
Buona lettura e all’anno prossimo!

Written by Roberto R. Corsi

21 marzo, 2016 at 17:38

Premio Roberto Farina 2016

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castello

Castrum Petræ Roseti

Ho ricevuto il bando del Roberto Farina 2016 (XIV ed.) e ve lo giro invitandovi a partecipare. Trattasi di Premio (a concorso) riservato alle raccolte edite e a tutti gli effetti virtuoso, prevedendo gratuità d’accesso e primo premio in danaro (2 “chili”), oltre a vari riconoscimenti. L’albo d’oro è piuttosto importante. E le bellezze del Comune che ospiterà la premiazione invogliano.
Copio+incollo i primi § del bando; nominativi e indirizzi (il sito – ahimè – è off) li trovate invece nell’allegato in calce. Muchissima m. a chi concorrerà!

1. Il Premio è destinato a volumi di poesia di Autori italiani o di Autori stranieri (tradotti in italiano) editi tra il primo di Gennaio 2013 e il 31 Marzo 2016.

2. Le opere, da inviare direttamente ai componenti della Giuria, di cui si fornisce l’indirizzo, dovranno pervenire entro il 30 Aprile 2016 con la dicitura scritta sul plico o su un foglio: «Partecipa al Premio Farina». Una copia va inviata anche al Dott. Antonio Farina (…). I libri inviati non potranno per nessuna ragione essere richiesti indietro.

3.Il vincitore riceverà la somma di euro 2.000 (Duemila) e una targa artistica oltre all’ospitalità. Non sono ammesse deleghe. L’eventuale assenza del vincitore alla cerimonia di premiazione, che si terrà domenica 1° Giugno 2016 a Roseto Capo Spulico, nell’Alto Jonio Cosentino, avrà il significato di rinuncia al Premio.

La Giuria – il cui giudizio è insindacabile – si riserva di segnalare alcuni poeti con una targa artistica.

scarica per intero il BANDO FARINA 2016

Written by Roberto R. Corsi

15 gennaio, 2016 at 16:49

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