Variazione su una poesia di Franco Marcoaldi

Vuoi dare una lezione alla tua hybris?
Osserva quell’editore a pagamento la cui proposta hai sfanculato
dieci anni fa: in due lustri ha continuato
imperterrito a mungere la gente,
milleottocento a botta come niente,
florido il calendario editoriale, mentre invece tu scivoli nel nulla.
E tutto questo in silenzio – senza i proclami
tuoi fallaci, senza ragli di ciuccio, senza
dirsi più furbo del tuo simile (il luccio).

***

marcoaldi

(tramiteda Tutto qui)

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riempi quel foglio, Peppe! (nuga longa)

Se
troppi
nostri
versi
sono
monoverbali
temo
dovremo
inventare
un
formato
cartaceo
4
per
50.
Altrimenti
i
pioppi
ci
giudicheranno
e
diavoli
ambientalisti
ci
tortureranno
(non
appena
avranno
terminato
con
Ungaretti).

ridi ridi (img wikmedia commons, pubblico dominio)

(17 aprile, “ispirato” da alcune poesie su Medium)

Non facciamo poesia (inedito per l’uscita di Canzoncine)

Ieri è uscita in versione ebook (a fine gennaio il cartaceo), per Le Mezzelane, la raccolta Canzoncine di Alessandro Madeddu; della cui parte più gustosa e irriverente, Il sepolcreto, mi sono occupato tempo fa su Perìgeion.
Qui il link per comprare l’ebook.
Caldeggiandovene senza dubbio l’acquisto, saluto questa uscita (oltretutto NO-EAP) con un mio esercizio inedito, assai liberamente ispirato a un episodio di una vita fa, che omaggia la cura metrica e l’andamento ironico delle Canzoncine, e che è troppo lungo – 60 settenari esatti (edit: adesso 61) – per finire tra le mie raccolte in lavorazione o in cerca di editore.

***

«Non facciamo poesia»,
Mi ammoniva un lacchè
All’alba del duemila,
Chiamandomi una sera
Col numero schermato
Mentre battevo i denti
Nell’auto, in un parcheggio
Accosto il comunale
Arengo di una qualche
Squadretta semiprò,
Continua a leggere Non facciamo poesia (inedito per l’uscita di Canzoncine)

#Worldpoetryday 2017 calembour

insofferenza per i tanti eventi poetici contenenti
i calembour seguenti
 

diversi/ aversi/ d’aversi/ inversi 
conversi/ “Su, versi!” 
perversi/ traversi/ Fraversi 
(Basilio, mio conoscente).

Salvo solo Roberto e Enea Roversi
e i corpi eventualmente
sul mio letto riversi.

[inedito, 3 minuti fa]

Vola alta, bresaola (esercizio)

bresaola
VOLA ALTA, BRESAOLA
(variatio ludica ex Vate M. Luzi., liberamente ispirata da un titolo giornalistico su C. Lotito, dedicata a Bernardo Pacini)

Vola alta, bresaola, defalca calorie,
tocca l’alfa e l’omèga della tua salvazione
ponderale, giacché talvolta lo puoi – sogno che l’adipe esclami
nel buio dell’addome –
però non separarti
da me, non arrivare,
ti prego, a quell’etereo affamamento
da sola, senza un rotolo di me
o almeno il mio smagliato ricordo, sii
massa, non ossuta trasparenza…

L’adipe e la sua anima? O la mia e la sua marcescenza?

(inedito – per fortuna, 12 agosto 2016)
immagine wikimedia commons di pubblico dominio

Per scrivere un’ottima poesia di ricerca (generatore semiautomatico a pagamento)

bersaglio © La Sett. Enigm.

(d’après T.T., ovviamente)

Prendete un numero qualsiasi de La settimana enigmistica. (costo 1,50€)
Apritelo a pagina ventotto.
Localizzate il concorso “Il bersaglio”, in alto a sinistra.
Ricopiate diligentemente su un foglio i termini contenuti nello schema.

Su un’altra pagina, impiattate le parole in ordine e versi sparsi –
senza riordinarli in sequenza logica, mi raccomando!
Aggiungete segni d’interpunzione, articoli pronomi, preposizioni –
ma quanto basta, lo stretto necessario.

La poesia, finalmente, non vi somiglierà.
Ed eccovi divenuto un Artista, alla buon’ora degno
dei più illustri portali e delle note critiche, financo d’inclusione antologica.
Il volgo non vi comprenderà ma tanto non lo faceva neppure prima.

Esempio dall’enigma 3594:

Conversazione verde tra celebri api volate nel fluido del cinema Ceresio
(questo titolo è mio).

Arresto all’Isolotto:
seri cialtroni.
“Alì, i nomi!”
“Alt ai ROM,
“alci nomadi,
max. intralcio! Scoglio!”

Appello
ai poemi di Ariosto, al Marx di ieri –
capitale
copricapo sottolio,

alici arrosto – a Roma
Noemi.
Un approccio al domani.

Pavana per una fabbrica defunta (dedicata a troppi)

Vennero qui suadenti, dissimulando i denti,
vennero li aguzzini, ascondendo i canini

con frasi dolci come ratafià:
siete la Storia d’esta società!

Dopo lo scambio firme di prammatica
sonò la campanella;
finì l’hora di Storia, et con gran ridarella
s’andò di matematica
e poi di geografia:

fecer due conti e azienda in Romania.

9 ottobre, linea C3 (esercizio)

“La lucidità non estirpa il desiderio di vivere, tutt’altro, rende solo inadatti alla vita.”
Emil M. Cioran, L’inconveniente di essere nati

La faglia tra la vita e la gaiezza
sta tutta in questo posto inoccupato
accanto ad una donna che colpisce
di bellezza annottata in leather jacket
lunghe chiome corvine… e legge un libro!
Niente, pure stavolta non mi lancio –
mi siedo dietro a lei, soppeso il vuoto
appuntito di me, sbircio il riflesso
sul vetro, a indovinare un titolo
una frase un coraggio che non c’è:
il sole alto su ponte alla Carraia
rimanda solo la parola “mamma”
e una rosa riposta
come foglia di fico
tra due leve muliebri, in copertina.
Di costa a lei s’accomoda un’anziana
che la prega “po’ chiude’ i’ finestrino?”.
Poco dopo un vecchietto
si siede accanto a me
e tira un’aromatica scoreggia
(la faglia tra la vita e la gaiezza).
In Oltrarno la chiama un certo Prof;
gli dice che è in ritardo; in via de’ Bardi
scende con la valigia: dunque il Prof
se la scopazza pure, chi lo sa?
chi si ricorda la felicità?

c3

scegliete la forma del distruggitore (esercizio: ostinato sinonimico in coda)

Quali altri sogni irresistibili di dominio imprenditoriale ti porterà il domani?
Quali consigli d’amministrazione in cui inculcare direzionalità strategiche (lo sfondo un cielo sereno) ti dispenserà il domani?
Quali asciutti orgasmi per la grande catena distributiva soffiata alla concorrenza ti produrrà il domani?
Quali perizomi in trasparenza sotto gli abiti fasciati di colleghe non insensibili alla tua autorità (la sinusoide dei fianchi) ti svelerà il domani?
Quali ossequi del cameriere schiavo bardato al trotto dietro il cliente abituale ti apparecchierà il domani?
Quali piani ferie appallottolati per l’ostentata autopromozionale serafica gioia di lavorare fino a sentire arcate dentali che giocano col tuo cervello ti elargirà il domani?
Quali altri ingressi vip, quali special event, quali movide, quali densità muliebri di sudore e borotalco ti garantirà – ammiccante, succinto – il domani?
Quali gustosi policromi sorridenti albicollati finanziamenti agevolati penserà esclusivamente per te il domani?

E quali altre galoppate verso il binario dei pendolari ti decreterà il domani?
Quali altri madidi disincanti familiari al momento di svestire lo spezzato o il tailleur ti riserverà il domani?
Quali altri genii di Laterina, quali sinonimiche declinazioni di bellezza ti propinerà – televisivo, irto di nei – il domani?

(img © aftersantana.altervista.org)