Roberto R. Corsi

Di poesia e di letteratura, dal 2006. Se continua così, il contatore accessi giornalieri va in negativo, ma fa lo stesso.

Archive for the ‘poesia’ Category

Michel HOUELLEBECQ, Configurazioni dell’ultima riva

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By Fronteiras do Pensamento [CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)%5D, via Wikimedia Commons

Il Philip Larkin di Sia questo il verso ma anche del fulminante incipit di Finestre alte; alcune poesie giovanili di Giorgio Manganelli; certamente I fiori del male di Charles Baudelaire. Questi i nomi e i numi che, per motivi diversi, mi sono venuti in mente leggendo la raccolta di poesie (e qualche prosa) dell’acclamato Michel Houellebecq, tradotta per Bompiani da Alba Donati Fausta Garavini.
Accompagnato, al tempo dell’uscita (fine 2015), da copiose interviste (una, molto bella e a cura di Stefano Montefiori, anche su La lettura), il volume porta il crisma o più probabilmente lo stigma del suo creatore: romanziere di successo, foriero di posizioni talora scomode, personaggio pubblico per il quale vige il più classico o si ama o si odia. Molti lo odiano, però, tra provocazioni, dice o constata cose talora esatte. Come, nella citata intervista, che la poesia non perdona l’ironia (glossa: almeno di qua dall’oceano).

Coerentemente con le dichiarazioni programmatiche, Houellebecq verseggia una condizione umana solitaria e disperata, una felicità estremamente ardua se non impossibile, una morte già presente e da pronunciare senza tabù, un senso della vita “ammesso e non concesso” che si identifica spesso con nient’altro che con animalità e istinto sessuale, con la negazione di ogni supporto psicologico, con la negazione di qualunque solidarietà umana o cavalleria, fino all’accensione Mimnermiana della catastrofe dell’impotenza che diventa glaciazione esistenziale in un mondo che sembra gettare la maschera.
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Written by Roberto R. Corsi

12 maggio, 2018 at 15:03

due lieti eventi: nascono Seri Editore e l’antologia di Poesia di strada

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clicca per la pagina FB Seri Editore

Ho il piacere di annunciarvi che Alessandro Seri, Autore e protagonista della scena culturale maceratese e marchigiana, ci ha messi al corrente proprio ieri dei primi due vagiti della sua nuova casa editrice!
Seri Editore, che per simbolo reca il Gradale (cioè il Graal, il calice evangelico), avrà tre collane (poesia, saggistica, narrativa) e promette di saziare la «sete di conoscenza e indagine del presente» dei lettori mediante il lavoro di una redazione editoriale giovanissima e con una propria, chiara visione.

Se il primo vagito è alla nascita, il secondo è alla imminente prima uscita libraria, in corso di stampa: l’antologia ventennale del concorso Poesia di strada raccoglierà una cernita delle edizioni 1988-2017. Il volume conterrà le poesie e anche un catalogo delle opere dei Maestri pittori che le hanno via via affiancate. Sono stati scelti, ovviamente, i venti poeti vincitori, poi quasi tutto il podio dei primi tre classificati per ogni edizione, nonché una selezione degli altri sette prescelti ogni anno per la finale.

Poesia di strada, a cura dell’Ass. Cult. Licenze Poetiche, è un concorso virtuoso sotto tutti gli aspetti, distinguendosi per la gratuità della partecipazione, per il premio cash al primo classificato, per la congiunzione tra ispirazione poetica e pittorica, per il saldo legame con Macerata (Colmurano e il centro città) e soprattutto per la qualità della selezione e degli esiti, con una particolare attenzione per la contemporaneità stilistica e/o tematica.
Ho gentilmente ricevuto in anteprima l’indice del volume: esso conferma come il panorama presentato dall’antologia sia altamente rappresentativo delle voci più vive della poesia italiana contemporanea. Ciascuno di voi, leggendo, troverà uno o più d’uno dei propri “fari”. Qui ricorderò solo Autrici e Autori che ho proposto su questo blog o su Perìgeion: Alessio Alessandrini, Marco Di Pasquale, Michele Ortore, Luisa Pianzola, Marco Simonelli, Novella Torre, Teresa Zuccaro. Altre amiche e amici poeti di pregio sono presenti (valga anche come memorandum per parlarvene al più presto).

Avrò modo di recensire il volume e proporne un mini-assaggio (magari su Perìgeion) non appena sarà nelle mie mani… intanto ho già ordinato la mia copia.
Lo potete fare anche voi, al prezzo di copertina di 15€, lasciando un messaggio privato a quello che è per ora il primo presidio internet del neonato editore, ossia la pagina Faceb00k Seri Editore.
Chez Z’berg ci siamo più o meno tutti: dunque seguite la pagina, ordinate il libro, restate al corrente della attività di Seri, a cui vanno tanti affetti e il classico muchissima m****a! apotropaico.

Consentitemi, per chiudere, una modica quantità di esultanza personale.
Ho partecipato al premio nel 2014 e sono approdato in finale. Ho avuto il privilegio di essere “interpretato” in pittura dalla Magistra Giusy Trippetta. Potete leggere un piccolo reportage della due giorni, con dovizia di materiale, partendo da qui.
Già il risultato concorsuale mi pareva lusinghiero: l’aver superato l’ulteriore scrematura dell’antologia è motivo di autentica felicità. In un acquario poetico generalmente piuttosto freddino verso il forse Ipergigione RRC e i suoi scritti, ricevo una antologizzazione (la seconda, a distanza di nove anni dalla prima, e probabilmente l’ultima), che spicca per crismi di estrema serietà e competenza, oltre che per il parterre de roi in cui sono atterrato.
Un bene bene! di Stramaccioniana memoria ci sta tutto.

Variazione su una poesia di Franco Marcoaldi

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Vuoi dare una lezione alla tua hybris?
Osserva quell’editore a pagamento la cui proposta hai sfanculato
dieci anni fa: in due lustri ha continuato
imperterrito a mungere la gente,
milleottocento a botta come niente,
florido il calendario editoriale, mentre invece tu scivoli nel nulla.
E tutto questo in silenzio – senza i proclami
tuoi fallaci, senza ragli di ciuccio, senza
dirsi più furbo del tuo simile (il luccio).

***

marcoaldi

(tramiteda Tutto qui)

Written by Roberto R. Corsi

9 maggio, 2018 at 00:06

Pubblicato su esercizi, inediti, poesia

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Quando, esattamente, i bambini iniziano a pensare di odiare la poesia?

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Chris Harris | Photo: Cliff Lipson (CBS) via publishersweekly.com | Fair use intended

Forse perché la poesia, così come la conosciamo, sta morendo, o piuttosto mutando in qualcos’altro, forse per qualche diversa ragione, mi sembra d’incontrare una sempre maggiore presa di attenzione, quasi “autoptica”, al cosiddetto odio per la poesia. Dalla famosa sovrimpressione in un intermezzo de La grande scommessa, al titolo e al contenuto del gettonato libro di Ben Lerner uscito in Italia lo scorso anno. Ora su LitHub un noto autore e commediografo che scrive anche libri per bambini e ragazzi, Chris Harris, s’interroga sul quando e sul perché nasca quest’odio (il quale, secondo me, quando il fanciullo diventa adolescente e adulto, si forma via via come odio per la figura del poeta piuttosto che per le poesie: ne parlo recensendo Lerner al link sopra). Il titolo mi ha attirato e ho tradotto il pezzo, per scoprire che questo, a parte la “puntina” di autopromozione, potrebbe essere parecchio condensato attorno all’idea di libertà di sperimentare, allentando la briglia delle regole e dell’apparato. Allentamento che vedo pure io come progetto interdisciplinare (valido per es. anche per l’ascolto da parte degli adulti della musica del novecento, a mio minoritario avviso).
Deduco, per brevità, solo che, in contraddizione con lo stile dei loro poeti contemporanei preminenti (vivaddio più autoironici e meno seriosi di quelli al di qua dell’oceano), gli Americani esagerano con la didattica poetica per bimbi e fanno loro ‘na capa tanta. Poi deduco che esagerano particolarmente con gli haiku, suppongo snaturandoli (entrambe le cose avvengono anche qui). Infine deduco che dovrebbero conoscere e invitare Annalisa Macchia, brava poeta e insegnante che a queste posizioni e metodi è arrivata da quel dì. Dài, Annalisa, Get your feet on Route 66!

A voialtri, buona lettura.
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QUANDO, ESATTAMENTE, I BAMBINI INIZIANO A PENSARE DI ODIARE LA POESIA?
Chris Harris, autore di “SONO NEGATO PER LE RIME e altre sciocchezze per discoli e bamboccioni”, riflette sul tema “insegnare ai più giovani come scrivere in versi”.

26 Aprile 2018, Chris Harris per Literary Hub.

VI PREGO VI PREGO VI PREGO VI PREGO VI PREGO
VI PREGO VI PREGO VI PREGO MENO HAIKU
VI PREGO VI PREGO VI PREGO VI PREGO VI PREGO

Poiché aprile negli Stati Uniti è il Mese Nazionale della Poesia, ho passato le ultime settimane a parlare alle classi elementari. A ogni tappa, leggo poesie tratte dal mio libro per bambini e da altre parti, sudo in quantità eccessive per un esperto conferenziere e provo a trasmettere il mio entusiasmo per la poesia a bimbi diversi dai miei, che hanno già sofferto abbastanza nel corso degli anni. Inoltre, chiedo agli studenti se di recente hanno svolto qualche attività correlata con la poesia. Fino a oggi, c’è una sola risposta che io abbia sentito in ogni singola scuola. Esatto: gli haiku.

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Written by Roberto R. Corsi

29 aprile, 2018 at 20:12

Di grazia, che cosa è una “Poetessa”?

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Felicia Hemans (Wikimedia Commons, dominio pubblico)

Ho sempre, anche nelle mie poesie, risposto tiepidamente o ironicamente alle ostinazioni bilaterali su poetessa o [donna] poeta. Per tre motivi intimamente legati: 1) ritenendo senz’alcuna ironia migliori le donne degli uomini, non ho mai usato il termine “poetessa” in modo sessista o riduttivo; 2) preferisco che il vocabolario contenga più parole al fatto che ne contenga meno (quando alcuni intellettuali propongono di semplificare il vocabolario, mi raffiguro sempre il paradosso della neolingua orwelliana, sperando di non dovere mai impiegare “sbuono” in luogo di “cattivo”); 3) infine, a livello meramente fonetico, “poeta” mi pare un termine grezzo e privo di fascino; per dirla tutta, quando pronunciato a qualifica di una donna, rapportarlo mentalmente con “poetessa” mi ingenera una sensazione di clitoridectomia.

Dopo la lettura di questo articolo di Jessica Roberson su JSTOR Daily, però, sono molto più possibilista sull’eventualità di usare, d’ora in poi, “poeta” anche al femminile. L’ho fatto qui di necessità, traducendo, per contrapporre le poete protagoniste di oggi al modello letterario semisconosciuto di ieri, quello delle “Poetesse” ottocentesche. Continuerò forse a farlo, di certo continuerò a documentarmi.

Sperando di avere fatto un lavoro decente, ve lo propongo perché dentro c’è molto se non tutto: la discriminazionetunc et nunc – nei confronti del canone delle “Poetesse” e in generale di certe scrittrici; la professionalizzazione che certe poete hanno raggiunto, a costo di ingoiare il rospo di tale discriminazioni; una sorprendente conquista dell’autonomia economica mediante la sola produzione poetica (questo mi sembra un dato sconvolgente e, a naso, sconosciuto ai più, quando sentenziano che la poesia non ha mai dato di che vivere); infine, le remore bipartisan – dei critici elitari maschi, ma anche delle femministe intente al processo di riabilitazione – verso chi fa del sentimento il proprio argomento principe, oltre che del canone ottocentesco della “Poetessa” il proprio riferimento formale.

Raccomando a tutti una visita anche alla pagina con l’articolo originale: sia perché la mia traduzione ben può contenere errori (proposte di correzione benvenute: la duttilità è il vantaggio della scrittura online), sia soprattutto perché chi vuole approfondire troverà una serie di link alle tesi critiche lì espresse, la bibliografia, persino alcuni testi di Felicia Hemans, la poeta e “Poetessa” sulla cui figura l’articolo è incentrato.

Il termine prithee, leggo su wiki, ricorre 228 volte nell’opera di Shakespeare (mentre pray thee, di cui è una contrazione, 92), dunque il titolo è verosimilmente l’adattamento di un passo del Bardo, o di qualche poeta coevo, che non mi sovviene. L’ho reso in endecasillabo (tronco?).

Buona lettura.

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DI GRAZIA, CHE COSA È UNA “POETESSA”?
(What, Prithee, Is A “Poetess”?)

Jessica Roberson per JSTOR Daily
4 aprile 2018

La popolarità è stata a lungo un’arma a doppio taglio per le scrittrici. Di frequente, essa serve come scusa per espungere il loro lavoro dal canone storico-letterario nel preciso momento in cui tale lavoro si guadagna l’attenzione e l’approvazione del popolo dei lettori. L’opera letteraria femminile è spesso sottoposta ad atteggiamenti di superiorità da parte della critica, come pure a reazioni avverse, una volta che troppe persone l’hanno letta, in particolare se queste persone sono anch’esse di genere femminile, come dimostra il fenomeno di tendenza delle “Poetesse” del diciannovesimo secolo.

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riempi quel foglio, Peppe! (nuga longa)

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Se
troppi
nostri
versi
sono
monoverbali
temo
dovremo
inventare
un
formato
cartaceo
4
per
50.
Altrimenti
i
pioppi
ci
giudicheranno
e
diavoli
ambientalisti
ci
tortureranno
(non
appena
avranno
terminato
con
Ungaretti).

ridi ridi (img wikmedia commons, pubblico dominio)

(17 aprile, “ispirato” da alcune poesie su Medium)

Written by Roberto R. Corsi

17 aprile, 2018 at 09:38

Pubblicato su esercizi, frivolezze, inediti, poesia

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riparazione epub

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comunicazione di servizio: mi sono accorto solo stasera che negli ultimi giorni ci sono stati problemi di accesso ai miei ebook in formato epub. Ho cambiato server e ora tutto fila come prima: i formati sono di nuovo accessibili mediante i consueti link nelle pagine indicate qui sotto. Le correzioni hanno riguardato:

L’oracolo della pizza
L’autoantologia 2004-2011
Il saggio su Alberta Bigagli
La scelta di poesie di Gabriella Maleti (su Perìgeion)

Mi scuso per l’inconveniente. Segnalatemi, casomai, ulteriori problemi. Buona ritrovata lettura.

Written by Roberto R. Corsi

10 aprile, 2018 at 22:42

Pubblicato su community, ebook, free, magagne, poesia, siti, varie

Perìgeion: riassunto delle puntate precedenti… e successive. Compreso lieto evento. Appendice: tutorial sui concorsi.

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Mi sono accorto che in questo 2018 non ho qui accompagnato con la solita “spalla” le uscite, a cadenza più o meno mensile, delle mie note di lettura sul portale di poesia che a voi dovrebbe essere ormai familiare. Rimedio asciuttamente: a gennaio mi sono occupato di Paolo POLVANI,  a febbraio di Marco CIPOLLINI; a marzo ho con piacere dato spazio a Francesco TONTOLI, ad aprile ho proposto due poesie di Annamaria FERRAMOSCA e, proprio oggi, una raccolta suggestiva di Giancarlo BARONI. Già che ci siamo: è già pronta, per il 10 maggio salvi imprevisti, una scelta di poesie dall’ultimo libro di Fabrizio CAVALLARO. Altre poete e poeti ci faranno compagnia da qui alle vacanze.
Come leggerli? Potete in ogni momento controllare i miei contributi tramite questo link (sta anche nella colonna di destra del presente blog).
E, mi raccomando, non tralasciate di soffermarvi sugli articoli dei miei conredattori che in una buona percentuale, direi nel 109% dei casi, sono assai migliori dei miei.

Ma la notiziona è di ieri e la apprendo tramite l’Editore Fabrizio Bianchi (dot.com press): Edifici pericolanti, la raccolta di Massimiliano DAMAGGIO, è stata segnalata d’impulso di un membro Giuria del “Pagliarani” ed è in corsa dunque per il prestigioso premio!
Un meritato riconoscimento per un poeta di coraggio e talento (cofondatore di Perìgeion e ora suo “nume tutelare intermittente”); evento doppiamente piacevole in quanto il soggetto è alquanto appartato e incostante, kome noi fècchi poeti ti una fòlta! smile! Brava la giuria a scovarlo. Molti altri, oltre me, fanno apertamente il tifo per lui. Il volume, consigliatissimo, è ordinabile contattando l’editore a questi recapiti. Per assaggi, ottima la recensione e la scelta di poesie a cura di Antonio Devicienti su Carteggi Letterari.
Dàje Max!

Di straforo: anche io in questi giorni mi sono occupato di premi (rectius: concorsi). Qualche riflessione in forma di guida. Niente che i miei aficionados non sappiano già, però – “forte” dei miei ondeggiamenti ed errori – ho buttato giù il mio tutorial in materia, che in effetti ha molto di demotivazionale. L’ho parcheggiato anche stavolta su Medium, acquario bizzarro e poco compatibile con le poetiche cose, però dotato di alcune funzionalità che possono tornarmi utili… Lo stile “ammaregàno” è condizionato dal predetto acquario.
Leggi qui: Tutorial – Concorsi di poesia.

Lettera all’editore (su Medium)

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Andiamo avanti. Dopo la strenna ebook che ha fatto registrare un men-che-manzoniano tasso di download (ma non disperiamo), è tempo d’instradare l’ultimo progetto di raccolta: un centinaio (sic) di poesie scritte nell’ultimo, prolifico quadrimestre del 2017.
Come altre volte, il primo passo è stato quello di “staccare qualche biglietto Editoria Italia“, inviando verso fine marzo il manoscritto a quattro case editrici selezionate con due criteri: l’enormità e la mancata preclusione a nuovi invii sul sito.
Muniti per fortuna di efficiente smartTV, non resta che sbracarsi e aspettare: a settembre la deadline. La quota che me la pubblichino è data a 18,00. In caso di fallimento, altro ebook e via.

Una di queste case editrici chiedeva una lettera di accompagnamento. L’ho proposta a 3 su 4, l’ho fatta leggere a un amico esperto, ve la propongo via Medium (dove non la fila nessuno) perché esprime il mio attuale sentire. Compreso il vaticinio per cui tra poco comincerò a scrivere sonetti sul mio condominio, e allora interditemi legalmente.

Link: La mia lettera accompagnatoria

 

Written by Roberto R. Corsi

4 aprile, 2018 at 14:39

ebook gratis: L’oracolo della pizza (poesie 2015-2017)

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(img di frontespizio)

L’oracolo della pizza è la sezione centrale di una raccolta più grande dal titolo Grafite bianca, le cui poesie spaziano dal gennaio 2015 all’agosto 2017. Alcune bozze (incomplete) sono circolate e hanno ricevuto attenzione in rete, con scelta di poesie, su Imperfetta Ellisse e Carteggi Letterari: ringrazio Giacomo Cerrai, Giulio Maffii e anche Andrea Cati per il loro apprezzamento. Il resto è quasi tutto inedito.

Il titolo deriva dall’esortazione, rivoltami quasi cinque anni fa da un noto poeta, a “tornare (?) a fare le pizze”. Mi ero permesso di criticare sul mio blog – penso educatamente – il semplicismo delle sue poesie, edite da una major. Alcuni anni dopo, mentre lui bissa l’uscita con lo stesso megaeditore, io invece perdo ispirazione e altrui attenzione: l’invito di allora assume dunque un valore oracolare. Gli antichi greci avevano la Pizia, qui invece siamo low budget e recepiamo l’esortazione dal lato cartaio (la Pita è l’asso di denari nelle carte piacentine) e consumatore di pizza ovviamente.

(…) Completa la raccolta un pugno di poesie dalla prima e terza sezione.

[dalle Note]

***

Scarica gratuitamente L’oracolo della pizza:
formato ePUB: clicca qui (odpizza.epub)
formato Kindle: clicca qui (odpizza.azw3)
formato PDF (rispetta l’ambiente: non stampare, se puoi): clicca qui

© Roberto R. Corsi. Opera protetta con marcatura temporale.
Il contenuto è redistribuibile sulla base della licenza CC BY-NC-ND 4.0 : condividi senza modificare, con finalità non commerciale e attribuendomi correttamente ed espressamente la paternità (anche un link a questo post o sito è gradito).

 

Written by Roberto R. Corsi

25 marzo, 2018 at 10:13

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