Roberto R. Corsi

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Fresco di stampa: “Essere transitivo” di Emanuela Ceddia

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Da pochi giorni Essere transitivo di Emanuela Ceddia è un libro edito da LietoColle. Ce n’eravamo occupati poco tempo fa e piuttosto “en passant” riguardo la scelta di poesie, che avevo ridotto di buoni due terzi per esigenze editoriali.
Sono molto felice per Emanuela e per le attestazioni di valore che sicuramente, e meritatamente, otterrà.
Ecco la copertina “in ambientazione piombaggine”, pianta sempre foriera di ricompense come attestano i versi di  Anna Maria Curci 🙂

Ed ecco l’unico neo del libro, in coda (aguzzate la vista…). Neo che peraltro non manca di riempirmi di felicità.

[Emanuela CEDDIA, Essere transitivo, Faloppio (CO): LietoColle, 2017, pp. 122, €10]

Written by Roberto R. Corsi

20 luglio, 2017 at 20:04

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Daria De Pellegrini, sei poesie da “Spigoli vivi” (su Perìgeion)

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in queste giornate estive sono alle prese con alcuni non lievi acciacchi (colpevolmente trascurati) e il relativo morale a zero: dioscuri che rendono particolarmente rarefatta la mia attività di scrittura. Per fortuna ho trovato le forze almeno per rendere conto del piacere nella lettura della raccolta di Daria De Pellegrini, la sua prima in lingua (precedentemente aveva scritto narrativa e poesia dialettale). Si tratta della sesta uscita della collana di InternoPoesia, nel frattempo giunta a nove titoli; un’avventura editoriale cui avevamo già accennato, basata sul crowdfunding e alimentata da un comitato di redazione di elevata qualità. Con alcuni esiti da menzionare, sui quali magari torneremo.
Va detto anche che Spigoli vivi è in corsa per il Pagliarani 2017, e a ottobre sapremo se andrà in finale. Non giudico mai la qualità di un libro dai risultati premiali, ma ritengo significativo in punto di merito il fatto che questo volume stia facendo corsa “in trasferta”, cioè in un premio a mio avviso più sensibile alla poesia sperimentale che a quella tradizionale. Dita incrociate e si va.
Concludo citando la cura (anche “maieutica”, come si legge nel libro) e la prefazione di Franca Mancinelli, che colpevolmente mi sono dimenticato di menzionare in prima battuta…

Bando agli indugi: la mia nota di lettura, come sempre, è  su Perìgeion. Qui sotto il link:
Daria De Pellegrini, sei poesie da “Spigoli vivi”

Written by Roberto R. Corsi

11 luglio, 2017 at 15:47

Ten Years Gone

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Consentitemi la romanticheria.
Oggi, martedì 28 febbraio 2017, scoccano i dieci anni dall’uscita in stampa della mia prima raccolta di poesie,
L’indegnità a succedere.
È da tempo nelle intenzioni, ma la data non è ancora stata fissata, un incontro in occasione del quale parlerò di quel libro e quell’esperienza insieme all’editore Paolo Codazzi, in un pomeriggio dedicato alle edizioni Esuvia, “scuderia” della quale la raccolta ha fatto parte. Uso il passato prossimo perché l’attività di Esuvia è sospesa, ed è un peccato; hai visto mai che questo incontro, nell’ambito di un ciclo per il trentennale della rivista-madre Stazione di posta, possa ringalluzzirla?
Vi comunicherò i dettagli dell’evento appena ne avrò conferma.

Senza girarci troppo intorno.
Per me questo volgere del decennio perfeziona un giudizio prevalentemente negativo sulla qualità della mia poesia, sulla sua recezione, nonché sull’avvedutezza di alcune mie scelte.

 

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recezione critica/1

niccolo-cozze

recezione critica/2 (Bologna)

È dunque necessario un punto. O piuttosto servono tre puntini di sospensione.
Ho “chiuso” e dato la forma definitiva a due raccolte che mi stanno a cuore, scritte dal 2015 in poi.
In attesa di (molto eventuali) prese d’attenzione qualificate e serie verso la mia poesia, cercherò di privilegiare la riflessione e lo studio alla pubblicazione impulsiva delle mie poesie più recenti.
Manterrò invece vigile la mia attenzione, qui come su Perìgeion, su quanto scrivete voi.

 

Written by Roberto R. Corsi

28 febbraio, 2017 at 08:20

Alessandro Madeddu, Il sepolcreto (su Perìgeion)

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Della raccolta inedita che Alessandro Madeddu mi ha benevolmente inviato in lettura, ho apprezzato l’equilibrio prosodico unito al disincantato spirito di osservazione. Tra le varie sezioni la più matura, perché non si limita alla narrazione ma possiede anche un alto grado di invenzione scenica, è Il sepolcreto, racconto fantastico di una gita in un luogo di devozione con andamento surreale. Col nulla osta delle sante autorità temporali, ho ospitato quasi per intero questa sezione.

Leggi tutto, come sempre, direttamente su Perìgeion, a questo link: Alessandro Madeddu, Il sepolcreto

Written by Roberto R. Corsi

23 febbraio, 2017 at 09:27

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Passione Poesia, o meglio occasione poesia e passione critica: il progetto Aglieco-Cannillo-Iacovella

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passionepoesia

img rebstein.wordpress.com

Ho scalato la montagna di Passione Poesia nottetempo, durante le ore piccole del sabato tormentate come al solito dalla devastazione circadiana psico-acustica della movida sotto casa mia. Il corpo già in parte fradicio della repressa voglia di dormire, scorrevo le pagine facendo il classico “orecchio” alle liriche che ho apprezzato di più: una quindicina. Sorprendendomi, lo devo ammettere, di come scriva bene Davide Rondoni quando soffoca per quanto può la trascendenza e davvero “mette a fuoco la vita”.
Preso atto del dichiarato assetto non omnicomprensivo dell’antologia (si ammette dall’inizio che molte voci autorevoli sono rimaste fuori), via via mi ripetevo che questa raccolta non aveva alcun senso per comprendere la poetica dei singoli autori, presentati ciascuno con una sola lirica. E anche l’accostamento alluvionale tra numi tutelari (Luzi, Bigongiari, Raboni, Fortini) e sommersi o emergenti non mi piaceva perché mi pareva un po’ schiacciare i secondi. Tutti rilevi riferiti alle poesie, comunque.

Solo al risveglio (ho i miei tempi!) ho compreso che il valore di questo volume sta piuttosto nel rappresentare l’enorme mole critica che viene prodotta muovendo dall’occasione della lirica. Uno sforzo di scrittura commovente nella sua quantità – misurabile nel rapporto tra la mezza paginetta che spesso occupa ogni poesia e le due o tre che spesso occupa il suo apparato – e doppiamente commovente nella sua gratuità. Una schiusa floreale olezzante e, mediatamente, indisponente, constatando quanto dispiego di energia intellettiva non possa dirsi “lavoro” ma solo “volontariato” per il semplice o velenoso disinteresse della comunità generale; uno sticazzi in forma di rumore bianco, agevolmente periziabile non appena si mette il piedino fuori dal giardino di Gautàma delle relazioni artistiche.
Il titolo dunque inscena un piccolo sviamento: la “passione” qui rappresentata è piuttosto quella per la recensione, per la nota di lettura, per il mini-saggio. Con un intento programmatico di stimolare il rovesciamento di quanto evidenziato nell’introduzione di uno dei curatori, Sebastiano Aglieco (gli altri due sono Luigi Cannillo e Nino Iacovella), a p.8:

Un altro limite delle divulgazione praticata direttamente dai poeti è una certa forma di disaffezione verso il testo critico. Ultimamente da varie parti è stata messa in dubbio la recensione come strumento efficace di indagine; alcune riviste non l’hanno più utilizzata (…) e alcuni poeti hanno apertamente dichiarato di non voler scrivere più recensioni (…) La motivazione di questa rinuncia, o ridimensionamento, spesso parte dalla considerazione che la recensione serve soprattutto a gratificare l’autore piuttosto che promuovere il libro. Questa viene poi considerata come un atto di assenso, priva di piglio polemico nei confronti dell’opera. Chi recensisce, in genere, si guarda bene dal polemizzare, in quanto il primo a risentirsene è l’autore del libro.

Tutto vero. Qualche gratificazione dai toni quasi calboniani non manca nemmeno in questo volume; soprattutto, la stroncatura o anche solo il dubbio sono ormai in disuso non tanto per timidezza quanto – almeno nel mio caso – per la prospettiva di perdere le giornate a difendersi dalle polemiche sui social, al telefono, via mail etc. quando si mette in discussione il lavoro di poeti piuttosto esuberanti…
È però altrettanto vero – sembra intendere Aglieco – che tutto, da un punto di vista filosofico-giuridico prima che poetico, è politica, discrezionalità, scelta; tutto è lato sensu gratificazione o stroncatura. Anche il silenzio o la mancata antologizzazione possono essere visti come giudizio negativo. Anche la scelta di testi senza commento è una recensione positiva. Inutile quindi – ci dice questa raccolta – delegittimare un genere, quello della recensione d’autore; assai meglio non privarsi del suo contenuto vitaminico.
L’appello sembra trovare ricezione; tanto che, oltre ai curatori, altri validi poeti (es. Marco Simonelli, Renata Morresi, Franz Krauspenhaar)  hanno scelto di comparire non con la propria poesia ma glossando quella altrui (rispettivamente di Lo Russo, Agustoni, Zeichen).

Si aggiungono ai poeti, informa la quarta di copertina, «critici, blogger, organizzatori culturali, lettori di particolare sensibilità e competenza».
E ciò contribuisce a intesserci davanti un patchwork, una policromia critica considerevole e rappresentativa: alla esegesi del testo (ottima per es. quella di Andrea Sirotti su una poesia di Mia Lecomte) si affiancano letture più sinestesiche, interventi che preferiscono percorrere la produzione dell’autore, o collocarlo in rapporto ad altre voci; addirittura, a volte, testimonianze di vita personale o amicizia. Tutto quanto concorrendo a rappresentare un concetto, quello della recensione, che anche io, accettando il rischio di qualche caduta di tono, sono incline a considerare e apprezzare nel suo carattere proteiforme piuttosto che come retaggio di comunità critiche chiuse, poco osmotiche.

Un volume da consultare, o meglio da leggere ma possibilmente saltando a casaccio tra una coppia di autore/annotatore e l’altra.
Sperando – flebilmente, per la verità – che possa in effetti anche servire a stimolare prima o poi una “mitridatizzazione”, una riflessione su una timida renaissance della recensione non positiva, quindi una consapevolezza “comunitaria” che la sottolineatura delle lacune su cui magari lavorare è benefica tanto quanto, se non più, della stucchevole fumata d’incenso…

[A.A.V.V., Passione poesia. Letture di poesia contemporanea 1990-2015, a cura di S. Aglieco, L. Cannillo, N. Iacovella, Milano: Edizioni CFR/ Gianmario Lucini, 2016, pp. 379, €20]

per contatti e ordini:  info@edizionicfr.it –  348//2632483
Pagina facebook del libro.

Teresa Zuccaro, Tredici treni

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Perìgeion chiude l’anno con la generosità di una cara amica e poet[ess]a che ci invia per intero una sua raccolta di poesie inedite… Sono molto felice di tutto ciò, anche per aver compreso che la poesia di Teresa, dopo le pubblicazioni in volume e rivista di circa un decennio fa, ha continuato a muoversi, seppure in modo carsico e con la sua connaturata discrezione.

Segui il link, leggi e gioisci: Teresa Zuccaro, Tredici treni

Written by Roberto R. Corsi

31 dicembre, 2016 at 09:38

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Regalo di Natale: Ammirazioni

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Importante. Ho completato la migrazione del mio vecchio taccuino su tumblr verso un nuovo blog di wordpress, molto meglio strutturato e più fruibile, nel quale continuerò ad annotare le vostre e le altrui poesie che mi colpiscono; come faccio – coff! coff! – dal 2007.
Fateci un giro e poi, se volete, segnatevi l’indirizzo, aggiornate il segnalibro, iscrivetevi per le nuove entrate, etc.:

http://ammirazioni.wordpress.com

Ho approfittato anche per dare una sistemata, correggere link non più funzionanti… E ammirare, giustappunto, ora come allora, la scrittura di persone cento chilometri avanti a me: Labranca, Argentino, Damaggio, tanto per fare qualche cognome in corsa. Una consolazione, quando la propria voce inesorabilmente si fa fioca.

Intanto, serene festività a voi e ai vostri cari.

Written by Roberto R. Corsi

23 dicembre, 2016 at 09:33

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Francesco Tomada, Non si può imporre il colore ad una rosa

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img via Griseldaonline

È uscito un prezioso libro di poesie di Francesco Tomada per le edizioni Carteggi letterari di Natàlia Castaldi (che ne ha cura anche con una riflessione critica). Settimo di una collana da collezionare, è impreziosito dai disegni di Francesco Balsamo. Tomada è con me in redazione a Perìgeion e quindi corro il rischio di fare il iudex in re mea, per cui tralascio di dire che è uno dei migliori sulla scena e mi limito a proporvi un assaggio lirico, serbando a voi il gusto di delibare la sapiente composizione di dolori, luoghi, affetti, ricordi.

***

Cave del Predil

La miniera è chiusa da vent’anni ma qui tutto è ancora miniera.
Le case sono state costruite per i lavoranti, il museo si è preso
lo stabilimento dove si purificava il piombo, il pendio della
montagna è un accumulo di pietre scavate da là sotto.
Quando nevica d’inverno i fiocchi sono grossi e lenti, come
quando capovolgi le sfere trasparenti che contengono un
paesaggio.

Rovescia ancora quella sfera.
Che la neve cada verso l’alto e si raccolga nella concavità del
cielo.
Che la terra discenda nel vuoto delle gallerie da dove è
venuta.
Che tutti gli uomini risalgano salvi. Torna più indietro, prima
di silicosi e pleuriti. Fino alla festa di Santa Barbara, quando
vestivano i loro completi con ventinove bottoni dorati e
lo sguardo fiero di chi tutti i giorni scende nel mondo e lo
spacca davvero

*

Gorizia, Parco Basaglia

La rete che chiude il Centro d’Igiene Mentale
a oriente coincide con il confine di stato

al tempo della vecchia Jugoslavia
lì passava la cortina di ferro

per i malati anche sud ovest nord erano cortine di ferro
da nessuno dei lati era possibile uscire

allora andavano quasi sempre vicino al muro est
dove almeno le sentinelle serbe regalavano
qualche sigaretta

e magari un medico si sarà anche chiesto
come mai i matti di Gorizia
fossero tutti comunisti

*
ad A.

Io chiedo che cosa ha tua mamma
e tu rispondi un tumore

il male che non si può nominare
tu lo pronunci in modo disarmante
come dire tazza albero ombrello
un oggetto qualsiasi che esiste
e dunque parliamone pure

come se il cancro di tua madre
fosse una cosa da cui
tu puoi guarire

*
Elettropneus

Le prime auto che guidavo
si guastavano spesso forse perché
erano molto più vecchie di me

oggi basta un sondino elettronico
per capire cosa non va
allora invece Nino Schirillo
si curvava dentro al cofano
e faceva le prove, tentava

io intanto in officina guardavo i calendari
con le ragazze seminude dai seni perfetti
saranno di Roma o di Milano
di qualche grande città, mi dicevo
adesso parto e vengo a cercarvi
a vedervi dal vero

ma avevo sempre la macchina rotta

*
Rewind II

È proprio come dicevano:
da vecchi si torna bambini

sono io che non so capire
e penso a mio padre come se fosse
ancora quell’uomo di cui avevo paura
e invece lui ha di nuovo tre anni
e poi diventerà un neonato
e poi embrione e poi
niente

*
Un cortile

Mia nonna afferrava i conigli li sollevava
e con un bastone colpiva dietro alla nuca
        colpiva una volta sola

le bestie si irrigidivano ed emettevano
un fischio acutissimo
da allora quello è per me
il suono della fine

(quando io soffio fra gli incisivi
ne esce un rumore compresso
non riesco a spingere fuori
tutto il dolore

è una fortuna, non ho ancora
imparato a morire)

________________________
Francesco TOMADA, Non si può imporre il colore ad una rosa, Messina: Carteggi Letterari, 2016.
Acquista il libro dal sito della Casa Editrice
Immagine via Griseldaonline.it

Written by Roberto R. Corsi

10 novembre, 2016 at 12:43

«sapessi com’è strano/ ospitare un ciarlatano/ a Milano»: RRC alla festa di Perìgeion, sabato 22

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picart
Dal 21 al 23 ottobre, a Milano, presso gli spazi di Bioforme, via Aosta 2 (zona Cenisio, MM5 lilla), si tiene la tre giorni di Tu se sai dire dillo 2016 (in onore di Giuliano Mesa).
Qui il programma per esteso, dal sito Poesia da fare di Biagio Cepollaro. E qui l’evento su fb.
Tra gli altri incontri presentazioni e performance, è prevista per le ore 21 di sabato 22 ottobre la festa del nostro caro Perìgeion.
Salvi improbabili spasmi neurotici/logistici sarò presente e fors’anche interveniente, insieme ad altri 6/9 di Redazione (in ordine alfabetico: Amara, Cupani, Drago, Iacovella, Tito, Tomada).
Accorri numeroso, oh meneghino, limitrofo, auto-treno-autotrenomunito.

nella foto: particolare dell’ultimo consiglio di redazione (io sono il terzo da sx), circa 1723, Bernard Picart sculpsit. Img UCLA Digital Library Program, allegedely CC licensed, study purposes, no © infringement intended.

AGGIORNAMENTO: è stata una splendida due giorni, chettelodicoaffàre. Tanti amici, alcuni nuovi, altri finalmente personificati, tutti schietti.
Iniziano a girare le prime foto: qui l’album dedicato alla serata di Donatella D’Angelo, che è così in gamba da far sembrare piacente pure me. Vi invito anche a prendere visione dei suoi lavori sul sito personale.

Interno Poesia: la collana e il crowdfunding

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Avevo tempo fa rilanciato sui miei social l’annuncio della partnership tra Interno Poesia e Produzioni dal basso per la costruzione di una collana di poesia finanziata mediante crowdfunding.
Ieri, come molti di voi, ho appreso del lancio del primo progetto/libro: l’esordio di Martina Germani Riccardi con la raccolta Le cose possibili.
Il target è fissato in 2000€ in 40 giorni e in questo momento (giorno 1) la raccolta viaggia sul 15%.
Leggendo i dettagli del progetto saltano all’occhio tutte le potenzialità del crowdfunding: rispetto a una generica pubblicazione e messa in vendita, i vantaggi sono la certezza di finanziare un progetto virtuoso (no Editoria A Pagamento) e la trasparenza di conoscere l’esatta ripartizione di quanto raccolto, tra cui il diritto d’Autore, che è fissato al 10%.
Come per ogni crowdfunding c’è un sistema premiale legato all’ammontare del contributo, che via via prende il carattere di abbonamento alle prossime uscite; ma direi che il terzo valore aggiunto, stante la possibilità di donare qualunque cifra, è l’entry reward ossia la soglia di 10€ che permette di ottenere una copia del libro (oltre a essere inseriti nella pagina dei ringraziamenti); soglia che è ragionevolmente bassa e assolutamente in media con le pubblicazioni correnti (anzi, qualche euro sotto ai 11-15€ di alcune collane di pregio).
Il che consente di portare avanti il progetto di finanziamento senza sforare rispetto al prezzo delle pubblicazioni di poesia; questo dovrebbe essere psicologicamente incentivante.

Restano da valutare, certamente, le scelte della neo-casa editrice in termini di distribuzione e promozione del libro, una volta che questo sia nato, come auspico. E – non ultimo – resta da conoscere, dato il carattere permanente della sottoscrizione (cd. metodo “keep it all”, nessun rimborso), come verrebbero impiegati i proventi nella malaugurata ipotesi che non si raggiungesse l’obiettivo…
Ma gli elementi evidenziati in grassetto sono già di per sé importantissimi e danno ai miei occhi una connotazione estremamente positiva al progetto; dettando un trend che spero possa essere percorso anche da altre realtà editoriali, onde sovvertire l’andamento “contributivo e non retributivo” che gli Autori di poesia quasi sempre debbono sobbarcarsi se vogliono andare su carta.
Pertanto farò anche io la mia parte e vi invito a sostenere questa prima uscita che, verosimilmente, avrà un valore che va anche oltre il singolo progetto, determinando negli Editori la fiducia per perseverare con le prossime uscite.

Written by Roberto R. Corsi

27 settembre, 2016 at 08:42

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