Roberto R. Corsi

Di poesia e di letteratura, dal 2006. Se continua così, il contatore accessi giornalieri va in negativo, ma fa lo stesso.

Archive for the ‘novità’ Category

due lieti eventi: nascono Seri Editore e l’antologia di Poesia di strada

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clicca per la pagina FB Seri Editore

Ho il piacere di annunciarvi che Alessandro Seri, Autore e protagonista della scena culturale maceratese e marchigiana, ci ha messi al corrente proprio ieri dei primi due vagiti della sua nuova casa editrice!
Seri Editore, che per simbolo reca il Gradale (cioè il Graal, il calice evangelico), avrà tre collane (poesia, saggistica, narrativa) e promette di saziare la «sete di conoscenza e indagine del presente» dei lettori mediante il lavoro di una redazione editoriale giovanissima e con una propria, chiara visione.

Se il primo vagito è alla nascita, il secondo è alla imminente prima uscita libraria, in corso di stampa: l’antologia ventennale del concorso Poesia di strada raccoglierà una cernita delle edizioni 1988-2017. Il volume conterrà le poesie e anche un catalogo delle opere dei Maestri pittori che le hanno via via affiancate. Sono stati scelti, ovviamente, i venti poeti vincitori, poi quasi tutto il podio dei primi tre classificati per ogni edizione, nonché una selezione degli altri sette prescelti ogni anno per la finale.

Poesia di strada, a cura dell’Ass. Cult. Licenze Poetiche, è un concorso virtuoso sotto tutti gli aspetti, distinguendosi per la gratuità della partecipazione, per il premio cash al primo classificato, per la congiunzione tra ispirazione poetica e pittorica, per il saldo legame con Macerata (Colmurano e il centro città) e soprattutto per la qualità della selezione e degli esiti, con una particolare attenzione per la contemporaneità stilistica e/o tematica.
Ho gentilmente ricevuto in anteprima l’indice del volume: esso conferma come il panorama presentato dall’antologia sia altamente rappresentativo delle voci più vive della poesia italiana contemporanea. Ciascuno di voi, leggendo, troverà uno o più d’uno dei propri “fari”. Qui ricorderò solo Autrici e Autori che ho proposto su questo blog o su Perìgeion: Alessio Alessandrini, Marco Di Pasquale, Michele Ortore, Luisa Pianzola, Marco Simonelli, Novella Torre, Teresa Zuccaro. Altre amiche e amici poeti di pregio sono presenti (valga anche come memorandum per parlarvene al più presto).

Avrò modo di recensire il volume e proporne un mini-assaggio (magari su Perìgeion) non appena sarà nelle mie mani… intanto ho già ordinato la mia copia.
Lo potete fare anche voi, al prezzo di copertina di 15€, lasciando un messaggio privato a quello che è per ora il primo presidio internet del neonato editore, ossia la pagina Faceb00k Seri Editore.
Chez Z’berg ci siamo più o meno tutti: dunque seguite la pagina, ordinate il libro, restate al corrente della attività di Seri, a cui vanno tanti affetti e il classico muchissima m****a! apotropaico.

Consentitemi, per chiudere, una modica quantità di esultanza personale.
Ho partecipato al premio nel 2014 e sono approdato in finale. Ho avuto il privilegio di essere “interpretato” in pittura dalla Magistra Giusy Trippetta. Potete leggere un piccolo reportage della due giorni, con dovizia di materiale, partendo da qui.
Già il risultato concorsuale mi pareva lusinghiero: l’aver superato l’ulteriore scrematura dell’antologia è motivo di autentica felicità. In un acquario poetico generalmente piuttosto freddino verso il forse Ipergigione RRC e i suoi scritti, ricevo una antologizzazione (la seconda, a distanza di nove anni dalla prima, e probabilmente l’ultima), che spicca per crismi di estrema serietà e competenza, oltre che per il parterre de roi in cui sono atterrato.
Un bene bene! di Stramaccioniana memoria ci sta tutto.

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Perìgeion: riassunto delle puntate precedenti… e successive. Compreso lieto evento. Appendice: tutorial sui concorsi.

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Mi sono accorto che in questo 2018 non ho qui accompagnato con la solita “spalla” le uscite, a cadenza più o meno mensile, delle mie note di lettura sul portale di poesia che a voi dovrebbe essere ormai familiare. Rimedio asciuttamente: a gennaio mi sono occupato di Paolo POLVANI,  a febbraio di Marco CIPOLLINI; a marzo ho con piacere dato spazio a Francesco TONTOLI, ad aprile ho proposto due poesie di Annamaria FERRAMOSCA e, proprio oggi, una raccolta suggestiva di Giancarlo BARONI. Già che ci siamo: è già pronta, per il 10 maggio salvi imprevisti, una scelta di poesie dall’ultimo libro di Fabrizio CAVALLARO. Altre poete e poeti ci faranno compagnia da qui alle vacanze.
Come leggerli? Potete in ogni momento controllare i miei contributi tramite questo link (sta anche nella colonna di destra del presente blog).
E, mi raccomando, non tralasciate di soffermarvi sugli articoli dei miei conredattori che in una buona percentuale, direi nel 109% dei casi, sono assai migliori dei miei.

Ma la notiziona è di ieri e la apprendo tramite l’Editore Fabrizio Bianchi (dot.com press): Edifici pericolanti, la raccolta di Massimiliano DAMAGGIO, è stata segnalata d’impulso di un membro Giuria del “Pagliarani” ed è in corsa dunque per il prestigioso premio!
Un meritato riconoscimento per un poeta di coraggio e talento (cofondatore di Perìgeion e ora suo “nume tutelare intermittente”); evento doppiamente piacevole in quanto il soggetto è alquanto appartato e incostante, kome noi fècchi poeti ti una fòlta! smile! Brava la giuria a scovarlo. Molti altri, oltre me, fanno apertamente il tifo per lui. Il volume, consigliatissimo, è ordinabile contattando l’editore a questi recapiti. Per assaggi, ottima la recensione e la scelta di poesie a cura di Antonio Devicienti su Carteggi Letterari.
Dàje Max!

Di straforo: anche io in questi giorni mi sono occupato di premi (rectius: concorsi). Qualche riflessione in forma di guida. Niente che i miei aficionados non sappiano già, però – “forte” dei miei ondeggiamenti ed errori – ho buttato giù il mio tutorial in materia, che in effetti ha molto di demotivazionale. L’ho parcheggiato anche stavolta su Medium, acquario bizzarro e poco compatibile con le poetiche cose, però dotato di alcune funzionalità che possono tornarmi utili… Lo stile “ammaregàno” è condizionato dal predetto acquario.
Leggi qui: Tutorial – Concorsi di poesia.

ebook gratis: L’oracolo della pizza (poesie 2015-2017)

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(img di frontespizio)

L’oracolo della pizza è la sezione centrale di una raccolta più grande dal titolo Grafite bianca, le cui poesie spaziano dal gennaio 2015 all’agosto 2017. Alcune bozze (incomplete) sono circolate e hanno ricevuto attenzione in rete, con scelta di poesie, su Imperfetta Ellisse e Carteggi Letterari: ringrazio Giacomo Cerrai, Giulio Maffii e anche Andrea Cati per il loro apprezzamento. Il resto è quasi tutto inedito.

Il titolo deriva dall’esortazione, rivoltami quasi cinque anni fa da un noto poeta, a “tornare (?) a fare le pizze”. Mi ero permesso di criticare sul mio blog – penso educatamente – il semplicismo delle sue poesie, edite da una major. Alcuni anni dopo, mentre lui bissa l’uscita con lo stesso megaeditore, io invece perdo ispirazione e altrui attenzione: l’invito di allora assume dunque un valore oracolare. Gli antichi greci avevano la Pizia, qui invece siamo low budget e recepiamo l’esortazione dal lato cartaio (la Pita è l’asso di denari nelle carte piacentine) e consumatore di pizza ovviamente.

(…) Completa la raccolta un pugno di poesie dalla prima e terza sezione.

[dalle Note]

***

Scarica gratuitamente L’oracolo della pizza:
formato ePUB: clicca qui (odpizza.epub)
formato Kindle: clicca qui (odpizza.azw3)
formato PDF (rispetta l’ambiente: non stampare, se puoi): clicca qui

© Roberto R. Corsi. Opera protetta con marcatura temporale.
Il contenuto è redistribuibile sulla base della licenza CC BY-NC-ND 4.0 : condividi senza modificare, con finalità non commerciale e attribuendomi correttamente ed espressamente la paternità (anche un link a questo post o sito è gradito).

 

Written by Roberto R. Corsi

25 marzo, 2018 at 10:13

ritiro / retiro

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Una notizia. L’altro ieri ho appreso di aver ricevuta, con altri colleghi, menzione speciale al concorso Siamo fatti per l’infinito indetto da Accademia Mondiale della Poesia e farcito di presenze illustri in Giuria e non solo. La frivola instanuga responsabile del tutto è “la gialla” che giocava col titolo del concorso e con una constatazione, quella dello stato comatoso del congiuntivo, che – proprio lo stesso giorno! – proveniva da un’altra Accademia, quella della Crusca.
Ringrazio tutti e mi onoro del conseguimento; mi spiace non poter essere a Verona con voi domani per ritirare il premio, inchiodato come sono da un periodo di logistica assai difficile.

Una segnalazione. Il burnout guru Antonio Dini (grazie) mi ha fatto conoscere una app carina per dispositivi con la mela.
Si chiama Poetreat e potete scaricarla gratuitamente dal Vostro AppIe Store o da qui.
Già il titolo è stuzzicante: treat (words) like a poet does? Oppure una fusione di poet e retreat, forse (speriamo) non nel senso di incoraggiare alla ritirata bensì di buen retiro?
L’applicazione, che funziona solo con la sillabazione e la rima inglese (quindi dovrete sbizzarrirvi ininglisc), fa due cose semplici: per prima cosa mentre scrivete fa il conto delle sillabe dei vostri versi; poi, sotto copertura internet, vi suggerisce la rima, sulla base dello schema che in precedenza avrete settato tramite dei tondini colorati.
Niente che abbia la pretesa di generare automaticamente poesia (tra i tanti, questo che ho appena scoperto è abbastanza carino), ma piuttosto un tool utile per i parolieri o per divertirsi con un po’ di nonsense (vedi sotto: vi assicuro che non inghiotto rondini o cucino cuccioli di sorta!).
Da provare. Alcuni riportano malfunzionamenti, col mio ipad mini obsoleto va a dovere.

poetreat

Written by Roberto R. Corsi

23 marzo, 2018 at 12:20

Giorgio Galli, Le morti felici

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«Io più non chiedo | io son felice | content* il rogo | ascenderò» cantano, nel concertato finale, Norma e Pollione. Ma è davvero possibile, fuori dalla esasperazione lirica, una “morte felice”?
Dovrebbe essere merce non rara, mercé i tanti insegnamenti religiosi o filosofici che dipingono la vita come un passaggio verso altro, oppure come qualcosa che deve essere vissuto solo quando dotato di un minimum standard di dignità. Peraltro, come mi faceva notare anni fa Fela B. (mamma di un’amica): «quelli che più credono in una vita ultraterrena son sempre i più spaventati dall’idea di lasciare questa». Semplicemente, dice bene Jim Harrison in una tarda poesia: a volte «Vorresti darci su, gettare la spugna, però non puoi, perché sei tutto ciò che hai».
L’istinto di conservazione prevale su qualunque medievalismo.

Eppure, epiteti di serenità e felicità ricorrono a più riprese nella carrellata dello scrittore Giorgio Galli, che in questo piccolo catalogo, ottimamente prefato da Marco Ercolani, intesse ventotto finzioni (dal frammento al racconto breve) riferite all’esito di personaggi illustri. Storie a volte narrate in terza persona, a volte in prima, a volte per il tramite di un personaggio legato al morente (classicamente, Max Brod per narrare Kafka, o il grande pianista Rudolf Firkušný per il suo Maestro, Janáček).

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#instanughe

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Tanto per non farci mancare nulla.
Un po’ per celia, un po’ per non morire (?) poeticamente.
Giusto per stare al passo coi tempi (in differita).
Ho lanciato un nuovo instagram hashtag, #instanughe, improntato alla nuga cioè alla bazzecola, alla chiacchiera, alla baia.  Siate benvenuti se vorrete proporne di vostre (io ne inserirò a intervalli irregolari).
Però restate scherzosi e leggeri (non senza ironia o sarcasmo).

#instanughe (dal latino nuga nugae). Lancio questo hashtag come esperimento di #instapoetry, tanto per stare sulle tendenze e anche perché la mia #poesia un se la fila più nimo da verun lato (licenza versiliese). Se volete mettervi in scia, benvenuti: la nuga è una baia e un divertimento, mi raccomando: richiede levità e scherzo anche se può nascondere sagacia e, meglio ancora, ironia. Anche per stemperare le ubique #emozione #bellezza (e relativa #orchite) in rete. PS è una storia (quasi) vera! #instapoesia #instaRRC

Written by Roberto R. Corsi

31 gennaio, 2018 at 14:32

Fabrizio Dall’Aglio, Le allegre carte

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(pubblico qui l’intervento del 18 dicembre alla Sala Fallaci del Palazzo Medici Riccardi, Firenze, in compagnia dell’Autore e di M. Brancale, P. Lucarini, P. Maccari e un pubblico partecipe)

Fabrizio Dall’Aglio ha ricevuto, come poeta, attenzione critica e premiale a livelli altissimi: basti pensare che il suo primo libro di poesie per Passigli, Hic et nunc. Poesie 1985-1998, si fregia, nel risvolto di seconda, di una nota di Mario Luzi, mentre una sua raccolta più recente, Colori e altri colori, è risultata vincitrice del Camaiore 2015, concorso tra i più importanti che abbiamo in Italia (e aggiungo tra i più virtuosi e completi nel giudizio, basandosi su una giuria popolare accanto a quella tecnica).
Cosa dire, dunque, di nuovo o almeno di non trito? I miei rilievi partiranno, come garanzia di originalità, da spunti personali. A cominciare dalle origini reggiane che condivido con lui per metà, cioè per parte di madre: mio padre giocò per sei campionati come mediano della Reggiana e conobbe mia madre, nata nella centralissima via Guidelli e figlia di un negoziante “sotto Broletto”. Quando poi leggo che alcuni scritti di Le allegre carte rivedono la luce dopo essere stati in origine pubblicati da Prandi, l’amarcord è ancora più intenso dato che per anni, fino a quando nel 1982 mi sono spostato qui a Firenze, abitavo a cento metri dalla Libreria Antiquaria Prandi, sullo stesso viale Timavo, al primo piano di un palazzo dalla facciata kitsch: rosa con rade graniglie amaranto e soprattutto con improbabili – ma non sgradevoli – pitture policrome di antichi egizi accovacciati o a coppie nei tasselli sotto i davanzali; “egiziani” oggi rimossi (anche la tinta è cambiata) ma al tempo eponimi dell’edificio.
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La dolcissima gloria, la dolcezza gloriosa: Visioni dell’aldilà prima di Dante

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Vale la pena di segnalarvi questo volume fresco di uscita per Lo specchio Mondadori: si dà spazio a quattro poeti duecenteschi lombardo-veneti in lingua volgare, i cui poemi “pastorali” (in senso ecclesiastico-teleologico: volti cioè al fine della salvezza delle anime) tratteggiano qua e là un oltretomba strutturato in città divine e infernali, paradisi e inferni, proprio come avverrà per la Comedìa dantesca.
L’operazione ha più di un pregio, iniziando dall’equilibrio critico che le conferisce la prefazione del prof. Marco Santagata: lo spirito della riproposizione non è affatto quello competitivo che sottintenda il “c’ero arrivato prima io”. Anche se non è affatto improbabile che Dante abbia avuto esperienza di alcuni testi qui raccolti (soprattutto di Bonvesin e Giacomino, in cui già si assapora il gusto di certe punizioni o zuffe demoniache della prima cantica), la commedia dantesca è, e resta, tanto di più – per stile, per esiti poetici, ma anche per sostanza filosofica, politica, religiosa; e il contributo dell’Autore di Come donna innamorata non manca di segnalarlo già in limine.
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Pietre Vive digitali e l’Inventario dei sogni di Antonio Lillo

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L’inventario dei sogni sul mio K. presso la sala di lettura che preferisco 😉

Non voglio dilungarmi troppo sulla premessa: ho una certa predilezione per il libro elettronico, e ho i miei buoni motivi, nell’interesse della diffusione e della virtù poetica, per sperare in una sua (non facile) escalation.
Dunque sono molto contento che, di recente, Pietre Vive Editore di Antonio Lillo abbia lanciato la propria offerta di ebook.
Ricordate la mia recensione a Wunderkammer di Carlo Tosetti? Pietre Vive si occupa di poesia e non solo, cura molto l’aspetto grafico e artistico del prodotto librario, promuove iniziative interessanti, ha idee. Ben venga dunque la sua proposta digitale.
Inizialmente Antonio voleva creare un “doppio binario parallelo”, vale a dire cataloghi totalmente differenti per la carta e per l’ebook. Ma poi ha (giustamente, a mio avviso) cambiato idea e ora punta a duplicare gradualmente l’offerta.
Peraltro i cataloghi non saranno mai totalmente sovrapponibili; e qui va evidenziato lo sforzo di recuperare in digitale titoli esauriti a stampa, come per esempio la raccolta di racconti di Francesco Santoro, Piombo.
Va poi notato che i libri elettronici si presentano, a oggi, privi di DRM, quindi senza restrizioni alla circolazione: fedeli alla similitudine col libro cartaceo, che una volta acquistato si presta o si regala a chi ci pare, e confidenti nel fair use degli utenti (del resto, se vogliamo dirla tutta, la protezione digitale è in molti casi aggirabile, dunque il processo di responsabilizzazione del lettore richiede tecniche e passaggi aggiuntivi).

L’iniziativa di Pietre Vive Editore fu preannunciata con la versione gratuita del numero zero della collana digitale, ovvero l’Inventario dei sogni dello stesso Antonio Lillo. Dopo un breve periodo di comporto, l’inventario, disponibile esclusivamente come ebook, si è arricchito di contenuti extra e ora è in vendita a 3 euro.
Ve ne consiglio l’acquisto, sia per testare la qualità della collana, sia per dare incoraggiamento al progetto editoriale.
Infine, ultimo ma non meno importante, per apprezzare lo stile dell’Autore in un tipico “libro di una sera”, ironico e leggero ma ricco di riferimenti e cripto-citazioni letterarie – tra esse mi è parso di ritrovare Aristofane, Simenon, Stefano Benni (che a sua volta, coi “sogni-matrioska” di Prendiluna, si muove dal dream within a dream di Poe) e altro.
Viaggiando tra i sogni di Lillo – istantanee narrative racchiuse ciascuna in poche schermate – ho fatto miei soprattutto gli spunti di meditazione sull’età di mezzo (il quarantesimo genetliaco è il pretesto che ha mosso la scrittura), nonché, come è ovvio, sul mondo editoriale e sull’acquario poetico. Da Omero in poi il sogno è stato trattato da tutte le arti, per cui, come da prefazione autografa, non si pretende novità. Si annoverano qui comunque sogni a occhi chiusi e aperti, e prevale l’impianto surrealista su quello profetico. Mi viene in mente, per la carica immaginifica e per il contatto con personaggi illustri (qui Ungaretti, là Van Gogh), l’approccio di Kurosawa nella pellicola Sogni. Quanto alla midlife crisis e all’inquietudine di fondo, riecheggiano alla lettura quei versi di Pessoa che mando a memoria: «A chi sogna di giorno e sogna di notte, sapendo/ inutile ogni sogno,/ ma sogna sempre, soltanto per sentirsi vivere/ e avere cuore».

pietreviveeditore.it

Written by Roberto R. Corsi

6 novembre, 2017 at 14:04

Mario Campanino, L’angelo morto (su Perìgeion)

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Mario Campanino in pausa (aperitivo e) autografi, foto mia.

Riprendono i miei contributi per Perìgeion giusto in coda a questa calda “ottobrata”, dunque con un po’ di ritardo rispetto alla ripartenza settembrina… Partenza differita ma entusiasmo immutato. Mi occupo della riedizione chez L’Arcolaio di un’opera lieve ma ambiziosa, già apprezzata in passato dalla critica per la sapienza con cui si gioca tra diversi piani d’interpretazione… L’Autore, musicologo e scrittore, è un vero umanista nel senso terenziano del termine. Compresa la mondanità: qui lo vedete in gran spolvero mentre scende dall’iperuranio delle cogitazioni e autografa qualche copia del libro! Smile.

Trovate, al solito, tutto su Perìgeion, partendo da qui: Mario Campanino, L’angelo morto

Written by Roberto R. Corsi

30 ottobre, 2017 at 11:19

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