Roberto R. Corsi

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Archive for the ‘metrica’ Category

Paging (and patching) Sir Blake

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Da tempo uno dei miei post più gettonati (o meno ignorati) è quello che contiene la mia versione di Auguries Of Innocence di William Blake, per il motivo che, come accenno in loco, la traduzione più famosa è da tempo fuori commercio, altre son solo parziali, e così chi cerca trova quasi esclusivamente il mio contributo.
Di questa poesia, che in realtà sembra essere il patchwork di una serie di proverbi o massime sapienziali (un po’ filastrocche popolari, un po’ spunti mistici dello stesso Blake), è nota soprattutto la quartina d’incipit, che del resto si trova in molte pagine in rete. Oltre al some are born…, naturalmente.
Dal canto mio, come ognuno può verificare, ho ritenuto essenziale, proprio per salvaguardare il tono di filastrocca, operare una traduzione in rima (e il più possibile metricamente omogenea), e questo a volte mi ha spinto molto (troppo?) lontano da una versione letterale.

Che novità vi porto? Grazie alla corrispondenza con la traduttrice Daria Cavallini ho avuto la spinta a visitare la Marucelliana (fantastica: ambientazione come al solito sontuosa; in più d’estate ci si sta alla grande e il personale è stato molto paziente con lo scrivente neofita) e a dare così finalmente un’occhiata alla famigerata “Fenice” Guanda dedicata al poeta inglese.

Prima sorpresa: la versione in Italiano degli Auguries, come di tutte le poesie del “Pickering Manuscript”, non è di Roberto Sanesi ma di Dario Villa, poeta e traduttore scomparso prematuramente. Infatti il tomo, curato da Sanesi, annovera tre traduttori (oltre a Sanesi e Villa c’è anche il poeta Giuseppe Conte). Da questa istantanea potete osservare la ripartizione del lavoro all’interno del volume.

traduttori di Blake nella Fenice Guanda (foto mia)

traduttori di Blake nella Fenice Guanda (foto mia)

Seconda sorpresa: oltre a leggère difformità non lessicali (arcaismi, abbreviazioni, elisioni), il mio testo di riferimento mancava di due versi verso la metà della poesia – quelli qui in grassetto – che ora ho interpolato e tradotto! Mi aveva ingannato il fatto che i versi “ai bordi” della lacuna creassero una rima baciata…

The babe is more than swadling bands;
throughout all these human lands
tools were made and born were hands,
every farmer understands.

Particolarmente grato a Daria, dunque, per avermi consentito di scovare la magagna attraverso questa verifica sul filo della pausa estiva.
Per il resto perdonatemi se continua a piacermi di più la mia versione rispetto a quella del compianto Villa. Amor di papà, certamente!
Ciò a partire dalla traduzione del titolo, dove preferisco a “presagi”, che mi sa di processo mentale individuale, “auspici” (non tanto e non solo da augurare bensì da trarre dalla natura), il che conferisce maggiormente un carattere di “valediction” e di lezione morale da Blake al lettore…
Buon divertimento.

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Written by Roberto R. Corsi

1 agosto, 2013 at 08:52

Zeit-sfi-geist (esercizio in decasillabi tronchi*)

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Le giornate si susseguono,
i capelli sale e pepe ormai;
viaggio storto come un salice,
puzzolente come un endice**;
trippa e lonze sono ai massimi.

Del lavoro non parliamone:
fra tre anni mi licenziano;
la pensione chi la becca più?
E sul calcio stiamo zitti, va’:
l’Inter sembra il Castrovillari***.

Non si vede più una passera:
le ragazze son platoniche
poi la danno all’osteopata;
il canale novecinquedue****
è rimasto là a casa dei miei.

Uno pensa: la politica
potrà in qualche modo scuotermi…
…Letta e Lupi insiem governano???
“viva viva viva la DC”
“viva viva viva la DC” [ripet. ad libitum]

LettaLupi

foto ©Il Giorno

*Domenica scorsa mi sono svegliato con una frase/ritmo in testa che non voleva lasciarmi: légiornàtesìsusséguonó. TAtaTAtaTAtaTAtaTA..
Allora ho costruito un esercizietto con versi di nove sillabe; enneasillabi che, per la metrica italiana, sono decasillabi tronchi trocaici: l’arsi va sulle sillabe dispari. Immaginate se mutilassimo – un po’ come in quei versi “dalla testa rotta” che, ricordate?, si trovano nel Prologo del Don Chisciotte – i decasillabi della Pascoliana Addio! (dai Canti di Castelvecchio):

Il rosaio qui non fa più rò-.
Lungo il Nilo voi le rivedré-,
Volerete sopra le mimò-
della Khala, dentro le ulivé-
del solingo Achilleo di Còr-.

Notare il verso d’inizio che diviene quasi una profezia della mucca che fa mù e del merlo che non fa mè di EELST (e le mimò chi sarà, forse Marcel Marceau?)!
Facezie a parte, l’importante è chiarire che non rientriamo invece nei canoni del novenario italiano: infatti se in quello dattilico l’arsi cade tipicamente sulle sillabe 2, 5 e 8; es. sempre in Pascoli: Il giorno fu pieno di lampi;/ ma ora verranno le stelle; oppure, in quello trocaico, sulle sillabe 1, 3 o 4, 6 e 8 – mai sull’ultima; es. Il finto pellegrino (folcl.): Gentilomo dal bel saludo,/ ‘na matina co’l s’ha levà[-].
E non rientriamo neppure, andando a ritroso, nell’enneasillabo alcaico (terzo verso della strofe alcaica usata anche da Orazio), che aveva arsi fisse su seconda e sesta sillaba.
In conclusione il mio enneasillabo è da vedere come un decasillabo con ritenuta d’acconto. Smile.

** “puzzi come un endice” è una frase che mi veniva sempre detta da mia madre, reggiana; lei intende per e. “uovo marcio”, di fatto esso è “l’Uovo di marmo, o d’altro, che si lascia nel nidio delle galline, quasi a dimostrar loro, dove ell’hanno a andare a far le loro uova, che altrimenti si chiama guardanidio” (voc. Crusca); quindi forse l’espressione allude a un putir riflesso del loco ove l’obiecto è posto, non della cosa in sé.

*** sin da quando militava in c2 pensavo per qualche astruso motivo che il Castrovillari giocasse in maglia nerazzurra; in realtà i Lupi del Pollino portano la divisa rossonera; ma il verso suona troppo bene!

*** è il canale eur0tic tv, n° 952 nel bouquet sky, dalle chiare finalità consolatorie barra surrogatorie.

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