Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Archive for the ‘frivolezze’ Category

Amici!! Sarahrahrah

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Si fa un gran parlare di Sarahah, un “social” d’invenzione araba (il nome vuol dire “verità”) che di fatto funziona come la buca delle lettere, consentendo a chiunque di postare commenti assolutamente anonimi nelle bacheche dei suoi utenti. Io ne sono venuto a conoscenza tramite alcune amiche che, aperto il loro account, hanno ricevuto apprezzamenti piuttosto pesanti e inviti che ‘l tacere è bello. Per fortuna sono donne di spirito e riescono a elaborare il tutto in modo perfettamente razionale: purtroppo tra i giovani la situazione è molto diversa, gli insulti anonimi fioccano e fanno danni in un’età cruciale per la costruzione del sé.

Mi è venuta un’idea provocatoria: ho aperto un account non personale, ma riferito direttamente al mio ultimo libro: Cinquantaseicozze.sarahah.com.
Ho rimuginato su come il quieto vivere imperi tra i poeti o comunque gli addetti ai lavori, e la stroncatura, tutto considerato, sia quasi estinta.
Mediamente, avrò inviato il libro (in cartaceo o in pdf) a un centinaio di persone. Mi hanno dato un riscontro in dieci, o giù di lì. Alcuni anche negativo, peraltro (e li ringrazio per la franchezza costruttiva). Per il resto, silenzio.
Supponendo che due terzi del silenzio siano pura indifferenza, ho pensato che una buca anonima possa servire a quel terzo (pur sempre almeno un 30% del totale!) che vorrebbe dire al Corsi di darsi all’equitazione in stile fosbury (cit. Gnocchi) anziché irritare le Muse, ma ha paura di ritorsioni (impensabili) da parte mia. Peraltro qualcuno ci ha provato anche qui, esortandomi al lavoro, ma solo spot.

Non so se l’esperimento funzionerà, né quanto durerà, visto che in effetti il giudizio complessivo sulla app (o meglio su come viene utilizzata dai più) resta fortemente negativo, e non sono incline a incentivarne la diffusione. Quindi agite in fretta e se volete criticare, approfittate!
Dice “ma io il tuo libro non lo conosco”. Allora, quale occasione migliore del miraggio di insultarlo per acquistarlo? smile. E comunque potete usare la bacheca per riempire di improperi anche la mia produzione precedente (inediti sul sito, antologia etc.)
Ah, non inviate proposte sessuali: il libro ringrazia e ci penserebbe su, ma non è stato dotato di apparati se non di quello critico.

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Written by Roberto R. Corsi

13 agosto, 2017 at 08:53

Happy birthday, (paper) mussels!

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mussels
Oggi è il primo e unico compleanno delle famose (più spesso famigerate) #56cozze 
(meglio: della loro uscita in stampa. Loro sono un po’ più vecchierelle).
È il tredici di maggio, ed è pure un venerdì: 
trattasi forse di “avvertimento a cose fatte”? 😉
Auguri!

Written by Roberto R. Corsi

13 maggio, 2016 at 08:40

calembour mundial

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«…INDI, VANO, M’INDIVANO» 

Con buona pace di events special guests fianceées omelettes e starlettes.
Buon calcio a tutti.

fifa2014

Written by Roberto R. Corsi

13 giugno, 2014 at 13:47

Pubblicato su civetta, frivolezze, televisione, varie

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note to self: mantenere all’ombra le 56cozze

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I poeti che hanno il mito di se stessi e ragliano versi, meglio se declamati da un podio, mi fanno pensare a quelli che giocando a Monopoli si credono miliardari. Scoppieranno come cozze al sole, cadendo ancora più rovinosamente perché troppo in alto la loro tracotante nullità li ha condotti…

(Antonella Pierangeli nella bacheca faceb00k di Stefano Guglielmin)

come darle torto? Però mi sono spaventato per la mia impepata. Smile.

Written by Roberto R. Corsi

3 novembre, 2013 at 18:51

da EAP a CTL: più stato meno contributo

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chavez

EAP, se te cojo… (H.C., in loving memory)

Tempo fa mi ronzava in testa una provocazione: nazionalizzare gli editori a pagamento. Alla Chávez. E vai!
Voi direte: una provocazione analoga alla Tombin Tax? Può darsi, ma io contrariamente a molti non ho mai visto quest’ultima come una provocazione bensì come un’esigenza mia personale: non si trattava di “tassare i poeti in quanto tali”, ma di versare una cifra – rimetterla in circolo in progetti artistici/ culturali – per le possibilità combinatorie che, iperproducendo poesia, faccio mie (e le possibilità combinatorie non sono infinite, prova ne è che sempre più spesso leggo passaggi identici tra loro in poeti che non si conoscono e mai si plagerebbero). Cosa che faccio regolarmente (a fine anno m’attende una stangata).

Tornando a noi, perché nazionalizzare? Perché l’istinto, la vanità di pubblicare a pagamento appare insopprimibile. Le sue radici spesse derivano dal ciceroniano trahimur omnes studio laudis e da quel bisogno di riconoscimento che, annota Hegel, è più forte di qualunque motivazione economica. Soprattutto in tempi di crisi in cui un riconoscimento nella sfera lavorativa o esistenziale è spesso precluso. Istinto violento (fatelo dire a me e a tutte le schermaglie che fronteggio ogni volta che vi accenno) che si trasforma in generose oblazioni per “pubblicazioni” cui di solito, dall’altra parte della scrivania, si dà l’assenso acriticamente, senza selezione dei contenuti, mercé il puro e semplice plusvalore che l’operazione di “stampa autorevole” comporta. E allora, se non possiamo frenarla, proviamo a cavalcare l’onda: nazionalizzando lasceremmo che i generosi extraprofitti andassero a vantaggio della collettività anziché dei soliti!

Oggi, grazie ad Alberto Cane, scopro che l’ottimo Popinga (Marco Fulvio Barozzi, in cui ci siamo già gassosamente imbattuti) avanza una proposta del tutto simile. Lui propugna Case di Tolleranza Letteraria (CTL) finanziate dai fruitori coi loro consumi-sfoghi-impellenze, cui verrebbe data assistenza professionale e qualificata. Per esempio con un marchio editoriale nazionale, una sorta di Istituto Truce che stampasse le opere poetiche prive di editore vero e proprio, dietro versamento allo Stato.
È ovvio che l’effetto sarebbe non solo identico alla nazionalizzazione tout court degli EAP già esistenti, ma in più meno scandaloso in un paese in cui si grida ai comunisti a ogni piè sospinto. Anzi il nonno che pensa ancora con un sospiro al duzze e ai “vecchi casini, frutto di un’era antica” sarebbe pure contento.
Effetto identico, dicevo. Infatti creare un soggetto pubblico che soddisfacesse la vanità letteraria permetterebbe di praticare un prezzo che porrebbe gli EAP fuori dal mercato, non potendolo pareggiare. E anche in questo caso si potrebbero dedicare con apposito vincolo normativo le risorse percepite al soddisfacimento di interessi pubblici (dalla lotta alla povertà ai programmi di ripopolamento delle foreste travolte da editoria cartacea inutile).
Bravo Popinga y hasta siempre!

Written by Roberto R. Corsi

18 luglio, 2013 at 17:46

le storie di sempre

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Caro poeta,
per puro caso mi sono imbattuto nel tuo sito. Cercavo un commerciante che non fa più scontrini e ho trovato te.

[da una mail del 6 marzo u.s.]

 


Francesco De Gregori, Le storie di ieri (1975)

Written by Roberto R. Corsi

12 marzo, 2013 at 11:12

LaRecherche: fioccano i download, sbocciano gli epub

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logorecherche

Il corvo lettore che campeggia nella pagina ebook de LaRecherche: non so se promani da Poe; io lo chiamo Agatha dal nome del font usato per il logo e i piè di pagina.

Questo post nasce anzitutto come ringraziamento a Roberto Maggiani e Giuliano Brenna, dioscuri de LaRecherche.it (community + libri liberi).
Un thanksgiving che origina da un’evidenza e due calcoli.
Evidenza: All’orza ha toccato (e forse ormai sforato) la soglia dei 666 download.
A meno che non abbiate già letto le mie liriche al contrario (smile) non pensate a questo numero con connotazioni demoniache! rifletto solo ad alta voce sul fatto che, se non mi è sfuggito qualcosa, del mio unico libro cartaceo “solista” sono state invece acquistate (no donate o conferite) nientemeno che 6 (sei) copie.
Calcolo: si può dire che per merito dell’approccio ebook+gratis (e della brulicante community di autori e appassionati che afferisce a LaRecherche) ho raggiunto in queste ore un risultato pari a quello che avrei conseguito mediante 111 (centoundici) titoli in cartaceo. Avrei dovuto scrivere oltre un centinaio di sillogi, giungere all’opus 111 cara agli amanti del pianoforte beethoveniano (e ai collezionisti di musica barocca). E verosimilmente “fumarmi” l’equivalente di un tre vani a Firenze (o di un bilocale in zona di pregio).
Sebbene questo dato sia puramente teorico (presuppone che ogni soggetto abbia effettuato un singolo download), ridurlo anche di uno (opus 74) o due terzi (opus 37) non attutisce il carattere di schiacciante vittoria dell’approccio di cui sopra; da parte mia ero sin dall’inizio convinto della scelta e i numeri mi han dato ragione. Quanto sopra risponde ovviamente in via perentoria a chi mi chiede consigli su che strada prendere per pubblicare…
Grazie a Roberto, a Giuliano, a chi mi ha letto e spesso anche criticato.

Approfitto per segnalare che la cospicua biblioteca de LaRecherche sta adeguandosi al concetto di ebook stricto sensu, rilasciando accanto al formato pdf anche quello epub. La versione epub è già presente per un pugno di titoli compreso il mio (aggiornamento del 4 febbraio); pian piano, a detta dei curatori, la novità sarà estesa a tutto il catalogo.
Ringraziando per la recentissima conversione di All’orza, ricordo agli irriducibili e-inkers che una selezione cospicua di poesie in esso contenute si può già leggere all’interno dell’antologia Il ridursi del tutto a vuoto d’avvenenza, disponibile gratuitamente in formato epub e mobipocket (Kindle).

La casa dei doganieri

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[L’involucro di un libro di poesia che arriva da lontano (grazie). La verità doganale: per i detrattori della poesia, un fondale di consapevolezza; per i suoi amanti, un richiamo alla necessità di una maggiore (?) autostima; per i fustigatori del sistema, la sponda per una battuta tipo “già mi svenano gli editori, ora non mi farete pagare pure i diritti di dogana?”]

dogana

Written by Roberto R. Corsi

28 ottobre, 2012 at 11:35

Pubblicato su frivolezze, varie

Il nome suo nessun saprà, e noi (poeti) dovremo ahimé morir

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Complimenti per la vittoria del Camaiore 2012 a Donatella Bisutti, che per il titolista de Il Tirreno (ed. Viareggio) di oggi si chiama in realtà Antonella Pesutti. E magari per il gourmet all’angolo Raffaella Presciutti, chi lo sa. Certo si sta come d’autunno etc. etc.

Bisutti-Pesutti

clicca sull’immagine per ingrandirla

Written by Roberto R. Corsi

17 settembre, 2012 at 18:14

per una moratoria dei banner con aforismi di dubbia autenticità

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stanno invadendo la rete e specialmente i social network.
Se qualcuno fa una petizione o campagna in merito io aderisco, anche se come vedete mica mi conviene… 😉

Rilke1

Written by Roberto R. Corsi

3 luglio, 2012 at 22:53

Pubblicato su frivolezze, siti, varie

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