#instanughe

Tanto per non farci mancare nulla.
Un po’ per celia, un po’ per non morire (?) poeticamente.
Giusto per stare al passo coi tempi (in differita).
Ho lanciato un nuovo instagram hashtag, #instanughe, improntato alla nuga cioè alla bazzecola, alla chiacchiera, alla baia.  Siate benvenuti se vorrete proporne di vostre (io ne inserirò a intervalli irregolari).
Però restate scherzosi e leggeri (non senza ironia o sarcasmo).

#instanughe (dal latino nuga nugae). Lancio questo hashtag come esperimento di #instapoetry, tanto per stare sulle tendenze e anche perché la mia #poesia un se la fila più nimo da verun lato (licenza versiliese). Se volete mettervi in scia, benvenuti: la nuga è una baia e un divertimento, mi raccomando: richiede levità e scherzo anche se può nascondere sagacia e, meglio ancora, ironia. Anche per stemperare le ubique #emozione #bellezza (e relativa #orchite) in rete. PS è una storia (quasi) vera! #instapoesia #instaRRC

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#worldpoetryday – Consorzi non consorti (inedito)

AldaMerini
Il doodle odierno con Alda Merini (nata il 21 Marzo del 1931)

È orribile celebrare la giornata mondiale della poesia con parole proprie, ma voglio divagare a modo mio sulle pompose affermazioni che oggi campeggiano sui giornali. Proprio come per la commemorazione dei defunti, molti si ricordano di qualcosa solo nel giorno “istituzionale”. Non è il caso di lamentarsi, anzi ben vengano le iniziative ufficiali che son volte a stimolare e motivare. La percezione però che la poesia “ci sia essenziale” e “non ne possiamo fare a meno”, come scorgo nelle pagine culturali odierne di Repubblica, mi sembra ormai ristretta a un’élite (come del resto è ormai quella che legge i giornali). 
La poesia è di circa due anni fa ed è parte della mia ultima raccolta inedita, che temo resterà tale. Come spesso avviene, romanza un fatto realmente accaduto che, non fossi già depresso di mio, m’avrebbe fatto star male per giorni. 


Consorzi non consorti


Mi han trascinato vicino alla stazione, in un ufficio candido
di sapientoni; non so perché, è venuto fuori
che scrivo poesie. Lo avrà detto mio padre, puntualmente e a ragione preoccupato
ch’io non sia, non esista. Devo fare la ruota,
fermare un buco nero con una mano alzata.
Stavolta è andata male. L’ippopotamo in capo: “Guardi, qui
di poesia non c’intendiamo, né ce ne interessiamo,
abbiam da lavorare, il tempo è poco,
ci sogniamo di avere i grilli per la testa”.
Ho perso l’occasione
del contropiede: “È lei che ci rimette”;

spiace solo per una
glaucopide Simona.
Ma cosa vuoi spiegare, lascia stare;
tanto più che dal meeting successivo, i padroni
hanno avocato a sé il contatto diretto. Poi il silenzio, nessuna mail
curiosa a quanto mi risulta, mittente
nessuna bella Simona, statua che volesse aprirsi il senso
della poesia di nascosto dal boss. Queste cose avvengono
solo nei nostri fogli non contabili, che non contano nulla.

MANAGER (lunario epigrammatico/ epigrammario lunatico/ anagramma d’Argéman)

Paul Einsle, Herzogin Henriette von Württemberg (1838)

 

La mia immaturità
mancato adeguamento
al male ­-
o cielo o cielo dammi
padremadre immortale.

separatore

Sei lauree in cinque,
s’è parlato di tutto –
sanno che sono giù, mi voglion bene
e la sera non sono così morto,
so mascherarmi.

separatore

Racconto ridacchiando di un poetE,
professor Aloisio CatinellE,
con cui ho tagliato i pontA (‘ni fo i’ verso).

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No, l’essere non è – lo sforzo d’essere
terrazzamento che tiene sei mesi
(a volte sette),
compressa compressione a rilascio prolungato
del principio passivo.

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«corri. Spera una zuppa di fagioli»,
prendere un po’ di sole
nelle mezze stagioni, finché ancora
hai chi prepara cena.

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Oggi faccio la doccia e l’acqua d’Arno
è carezza sul petto.
Erezione spontanea?
l’ultima l’ebbi con un documentario
su una scuola di danza
moderna a Cuba. Oppure
dopo la transrettale, non ricordo.

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«È una cosa normale
[un libro a pagamento/
sei stipendi arretrati, ndr]
però non dirlo in giro».

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“Trittico”: il pucciniano
diventa trazodone
e nella AC Palindromi
“Xanax” rileva “Anna”.

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Ovunque
Santissime Leopolde, Mat­-teologi,
medicina ayurvedica o cinese,
apostoli dell’app
e vegetalebani,
vegani addirittura
(ma io tifo per Actarus).

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Domenica d’ottobre,
ormai vivo soltanto mentre scrivo;
mio padre cambia umore, mi sorride.
Forse ch’è pronto in tavola?
Forse mi ha perdonato?
è che l’ha intervistato
per telefono “Il Brivido Sportivo”.

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Ri­assunto. Sarò addetto
all’area della comunicazione,
ma nessuno risponde ai miei messaggi.
La nuova segretaria ha preso appunti:
la mia vera qualifica
(lo sbircio dal suo organigramma a penna)
è “figlio del padrone”.

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Fingo d’appassionarmi a questo o quello
ma non sento più niente. Mi sembra che la vita
ben altro chieda – quasi a livello osseo, di postura:
forza, muscula­dura.

[inediti, fine 2014]

Epigramma 14/02 (terzine scatenate)

La figlia l’hai segnata al Sacro Cuore,
la vuoi studiosa e pia.
Voti Renzi e piddìna compagnia…

(fin qui niente di male:
di socialismo il partito han svuotato,
nemmeno fosse piscio da un pitale)

…Oggi difendi la massoneria!
“Ne avete tutti quanti idea sbagliata”;
arrossisco, paio un pivello al poker…

Anche con la morale
hai adottato il metodo del broker:
per stare a galla, diversificare.

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