Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Archive for the ‘community’ Category

Michele Ortore, Buonanotte occhi di Elsa (su Perìgeion)

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La mia recensione di novembre per il portale Perìgeion si concentra sull’esordio, datato 2014, di un valido poeta marchigiano, attivo in molti ambiti di ricerca e cultura, Michele Ortore. Nel suo scrivere coesistono molti registri e modalità e questo me lo rende piacevole alla lettura e in qualche modo familiare, riportandomi, si parva licet, a un decennio fa e a quella volontà di rappresentazione totalizzante che è propria della giovinezza (nel mio caso di allora, già non anagrafica ma “Blixeniana”).
Si tratta di una raccolta caleidoscopica e ben confezionata da un editore di pregio, Vydia, attivo in poesia non solo nella valorizzazione delle voci italiane – marchigiane (oltre a Ortore, De Pasquale) e non solo (Matteoni, De Lea…) – ma anche nella traduzione e diffusione di poeti stranieri del calibro di Rachel Blau Du Plessis, John Taggart e, novità assoluta di pochi giorni fa, del poeta argentino Alejandro Pidello alla sua prima traduzione italiana per opera di Francesco Accattoli.

Ho divagato, come mio solito; ri-focalizziamoci sulla raccolta di Ortore.
Il link è qui a lato: buona lettura. Michele Ortore, Buonanotte occhi di Elsa

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Written by Roberto R. Corsi

15 novembre, 2017 at 11:26

Pietre Vive digitali e l’Inventario dei sogni di Antonio Lillo

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L’inventario dei sogni sul mio K. presso la sala di lettura che preferisco 😉

Non voglio dilungarmi troppo sulla premessa: ho una certa predilezione per il libro elettronico, e ho i miei buoni motivi, nell’interesse della diffusione e della virtù poetica, per sperare in una sua (non facile) escalation.
Dunque sono molto contento che, di recente, Pietre Vive Editore di Antonio Lillo abbia lanciato la propria offerta di ebook.
Ricordate la mia recensione a Wunderkammer di Carlo Tosetti? Pietre Vive si occupa di poesia e non solo, cura molto l’aspetto grafico e artistico del prodotto librario, promuove iniziative interessanti, ha idee. Ben venga dunque la sua proposta digitale.
Inizialmente Antonio voleva creare un “doppio binario parallelo”, vale a dire cataloghi totalmente differenti per la carta e per l’ebook. Ma poi ha (giustamente, a mio avviso) cambiato idea e ora punta a duplicare gradualmente l’offerta.
Peraltro i cataloghi non saranno mai totalmente sovrapponibili; e qui va evidenziato lo sforzo di recuperare in digitale titoli esauriti a stampa, come per esempio la raccolta di racconti di Francesco Santoro, Piombo.
Va poi notato che i libri elettronici si presentano, a oggi, privi di DRM, quindi senza restrizioni alla circolazione: fedeli alla similitudine col libro cartaceo, che una volta acquistato si presta o si regala a chi ci pare, e confidenti nel fair use degli utenti (del resto, se vogliamo dirla tutta, la protezione digitale è in molti casi aggirabile, dunque il processo di responsabilizzazione del lettore richiede tecniche e passaggi aggiuntivi).

L’iniziativa di Pietre Vive Editore fu preannunciata con la versione gratuita del numero zero della collana digitale, ovvero l’Inventario dei sogni dello stesso Antonio Lillo. Dopo un breve periodo di comporto, l’inventario, disponibile esclusivamente come ebook, si è arricchito di contenuti extra e ora è in vendita a 3 euro.
Ve ne consiglio l’acquisto, sia per testare la qualità della collana, sia per dare incoraggiamento al progetto editoriale.
Infine, ultimo ma non meno importante, per apprezzare lo stile dell’Autore in un tipico “libro di una sera”, ironico e leggero ma ricco di riferimenti e cripto-citazioni letterarie – tra esse mi è parso di ritrovare Aristofane, Simenon, Stefano Benni (che a sua volta, coi “sogni-matrioska” di Prendiluna, si muove dal dream within a dream di Poe) e altro.
Viaggiando tra i sogni di Lillo – istantanee narrative racchiuse ciascuna in poche schermate – ho fatto miei soprattutto gli spunti di meditazione sull’età di mezzo (il quarantesimo genetliaco è il pretesto che ha mosso la scrittura), nonché, come è ovvio, sul mondo editoriale e sull’acquario poetico. Da Omero in poi il sogno è stato trattato da tutte le arti, per cui, come da prefazione autografa, non si pretende novità. Si annoverano qui comunque sogni a occhi chiusi e aperti, e prevale l’impianto surrealista su quello profetico. Mi viene in mente, per la carica immaginifica e per il contatto con personaggi illustri (qui Ungaretti, là Van Gogh), l’approccio di Kurosawa nella pellicola Sogni. Quanto alla midlife crisis e all’inquietudine di fondo, riecheggiano alla lettura quei versi di Pessoa che mando a memoria: «A chi sogna di giorno e sogna di notte, sapendo/ inutile ogni sogno,/ ma sogna sempre, soltanto per sentirsi vivere/ e avere cuore».

pietreviveeditore.it

Written by Roberto R. Corsi

6 novembre, 2017 at 14:04

Babuk IV (hello, goodbye)

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caricatura proustiana di Lisa Merletti; © l’A. e LaRecherche.it

Segnalazione breve ma importante: come ogni 15 settembre da un quadriennio a questa parte, oggi prende il via il concorso-premio letterario Il giardino di Babuk – Proust en Italie, con le sezioni poesia inedita e narrativa breve inedita.
Sono lieto del fatto che la formula dell’evento sia rimasta assolutamente virtuosa: concorso a partecipazione gratuita e premio in denaro. Il montepremi-base del concorso potrà essere rimpolpato dalla parallela campagna di raccolta fondi.

Tutti i particolari partendo dalla pagina del premio, da cui si accede a bando e informativa sul crowdfunding.

Diversamente dalle due passate edizioni, quest’anno non sarò in giuria. Ho declinato l’onore per motivi personali e perché mi sembra giusto permettere al nutrito board di rinnovarsi un po’, salve le stelle fisse dei presidenti e dei membri più autorevoli. Auguro a tutti buon vento di scrittura e non è affatto  escluso che io partecipi al concorso né che sostenga concretamente l’iniziativa. Invito tutti a fare altrettanto!

Written by Roberto R. Corsi

15 settembre, 2017 at 06:27

“È la voce di Carlo!” (Bordini)

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bordini-costruttori

I costruttori di vulcani, ossia l’opera poetica di CB sino al 2010 (Luca Sossella Editore)

[il 19 aprile scorso uno dei maggiori poeti italiani contemporanei,  Carlo Bordini – alcune poesie del quale trovate facilmente in rete (esempio), mentre io mi sono occupato dell’iperconsigliato, bello e terribile racconto-romanzo Gustavo. Una malattia mentale – mi ha scritto parole davvero motivanti e gratificanti sulle 56c. Che così si avviano più felici alla data di scadenza (13/05/2018, salvo imprevisti).
Avuta la sua autorizzazione a divulgare, e dopo qualche mese passato a girare in senso antiorario attorno al tavolo di cucina per l’emozione, vi propongo il parere dell’altissimo interlocutore. E lo faccio – com’è giusto – senza celare la parte critica, relativa soprattutto al titolo. La riserva di “volgarità” delle cozze rispetto alla presunta nobiltà psico-poetica della raccolta mi era stata rivolta in privato anche da altri poeti (es. Giovanni Peli). Dunque ha qualche fondamento. Convengo che il titolo sia contraddittorio e che probabilmente non sia stato il massimo del book branding. Mi ha pure trasformato, temo, in Rubè u cuzzaru o giù di lì, smile. Ma in fondo la contraddizione, la volgarità inscindibile con la speculazione, e soprattutto la concezione stessa dell’inscindibilità (sempre che si voglia essere sinceri) del legame, unita a una certa insofferenza verso i cliché della poesia attuale… Beh, sono tutte componenti autentiche del mio io.
Grazie di cuore, Carlo; lieto dell’aura di serenità e amore che tangibilmente ti spira intorno da qualche tempo].

Ho finito di leggere il tuo libro e mi è piaciuto molto. Anche se la prima poesia introduce la polemica letteraria con un tono di leggerezza (e fa bene per evitare ogni tentazione di retorica) il libro, questo libro di poesia narrativa e di presa di coscienza contiene appunto uno scavo di coscienza e un contenuto esistenziale molto serio (oltretutto estremamente sincero, il che non è comune). È una sorta di diario e di narrazione e anche se il livello poetico è alto e diverse poesie sono bellissime può anche essere letto come una sorta di romanzo, un romanzo in versi. È un libro estremamente duro, anche se qualche volta ammicca a toni tragicomici, perché mette in rilievo la fragilità, la quotidianità e il fallimento con un grande coraggio e una grande espressività. Il tono basso e quasi casuale aumenta l’espressività. È antiletterario e letterario insieme. Devo dire che a partire dalla poesia XXVIII in poi il livello della poesia raggiunge i toni più alti (senza sottovalutare le precedenti) e diviene anche più drammatico e più essenziale e con alcune poesie di rara intensità. Il libro, quindi, è un crescendo, ed è giusto che sia così. La struttura è perfetta.
Devo dire che l’unica cosa che ha suscitato in me qualche perplessità è il titolo. Troppo scherzoso e anche troppo volutamente plebeo per la serietà di questo libro. Anche perché poi di cozze nella poesia si parla pochissimo. E con un altro titolo non perderebbe niente ma anzi avrebbe secondo me guadagnato un poco. Ma questo è solo un dettaglio. Mi sono riconosciuto molto nella fragilità del personaggio che spira in queste pagine. Carlo Bordini

Written by Roberto R. Corsi

14 settembre, 2017 at 11:42

Ferragosto: una recensione in versi “Sveviana” da DDP

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Il mio “Ferragosto e dintorni” non si preannuncia dei migliori per il più classico effetto sardina (elevata densità/mq, in casa come fuori – e tutti alquanto agitati!). Per fortuna l’altro ieri ho ricevuto un prezioso dono epistolare: Daria De Pellegrini si è sobbarcata la lettura estiva delle 56c (in alcuni paesi ciò è precauzionalmente vietato dai regolamenti) e ne ha tratto alcune considerazioni in versi.
Questa sua pratica, che una sola volta ho usato anche io, mi ha divertito e perfino incuriosito per lo iato tra predilezione formale (tempo fa Daria era sul punto perfino di rivolgermi un sonetto) e la libertà metrica della sua bella raccolta, pubblicata di recente. Incasso devotamente questo cadeau che oltretutto coglie nel segno: anche per me Svevo è un faro, e gli ostinati frequentatori dello scrivente ricorderanno che una poesia di Sinfonia n. 42Lo schiaffo, è espressamente modellata sull’uscita di scena del padre di Zeno Cosini.
E buona giornata a tutt*.
(I corsivi sono passaggi contenuti nelle Cinquantaseicozze).

È parodia la cozza della verghiana ostrica?
Quel suo aprirsi al supplizio della padella
fa della cucina luogo di martirio, e “supplizio”
è parola che torna in altre cozze ancora…
ma non voglio trattare di lessico e metafore
bensì di personaggi, di un io che gioca
a fare insieme il Brentani Emilio e lo Svevo
che lo smaschera. Varcata la soglia infida
dei quaranta, capita, ai maschi soprattutto,
di fare per un po’ “Senilità”. Pare (la mia
vita non vita) avvitamento in caduta,
di goduria quel tanto che rimane è agio
della deriva, pascersi per scivolamento,
sempre sotto l’occhio giudicante di quello
che infine sbotta odio la persistenza
del perdente. E perché non si decanti il tutto
in reminiscenze montaliane, conclude
perentorio Mi odio. Ma a noi ci pare
di antivedere Zeno che, sorniona maschera
di inetto, conta i proventi della sua “Grafite
bianca” smerciata in chiesa per incenso.

Written by Roberto R. Corsi

15 agosto, 2017 at 10:12

Amici!! Sarahrahrah

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Si fa un gran parlare di Sarahah, un “social” d’invenzione araba (il nome vuol dire “verità”) che di fatto funziona come la buca delle lettere, consentendo a chiunque di postare commenti assolutamente anonimi nelle bacheche dei suoi utenti. Io ne sono venuto a conoscenza tramite alcune amiche che, aperto il loro account, hanno ricevuto apprezzamenti piuttosto pesanti e inviti che ‘l tacere è bello. Per fortuna sono donne di spirito e riescono a elaborare il tutto in modo perfettamente razionale: purtroppo tra i giovani la situazione è molto diversa, gli insulti anonimi fioccano e fanno danni in un’età cruciale per la costruzione del sé.

Mi è venuta un’idea provocatoria: ho aperto un account non personale, ma riferito direttamente al mio ultimo libro: Cinquantaseicozze.sarahah.com.
Ho rimuginato su come il quieto vivere imperi tra i poeti o comunque gli addetti ai lavori, e la stroncatura, tutto considerato, sia quasi estinta.
Mediamente, avrò inviato il libro (in cartaceo o in pdf) a un centinaio di persone. Mi hanno dato un riscontro in dieci, o giù di lì. Alcuni anche negativo, peraltro (e li ringrazio per la franchezza costruttiva). Per il resto, silenzio.
Supponendo che due terzi del silenzio siano pura indifferenza, ho pensato che una buca anonima possa servire a quel terzo (pur sempre almeno un 30% del totale!) che vorrebbe dire al Corsi di darsi all’equitazione in stile fosbury (cit. Gnocchi) anziché irritare le Muse, ma ha paura di ritorsioni (impensabili) da parte mia. Peraltro qualcuno ci ha provato anche qui, esortandomi al lavoro, ma solo spot.

Non so se l’esperimento funzionerà, né quanto durerà, visto che in effetti il giudizio complessivo sulla app (o meglio su come viene utilizzata dai più) resta fortemente negativo, e non sono incline a incentivarne la diffusione. Quindi agite in fretta e se volete criticare, approfittate!
Dice “ma io il tuo libro non lo conosco”. Allora, quale occasione migliore del miraggio di insultarlo per acquistarlo? smile. E comunque potete usare la bacheca per riempire di improperi anche la mia produzione precedente (inediti sul sito, antologia etc.)
Ah, non inviate proposte sessuali: il libro ringrazia e ci penserebbe su, ma non è stato dotato di apparati se non di quello critico.

Written by Roberto R. Corsi

13 agosto, 2017 at 08:53

“Se ‘l Corsi s’assottiglia non è più lui”: secondo dei #Corsileaks e #Cartevive

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Post cumulativo causa navigazione intermittente.

Ieri mattina Giulio Maffii ha operato su Carteggi letterari la sua selezione di poesie da Grafite bianca, dando così corso al secondo dei #Corsileaks (il primo qui). Grazie per le lusinghiere parole, Giulio: anche se non sum dignus, fanno bene. A parziale risposta, non so che destino avrà questa raccolta che considero ancora aperta ancorché “stabile” (con tutta la valenza ossimora della sua provenienza da scrittore instabile). Al quarto leak la metto tutta online e fàmo prima.


Alle diciassette, invece, il pomeriggio di Carte Vive, un’occasione per discutere in modo spontaneo di critica, di come si portano avanti le proprie idee letterarie, il “canone” etc. Qui in foto vedete la formazione, primo da sinistra il Falstaff de noantri (da cui la citazione nel titolo), a seguire M.V. Sanfilippo, M. Brancale, P. Lucarini, E. Gurrieri. Ottimi, inter alia, i lavori su Sandro Penna e Luigi Capuana da parte delle correlatrici Elena e Maria Valeria, e vi consiglio con enfasi i loro volumi linkati appena ora; oltre a quello “eponimo” della giornata. Da parte mia, nonostante la mia formazione recensoria che considero tuttora in fieri, spero di aver dato qualche spunto orientativo, svariando tra citazioni, nomi, perfino musica classica (ah, la ferocia critica!) e qualche indicazione online che è sempre difficile proporre “dal vivo” senza link in sovrimpressione.
Avevo preparato una traccia robusta, per lo più ridondante. Salverei il mio richiamo verso la città nemica a “ca…lcolare” un po’ di più Fortini (manca poco al dieci settembre del centenario), e la frase che maggiormente si avvicina per me a un canone condiviso e “dinamico”. La trovate a pagina 92 della bella raccolta di saggi critici di Massimo RaffaeliL’amore primordiale, edita da Gaffi (qui copioncollo dai miei appunti e vi saluto):

«convinzione che la poesia, oltre il codice lirico dei sentimenti, disponga di un ornato più fermo e solenne, atto a esprimere il ragionamento sui fatti presenti e la meditazione filosofico-politica. Laddove, cioè, un “io” possa sempre implicare un “noi” senza rinunciare a essere “io”, e viceversa».
Questo “canone” io lo penso come qualcosa di dinamico, una corda tesa tra sentimento lirico e osservazione esterna, lungo la quale ciascun poeta appenderà la molletta del suo dire alla distanza desiderata tra i due poli. Nessuno dei due poli però può scomparire del tutto, e anche in un capolavoro poetico di Fortini, la poesia La città nemica, l’ultimo verso vede l’Autore liricamente camminare “con un pugnale nel cuore” spalancando l’animo alla speculazione del lettore.
(Nota: forse mi è riuscito di raggiungere l’optimum una sola volta su ben 3-4 raccolte! è dura)

#CorsiLeaks – inediti su Imperfetta Ellisse

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coverpsst… psst… sono filtrati titoli della prossima raccolta (quello della seconda sezione dovrebbe muovere a “risatazza immonda” (cit.) chi conosce le vicissitudini di questo blog) e un pugno di liriche.
Ringrazio ovviamente Giacomo Cerrai e mi arricchisco, come sempre, tramite il suo contributo critico.
Tutto leggibile a partire da questo link, direttamente su Imperfetta Ellisse. O anche cliccando sulla copertina qui a lato.
Giacomo ha scelto alcune poesie nettamente colorate di disincanto, rassegnazione etc. Con questa raccolta penso di avere dato spazio in modo paritario a grottesco e “tragico”, come nella nota rappresentazione della doppia maschera teatrale. Dovrebbe essere un dato di conforto, perché ognuno ci vedrà le sfumature che preferisce.
Usciranno in stampa queste poesie? Boh. Hanno girato un po’ e per ora suscitato reazioni miste, dal “non sono più tuo amico” a ragguardevoli proposte editoriali (non perfezionate per una certa mia inclinazione alla torre d’avorio).
Il resto lo vedremo.

Written by Roberto R. Corsi

27 aprile, 2017 at 09:23

su #Atelier85

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È uscito il numero 85 della rivista Atelier, che, tra gli altri contributi di livello, ospita anche il mio intervento di lunedì 6 febbraio scorso a Palazzo Medici Riccardi.
A questo link l’indice dei contenuti e la possibilità di acquistarlo online.
Un grazie a Giuliano Ladolfi, Giulio Greco, alla redazione e a tutti coloro i cui interventi e amicizia ho apprezzato in occasione del convegno.

Written by Roberto R. Corsi

23 aprile, 2017 at 13:49

fermo posta RRC

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Dopo anni di peregrinazioni, cassette incustodite e invii mal tollerati, “mi pregio di fregiarmi” di un indirizzo di posta (sicuro e già rodato) cui potete mandarmi la vostra corrispondenza anche senza avvertirmi preventivamente.
Lo inserisco intanto qui, poi nella pagina ad hoc. Prendete nota:

Roberto R. Corsi
c/o Agenzia Imm. Balloni 
Piazza dei Ronchi, 16 
Loc. Ronchi
54100 MASSA MS

desidero ringraziare di vero cuore Pierluigi e Francesco che – fintanto che non verrò loro a noia! – mi danno accoglienza cartacea. Onde ripagarli in piccolissima parte, vi invito a fare un giro sul sito immobiliareballoni.it e soprattutto a rivolgervi a loro con fiducia per qualunque “richiesta e inchiesta” immobiliare nella provincia di Massa e non solo. Sono persone cordiali e veri specialisti del settore: ne trarrete di certo beneficio.
Nota bene (forse superfluo, ma meglio chiarire): non mandate cose in contrassegno o comunque che richiedano esborsi, verranno in ogni caso rifiutate.

Written by Roberto R. Corsi

11 aprile, 2017 at 10:48

Pubblicato su community, varie

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