Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Archive for the ‘autori’ Category

civetta decembrina

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Brevi di cronaca (nera?) fiorentina:

  • Giovedì 14, dalle 18, dirò qualcosa sulla raccolta di Lorenzo BastidaI quaderni del vino, alla libreria Parva Libraria (Via degli Alfani, 28/r – Zona Pergola – sito | evento fb).
    Con me: Autore e altri valenti relatori e lettori.
  • Lunedì 18, dalle 17,30, dirò qualcos’altro sulla raccolta di Fabrizio Dall’AglioLe allegre carte, a Palazzo Medici-Riccardi, sala Fallaci (Via Cavour, 3 – Zona Duomo  – wiki).
    Con me: Autore, Brancale, Lucarini, Maccari (quest’ultimo ottimo poeta nonché condirettore della collana).
  • martedì 19 ho il dentista, “smile”
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Written by Roberto R. Corsi

11 dicembre, 2017 at 11:52

La dolcissima gloria, la dolcezza gloriosa: Visioni dell’aldilà prima di Dante

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Vale la pena di segnalarvi questo volume fresco di uscita per Lo specchio Mondadori: si dà spazio a quattro poeti duecenteschi lombardo-veneti in lingua volgare, i cui poemi “pastorali” (in senso ecclesiastico-teleologico: volti cioè al fine della salvezza delle anime) tratteggiano qua e là un oltretomba strutturato in città divine e infernali, paradisi e inferni, proprio come avverrà per la Comedìa dantesca.
L’operazione ha più di un pregio, iniziando dall’equilibrio critico che le conferisce la prefazione del prof. Marco Santagata: lo spirito della riproposizione non è affatto quello competitivo che sottintenda il “c’ero arrivato prima io”. Anche se non è affatto improbabile che Dante abbia avuto esperienza di alcuni testi qui raccolti (soprattutto di Bonvesin e Giacomino, in cui già si assapora il gusto di certe punizioni o zuffe demoniache della prima cantica), la commedia dantesca è, e resta, tanto di più – per stile, per esiti poetici, ma anche per sostanza filosofica, politica, religiosa; e il contributo dell’Autore di Come donna innamorata non manca di segnalarlo già in limine.
Leggi il seguito di questo post »

Michele Ortore, Buonanotte occhi di Elsa (su Perìgeion)

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La mia recensione di novembre per il portale Perìgeion si concentra sull’esordio, datato 2014, di un valido poeta marchigiano, attivo in molti ambiti di ricerca e cultura, Michele Ortore. Nel suo scrivere coesistono molti registri e modalità e questo me lo rende piacevole alla lettura e in qualche modo familiare, riportandomi, si parva licet, a un decennio fa e a quella volontà di rappresentazione totalizzante che è propria della giovinezza (nel mio caso di allora, già non anagrafica ma “Blixeniana”).
Si tratta di una raccolta caleidoscopica e ben confezionata da un editore di pregio, Vydia, attivo in poesia non solo nella valorizzazione delle voci italiane – marchigiane (oltre a Ortore, De Pasquale) e non solo (Matteoni, De Lea…) – ma anche nella traduzione e diffusione di poeti stranieri del calibro di Rachel Blau Du Plessis, John Taggart e, novità assoluta di pochi giorni fa, del poeta argentino Alejandro Pidello alla sua prima traduzione italiana per opera di Francesco Accattoli.

Ho divagato, come mio solito; ri-focalizziamoci sulla raccolta di Ortore.
Il link è qui a lato: buona lettura. Michele Ortore, Buonanotte occhi di Elsa

Written by Roberto R. Corsi

15 novembre, 2017 at 11:26

Pietre Vive digitali e l’Inventario dei sogni di Antonio Lillo

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L’inventario dei sogni sul mio K. presso la sala di lettura che preferisco 😉

Non voglio dilungarmi troppo sulla premessa: ho una certa predilezione per il libro elettronico, e ho i miei buoni motivi, nell’interesse della diffusione e della virtù poetica, per sperare in una sua (non facile) escalation.
Dunque sono molto contento che, di recente, Pietre Vive Editore di Antonio Lillo abbia lanciato la propria offerta di ebook.
Ricordate la mia recensione a Wunderkammer di Carlo Tosetti? Pietre Vive si occupa di poesia e non solo, cura molto l’aspetto grafico e artistico del prodotto librario, promuove iniziative interessanti, ha idee. Ben venga dunque la sua proposta digitale.
Inizialmente Antonio voleva creare un “doppio binario parallelo”, vale a dire cataloghi totalmente differenti per la carta e per l’ebook. Ma poi ha (giustamente, a mio avviso) cambiato idea e ora punta a duplicare gradualmente l’offerta.
Peraltro i cataloghi non saranno mai totalmente sovrapponibili; e qui va evidenziato lo sforzo di recuperare in digitale titoli esauriti a stampa, come per esempio la raccolta di racconti di Francesco Santoro, Piombo.
Va poi notato che i libri elettronici si presentano, a oggi, privi di DRM, quindi senza restrizioni alla circolazione: fedeli alla similitudine col libro cartaceo, che una volta acquistato si presta o si regala a chi ci pare, e confidenti nel fair use degli utenti (del resto, se vogliamo dirla tutta, la protezione digitale è in molti casi aggirabile, dunque il processo di responsabilizzazione del lettore richiede tecniche e passaggi aggiuntivi).

L’iniziativa di Pietre Vive Editore fu preannunciata con la versione gratuita del numero zero della collana digitale, ovvero l’Inventario dei sogni dello stesso Antonio Lillo. Dopo un breve periodo di comporto, l’inventario, disponibile esclusivamente come ebook, si è arricchito di contenuti extra e ora è in vendita a 3 euro.
Ve ne consiglio l’acquisto, sia per testare la qualità della collana, sia per dare incoraggiamento al progetto editoriale.
Infine, ultimo ma non meno importante, per apprezzare lo stile dell’Autore in un tipico “libro di una sera”, ironico e leggero ma ricco di riferimenti e cripto-citazioni letterarie – tra esse mi è parso di ritrovare Aristofane, Simenon, Stefano Benni (che a sua volta, coi “sogni-matrioska” di Prendiluna, si muove dal dream within a dream di Poe) e altro.
Viaggiando tra i sogni di Lillo – istantanee narrative racchiuse ciascuna in poche schermate – ho fatto miei soprattutto gli spunti di meditazione sull’età di mezzo (il quarantesimo genetliaco è il pretesto che ha mosso la scrittura), nonché, come è ovvio, sul mondo editoriale e sull’acquario poetico. Da Omero in poi il sogno è stato trattato da tutte le arti, per cui, come da prefazione autografa, non si pretende novità. Si annoverano qui comunque sogni a occhi chiusi e aperti, e prevale l’impianto surrealista su quello profetico. Mi viene in mente, per la carica immaginifica e per il contatto con personaggi illustri (qui Ungaretti, là Van Gogh), l’approccio di Kurosawa nella pellicola Sogni. Quanto alla midlife crisis e all’inquietudine di fondo, riecheggiano alla lettura quei versi di Pessoa che mando a memoria: «A chi sogna di giorno e sogna di notte, sapendo/ inutile ogni sogno,/ ma sogna sempre, soltanto per sentirsi vivere/ e avere cuore».

pietreviveeditore.it

Written by Roberto R. Corsi

6 novembre, 2017 at 14:04

Mario Campanino, L’angelo morto (su Perìgeion)

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Mario Campanino in pausa (aperitivo e) autografi, foto mia.

Riprendono i miei contributi per Perìgeion giusto in coda a questa calda “ottobrata”, dunque con un po’ di ritardo rispetto alla ripartenza settembrina… Partenza differita ma entusiasmo immutato. Mi occupo della riedizione chez L’Arcolaio di un’opera lieve ma ambiziosa, già apprezzata in passato dalla critica per la sapienza con cui si gioca tra diversi piani d’interpretazione… L’Autore, musicologo e scrittore, è un vero umanista nel senso terenziano del termine. Compresa la mondanità: qui lo vedete in gran spolvero mentre scende dall’iperuranio delle cogitazioni e autografa qualche copia del libro! Smile.

Trovate, al solito, tutto su Perìgeion, partendo da qui: Mario Campanino, L’angelo morto

Written by Roberto R. Corsi

30 ottobre, 2017 at 11:19

Il blu che vedi è mare

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«Scrivo queste righe di getto, sapendo già che non saranno politicamente corrette: sono i miei pensieri su Pierluigi e non un articolo di commemorazione, quelli usciranno su altre riviste e giornali e saranno tutti dovuti e meritati per quello che Pierluigi è stato, ha scritto e ha rappresentato…»

Francesco Tomada, uno dei più valenti redattori di Perìgeion e soprattutto ottimo poeta, ricorda Pierluigi Cappello. (la formattazione di questo articolo, nescio quare, è uscita sgangherata: porta pazienza e clicca qui sotto su “Perìgeion” per accedere all’articolo)

perìgeion




























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Written by Roberto R. Corsi

2 ottobre, 2017 at 22:11

Ferragosto: una recensione in versi “Sveviana” da DDP

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Il mio “Ferragosto e dintorni” non si preannuncia dei migliori per il più classico effetto sardina (elevata densità/mq, in casa come fuori – e tutti alquanto agitati!). Per fortuna l’altro ieri ho ricevuto un prezioso dono epistolare: Daria De Pellegrini si è sobbarcata la lettura estiva delle 56c (in alcuni paesi ciò è precauzionalmente vietato dai regolamenti) e ne ha tratto alcune considerazioni in versi.
Questa sua pratica, che una sola volta ho usato anche io, mi ha divertito e perfino incuriosito per lo iato tra predilezione formale (tempo fa Daria era sul punto perfino di rivolgermi un sonetto) e la libertà metrica della sua bella raccolta, pubblicata di recente. Incasso devotamente questo cadeau che oltretutto coglie nel segno: anche per me Svevo è un faro, e gli ostinati frequentatori dello scrivente ricorderanno che una poesia di Sinfonia n. 42Lo schiaffo, è espressamente modellata sull’uscita di scena del padre di Zeno Cosini.
E buona giornata a tutt*.
(I corsivi sono passaggi contenuti nelle Cinquantaseicozze).

È parodia la cozza della verghiana ostrica?
Quel suo aprirsi al supplizio della padella
fa della cucina luogo di martirio, e “supplizio”
è parola che torna in altre cozze ancora…
ma non voglio trattare di lessico e metafore
bensì di personaggi, di un io che gioca
a fare insieme il Brentani Emilio e lo Svevo
che lo smaschera. Varcata la soglia infida
dei quaranta, capita, ai maschi soprattutto,
di fare per un po’ “Senilità”. Pare (la mia
vita non vita) avvitamento in caduta,
di goduria quel tanto che rimane è agio
della deriva, pascersi per scivolamento,
sempre sotto l’occhio giudicante di quello
che infine sbotta odio la persistenza
del perdente. E perché non si decanti il tutto
in reminiscenze montaliane, conclude
perentorio Mi odio. Ma a noi ci pare
di antivedere Zeno che, sorniona maschera
di inetto, conta i proventi della sua “Grafite
bianca” smerciata in chiesa per incenso.

Written by Roberto R. Corsi

15 agosto, 2017 at 10:12

Fresco di stampa: “Essere transitivo” di Emanuela Ceddia

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Da pochi giorni Essere transitivo di Emanuela Ceddia è un libro edito da LietoColle. Ce n’eravamo occupati poco tempo fa e piuttosto “en passant” riguardo la scelta di poesie, che avevo ridotto di buoni due terzi per esigenze editoriali.
Sono molto felice per Emanuela e per le attestazioni di valore che sicuramente, e meritatamente, otterrà.
Ecco la copertina “in ambientazione piombaggine”, pianta sempre foriera di ricompense come attestano i versi di  Anna Maria Curci 🙂

Ed ecco l’unico neo del libro, in coda (aguzzate la vista…). Neo che peraltro non manca di riempirmi di felicità.

[Emanuela CEDDIA, Essere transitivo, Faloppio (CO): LietoColle, 2017, pp. 122, €10]

Written by Roberto R. Corsi

20 luglio, 2017 at 20:04

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Daria De Pellegrini, sei poesie da “Spigoli vivi” (su Perìgeion)

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in queste giornate estive sono alle prese con alcuni non lievi acciacchi (colpevolmente trascurati) e il relativo morale a zero: dioscuri che rendono particolarmente rarefatta la mia attività di scrittura. Per fortuna ho trovato le forze almeno per rendere conto del piacere nella lettura della raccolta di Daria De Pellegrini, la sua prima in lingua (precedentemente aveva scritto narrativa e poesia dialettale). Si tratta della sesta uscita della collana di InternoPoesia, nel frattempo giunta a nove titoli; un’avventura editoriale cui avevamo già accennato, basata sul crowdfunding e alimentata da un comitato di redazione di elevata qualità. Con alcuni esiti da menzionare, sui quali magari torneremo.
Va detto anche che Spigoli vivi è in corsa per il Pagliarani 2017, e a ottobre sapremo se andrà in finale. Non giudico mai la qualità di un libro dai risultati premiali, ma ritengo significativo in punto di merito il fatto che questo volume stia facendo corsa “in trasferta”, cioè in un premio a mio avviso più sensibile alla poesia sperimentale che a quella tradizionale. Dita incrociate e si va.
Concludo citando la cura (anche “maieutica”, come si legge nel libro) e la prefazione di Franca Mancinelli, che colpevolmente mi sono dimenticato di menzionare in prima battuta…

Bando agli indugi: la mia nota di lettura, come sempre, è  su Perìgeion. Qui sotto il link:
Daria De Pellegrini, sei poesie da “Spigoli vivi”

Written by Roberto R. Corsi

11 luglio, 2017 at 15:47

Emanuela Ceddia, “Essere transitivo” (su Perìgeion)

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L’incontro con la poesia di Emanuela Ceddia, della cui raccolta oggi propongo su Perìgeion un piccolissimo assaggio, ha rappresentato per me un molteplice conforto. Alterata al punto di apprezzare il mio intervento pubblico del 6 febbraio (primo conforto: il riconoscimento), Emanuela ha pensato di sottopormi in gran segreto le sue liriche inedite. Le ho apprezzate al punto di ritenerle superiori al mio standard (secondo conforto: il mantenimento della facoltà di giudizio) e preparare l’articoletto che leggete oggi. Esortandola a farle girare. Terzo conforto: ci ho visto giusto. Infatti la raccolta uscirà spero a breve, e l’editore ha chiesto di ridurre l’anteprima a quattro poesie. Le dodici che avevo scelto costituivano un micro-sistema più compiuto e andavano a esemplificare meglio le caratteristiche stilistiche e gli apparentamenti in nota, ma meglio così: vi verrà voglia, mi auguro, di acquistare il volumetto a tempo debito. Tenete traccia di nome cognome e titolo.

Leggete, come sempre, tutto direttamente su Perìgeion: Emanuela Ceddia, quattro poesie da “Essere transitivo”

Written by Roberto R. Corsi

20 maggio, 2017 at 08:13

Pubblicato su autori, civetta, Perigeion, poesia, recensioni

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