Ripelessness is all: le prime tre Pietroline

Sono arrivate finalmente a casa mia Le Pietroline e sono libri stupendamente realizzati e illustrati (da tre Artisti finissimi, ciascuno col suo tratto e la sua scelta cromatica peculiare). In più sono libri di poesia. Sono libri per tutte le età, ho detto di primo acchito all’Editore Antonio Lillo. Ma la frase non è innocua come può sembrare; come quel “da 0 a 99 anni” che troviamo sul lato delle scatole dei puzzle o dei giochi da tavolo… tanto però si sa che ci giocano solo i bimbi, ché i grandi han ben altro cui pensare…

Altro scenario qui. Se Agostino (Michele Paoletti e Lucia Lodeserto) sceglie di incardinarsi formalmente come favola in rima dal linguaggio semplice, storia adatta ai più piccini (ma facendo trasparire gnomiche attualissime su cui probabilmente si mediterà per una vita: differenze, pregiudizi, inclusione), gli altri due libri strizzano l’occhio a una maturità interpretativa del lettore almeno quanto alla sua giovinezza.

La proposta più equilibrata in questo senso mi sembra Il ciclo del lupo (Anna Correale e Valeria Puzzovio), poema presentato in Italiano e Francese, in cui la struttura frastica resta semplice ma in cui è evidente sin dalla citazione iniziale (di Jean-Christophe Bailly) come la fiaba, appoggiandosi a Perrault solo come a un trampolino di lancio, presenti immediatamente chiavi antropologiche molto raffinate (il lupo come processo di scoperta di noi stessi, di decostruzione dei luoghi comuni, di superamento delle paure, infine di impulso sessuale (si pensi a Verga) e generativo).

Per arrivare a L’arte di allacciarsi le scarpe di Alessandro Silva Ferrari e Federico Galeotti che a mio giudizio è un’opera totalmente matura e complessa, nella quale ciò che resta “facile” e legato alla giovinezza è solo il thema, il fatto di dover trovare la forza di spiegare Fukushima a chi verrà dopo, specialmente a coloro ai quali abbiamo “inflitto la vita” (Chateaubriand), perché li riguarderà molto da vicino. Chiarito ciò, il tutto viene svolto su più piani di scomposizione (del piano temporale, del piano fattuale e storico-cronologico mediante l’elemento privato e onirico, del linguaggio convenzionale, della stessa unità poematica tra testo e parti di esso “ribattute” dentro le tavole) che fanno di questo libro un graphic poem da attenzionare al più alto livello critico senza preclusioni, come mi auguro che avverrà.

Bando alle preclusioni, appunto. Ecco dunque che forse Lillo dovrà adoperarsi un po’, a livello di comunicazione, per evidenziare che Le Pietroline non sono (solo) «libri per bambini e ragazzi», come nell’emozionato teaser invernale. Ma, piuttosto, una collana di poesia illustrata “senza tetto né legge” che ama e amerà andare un po’ dove le pare: dal semplice al complesso, dai giovani agli adulti… in lettura di coppia o anche autonoma.

Questo andrà ribadito, in modo che non ci siano bias, pre-giudizi in chi si avvicina ai volumi della collana, sia come lettore o critico che come possibile poeta o illustratore dei prossimi numeri. Qui davvero, e almeno qui, capovolgendo il Re Lear, la immaturità, come benefico tempo eterno della iper-sensibilità delle coscienze (e come tempo avversato e alla lunga sopraffatto dalla presunta maturità del consuma obbedisci riproduciti), si arroga il diritto di coprire tutto lo scibile.

Le schede de Le Pietroline sul sito dell’Editore (per info e acquisti)