Beach House, Tramonto

Uno splendido maschio di merlo dalle ali rosse, Colony Farm Reg. Pk., Port Coquitlam, British Columbia; Foto
http://www.naturespicsonline.com/ Autore Alan D. Wilson. // foto wikimedia commons, licenza CC BY-SA 2.5

TRAMONTO
(Victoria Legrand e Alex Scally)

Posami qui, tra i fiori,
Perché il tempio declina.
Raggi d’oro sui campi.

Basta una musica, lega ogni cosa.

«Merlo dall’ali rosse spiegate,
Vento che gira, parole garbate;
Uccel rapace, non mi rubare
I panni stesi ad asciugare;
Steccato rotto lungo due braccia,
Seta di ragno e dolci frescacce».

Basta una musica, lega ogni cosa.

Zucchero sulle palpebre,
Il cosmo come un velo.
Perché il tempio declina.
Il paese in cui va
Lo scopriremo, un giorno.
Posami qui, tra i fiori.
Scegli tu chi seguire,
Tienilo tra le braccia.
Raggi d’oro sui campi.

Basta una musica, lega ogni cosa.

Note:
grazie a un’amica, sono da qualche tempo appassionato dei Beach House e trovo il loro album più recente, Once Twice Melody, particolarmente bello. Ascolto spesso questa canzone dolceamara che ne apre la terza parte; così oggi ne ho tentata una traduzione.


Purtroppo non mi è riuscito di renderla “cantabile”, fungibile rispetto al testo originale che trovate qui; ma ne ho curata la coerenza metrica autonoma (base di settenari, filastrocca a doppio quinario, più un ritornello endecasillabo) e ho preservato parte della rima nella filastrocca. Come sempre, mi son preso qualche licenza semantica.
V. 2: “For the palace is descending”: il palazzo, ma rendo meglio l’ambivalenza e la sfumatura “sacra” che il passo mi suggerisce con: il tempio che è il sole (tramonto) + il tempio che è il mio corpo (sto morendo).
V. 4: trattandosi di una canzone e trovandomi sul punto di introdurre una nenia (che ho virgolettato apposta), scelgo di tradurre “key” nel senso di “musica” (the key of C major: la tonalità, l’accordo musicale) piuttosto che di “chiave”.
V. 5: “Blackbird red”: l’ittero/merlo alirosse (Agelaius phoeniceus), “romanista in trasferta americana” che vedete bello orgoglioso in testa al post.
V. 15 (e più sopra): “Sugar on her eyelids // The country where she’s going”. Mi sembra che si tratti sempre del (tempio del) sole nonostante il femminile “alla tedesca” (ma anche alla Tolkien). Aggiungi tutta l’ambivalenza con l’io poetante e considera che il brano è interpretato da una donna.

(Questa traduzione © R.R. Corsi – licenza d’uso CC BY-NC-ND)

Post scriptum. Non so quanto sia o meno poetizzante la mia traduzione alquanto libera, ma oggi ho imparato che (come per tutto il resto) occorrerebbe andar più adagio con le trincee tra lyrics e poesia in senso stretto. Tutto può trovarsi ovunque, e i proclami di superiorità/esclusione dei colonnelli di ciascuno schieramento sull’altro lasciano il tempo che trovano (al limite con qualche piccola ingegneria adattiva).