Harry Martinson, 16 canti da Aniara

La tomba dei Martinson, fuori Stoccolma (foto di Henryk Kotowski – Opera propria – Wikimedia Commons – CC BY-SA 3.0 – click sulla immagine per la pagina con la risorsa)

Vi presento una mia traduzione intermedia (Svedese – Inglese – Italiano) delle prime sedici poesie (delle oltre cento) del poema Aniara (1956) di Harry Martinson (1904-1978; premio Nobel 1974). L’esperimento di traduzione si è tenuto due estati fa, preceduto dalla ricerca vana della introvabile traduzione diretta e integrale a cura della Prof. Maria Cristina Lombardi, Docente di Lingua e Letteratura Svedese presso la UniOR, la “Orientale” di Napoli. Il volume uscì nel 2005 e ora come tutti gli Scheiwiller è “sanguinosamente introvabile” se non con una clamorosa botta di fortuna, o in biblioteca.
Esperire una traduzione intermedia non è mai una grande idea, nondimeno avevo urgenza di cimentarmi con questo testo, da molti anni; primo perché mi sembrava che la saga di Martinson avesse una sconcertante attualità metaforica; secondo perché durante il lockdown ho visto un bell’adattamento cinematografico di due giovani registi (allora solo in svedese con sottotitoli, ora anche in Italiano); terzo perché Martinson va recuperato a prescindere, non fosse che per par condicio, dato che ogni 11 febbraio citate sempre, e fate bene, Plath e Rosselli, ma lui mai…
A questa urgenza non riuscivo a rispondere, per vari motivi, procacciandomi una copia del volume Scheiwiller; e allora sono partito io, con una traduzione da una delle due versioni inglesi che invece sono facilmente reperibili in rete. La mia versione però, dopo i primi entusiasmi, travolta dalle ansie di questi anni difficili, è rimasta lì a stagnare.
Oggi, finalmente, sono venuto in possesso della versione italiana e, oltre alla euforia della notizia, il mio tentativo cessa di avere fondamento, ex se e anche perché non lavorerei più “al buio”… ora sono felicemente imbevuto, “spoilerato” dalle soluzioni scelte da MCL.
Vi lascio qui in calce, però, il link alla mia versione “incompiuta” (quasi atteggiandomi a sinfonista, smile).
A una parziale collazione con la versione di Lombardi, mi sembra che tenga botta; ci saranno di sicuro, però, delle eccessive libertà o delle omissioni. Spero non grossi travisamenti.
Prendete allora il mio sforzo come qualcosa di non filologico; pensatelo come lo scontro creativo tra due ansie, molto simili seppure distanti tra loro ben sessantaquattro anni. La mia meta, del resto, è come sempre di incuriosire lettori e, magari, stimolare una riedizione diffusa di questo poema.
Buona lettura.
Link al PDF:
https://robertocorsi.files.wordpress.com/2022/01/aniara-trad-rrcorsi.pdf
(licenza creative commons BY-NC-ND, come spiegato in fondo al documento)

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