Season’s Greetings 2021

Screenshot del mio avatar dalla app WGT golf. Fair use intended.

Inizia oggi la settimana natalizia vera e propria: lo so, avevo promesso di mostrare il mio “bellissimo albero”, che in realtà era solo un calembour e neanche troppo divertente. In realtà il mio albero sarà il solito coso di plastica di 50 cm, sempre se non mi pesa di portarlo su dalla cantina, e dallo scorso anno si sono pure bruciate le lucine.
Questi sono i tempi, gli umori e le energie.
In compenso, giorni fa ho partecipato a una gara di golf online del circuito WGT, ove amo sprecar tempo; arrivando tra i primi 100, il mio avatar ha vinto questo Ugly Cat Sweater natalizio, deliziosamente trash, e lo ha subito indossato, principalmente per deconcentrare l’avversario!
La cosa del golf online, ennesimo riscontro della mia immaturità, può sembrarvi irrilevante per un consuntivo sulla poesia, ma non lo è. Quest’anno infatti, a inizio di marzo, sono stato promosso a “Master” (il mio nick, come per quasi tutto, è rrcorsi, se volete sfidarmi) dopo anni e anni di gioco senza fare lo scatto dal livello precedente, ossia “Tour Pro”. Nel golf online, quindi, sembra che io abbia fatto quel salto a “Venerato Maestro” che invece in poesia non credo mi sarà mai concesso. Ricordate qual è, nella famosa tripartizione di Arbasino, lo status precedente a “Venerato Maestro” (o meglio intermedio tra esso e “Giovane Promessa”)? Ecco. Sul parallelismo avevo scritto anche un lamento faceto, ma la promozione erbosa me lo ha fatto saltare. Aspettiamo con pazienza lo scatto pure di qua; temo però che me lo dovrete notificare via seduta spiritica.

Tornando all’albero e a quello che ci starebbe sotto: per compensare il delitto di non avere partecipato al contest globale di esibizione del proprio Xmas Tree, pianterò alberi (veri) grazie ai miei corregionali di Treedom. Ancora, secondo una mia idea risalente di responsabilità sociale, ho donato 50 centesimi per ogni poesia pubblicata nel libro del 2020, onde attutire l’impatto del mio ego. A chi ho donato stavolta? A Binario95, che si spende per una emergenza dove davvero si tasta il polso al grado di umanità dei nostri tempi. Visitate il sito e, se potete, fate il vostro.

Veniamo, se non vi siete già stufati, a un riepilogo delle cose poetiche del 2021.
A) Pochi giorni prima del Dantedì, a fine marzo, è uscito Identificazione di un poeta, pentateuco di saggi Danteschi, Autore il Prof. Massimo Seriacopi, cura mia. Lo trovate sul sito PietreVive o nei migliori ebookshop.
B) Capitolo note cartacee. Ho scritto la prefazione (di cui leggete qualcosa qui) al debutto di Massimiliano Marrani, Anche se gli alberi; la raccolta purtroppo è incorsa in un destino sfavorevole, ed è attualmente fuori commercio, ma ho fiducia che Max possa trovare il modo di farla risorgere. Più avanti nell’anno, ho scritto un paio di note in quarta, per i nuovi libri di Giulio Maffii (lo trovate qui) e di Antonio Lillo. Quest’ultimo, eccovelo, lo potete avere solo tramite 3×2, cioè comprando dal sito Pietrevive – non in altri ebookshop, mi raccomando! – altri due libri del catalogo; per esempio – appunto – quello di Seriacopi + quello di Maffii! Già che ci siete, metteteci anche il mio, giù, non fate complimenti!
C) Proprio parlando del mio libro, sono stato gratificato di ottime e non scontate osservazioni su La perdita e il perdono, durante tutto l’anno; le potete leggere in testa alla pagina “Dicono”, in ordine rigorosamente alfabetico per estensore; alcune sono di fine 2020, ma il ringraziamento di cuore è sempre intenso come allora.
D) Nonostante una sensazione di neuroni che mi abbandonano in massa, nonostante la depressione che va a colpire significativamente la capacità e la voglia di leggere, ho recensito parecchio e ho abbinato ai tradizionali “pipponi” qui sul blog alcune “annotazioni” più snelle su Instagram (raccolte in un flusso di story che dà accesso ai post e alle annotazioni in locandina).
E) Sempre su Instagram, ho pubblicato un paio di nughe e, pochi giorni fa, un “inedito inconsueto”, perché in rima. Normalmente faccio confluire tutte le mie scritture qui dentro: in questi casi non è successo. Quindi vi invito sia a leggere l’inedito (oltre che inconsueto, ciajkovskiano) che a rispolverare l’hashtag #instanughe su IG, anche qui aggregato in un flusso di story, perché alcune cose di tempo fa, magari, meritano.
F) Infine, una mia poesia è stata scelta per il Calendario Ecologico Serveco 2022 (Futuri Di-Versi). Mi beo della compagnia di ben migliori poete e poeti. Il tutto abbinato a opere di illustratori finissimi. Il calendario, a tema ecologista e ambientale, è destinato alle scuole ma è liberamente scaricabile e stampabile al sito dedicato.

Tra tanti fari cui abbiam dovuto dire addio, è stato triste apprendere che ci ha lasciato, a metà luglio, Liliana Ugolini, Maestra di poesia e amica che ho frequentato assiduamente soprattutto nel quadriennio 2008-2011.
Qui un ricordo/directory verso varie risorse.
Accanto a lei, il mio pensiero affettuoso va ad Anna Ventura, che del pari è mancata nel 2021; l’ho appreso solo poche ore fa, undici mesi dopo, e dopo che proprio il 2 novembre, per una strana rabdomanzia del destino, mi è ricapitato tra le mani un suo biglietto a me rivolto, che custodirò gelosamente dentro Nostra dea.

Ho ricevuto tanti piccoli ma grandi attestati di stima, in privato. Non potrei mai restituirvi a parole l’idea del bene che mi han fatto.
Ciononostante, il barometro poetico volge al brutto, sia per i destini generali che per considerazioni personali: piccoli “parametri”, refoli che vanno in direzione nettamente contraria alle aspettative.
Ma non voglio trasformare questo consuntivo in un lamento. Lamentarsi ha rotto le palle, come qualsiasi altra cosa.
Il tempo e la sorte insindacabilmente diranno.

Piuttosto, voglio indicare le mie raccolte preferite del 2021. Ovviamente non ho letto tutte le raccolte uscite quest’anno, però qualcosa sì.
Tanto per fare un po’ di cabaret, chiamiamola Classifica di qualità 2021 de Il disadattato e vediamo se qualcuno ha il fegato di fregiarsene o citarla. 🙂
Potrebbe essere la prima e unica edizione…

Dopo lunga consultazione con le mie varie personalità, ho concluso che i libri di poesia da me letti e preferiti, usciti in questo 2021, sono stati:
Mem, di Davide Lucantoni (Arcipelago Itaca, recensione qui) per la poesia italiana;
Se volessi potresti alzarti e volare, di José Carlos Rosales (Interno Poesia, curatore Damiano Sinfonico, recensione qui) per la poesia estera in traduzione.
Entrambi i libri, secondo me, sono passati un bel po’ sottotraccia rispetto alla loro qualità, perciò vi esorterei a rispolverarli lungo l’anno venturo.

A partire da quella di cui ho parodiato il titolo, le classifiche di poesia italiana sapete a memoria dove trovarle. Casomai vi può interessare una scelta delle sette migliori raccolte di oltreoceano nel 2021 secondo il NYT (ecco l’articolo, forse richiede registrazione gratis). Chissà se queste raccolte verranno tradotte anche da noi. La newsletter da cui traggo la risorsa, quella del canale Telegram Mostly, I write (tecnologia e un po’ di tutto il resto, compresa una non modica quantità di poesia), commenta perentoriamente: …nella sezione cultura e libri hanno anche una columnist specializzata in poesia: Elisa Gabbert. Mi sta venendo il sospetto che la poesia in Italia sia trattata più o meno come la matematica al liceo classico. Male male male.

Niente da eccepire; neppure sul discorso della matematica al classico.
A maggior ragione perché il boss del fortunato canale, il giornalista scrittore docente guru Antonio Dini, è stato un mio compagno di medie e ginnasio.
Se posso concludere con una divagazione sul tema, ho trovato molto sensato l’articolo del Prof. Enrico Bucci (che stimo e seguo quotidianamente) su Il foglio, tempo fa: esiste un gap tutto Italiano tra umanesimo e formazione scientifica. Gap eclatante nel sottoscritto, ma non solo, almeno a giudicare dalla quantità di silenziosi downgrade che, in corso di pandemia, ho dovuto fare nella mia considerazione di molte persone interessanti, umaniste e/ma fondamentalmente antiscientiste quando non stregonesche (o piuttosto bisognose di engagement?).

Edgar Lee Masters, nella poesia dedicata ad Alexander Throckmorton, che prelevo nientemeno che dal sito di Marco Malvaldi, chiosava: Il genio è saggezza e gioventù. Io vi lascio con un virocene-remix: secondo me, Il genio è poesia e fiducia nella scienza. Una verità forse sconvolgente: non è necessario essere bastian contrari per forgiare (bei) versi.
“Regolatevi in merito”, come diceva il mitologico Rizzieri da Mantova in una vecchia e gloriosa trasmissione, Lupo solitario.

Serene feste a voi e a chi amate.

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