Karin Boye in musica!

Conosco e apprezzo il musicista norvegese Øystein Sevåg dal 1995, quando nel suo album Global House ha inserito un brano, Song From The Planet, il cui pittoresco accostamento tra la rarefazione delle note del suo pianoforte e le aspre percussioni world ha influenzato, a mio avviso, persino una colonna sonora hollywoodiana.
I giorni scorsi mi sono affacciato alla sua discografia e, direi fatalmente, sono stato subito colpito dal progetto Karin Boye sånger, del 2014 ma tuttora il suo più recente: qui la cantante Benedicte Torget, legata a Sevåg anche nella vita, interpreta assieme a lui tredici poesie della famosa poeta svedese Karin Boye.


Un fruttuoso connubio Norge-Sverige! Ne sono avvinto sin dal primo ascolto. Si tratta di un album raffinatissimo nel quale le intense composizioni di Boye, i cui tormenti e la cui fine ricordano per moltissimi aspetti le vicende della nostra Antonia Pozzi, diventano melodia con incredibile naturalezza, anche grazie all’impianto spesso rimato e metrico. La scelta di testi oscilla tra serenità e oscurità, perfettamente nelle corde della loro Autrice.

Statua in bronzo di Boye dinanzi alla Biblioteca di Göteborg, opera di Peter Linde. Credit: Mattias Blomgren @ wikimedia commons. CC BY-SA 3.0


Ho incontrato presto Boye (ha la “tessera” #3 del mio blog-taccuino di poesia altrui) e per un caso felice: la sua principale traduttrice è la studiosa e poeta Daniela Marcheschi, la quale ha curato la sua storica edizione antologica italiana, per i tipi de Le Lettere (1994, ristampa 2018). Per avventura, Marcheschi ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, Sul molo foraneo, con Esuvia (nella stessa collana del mio esordio) e ha collaborato con la rivista “gemella” Stazione di posta, tracciandovi nel 2000 un ampio excursus della poesia svedese del novecento. Lì ho conosciuto (e annotato col numero 3, dicevamo) la splendida poesia Certo che fa male (Ja visst gör det ont) che è anche la sua più famosa e, in patria, antologizzata.

Dopo questa esperienza musicale, vien voglia di approfondire la poesia di Boye.
Invito dunque anche voi all’ascolto, senza indugio.
L’album è disponibile sia su Youtube (ut supra) che su Spotify (vedi in calce).
Abbiamo la fortuna di poter seguire le liriche online e poterle pure interpretare: infatti il sito karinboye.se, oltre a tutte le poesie (5 raccolte più alcune prove sparse), contiene varie traduzioni, a partire da quella omnicomprensiva SVE-ENG di David McDuff, ma anche in altre versioni e talora in altre lingue (francese, tedesco, olandese…). Non ne ho scorte in italiano, in cui per ora ho solo reperito in rete tre liriche di quelle contenute nell’album (se ne avete altre, segnalatemele pure) e non mi pare il caso di lanciarmi in traduzioni intermedie.
Non mi rimane, quindi, che crearvi “il libretto”, linkando ai testi originali (troverete ogni volta in calce il collegamento alla versione inglese) e, quando c’è, alla traduzione italiana.

1) Många röster talar (Molte voci parlano, trad. Rubina Valli su Inverso);
2) Från en stygg flicka (Da una cattiva ragazza);
3) Allt, allt jag ägde (Tutto, tutto ciò che possedevo, trad. Valli);
4) I mörkret (Al buio);
5) Torkel Tyre;
6) Ja visst gör det ont (Certo che fa male, trad. Daniela Marcheschi);
7) Porten (La porta d’ingresso);
8) I rörelse (In movimento);
9) Bål (La pira);
10) Nya vägar (Strade nuove);
11) Världens hjärta (Il cuore del mondo);
12) Havet (Il mare);
13) Kvällstilla (Quiete serale).

3 commenti

    • Buongiorno e grazie per l’apprezzamento. Non credo di essere all’altezza del compito perché da quanto vedo i versi di Boye sono molto attenti alla struttura ritmica e alla rima; in più non so lo svedese e quindi la mia sarebbe la classica “traduzione intermedia” (cioè mediata dall’inglese) come si dice in senso tecnico. E le traduzioni intermedie rendono esponenziale l’eventuale “tradimento” di quella originaria. Detto che “tradurre è un po’ tradire”, forse esagererei. Non escludo di tentare qualcosa in scenari più tranquilli; intanto vi potete aiutare col link che c’è in calce a ogni lirica in svedese (cliccando sui titoli dei singoli brani nel post): di tutte esiste la versione inglese, di alcune anche quella tedesca e/o francese.
      Un caro saluto e buona domenica.

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