Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Traduzioni: una poesia di Natalie Diaz

with 2 comments

Natalie Diaz

Photo by Jamestroud (Own work) – CC BY-SA 4.0

Ripesco (e miglioro) il mio timido tentativo invernale di traduzione di una poesia di Natalie Diaz apparsa su Lenny a fine 2016. La poesia si chiama Manhattan Is A Lenape WordQui il testo originale. E qui la mia traduzione.
Tra le voci più apprezzate della poesia americana contemporanea sin dalla raccolta di esordio di un lustro fa (When My Brother Was An Atzec), Diaz è Nativa Mojave, attivista per la valorizzazione della loro cultura e patrimonio linguistico, docente universitaria. È stata anche una campionessa di basket a livello internazionale.
Ciò che più mi colpisce è che scrive con complessità e notevole dimestichezza di movimento tra riferimenti e significati comuni (episodi biblici, aggressività “coloniale”). Alla questione delle proprie radici unisce una grande forza nella rappresentazione del sesso. Come in questo passaggio centrale:

Anche un orologio ha bisogno d’essere caricato.
Come può un secolo finire, o un cuore volgersi ad altro,
se non c’è mai nessuno che domanda: Dove sono andati
tutti i Nativi?
Se tu sei dove sei, dov’è chi non è qui?
Non qui. Ecco perché in questa città
ho molte amanti.
Tutti i miei amori sono di compensazione. (…)

Ancora quell’ampio tono di sirena:
Aiutami. Significa: Ho un dono ed è il mio corpo,
creato per due mani, di dèi e bronzo.

Dice: mi fai sentire
come un fulmine. Dico: mai e poi mai
vorrei farti sentire così bianca.
Troppo tardi – non smetto di guardarle le ossa.
Conto i carpi, i metacarpi
della sua mano mentre lei mi è dentro.
Un osso, il semilunare, deve il nome
al suo profilo crescente – lunatus, luna.
Certe notti lei mi sorge dentro così,
come un tormento – un lento flusso luminoso.

Vi ri-linko la mia traduzione, sottolineando che si trova sul mio nuovo taccuino di “poesia altrui”, Ammirazioni, cui vi invito a iscrivervi… #174 – Natalie DIAZ

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Written by Roberto R. Corsi

1 aprile, 2017 a 11:06

Pubblicato su autori, poesia, traduzioni

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2 Risposte

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  1. Notevole, davvero! Grazie, Roberto. Saluti, Massimo

    Liked by 1 persona

    Massimo Seriacopi

    1 aprile, 2017 at 11:20


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