Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Mitilofili di rango: Alaimo e Campanino

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alacamp

Alaimo & Campanino s.r.l.

È un periodo di altrimenti poco usitata reattività critica alle 56c.
Oggi vi segnalo, in ordine di cavalleria, altri due contributi eccellenti (chi mi segue sui social ne avrà già avuta contezza):

la “recensione del venerdì” del 22 u.s. su LaRecherche, a cura di Franca Alaimo. Franca, attiva su più fronti letterarî sin dal 1989, concede al mio libro un’attenzione generosissima, cogliendone in pieno molte sfumature e prestandogli le sue personalissime lenti focali. Se mi perdonate il paragone – altamente blasfemo ma, giuro, non egotico -, Franca si pone davanti al mio libro come un direttore di fronte a certe pagine di Mozart (il Kyrie eleison/Quia pius es del Requiem o l’incipit della Sinfonia n. 29) in cui c’è da scegliere tra colore chiaro o scuro; e opta prevalentemente per il secondo, ne vede l’aura e la ri-dipinge con la sua analisi. La quale è confortante, direi, dopo una prémiere vague critica in cui si enfatizzava, talora fino al pollice verso, la componente comica del testo (peraltro indubbiamente presente). Insomma, nella nota doppia icona teatrale che ben si addice alle 56c, si dà dignità e contorno anche alla maschera triste, oltre a quella sorridente.
Top quoteI fallimenti privati nella sfera erotica, raccontati dall’autore con varianti e notazioni acutissime, sono metafore di un venire meno dell’adesione allo slancio vitalistico, di uno slittamento progressivo verso l’assurdità esistenziale della vita, che non può essere risolta se non con l’annientamento.
Leggi tutta la recensione sul portale LaRecherche

Quasi due settimane or sono, poi, è apparsa una nota alluvionale sul profilo Facebook di Mario Campanino. La sua tessitura è giocata sul modello stream of consciousness (I’d rather say unconsciousness, visto che a Mario il libro garba) e, con un simpatico ma solido zigzagare, non scevro di punte acuminate verso qualche feticcio d’oggidì, dà conto di un’immediata adesione ai miei versi; adesione anticipata con grande spontaneità, che mi onora, da una raffica di whatsapp entusiasti che mi hanno raggiunto in viaggio sulla “bretella” Lucca-Viareggio; al punto che, fossi stato io al posto di guida, ora vi scriverei dal N.E. oppure con qualche arto spezzato, cercando aiuto in qualche dirupo del bozzanese.
Attenzione però a non buttare tutto in folclore, ingannàti dall’andamento libero e colloquiale! Mario Campanino è poeta, direttore di coro ed eminente musicologo: ha scritto un saggio sul Pierre Boulez compositore e una raccolta, Vendesi uomo, ha ricevuto riscontri al “Lorenzo Montano”. Sul suo blog trovate tutto
Top quote: rrcorsi mi ha fatto ricordare di avere ancora in casa parole scritte da un rimbaud rilke leopardi campana chissà perché e così mi colpisce il pensiero ah quella era la poesia prima dei social, forse anche dopo allora la speranza, e mentre leggo le 56cozze quei ricordi mi rimbombano in mente come le parole d’amore di una sposa rinnegata ogni volta che ho fatto ctrl-alt-canc.
Leggi tutta la nota su Facebook (richiede il login)

Grazie a chi così amorevolmente ha speso il suo tempo per me, buona lettura a tutti.

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Written by Roberto R. Corsi

25 luglio, 2016 a 08:27

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