Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Quando la cozza è in vacanza: da Vincenzo Lauria

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56cozze-CT

source: my Pinterest – copyright Vincenzo Lauria

Alcuni temerari si portano le Cinquantaseicozze in giro per le vacanze e talvolta ne scrivono. Io raccomando sempre loro di scattare una foto col libro nel luogo ove si trovano, le raccolgo tutte in un album Pinterest. Nessuno ha mai mandato foto del libro in discarica quindi per ora non ci lamentiamo.
Oggi siamo bellamente “in visita ai parenti” al mercato del pesce di Catania (‘a piscaria), grazie a Vincenzo Lauria, poeta e propulsore – con Liliana e Giovanna Ugolini – del progetto multimediale Oltre Infinito. Lo ringrazio e faccio ufficialmente il tifo per il suo
 Teatr/azioni per la finale inediti del Pagliarani.
Ieri invece Vin era in spiaggia e mi ha scritto questo:

Ti scrivo dalla costa meridionale sicula di questa o/Scilla/(a)zione, resa eterna, tra Firenze e la Versilia. Fin qui ho portato le 56 cozze per goderne i versi: onde lunghe in una pro/poesia calibrata,  imbarcazione che, proprio per non aver scelto quale sia la poppa e quale la prua, mai saggia la deriva.
La dolente indolenza si fa consapevole crogiolo ma le valve si schiudono per un farsi parte, poesia, per poi guardarsi intorno.
È in questo necessario, intimo,  “scozzare”, “scozzarsi”, che si rimescolano le carte, a giocare/giocarti sarai con il TUO vento, che in rosa sceglierai.
Tra questi estremi si gioca, poetica, la prossima partita:

da XXVIII
Avevo nove anni e per un po’ / scioccamente credetti di essere davvero così bravo. Ma non provai / mai a giocare in una squadretta, già avvinto dalla paura. Eppure fu l’unico / istante nella vita in cui ebbi l’appagante credenza, che riempiva / il cuore di freschezza e pungeva i polmoni come fumo al mentolo,  / di saper far qualcosa sul serio. Si chiama autostima,  ha il colore del muschio.

e da XXIX
Il piacere della compagnia, del buon vino, del pesce, l’avvenenza delle astanti – / ma torme di migranti ci attorniano con le loro emergenze / in forma di borse o direttamente d’elemosine,  a dirci la cruenta irrealtà / del nostro privilegio.

C’è poesia
nell’appar/tenersi
nell’appartenenza.

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Written by Roberto R. Corsi

20 luglio, 2016 a 14:46

2 Risposte

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  1. Commento centrato e sentito, direi.Condivido anche il piacere di rileggere alcuni tuoi versi.Vincenzo ha fatto benissimo a portarsi le 56 cozze con se per un tuffo in Sicilia. Ringrazio Roberto per la citazione di Oltre Infinito e condivido con Vincenzo il piacere della lettura del tuo libro che, come sai, anche a me è piaciuto moltissimo. Un abbraccio. Liliana

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    liliana ugolini

    20 luglio, 2016 at 15:19


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