Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

ripescaggi: indagine tardiva sulla Venere di Urbino (2007)

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La ricordavo due post or sono come esempio di diaphrasis, ed ecco che la cronaca culturale mi dà sponda.
A partire da ieri l’altro fino a settembre la Galleria degli Uffizi e quella dell’Accademia osservano l’orario prolungato di apertura tutti i martedì sera, quando la chiusura sarà alle 22 anziché alle 19.
In particolare, chi ha visitato gli Uffizi la sera di martedì 7 è stato accompagnato da Gabriele Bajo e Giovanni Longhin, attori e musicisti, che han dato «vita a uno spettacolo itinerante negli spazi della galleria, con riferimenti a scrittori e poeti che tra Settecento e Novecento hanno scritto delle opere degli Uffizi» (fonte: Repubblica). Qui il programma

Al solito ci sarebbe da riflettere su questa cesura artistica (oltre Luzi, il nulla?) che presentiamo a turisti provenienti dai quattro angoli della terra. Non sarebbe stato bello un call to poems per viventi?
Va be’. Pur con una scrittura millennial (ma sono nato nel Novecento, anche se comincio a pensare che togliersi gli anni sia opportuno anche in poesia), faccio il mio personalissimo omaggio all’apertura serale rispolverando quanto scrissi del capolavoro di Tiziano (diaphrasis, non mera ekphrasis: annodandolo col mio vissuto; ecco, per esempio, il perché del tardiva).
La poesia, una delle ultime del 2007, confluì nella raccolta All’orza (La Recherche, 2010), nella cui postfazione Giuseppe Panella se ne occupa espressamente, ed è presente anche nella mia autoantologia < 2011
Buona lettura.

Venere di Urbino

INDAGINE TARDIVA SULLA “VENERE DI URBINO” 
(Galleria degli Uffizi)

Laschi il ventre – remoto, svalutato.
Celi il pube – moderno, dirozzato. Somministri
lattescente carnato.

Più avanti sta il pittore
cui prometti – domattina, appagata
uno sguardo d’amore.

Ma Tiziano, maturo ormai, è arte-fatto
nell’incoerenza, nella solitudine
di salvezze minuscole.

Così a sera, modella di borgata
sconsacrata in vestiari, non lo attendi.
Ti corrughi di modi,
gesti dentali, mute circostanze.

Si compie infine il parto
d’olio tela ed addio. Nebbioso, edile
il tempo diluirà la sentenziosa
schiena della fantesca.

_________________________________

PS. Peccato che lo spettacolo sia già avvenuto, spero sia andato bene. Verrà riproposto? Se mai qualcuno volesse tentare un esperimento di recitazione della mia poesia apud Vecellium, sappia che il testo è concesso in licenza Creative Commons BY-NC-ND (citare correttamente autore – non opere derivate – uso non commerciale. Invece per un uso commerciale (inserimento in una pubblicazione etc.) parliamone).
L’immagine del quadro è in pubblico dominio da Wikimedia Commons.

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