Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Offret (A. A. Tarkovskij, 1986)

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Giusto una riflessione domenicale.

Ieri finalmente ho visto il poco reperibile Sacrificio, canto del cigno del grande regista russo vissuto per qualche tempo anche a Firenze (precisamente in via San Niccolò). Di tutte le frasi del film, altamente speculativo ma anche altamente religioso in più sensi, ho annotato sul mio taccuino questa, pronunciata fuori campo dalla voce di Viktor verso la metà della pellicola:

embedEcco, mi sembra che questa riflessione coinvolga profondamente la figura del poeta contemporaneo, sempre più bisognoso, per le logiche di diffusione del prodotto, di accompagnare i suoi libri di poesia con una massiccia dose di “messe in azione”: reading, performance, dj set, tournée.

L’idea del capolavoro lontano dal proprio creatore sembra essere – ahimè, per quel che mi riguarda – in pieno Sunset Blvd.
Il creatore dunque, secondo il cineasta (notoriamente “figlio d’arte” poetica), è sempre più attore e sempre meno poeta. In un cocktail apparentemente composto di contrarî, ma evidentemente, a oggi, miscibile.
Corollario: meglio a questo punto recensire i libri (le partiture) o l’autore stesso (la loro esecuzione, l’autore nel tempo come voce poetica ed enciclopedica, progressivamente arrichita delle sue opere performate)?
Naturalmente continueremo a occuparci dei primi, ma le recensioni stricto sensu saranno spesso monche della valutazione della dimensione performativa, quindi – paradossalmente – di quello che ormai legittima, per opposita secondo T., il poeta (non a caso ci siamo imbattuti di recente in un’artista che con intelligenza si definisce “poetrice”).

Di solito non mi sento molto affine al cinema di T., o meglio ne riconosco il magistero tecnico ma mi ritrovo poco nella sua religiosità (eccezion fatta, in parte, per la tematica della perdita dell’innocenza dell’uomo in rapporto al deus sive natura). Dopo la visione di questo film – senz’altro meritevole – lo ringrazio per il riciclo della mia sensibilità a-performativa (ammesso e per nulla concesso che io sia un poeta o che prima o poi lo diventi).

un fotogramma del film

un fotogramma del film

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Written by Roberto R. Corsi

10 aprile, 2016 a 08:49

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