Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

La Liliana riconquistata

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Soprattutto per chi frequenta questi lidi da tempo, il nome Liliana Ugolini suona familiare ed evoca un’empatia, una condivisione di visione e intenti tradottasi qualche anno fa persino in una collaborazione creativa. Navigare il tag vi darà adeguato conto dei nostri incroci.
Il mio (chissà quanto durevole) cambiamento di stile, avvenuto poco prima delle Cinquantaseicozze che ne risentono in pieno, l’aveva resa guardinga, restando lei coerente e fedele alle sue convinzioni legate alla ricerca sulla parola. In alcuni commenti alla “trasmissione internautica” del 2012, prima dell’ideazione del libro cartaceo, espresse affettuosa preoccupazione. Ma poco prima di Natale il suo “scombinato discepolo” l’ha condotta alla lettura integrale: ne è fuoriuscita una lettera mista di affetto, apprezzamento per il risultato e puntuali rilievi critici; sono molto felice del fatto di avere ritrovato il suo giudizio positivo, nonché di essere autorizzato a proporvi la lettera per intero, qui sotto. Grazie dal profondo del cuore! (immagine dal sito Genesi Editrice)


 

Cinquantaseicozze
di Roberto R. Corsi
Ediz. Italic

Caro Roberto, il piacere di rivederti dopo tanto tempo non si esaurisce all’incontro natalizio ma ho qui il tuo libro “Cinquantaseicozze” Edito dalla Italic che mi assicurerà il piacere di stare con te più a lungo. Intanto ti ringrazio per la dedica che arriva da uno “ scombinato discepolo” ( a tuo dire) che si sta dimostrando da tempo un ottimo poeta e un attento critico letterario e musicale.
Come sai ho via via letto le “cozze” fresche di impatto alle quali a qualcuna a suo tempo ho inviato una frase , preoccupandomi a volte d’un cambiamento che percepivo succedesse in te. Ora rileggendole insieme ho l’impressione positiva d’una introspezione più ragionata, una crescita notevole dell’espressività poetica che si allarga ad un verso prosastico di grande effetto emotivo che arriva fortemente al lettore.
La vastità degli argomenti costruisce il tuo pensiero e il cosmo diventa terreno e anima, verità e denuncia senza mezzi termini. Se ne apprezza la chiarezza senza infingimenti, la ricerca di insolubili perché, mentre il tempo passa ferendo. Dai alla pagina il tuo diario poetico ricco di quotidiano e affronti qualsiasi argomento nello scorrere d’una musicalità a volte stridente o sinuosa che bene si addice al tuo mostrarti. Questo sapore marino che si fonde al tuo scrivere si avverte nell’identificarti con la nemesi della battigia sempre presente come un basso continuo.
I tuoi pensieri che si fondono con la visione, commentano con immediatezza e ironia ciò che travolgi e rileggi in un tuo personalissimo sentire e questo è ricco di quel guardare fuori dalle righe che deve essere. Una fustigazione, a volte, ti fa più debole ma la forza sta nello scavo di sé senza simulazioni. Gli appunti del presente si fanno memoria nelle ferite che ripercorri sulla tua pelle donandoti a pezzetti. Si attinge dalla piccola violenza subita e non dimenticata l’ elemento di una indagine che si snoda nella storia a contatto di immaginate sparizioni e il distacco a volte si fa carne e sangue. La tua è anche poesia di denuncia per un vivere subìto accettando la piccola morte quotidiana, lo spegnersi del nervo, la lezione di Seneca e altri illuminati.
La similitudine del mondo animale/acquatico con quello animale/umano/terrestre è osservata con cognizione e non stupisca l’universalità dei comportamenti naturali a cui tu badi e molto anch’io per capire ciò che non è cambiabile. Fa da accompagnamento il colore dell’aria, del sole, e della luce per riverberi violacei a rendere precaria l’esattezza delle cose.
La violenta realtà s’intromette e scombina riconducendo ad una delle tante dimensioni vissute in partenze traumatiche come pause al pensiero. Nel testo trovo una ricchezza di suoni che mi ricordano cadenze di letture ( Proust, Rilke, Eliot) che sostano armoniche mentre purtroppo c’è sempre qualcuno che deve rifarmi la stanza o gli serve il computer per scrivere un preventivo alla salumeria Porco d’oro. (Mi hai fatto veramente sorridere…)
La vita che passa tra le maglie del tuo dire è vera ed aspra e racconti un disagio che vuole andare a fondo delle cose per un mondo immiscibile e cieco persino in noi. Dalla cinquantaseiesima cozza, a ritroso, scorre un ritratto straordinario, e ti riconosco grande come poeta e scrittore e spero che questo possa darti la motivazione ad un cambiamento totale verso il tuo evidente e autentico talento.
Ti auguro ogni bene per l’ anno nuovo che sarà anche bisestile e quindi adatto a non essere come tutti gli altri. Ti abbraccio con affetto e con molta considerazione per il tuo ottimo lavoro. Liliana

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Written by Roberto R. Corsi

6 gennaio, 2016 a 16:08

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