Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Gettare un topo nella prefazione: “Balistica” di Billy Collins (bonus: un mio inedito)

leave a comment »

img by user Pilettes @ wikipedia

Tertium non datur: l’immagine del titolo risulterà oscura per alcuni lettori e chiarissima per altri. Il discrimine è quello di ignorare o conoscere quella che forse è la più famosa poesia del famoso Billy CollinsIntroduzione alla poesia, che a suo tempo mi sono segnato sul taccuino. Si appiccica alla mente l’espressione “gettare un topo nella poesia/ e osservarlo mentre tenta di uscire” come antidoto alle esegesi precostituite; efficace figura che ci restituisce la necessaria (ma, denuncia la poesia, sconfessata) mutevolezza e soggettività delle sensazioni di lettura, del giudizio e persino della ricostruzione ermeneutica.

Giorni fa, in un pomeriggio in cui il mondo si divertiva particolarmente a punzecchiare la mia inutilità, mi sono parcheggiato su una poltrona alle Oblate e ho letto (e poi preso in prestito) una raccolta del poeta americano: Balistica, pubblicata nel 2011 da Fazi Editore con l’eccellente cura e traduzione di Franco Nasi.
Credo di essermi trovato davanti all’unico volume di poesia da me letto che mi abbia entusiasmato più per la sua introduzione che per le liriche in esso contenute.
Si apre infatti con un’intervista del curatore al poeta che è davvero avvincente, centrata, ironica e autoironica, capace di toccare tanti punti nevralgici dell’esser poeta, dello scrivere e della risposta (di pubblico e critica) allo scrivere. Non sempre si tratta di argomenti originali o condivisibili, ma la brillantezza e la prontezza di spirito sono onnipresenti. Andrebbe scansionata e proposta tutta; non potendo ovviamente fare ciò vi trascrivo un passaggio:

Ma un altro problema sta in tutta quella cattiva poesia, che è il frutto di ciò che si può definire “la mania dell’espressione di sé”. Credo che oggi su cinque poesie quattro contribuiscano a procurare una cattiva fama alla poesia. Sembra che sia sia disposti a tollerare la cattiva poesia molto più di quanto si tolleri la cattiva musica. In altre parole: nella vita mal sopportiamo quelle persone prove di senso dello humour che si prendono troppo sul serio. Perché allora la stessa cosa siamo disposti a sopportarla in poesia? Mi si potrà accusare di confondere un modello di comportamento sociale con uno letterario, ma io considero la poesia una forma di esperienza sociale.

Tutto molto bello e sottoscrivibile, fidatevi; non altrettanto per la poesia, che, pur di gran passo, soffre un po’, se posso, di szymborskismo (aneddotica, ricerca dell’aforisma) e non è immune da quello che chiamo “effetto Midnight in Paris”, vale a dire incontrare per la strada personaggi celebri (perfino, in questo caso, poesie di autori celebri: «vedevo le poesie di Valéry», p. 81). Soprattutto, non riesce a imporre livelli adeguati di senso dell’humour come dichiarato in apertura; qui forse c’entra il diverso livello di sensibilità da paese a paese, da cultura a cultura.

Lo scarto qualitativo tra il Collins acuto osservatore e il Collins poeta trova a mio avviso ulteriore conferma nel fatto che le poesie più riuscite e i frammenti che mi sono annotato siano proprio quelli che si occupano della poesia, di come venga intesa (o fraintesa) e di come lo stesso scrittore si ponga di fronte a essa; in un’ideale prosecuzione dell’intervista introduttiva. 
Molto spesso le intuizioni migliori sono isolabili all’interno di poesie ampie, entro le quali sono circondate di un contorno che edulcora o appesantisce: è il caso delle quattro liriche che mi sono segnato: Le poesie d’altri, Balistica, Quiete e Lo sforzo.
In Lo sforzo (pp. 139-141), sorta di variazione sulla citata Introduzione alla poesia, la pietanza è più “legittima” per la transizione soggettiva dai poeti del passato allo scrivente.
Le altre tre, invece, hanno fulcri di forza e nitidezza che però alla lunga disperdono la provvida violenza dell’invettiva: prima in metafore zoologiche che comunque non inficiano del tutto invenzione, invettiva e autocritica (Le poesie d’altri, pp. 63-65); poi in enciclopedismi (Balistica, alle pp. 87-89, è la poesia che ha decretato il successo commerciale della raccolta, perché tutti si son lambiccati su quale fosse il poeta il cui libro Collins vorrebbe fare esplodere!); infine, emblematicamente, in un pitone esistenziale (prendendo a prestito i “pitoni sinfonici” che erano le sinfonie di Bruckner per l’esagerato Brahms), superfluo rispetto alle ultime quattro quartine di Quiete, queste sì possenti nella confessionalità autocritica (pp. 99-101, le trascrivo):  

In una vita in cui ho parlato senza freni
e ho suonato senza sosta il clacson dell’ego,
solo un unico pomeriggio di vera quiete
su un’alta scogliera con il Pacifico steso là in basso,

ma sentendo il canto degli uccelli
dalla finestra quel giorno, potevo sentire la mia goccia
di silenzio gonfiarsi al rubinetto
e poi cadere nel lavello di zinco della loro serenità.

Ma da allora:
nient’altro che il chiasso dell’auto-pubblicità,
il baccano di ristoranti rumorosi,
i proclami a lezione,

con il piccolo re della voce che deve sempre dire la sua,
e oggi l’orgoglio di scrivere questo,
motivo per cui la mia penna
mi ha girato la schiena per nascondersi la faccia tra le mani. 

In breve: idee forti e schiette, presentate spesso entro una cornice piacevole ma un tantino prolissa. In questo senso spicca il contrasto con una lirica forse “minore” ma equilibrata e dotata di un senso del distacco davvero “orientale”, agli antipodi rispetto a quanto di altro proposto nella raccolta: si tratta di Cina, a p. 147:

Sono una formica in una tazza azzurra
sul tavolo di un principe crudele

Si discutono piani di battaglia.
Si versa molto riso.

Ma anche quando lui si adira
e pianta il coltello nel tavolo

io continuo a girare nella tazza
dipinta a mano con rampicanti verdi e arancio.

Auspicherei che questa fotografia quasi zen facesse al poeta da cartina tornasole per una maggiore asciuttezza delle liriche a venire.

Con ciò, ribadisco che il passo è sciolto e, proprio per l’intrinseca ricerca dell’effetto unita alla semplicità del lessico (talora quasi sfociante nel cleuasmo: cfr. a p. 57 la ricerca della parola “gasteropodi” sul dizionario… Manco fosse, appunto, “cleuasmo”!), la componente “virale” di questa poesia è pronunciata. Ne è testimone un mio inedito, che si parva licet propongo in coda, a costo d’indebolire i miei rilievi critici, e soprattutto per mostrare quanto quello che leggo quotidianamente m’influenzi, eccome (sono felice di questo).

LA RISPOSTA DEL MARE

Mentre mi godevo il disadattato meriggio della spiaggia d’ottobre
(generoso, mite bacio di Ecate per pochi)
ho scorto, poco più in qua dell’onda, un foglietto sgualcito,
appallottolato. L’ho preso e disteso pensando a un segreto
messaggio. Ero pronto a gridarne controvento l’oracolo.

Niente. Nemmeno un numero di cellulare, una lista della spesa.
Bianchi entrambi i lati. Mi è balenato che fosse
la risposta del mare alle mie troppe poesie. La non significanza:
forse una critica qualitativa, forse puro disinteresse.
Forse l’immancabile sprezzo verso chi non si prende sul serio:
purpureo paraocchi, più o meno consapevole, d’ogni poetica arcadia.
Forse un rimprovero per averlo scomodato così a lungo, e malamente:
per almeno cinquantasei volte gli ho suonato il campanello di casa,
come e più d’un venditore porta a porta sotto coca.
Diciamo che, in qualità di critico, si è adeguato ai più.
Perlomeno c’ha messo lo sforzo educato di una pagina vuota.

Così ho usato il foglio come segnalibro per un volume di Billy Collins,  
marcando le poesie venute bene: hai voglia di dire che
quattro strisce sono bastate, lui ti guarda
dall’alto della sua millesima ristampa e sorride: il mare è il mare,
tu meno di una polla per larve di zanzara.
Questa poi è sfarfallata, senza intenzione, nel suo stile.

(inedito, 22 ottobre 2015)

Annunci

Written by Roberto R. Corsi

25 ottobre, 2015 a 16:19

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: