Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Poesia, marketing e Magritte: l’articolo di Di Stefano et alia

with 2 comments

magritte-argonne

René Magritte, La battaglia delle Argonne, olio su tela, 1956, collezione privata.

Buon Ferragosto a tutti.
Le liste di poeti e le discussioni (cicliche a ogni estate) sullo stato della poesia non mi esaltano più di tanto. Tuttavia non si può ignorare l’ormai strafamosa inchiesta a doppia pagina a firma Paolo Di Stefano su La lettura della scorsa domenica (scaricala dal sito LvF). Tutti ne avete parlato e forse scritto; io mi limito all’essenziale ché tra poco mi portano una vassoiata di fritto e va mangiato caldo, sennò si pianta.  

In primo luogo l’ennesima lista/ who’s who, che avrà fatto incazzare qualche escluso. Un pugno di “scuderie poetiche” piuttosto prezzemoline è rimasto fuori, una è stata fatta rientrare dalla finestra da un articolo di Alessandro Trocino, che linko in calce. Qualcuno dirà: ‘sticacchi le liste, sono ontologicamente incomplete e discrezionali. Giusto, ma questa non è la lista di Radio Bitonto Libera (cit.), è quella che esce sul maggior quotidiano nazionale, dunque ha il suo bel peso: effetto marketing e qualche beneficio alle vendite son pressoché garantiti. Mi adeguo, telegraficamente e tralasciando l’opera di espunzione di chi non avrei messo in lista: mancano all’appello perlomeno le voci mature di Liliana Ugolini e Viola Amarelli nonché quelle nuove di Stelvio Di Spigno (1975) e Francesco Targhetta (1979). L’esclusione delle due gentildame m’è particolarmente dolorosa, anche se ha l’attenuante della loro scarsa distribuzione, dovuta a motivi diversi. 

Non mi dilungo sulla poesia viva o morta – rectius: sulla sua diffusione. Una risposta esauriente la dà il raffronto tra alcuni passaggi-intervista nell’articolo: da un lato certa poesia vende, dall’altro – bene dice Enrico Testa – “la figura del poeta-intellettuale non gode più di buona fama ed è sempre meno gradita, sia nei giornali che nell’editoria”. Il fenomeno peggiorerà a spirale perché viviamo nell’epoca del “personaggio pubblico, ergo scrittore”, non viceversa, quindi quanto meno sarai famoso tanto meno avrai chance di essere legittimato come scrittore. Ma in generale, mentre la massa può sempre sperare che un narratore scriva come un adolescente di terza media (ne abbiamo fulgidi esempi a chilometro zero), per il poeta – sviluppando quanto dice Testa nel prosieguo – la ricerca sulla parola o sull’architettura del verso attira su sé antipatia, ostracismo e castighi verbali.

Ma quel che più mi preme è evidenziare il passaggio per me più significativo di tutta l’inchiesta; mi sembra infatti che sia stato sottolineato poco o punto: Mauro Bersani, editor della “bianca” Einaudi, dice testualmente: “c’è un filone fortunato che è quello legato alla ricerca spirituale anche laica che si fa apprezzare parecchio dal pubblico”.
Così stanno le cose. Vendi se soddisfi la domanda di spiritualità.
Ho, dunque, nuovamente sbagliato tutto.
Scettico come sono, la ricerca spirituale m’interessa meno di sapere se è pronta in tavola, giustappunto, una frittura. E non per atteggiamento iconoclasta. Semplicemente, m’interessano le persone e le cose di questo mondo sensibile.
Adesso comincio a comprendere come mai tutto questo Dio in così tante poesie! Come annotavo polemicamente in una poesia di Sinfonia n. 42: “soprattutto il vizio/ d’infilar Dio ovunque, manco fosse il tronista/ o il naufrago di turno”. Siete avanti.
Invece io devo, dobbiamo correre ai ripari. Se la poesia vive o muore in base alle vendite, noi meschini dobbiamo operare correttivi legati alle tecniche di mercato.
E allora viene in aiuto un big fish dell’arte, cioè René Magritte. Se avesse utilizzato degli script, si sarebbe detto il re del cloaking.
Lui utilizzava molto spesso titoli completamente estranei al soggetto del quadro creando un effetto straniante nello spettatore. Col risultato di farlo soffermare maggiormente sulla tela perché ovviamente, davanti allo iato soggetto-titolo, il maranza si lancerà in una febbrile ermeneutica sugli specchi, soprattutto se accompagnato alla mostra da una bella squinzia.
Noi potremmo usare il cloaking per tornare nella norma e vendere. Andando nella direzione opposta rispetto a Magritte: titolo astratto per una poesia concreta.
Per esempio: se ci viene una poesia su un venditore di borse, perché non chiamarla “Offertorio”? “Agnus Dei”? “Lux aeterna”? (qui la liturgia ci dà un sacco di opzioni). Oppure, se optiamo per la ricerca laica, “Anelito”? “Mistica”? “Eternità”?
Chi leggerà poi di Samba o Rashid, penserà a una grande e provvida metafora.
I critici e gli esegeti si scateneranno e il picco di attenzione salirà.

Pensateci. Pentitevi! (cit.)
Io vado a pranzo e vi faccio gli auguri, non prima di avervi linkato ulteriori spunti da leggere in giornata: Alberto Casadei, Alessandro Trocino, Chiara Fenoglio.
Glossa a Trocino: sul “caso Catalano” mi ero espresso scherzosamente su Facebook. Il succo era: nessuna pregiudiziale; sentore di operazione commerciale e comunque prevalenza dell’effetto sui contenuti che ci vogliono sempre; ripulsa a definirlo vessillo del neorealismo popolare sulla base di mere evidenze di vendita.
Mi sembra in particolare che Cesare perduto nella pioggia stia aspettando da ben più di sei ore la sua giusta quindi gigantesca legittimazione come alfiere della nostra poesia realista; oltretutto filtro attivo, come era, delle tendenze oltreoceaniche.

Coraggio, tra una settimana ricomincia il campionato e delle sorti della poesia torneremo a parlare giusto l’estate prossima (ma per poco: ci saranno Europei e Olimpiadi).

Annunci

2 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Grazie per le indicazioni di lettura. Ne approfittero’.

    Mi piace

    cronologiadassenza

    15 agosto, 2015 at 12:02

    • grazie a te. Tranne Di Spigno, del cui ultimo libro per Marcos y Marcos vorrei occuparmi presto, trovi materiale “critico” sugli altri tre seguendo i tag del blog.

      Liked by 1 persona

      Roberto R. Corsi

      15 agosto, 2015 at 19:13


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: