Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

con adeguato contorno: in libreria le Nuove nomenclature di Anna Maria Curci

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Sono felice di aver ricevuto il libro di Anna Maria, ma soprattutto della notizia che le sue Nuove Nomenclature siano uscite, questo febbraio, coi tipi de L’Arcolaio. E arricchite con altre poesie. Il mio riscontro di lettura sarà molto breve dato che, come i ventiquattro lettori (sempre uno meno del Sommo, per deferenza) sapranno, mi soffermai sulla parte eponima del libro già a inizio gennaio 2013, quando la catalogazione curciana fu raccolta in rete da Fernanda Ferraresso. E lo feci con termini molto positivi, attestando una forza espressiva notevole, che ritrovo ora per nulla affievolita dal passaggio del tempo. Rimando quindi al mio post di allora per l’analisi.
Le altre cinque sezioni che formano il libro, benché corpose nell’insieme, restano al mio occhio comunque ancillari, e il titolo endecasillabico con molta onestà lo suggerisce o forse non lo smentisce. Dall’esterno lo sguardo rifluisce qui verso l’intimo, l’abbandono, la rêverie, il ricordo. Levigandosi, perdendo in vis corrosiva e mutandosi in libro sapienziale, con molti microriferimenti letterari, musicali, linguistici; e con la consueta padronanza di metri e accenti, a partire dalle allitterazioni “orizzontali” (i titoli delle sezioni) e “verticali” (nella poesia di p. 55, in-zwischen).
Due poesie-quartine spiccano: il ricordo del 19 luglio 1943, la cui sostanza drammatica s’insinua fisicamente nel primo verso per completarsi nel riferimento pascoliano di chiusura; e Nottetempo che per immagini ironiche proclama (anzi bisibiglia) un Trionfo del tempo e del disinganno forse programmatico di tutta la seconda parte (anche qui mi pare con riferimento cólto, rabelaisiano, nel v. 3). Le trascrivo qui di seguito, a chiusura:

19 luglio 1943

Sotto la rete vedo i calcinacci
e nonno che ci guarda preoccupato
mi stringo a mia sorella che ha due anni

fa caldo, è luglio e sono a San Lorenzo.

Nottetempo

Nottetempo il principio di realtà
ha preso a schiaffi il vecchio desiderio.
Il malmenato, a schiena contrapposta,
ha bofonchiato: non sporgo rinuncia.

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Written by Roberto R. Corsi

17 luglio, 2015 a 11:39

Pubblicato su autori, civetta, critica, libri, novità, poesia

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