Roberto R. Corsi, Cinquantaseicozze

Stamattina mi giunge, onora e rinfresca, la ricca nota di Anna Maria Curci su Poetarum Silva. Grazie!

Poetarum Silva

cinquantaseicozze

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Roberto R. Corsi, Cinquantaseicozze, italic, Ancona 2015

Narrano un’esistenza in versi lunghi, constatazioni asciutte e proiezioni spietate − soprattutto del sé − le Cinquantaseicozze di Roberto R. Corsi. Nell’andirivieni, in alta e bassa stagione, così come fuori stagione, tra città e litorale − siamo sulla Firenze-Mare − schiudono le loro valve e, se non mostrano perle (altrimenti non sarebbero cozze),  alzano il sipario, quinte, fondali e  liquido d’immersione compreso («salamoia amniotica»). su una commedia umana con grassi, vezzi e vizi in eccesso, illusioni maleodoranti già prima di sfiorire, riti sociali forzati e small talk tanto ridicoli quanto pervasivi. L’io lirico stesso non esce indenne da prove generali, prime assolute e repliche; il suo distinguersi, tuttavia, sta nella mobilità del punto di vista e nel variare di toni e azioni: il bisbiglio dalla buca del suggeritore, l’affaccendarsi nei camerini e dietro le quinte del servo di scena, l’esperto…

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