Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

ossigeno librario: 3 spazi nuovi a Firenze

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parvalib

La vetrina di Parva Libraria in occasione della presentazione del Libro Bianco (fotaccia mia)

È un periodo “revanscista” per la Firenze bibliofila, nei cui tenimenti, come è noto, troppe librerie hanno chiuso i battenti, e troppo spesso a vantaggio del processo (congiunturale, ma anche agevolato o quantomeno non certo ostacolato dal governo del territorio) di vetrinificazione* e osterizzazione del centro storico – due termini orribili che mi sono testé inventato ma che, proprio in quanto orribili, rendono la sensazione.
Ricorderete, a questo proposito, soprattutto la Seeber, ostracizzata a scarpate extralusso dalla griffata irrealtà di Via de’ Tornabuoni; la centenaria Marzocco-Martelli, infarinettata e fritta con tanto di perculata del “vincolo culturale”; oppure la Libreria de’ Servi, anch’essa commutata in ristorante acchiappacomitive… Qui un mio post dell’epoca che linka a questi e altri fari spenti.

Beh, ora il trend s’è un po’ invertito, sembrerebbe. Devo annunciare tre nuove boccate d’aria!
Certo, si tratta di spazi non sempre paragonabili per storia o metratura a quelli che ci siamo dolorosamente lasciati alle spalle; tuttavia già dai primi vagiti appaiono animati da fervore e creatività.
Quindi c’è speranza (e naturalmente l’augurio da parte dello scrivente) che possano persistere e aggregare.

E lasciatemelo dire: queste sono le belle notizie che vorrei sempre dare.

Tre sabati hanno visto e vedranno altrettanti lanci.

  • Sabato 8 si è inaugurato lo spazio La via dei libri, realtà “temporanea” che nobilita Via de’ Martelli, e proprio dirimpetto all’eatalico sfregio, quasi a lenirlo. Idea degli editori Clichy e Mandragora, è la prosecuzione di quanto fatto precedentemente in Piazza della Repubblica, e ha affidato la programmazione degli eventi all’amico Gabriele Ametrano. Qui la pagina fb.
  • Lo scorso sabato 15 il debutto di Todo Modo, libreria che sorge nella ricca e antiquaria Via de’ Fossi, dunque colma un vuoto annoso che, abitando nel quartiere dei “rossi”, sentivo particolarmente: la mancanza di una libreria di caratura nella zona Borgognissanti-Santa Maria Novella. Oltre a consumare libri (nuovi e “usati sicuri”) a TM si fa colazione e merenda, e si assiste a incontri e spettacoli. Prevista un’opzione di reso: ciascuno può restituire il libro acquistato, ottendendone un controvalore del 25%. Non ci sono ancora stato ma lo spazio è “stupendo”, parola di Alba Donati di cui mi fido in pieno. Eccovi il sito e la pagina fb.
  • Infine il piatto del prossimo weekend, ossia l’inaugurazione “ufficiale” della piccola ma accogliente Parva Libraria, al numero 28R di Via degli Alfani, poco più in là dell’incrocio con Via della Pergola. L’apertura de facto c’è stata già da giorni; in particolare si è tenuta, lo scorso 14, l’affollatissima e alluvionale presentazione del terzo, importante Libro bianco sul razzismo, edito da Lunaria e disponibile anche in free pdf. Anche qui la formula è: nuovo, usato, tanti incontri. Appuntamento per sabato 22 dalle ore 17: si terrà un reading a più voci, organizzato dal poeta Giacomo Trinci che da quanto ho appreso dovrebbe essere l’in charge della programmazione poetica. Qui il sito (in embrione); qui invece il contatto facebook (piccolo consiglio da SMM in erba: ragazzi, rimpiazzatelo con la “pagina” altrimenti rischiate che mister Z. vi contesti violazione delle sue linee guida e vi chiuda l’account).

Se aggiungiamo a queste notizie la riapertura del cinema Colonna, abbiamo un novembre culturale fiorentino che, a differenza di quello meteorologico, sta dando soddisfazioni!

Il sociologo Vanni Codeluppi parla di “vetrinizzazione sociale” (è il titolo di un suo libro del 2007); suona meglio ma è diverso: lui per v.s. intende, credo, la spettacolarizzazione del vissuto personale; io per vetrinificazione intendo il bieco trasformare la città in una gigantesca vetrina stricto sensu, una vetrina di moda.
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Written by Roberto R. Corsi

19 novembre, 2014 a 08:40

Una Risposta

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  1. […] culturale declinata dal Forte in questi mesi; il rimpianto, al solito, è per la vetrinificazione (come a FI) delle vie che ci han portato al fortino, e per l’interruzione di quella identificazione dei […]

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