Cinquantaseicozze/LIII


LIII.

Rincasando dall’ufficio allungo un poco il tragitto per vivere in annacquati
giochi di sguardi con una commessa sposata che non avrò mai. Mi basta vederla,
fingerla così provocante per me solo, vaticinarne un forse vero vorrei
ma non posso
e infilarmi come fungo o calzascarpe negl’interstizi
stilnovisti di quell’Ewigweibliche che sempre sfugge. Questa la frutta secca
di solitudine: il nutrimento della marcia bassa, di quel che è, di quel che non sarà,
quel caldo eternamente verso altri. Dei poeti ottuagenari, soli al mondo,
con la stanza devastata da polvere e macchie di passato caffè imbevibile,
che si danno ragione d’alzarsi alla mattina soltanto strapagando suadenti
millantatori, ormai non distinguo fino in fondo ingenuità da supina
accettazione del doversi comprare anni di vita. Me ne vado, alzo le mani.

 

[Cinquantaseicozze – raccolta inedita a puntate]
[opera protetta da plagio mediante marcatura temporale legale – redistribuibile con Licenza CC]

Cozza prec. | Inizio | Cozza succ. (dal 9/12/13 h. 9:00)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.