Anapanasati sutta (la consapevolezza del respiro)

Sia la vita a venire, tanta o poca, un inspirare ed espellere l’idea di materia,
ormai deponendo bei nomi e belle forme, salari salami e linee di permanenza civile,
spargere segatura innanzi l’uscio per passi che mai torneranno
(la luce geometrica filtra per la porta spalancata),

scostare la taumaturgia di corpi lasciati al saccheggio,
ritrovare uno spirito cui aggrapparsi con salto incredulo e bendato,
esercitare nel respiro la morte dei cari e il distacco da sensi fioriti in autunno,
poi forse, in coda, cercare di fare un piccolo autentico bene.

(inedito, 25 ottobre 2013)

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Un commento

  1. Notevole per capacità di concentrazione e originalità espressiva… e anche per la causticità che spesso ti caratterizza, e ne hai ben motivo! Cari saluti, Massimo

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