Cinquantaseicozze/XXXIII


XXXIII.

Un tempo c’eri tu nelle sere di sconforto, amore contro tutti,
amor tardivo amore sconveniente,
amordanno d’immagine – di fatto, unico amore amante dei miei giorni.
Un tempo c’eri tu almeno per telefono, quando perfino l’agognato
silenzio urtava e impediva il sonno; adesso i miei idilli
son solo gastronomici ma non ti rimpiango per niente
perché l’esondante dolcezza era la buccia della necessità,
capitalistico variare dell’offerta in base alla domanda. Ora sei sfoderata, nuda
nelle tue ambizioni, disprezzi me e l’Italia da lontano, ti ergi sulle punte. Mamma Azienda
ha fatto il miracolo di renderti a te stessa e scandire, finalmente
senza mantelli ipocriti, la mia indegnità e la vera meccanica del tutto.

 

[Cinquantaseicozze – raccolta inedita a puntate]
[opera protetta da plagio mediante marcatura temporale legale – redistribuibile con Licenza CC]

Cozza prec. | Inizio | Cozza succ. (dal 22/7/13 h. 9:00)

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