Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Zeit-sfi-geist (esercizio in decasillabi tronchi*)

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Le giornate si susseguono,
i capelli sale e pepe ormai;
viaggio storto come un salice,
puzzolente come un endice**;
trippa e lonze sono ai massimi.

Del lavoro non parliamone:
fra tre anni mi licenziano;
la pensione chi la becca più?
E sul calcio stiamo zitti, va’:
l’Inter sembra il Castrovillari***.

Non si vede più una passera:
le ragazze son platoniche
poi la danno all’osteopata;
il canale novecinquedue****
è rimasto là a casa dei miei.

Uno pensa: la politica
potrà in qualche modo scuotermi…
…Letta e Lupi insiem governano???
“viva viva viva la DC”
“viva viva viva la DC” [ripet. ad libitum]

LettaLupi

foto ©Il Giorno

*Domenica scorsa mi sono svegliato con una frase/ritmo in testa che non voleva lasciarmi: légiornàtesìsusséguonó. TAtaTAtaTAtaTAtaTA..
Allora ho costruito un esercizietto con versi di nove sillabe; enneasillabi che, per la metrica italiana, sono decasillabi tronchi trocaici: l’arsi va sulle sillabe dispari. Immaginate se mutilassimo – un po’ come in quei versi “dalla testa rotta” che, ricordate?, si trovano nel Prologo del Don Chisciotte – i decasillabi della Pascoliana Addio! (dai Canti di Castelvecchio):

Il rosaio qui non fa più rò-.
Lungo il Nilo voi le rivedré-,
Volerete sopra le mimò-
della Khala, dentro le ulivé-
del solingo Achilleo di Còr-.

Notare il verso d’inizio che diviene quasi una profezia della mucca che fa mù e del merlo che non fa mè di EELST (e le mimò chi sarà, forse Marcel Marceau?)!
Facezie a parte, l’importante è chiarire che non rientriamo invece nei canoni del novenario italiano: infatti se in quello dattilico l’arsi cade tipicamente sulle sillabe 2, 5 e 8; es. sempre in Pascoli: Il giorno fu pieno di lampi;/ ma ora verranno le stelle; oppure, in quello trocaico, sulle sillabe 1, 3 o 4, 6 e 8 – mai sull’ultima; es. Il finto pellegrino (folcl.): Gentilomo dal bel saludo,/ ‘na matina co’l s’ha levà[-].
E non rientriamo neppure, andando a ritroso, nell’enneasillabo alcaico (terzo verso della strofe alcaica usata anche da Orazio), che aveva arsi fisse su seconda e sesta sillaba.
In conclusione il mio enneasillabo è da vedere come un decasillabo con ritenuta d’acconto. Smile.

** “puzzi come un endice” è una frase che mi veniva sempre detta da mia madre, reggiana; lei intende per e. “uovo marcio”, di fatto esso è “l’Uovo di marmo, o d’altro, che si lascia nel nidio delle galline, quasi a dimostrar loro, dove ell’hanno a andare a far le loro uova, che altrimenti si chiama guardanidio” (voc. Crusca); quindi forse l’espressione allude a un putir riflesso del loco ove l’obiecto è posto, non della cosa in sé.

*** sin da quando militava in c2 pensavo per qualche astruso motivo che il Castrovillari giocasse in maglia nerazzurra; in realtà i Lupi del Pollino portano la divisa rossonera; ma il verso suona troppo bene!

*** è il canale eur0tic tv, n° 952 nel bouquet sky, dalle chiare finalità consolatorie barra surrogatorie.

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