Cinquantaseicozze/XXI


XXI.

Meno frequentemente puoi trovare un grongo
vicino a riva, intrappolato dai banchi sabbiosi
oppure esausto, finito il ciclo della vita con la pirotecnica riproduzione,
scarico come le piccole aguglie che in ultimo si fanno avvicinare,
trattengono al tuo tocco lo scatto di freccia marina.
Forme eleganti, oblunghe, si lasciano morire con rallentate
sinusoidi, non vale respingerle verso la corrente: ogni volta ritornano e
noti attenuarsi la frequenza dei guizzi finché il momento giunge –
magari lì, sul ritrarsi dell’onda, a favore di qualche gabbiano. Imparare
l’occhio placido dell’animale che spira: non ha scritto poesie
né fondato un’azienda… Eppure come tiene la scena,
senz’alcuna fibrilla di rimpianto!

 

[Cinquantaseicozze – raccolta inedita a puntate]
[opera protetta da plagio mediante marcatura temporale legale – redistribuibile con Licenza CC]

Cozza prec. | Inizio | Cozza succ. (dal 29/4/13 h. 9:00)

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3 commenti

  1. Caro Roberto,
    ho atteso molto prima di scrivere due righe. Quando una poesia mi colpisce aspetto, la metto da parte e la rileggo più volte a distanza di qualche tempo. Se ogni volta mi dà emozione allora vuol dire che mi piace (per me funziona così). Oggi, prima che finisse il mio breve periodo di ferie, ho voluto scriverti per darti questa piccola testimonianza. Come sai non sono persona colta e non ti so dire perché mi piace. Non so vivisezionare la produzione artistica in genere, non ho né la cultura né la sensibilità né particolari nozioni di estetica. Comunque la trovo bella (certo poi puoi dire che tratta in modo lieve il tema dell’ineluttabiltà ecc. ma sono banalità per chi possiede cifre analitico-interpretative superiori) perché mi dà emozioni, un pò come sentire una bella canzone (forse ricorderai che a me piace molto la musica leggera Dylan in particolare). A luglio sono andato a vedere Neil Young a Lucca. Ecco il tipo di piacevolezza era lo stesso: mi piaceva, stavo bene. Personalmente preferisco quando scrivi in questo modo rispetto alle cozze dove utilizzi un linguaggio più crudo e talvolta, a mio parere, didascalico. Mi è piaciuta anche la cozza XXIV ci trovo la stessa leggerezza.
    Spero di non averti annoiato, mi faceva piacere darti queste mie impressioni.
    Luca Boccamaiello

    Mi piace

    • grazie Luca, è sempre un piacere. Sì, sono d’accordo sul tuo metodo che mi sembra valido e naturale. Sto viaggiando dalla didascalia alla semplicità, è un viaggio che fanno in tanti, che ogni tanto conosce e accetta dei revirements, come dei gorghi. 😉 Buona giornata, Roberto

      Mi piace

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