Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

bookshop in a coma/2 – chiusure lampo e offerte lampo

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La libreria de'Servi stamane alle 10 (foto mia)

La libreria de’Servi stamane alle 10 (foto mia)

È assodato che le notizie le do quasi sempre molto dopo gli altri. Intanto, per coerenza, il post avrebbe dovuto recare il numero 5 perché oltre alla Martelli ha chiuso anche la Edison, di cui non abbiamo parlato qui ma in compenso trovate un profluvio di e-news. Stesso dicasi per la Libreria del Cinema e, prima ancora, la Libreria del Porcellino, trasferitasi online.
Stavolta invece la novità risale a due mesi fa, ma è ancora attuale perché, se lo stato vegetativo (compreso il “fuori tutto”, svendita libraria attualmente in corso) venne annunciato a metà febbraio, la spina sarà staccata a maggio. In quel periodo la bella Libreria de’ Servi – appena 3 anni e mezzo di età – chiuderà i battenti e noi ci troveremo con l’ennesima luce che si spegne. Per far posto a cosa non si sa, perché nella vetrina è visibile a tutt’oggi un numero di cellulare “per informazioni su affitto fondo (400mq)”.
Massimiliano Chiari e Letizia Fuochi, nell’intervista a caldo, sono avviliti: i costi di un’attività in zona centralissima – peraltro sottoscritti “senza pistola alla tempia”, precisa Chiari con onestà – sono troppo alti e quel parterre di bibliofili/ aficionados che doveva dare linfa alla libreria non si è costituito. Per colpa di chi?
L’articolo mostra un leggero risentimento verso l’humus bibliophilus florentinus – complimentoso ma, all’atto di passare alla cassa, insensibile a spese superiori al foglio rosa da 10€. È una scommessa molto difficile; ammetto io stesso di non avere proceduto a spese consistenti, se non forse nel regalare qualche volume agli altri.
Per esempio oggi ho esaminato lo scaffale di poesia – c’era qualcosa di interessante. Tre copie di Testamento di sangue di Dario Bellezza, valutate 29€ ma, nell’ambito del “fuori tutto”, portate a 19€ (forse scontato di un ulteriore 30%). Probabilmente merita. Per il resto c’erano dei bei libri di Crocetti (es. Tranströmer) ma scontati di soli 2€ rispetto alla copertina. Cos’ho fatto allora? mi son volto alle collane superscontate e tra tanta narrativa ho preso un libro di poesia di Paolo Euron edito da Le Cáriti a 3,5€ (dagli 8 di copertina).
Il libro di Euron, a parte il titolo molto bello (Nulla s’impara dalle sconfitte troppo lente) non è a una prima occhiata nemmeno avvicinabile alla lirica fulminante di Bellezza. Dunque neppure io, che fingo “epistassi profuse” per arrivare più tardi in ufficio sfiorando santuari di lettura e bofonchiando poetiche o critiche cose, sono (più) un bibliofilo. Preferisco andare alla scoperta – spesso invano – della qualità in voci ignote che crogiolarmi al sole dei poeti radiosi. O più prosaicamente ho meno da spendere: bancarelle, biblioteche e offerte lampo di Amaz0n sono il mio pane quotidiano. Credo che sia così per molti accumulatori di libri pre-crisi.
Grande tristezza comunque nel vedere l’ennesima vetrina tappezzata a caratteri cubitali.

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