“…nella letteratura spagnola…” (esercizio)

foto © Andrea G. su Yelp.it

Rosso cupo il tuo volto, unti i capelli,
un Tavernello nella mano destra,
pochi spicci di là: stai sulla soglia
del gelataio in Piazza della passera
ove coppie domenicali in tiro
fan la fila scocciate accessoriate
per sorbirsi la crema Brunelleschi
e dare un senso dolce a questa festa/
ora d’aria… Quando è toccato a me
passare accanto al flusso d’incoscienza
dei tuoi motti – innocenti, farfugliate
libere associazioni della fine –
tu, puro folle che non chiede soldi,
hai detto qualche cosa sulla Spagna
(un accenno improvviso alla sua prosa
pensando a chissà quale Dulcinèa)
poi l’hai sepolta con parole oceano
di deliquio – ma questo m’è bastato
per sentire la punta dell’affanno
e intuirti Cassandra di governi,
cultura scientemente collocata
ai bordi della strada, ammonimento
di Masaccio – “son quel che voi sarete”.
Ho pagato il gelato alla mia diva,
ce lo siamo gustato in Piazza Pitti,
lei m’ha sciolto dai tuoi neri presagi
promettendomi carni indefinite.
(t’ho rivisto più tardi, rincasando,
con altri due reietti professori,
stavolta ben intento a rovistare
nei cassonetti in via de’ Barbadori).

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Un commento

  1. Non solo apprezzo i tuoi intelligenti compnimenti, ma condivido la passione per il gelato della gelateria della passera! Ciao, Massimo

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