Cinquantaseicozze/XVI


XVI.

Alla strillata domanda naturale della settantenne labbra e tette rifatte
sul perché io mi trovi a passare il settembre l’ottobre sulla spiaggia
rispondo raffazzonando ipotesi credibili d’un telelavoro,
precotte nenie meccaniche a scusare l’insana abitazione costiera dell’autunno,
un idillio col silenzio cui non avrei mai e poi mai diritto.
Il corpo – sagace, pur senza titoli – col tempo ha calcificato
la frattura della vertebra sociale, imballato ogni pulsione
a vivere. Son qui grazie a una pensione, proprio come lei, signora:
chi mi lasciò morire si prende scorno e cura dei miei resti, almeno per adesso.

 

[Cinquantaseicozze – raccolta inedita a puntate]
[opera protetta da plagio mediante marcatura temporale legale – redistribuibile con Licenza CC]

Cozza prec. | Inizio | Cozza succ. (dal 25/3/13 h. 9:00)

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