Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

adolescente in un Compro oro (esercizio dopo una lettura di Carmine Vitale)

with 6 comments

Ti luccica lo sguardo bimbominkia
mentre intaschi (lo sai che t’han fregato?)
qualche piotta. Resta sul banco, forse,
quel bracciale di nonna che hai sottratto
da avelli di materia e di memoria.
Sepolti entrambi; certo lei non torna
a romperti i coglioni per sta cosa.
Verdi euro, tirati, giusti giusti
per comprarti un device. Sarai felice
per un paio di dì. Babbo che dice?
Gli rimborsano l’IMU, il resto stica.

comprooro

un compro oro (non quello che fa da sfondo alla nostra vicenda) |img © firenze.repubblica.it

Questo esercizio mi è stato ispirato, oltre che dall’osservazione avvenuta all’uscita dall’ufficio, dalla lettura, a sera, di una poesia di Carmine Vitale: Piove, l’ultima che trovate qui su LDDTS.
Una bella poesia che ficca lo sguardo in quello che m’interessa, salvo poi endoflettersi nel passato con un (abbastanza diffuso) senso dolceamaro che assorbe il realismo dell’incipit.
Il ricorso al romanesco (piotta – che converto in banconota da 100 (verdi) Euro seguendo autorevole dottrina; stica[zzi]) è dettato da mera opportunità metrica, l’azione e l’immaginazione essendosi svolte in riva d’Arno.

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Written by Roberto R. Corsi

5 febbraio, 2013 a 15:04

6 Risposte

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  1. Caro Roberto, ho trovato questo tuo intervento delizioso, pungente e ben rappresentativo di lacerti inquietanti del nostro ambiente sociale… un “satyricon” di Petronio del XXI secolo… complimenti e cari saluti, Massimo Seriacopi

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    Massimo Seriacopi

    5 febbraio, 2013 at 15:28

  2. Ciao Roberto, bella esercitazione :-). Quello da te (non) ritratto potrebbe essere pure un critico musicale all’esterno di un teatro.

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    Amfortas

    5 febbraio, 2013 at 16:23

  3. Caro Roberto,
    mi è piaciuta molto questa tua poesia, mi scuserai il ritardo nel commento. Non saprei dare una motivazione dotta, sai che non ho un bagalio culturale in campo umanistico che mi permetta di fare considerazioni che siano supportate in modo adeguato. Quello che mi piace è il tono di malinconia forse di rimpianto che avvolge il componimento. Certo sono considerazioni banalotte, vedo che i commenti postati volano molto più in alto, però questa tua mi ha colpito e volevo dirtelo. (una domanda personale. Ami Gozzano e Saba? L’accostamento fra i due ti fa inorridire? Sono troppo didascalici per un poeta che scrive in modo più ermetico e, a mio parere, solo apparentemente meno decifrabile?).
    Ho letto le poesie di Vitale alle quali rimandi. Trovo la tua molto superiore rispetto a quella che ti ha ispirato (anche se il filo conduttore può essere lo stesso). Mi è piaciuta molto la prima (Il Leviatano di Melville) per gli stessi motivi di prima. Sai che sono appassionato di musica leggera (?). Gli ultimi due versi mi ricordano il finale di All along the watchtower di Dylan. In Secondigliano a un certo punto si legge “La conoscenza durerà a lungo,la conoscenza non durerà a lungo”. Bowie in Fashion scrive e canta “listen to me, don’t listen to me – Talk to me, don’t talk to me – Dance with me, don’t dance with me”. (probabilmente non è stato nemmeno il primo a scrivere per oppsti). Pensi che ci siano relazioni tra i vari testi o sono solo coincidenze o niente di tutto ciò.
    Scusami la tirata, se non ti va di rispondere non te ne voglio.

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    Luca Boccamaiello

    2 marzo, 2013 at 11:08

    • Correggo, mi scuso con chi legge. Naturalmente volevo scrivere bagaglio e non bagalio. musica (leggera?) e non musica leggera (?). opposti e non oppsti. Normalmente rileggo prima di confermare.

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      Luca Boccamaiello

      2 marzo, 2013 at 11:12

    • Caro Luca intanto ti ringrazio per l’attenzione e per le immeritate lodi. Certo c’è delusione nel vedere queste giovani generazioni in balia di se stesse e chi ha più anni di loro irretito e reso immemore dalle promesse elettorali. un tono generale di malinconia che nasce dall’osservazione e una volontà di farne esercizio spontaneo in endecasillabi (ultimamente mi concentro molto su questo, le “56 cozze” che “trasmetto a puntate” sono qualcosa di precostituito e concluso già da qualche mese ormai).
      Quanto alle poesie di Carmine, può darsi che ci sia quanto scrivi (anche a me piace molto Bowie), come può darsi di no. il procedimento compositivo a specchio di accostare due affermazioni simmetriche e opposte si ritrova, ad esempio, in Zanzotto. Del resto il lettore, dall’attimo della pubblicazione, è sovrano; quel che è più importante, credo che i tuoi interrogativi dimostrino che la poesia di Carmine, nella misura in cui ti spinge all’interrogativo, all’interrogazione e al salto interculturale, possa dirsi tecnicamente – per il mio modo di sentire – “riuscita”.
      Buon pomeriggio, R

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      Roberto R. Corsi

      2 marzo, 2013 at 18:00


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