Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

“che ciascuna costura avea fregi d’oro fino”

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Cartamodello p1.10 (img dal sito e © Giuda Edizioni)

Cartamodello p1.10

costura, ossia cucitura (cum-sutura) che fa cost[ol]a. Dunque non solo e non tanto punto di composizione ma di rilievo, e forse anche di dolorazione (“spianar le costure” vale come bastonare).

Costure, il lavoro di Tracciamenti recentemente pubblicato da Giuda Edizioni reca come sottotitolo «esperimenti di poesia sartoriale» e questa specificazione mi appare anzitutto come differenziale verso il genus e prima ancora il concetto di poesia visiva, che quasi in toto avverto come sviluppo voluttuario di una parola comunque egemone e spesso autosufficiente. Qui invece il rapporto tra le due componenti (parola e modello) presenta connotazione paritaria, di uguale dignità; il sottotitolo avrebbe potuto essere benissimo rovesciato in «sartoria poetica».
Ne deriva una fortissima integrazione e un senso di necessità. Da un lato la parola poetica, fisicamente collocata lungo (oppure oltre) le innervature dei modelli, amplifica come un ventaglio il gioco di contraddizioni laceranti e gordiane (il mio cartamodello preferito, qui a fianco in versione lo-res, recita «il peso irrisolvibile della lotta tra generi») in cui il disegno si fa fenomenologia della problematica esistenziale e/o sociale; in questo senso già la scelta di instillare dilemmi in un modello sartoriale (quindi acefalo) porta a un arcobaleno di rimuginazioni possibili. Dall’altro il cartamodello, irrorandone la secchezza con linee colori e immagini spesso di potente carica simbolica, è la collocazione ideale per una scrittura per fragmenta, asciutta e quasi percettibilmente nemica dell’ornamento, tratto superfluo o ridondante.
A beneficiare dell’innesto, infatti, è a mio modo di vedere soprattutto la poesia, e la lettura “secca” dei soli testi, proposta in coda al volumetto, conferma come il loro esito talora molto felice («l’abito esploso/ incipit della borghesia danzante» del cartamodello 02.11), talaltra giocato su procedimenti un po’ inflazionati (es. scissione dei suffissi -mente o -azione), tragga linfa vitale dall’inserimento nel proprio abito/habitat.
Da sfogliare e regalare.

Forse percorrendo il lemmatico trait d’union tra costura e bastonatura evidenziato all’inizio, la personale di Tracciamenti, in programma a Bologna con inaugurazione il 15 Feb, sarà incentrata sul progetto Lividi.

(la citazione del titolo è tratta dalle Vite parallele di Plutarco)

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Written by Roberto R. Corsi

31 gennaio, 2013 a 15:06

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